{"id":2404,"date":"2023-04-07T10:30:00","date_gmt":"2023-04-07T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=2404"},"modified":"2023-04-06T23:50:10","modified_gmt":"2023-04-06T21:50:10","slug":"il-topo-di-marzo-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2023\/04\/07\/il-topo-di-marzo-2023\/","title":{"rendered":"Il “Topo” di marzo 2023"},"content":{"rendered":"\n
Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!<\/p>\n Marzo si \u00e8 rivelato un mese particolarmente ricco di storie-evento su Topolino<\/em><\/strong>: gli Evaporati<\/em> in prima battuta, ma anche la conclusione del Principe delle sabbie<\/em>, una storia di Vito Stabile con Paperino protagonista capace di colpire molto e l\u2019inaspettato ritorno postumo di Rodolfo Cimino sulle pagine del settimanale! Insomma, un lavoro imponente, maiuscolo e capace di dare una scossa vera alla narrativa disneyana, come non accadeva da veramente tanto tempo. I<\/em>l principe delle sabbie<\/em> \u00e8 comunque stata una lettura piuttosto piacevole, nel complesso, e graziata dal vertice artistico raggiunto finora da Facciotto<\/strong>, che ha conosciuto in questa occasione una crescita artistica fenomenale! L\u2019artista sfoggia tavole raffinate e ricercate, con una cura per il dettaglio e una pulizia del tratto davvero ammirevoli<\/strong>. Gli sfondi appaiono cesellati e credibili, e i personaggi morbidi e immediatamente simpatici nelle forme e nell\u2019estetica. Anche la griglia viene usata in maniera estrosa, sapendo dove andare a modificare la naturale scansione delle vignette senza stravolgimenti ma nel modo pi\u00f9 adatto per rendere giustizia a scorci e monumenti illustrati.<\/p>\n Opera che rappresenta un ennesimo Racconto attorno al fuoco<\/em> di Nonna Papera: la trama \u00e8 in linea con quello spirito, quindi, che ho provato a descrivere in questa recensione per Lo Spazio Bianco<\/strong>:<\/p>\n
La redazione accompagna lo switch tra inverno e primavera in maniera particolarmente riuscita, quindi, con un parterre di autori solidi, validi e decisamente ispirati.
Ecco la mia consueta sintesi.<\/p>\nMarzo 2023: le storie da Topolino<\/em><\/h2>\n
Gli Evaporati<\/em><\/strong>, di Bruno Enna<\/strong> e Davide Cesarello<\/strong> (nn. 3510-3511-3512-3513-3514), \u00e8 una vera e propria rivelazione, che colpisce in maniera potente e per molti versi inaspettata. La lunga storia si attesta come una delle opere fumettistiche Disney pi\u00f9 mature di sempre, rivaleggiando con l\u2019impostazione di MM (pur giocando in tutt\u2019altro genere) nel regalarci non solo un Topolino tosto ma anche nel riservare lo stesso trattamento al resto del cast topolinese.
L\u2019idea di trasportare a Topolinia le dinamiche horror e survival che oscillano tra The Last of Us<\/em>, Io sono leggenda<\/em>, The Walking Dead<\/em> e The Mist<\/em>, senza ricorrere all\u2019elemento parodistico che mettesse quelle tematiche in burletta, sembrava azzardata, considerati i tanti \u201cdon\u2019t<\/em>\u201d che ben conosciamo, ma Enna ha saputo fare elegantemente slalom tra i paletti della narrativa disneyana e ha offerto uno spessore per molti versi inedito a tanti personaggi<\/strong>: se per Mickey si \u00e8 trattato semplicemente di rispolverare lo smalto eroico e avventuroso che gli \u00e8 fondamentalmente proprio nei fumetti, per altre figure come Minni, Orazio, Clarabella e Manetta c\u2019\u00e8 stato un lavoro consapevole e importante di rivalutazione, volto a dare tridimensionalit\u00e0 a personaggi che troppo spesso negli anni sono risultati appiattiti e poco coinvolgenti. Qui invece Minni \u00e8 una volitiva e coraggiosa leader che, nonostante soffra molto, riesce a non abbattersi e a infondere fiducia anche negli altri. Manetta vive addirittura un conflitto interiore a causa della perdita di memoria, che lo rende preda di un certo malvivente\u2026 ecco, a proposito di villain<\/em>, il Gambadilegno che si muove in questo contesto riacquista la propria cattiveria ferina mostrando la sua mancanza di scrupoli e la sua arte della sopravvivenza a discapito del prossimo. Del resto, in un mondo post-apocalittico, chi altri potrebbe rappresentare degnamente la legge del pi\u00f9 forte?
Macchia Nera risulta anch\u2019esso ben approfondito e \u201ccapito\u201d dall\u2019autore: un genio del male che si ritrova senza stimoli in tale contesto, ma che studia sornione la situazione in attesa di capire come agire nel migliore dei modi.<\/p>\n
La sceneggiatura non conosce cali di ritmo in nessun punto, ogni episodio porta avanti coerentemente e senza strappi la trama<\/strong>, muovendosi agilmente in una narrazione non lineare che alterna scene dal presente con azzeccati flashback che mostrano in maniera intelligente il pregresso di questa situazione cos\u00ec assurda. Un meccanismo che ricorda un po\u2019 anche Lost<\/em>, se vogliamo: e non \u00e8 una caso che abbia citato finora diverse serie televisive, visto che l\u2019ispirazione \u201cformale\u201d de Gli Evaporati<\/em> \u00e8 palesemente e dichiaratamente quella. Una scelta che personalmente approvo, che si coglieva gi\u00e0 nel proliferare di avventure a puntate di questi anni ma che qui trova pieno compimento, in maniera azzeccata e riuscita.
La cosa che mi ha stupito \u00e8 la pressoch\u00e9 totale assenza di umorismo, a stemperare i toni della storia<\/strong>: praticamente la parte leggera \u00e8 riservata al solo Pippo, che se ne esce con un paio di frasi delle sue, e basta. Per il resto spadroneggia la tensione, ben percepibile e palpabile, e le reazioni dei vari protagonisti. Un esperimento interessante da attuare con questi personaggi, inusuale nel tenore della scrittura, quasi \u201ctoo much<\/em>\u201d oserei dire: personalmente penso che in un fumetto Disney l\u2019elemento umoristico occorra sempre, a prescindere dal genere di storia, ma riconosco anche che, per come \u00e8 stato impostato questo progetto, la comicit\u00e0 avrebbe influito sul risultato finale depotenziandone il profilo.<\/strong> Rimane secondo me un punto a sfavore, ma \u00e8 davvero l\u2019unico neo in un\u2019opera per il resto assolutamente promossa; direi che Enna \u00e8 riuscito a navigare nella maniera migliore in questo mare che ha creato.<\/p>\n
Cesarello ai disegni \u00e8 il classico disegnatore al posto giusto al momento giusto: il suo stile underground, \u201csporco\u201d e in alcuni casi quasi grottesco<\/strong> (penso all\u2019aspetto di certi comprimari) si rivela perfetto per raffigurare questo mondo alla deriva.<\/strong> Il suo Pippo (ancora pi\u00f9) scombiccherato, i mezzi steampunk del suo Orazio dalle vesti vagamente ottocentesche, il suo meraviglioso Pietro con protesi meccanica e soprattutto quella Minni, che evolve rispetto ai soliti abitini per diventare una vera eroina fin dall\u2019aspetto: la giacca di pelle con le frange, gli stivaletti e i due codini in testa la rendono cazzuta, e anche l\u2019accorgimento degli occhi a mandorla contribuisce in qualche modo a trasmettere quell\u2019idea.<\/strong>
Il tratto dell\u2019artista \u00e8 efficace anche nel rappresentare la desolazione della Topolinia post-apocalittica della serie, aiutato dai colori assolutamente performanti di Irene Fornari<\/strong> e Emanuele Virz\u00ec<\/strong> e da una brillante gestione della griglia.<\/p>\n
Lieto di sapere che non \u00e8 finita qui, con Gli Evaporati<\/em>, quindi, aspettando con forte curiosit\u00e0 il prosieguo della vicenda!<\/p>\n
Il principe delle sabbie<\/strong><\/em>, di Alex Bertani<\/strong>, Francesco Vacca<\/strong> e Giuseppe Facciotto<\/strong> (nn. 3510-3511-3512), \u00e8 l\u2019altra grande saga di marzo (bench\u00e9 iniziata gi\u00e0 a fine febbraio).
Continuiamo a seguire le peregrinazioni del giovane Topolomeo, ma rispetto ai primi due episodi, che mi erano piaciuti veramente tanto, qualcosa sembra incepparsi in questi ultimi tre.
Il ritmo narrativo si \u00e8 fatto pi\u00f9 dispersivo, con episodi che sembravano girare spesso a vuoto per riempire il folto numero di pagine complessivo, quasi come se non servissero tutte queste puntate.<\/strong>
Anche la componente del viaggio, che dalle premesse immaginavo predominante nell\u2019intreccio, a met\u00e0 storia si \u00e8 sostanzialmente eclissata, lasciando questo elemento sullo sfondo a favore dell\u2019intrigo messo in scena dallo sceneggiatore, che per quanto ben scritto appare sostanzialmente una minima variazione delle classiche dinamiche disneyane.
L\u2019uso del cast rimane alla fine una delle cose migliori di questo progetto<\/strong>: Vacca riconferma, dopo l\u2019exploit di Minaccia dallo spazio<\/em>, di conoscere bene i personaggi Disney e di saperli muovere coerentemente tra loro e con il loro DNA. Mi sono piaciute le battutine metanarrative e il modo di usare nel giusto ruolo le controparti egizie di Eta Beta, Enigm, Zapotec&Marlin, Pippo, Macchia Nera, Gambadilegno ecc, per\u00f2 mi sarebbe piaciuto che questo approccio fosse messo al servizio di una trama un po\u2019 pi\u00f9 sostanziosa a livello di contenuti.<\/p>\n
In particolare mi \u00e8 spiaciuto vedere che il protagonista \u00e8 praticamente una vittima degli eventi<\/strong>: \u00e8 vero che \u00e8 giovane e inesperto, e che questa avventura sarebbe dovuta proprio servire a svezzarlo facendogli apprendere lezioni \u201cdi vita\u201d sulla propria pelle, ma avrei personalmente apprezzato che sfoderasse gi\u00e0 qualche abilit\u00e0 che andasse oltre il \u201cplaccaggio\u201d dell\u2019avversario in fuga.<\/p>\n
Nonna Papera e i racconti attorno al fuoco \u2013 La leggenda del console Paolo e della tenace Lucilla<\/strong><\/em>, di Rodolfo Cimino<\/strong>, Tito Faraci<\/strong> e Giampaolo Soldati<\/strong> (n. 3513), \u00e8 un piccolo evento. Il ritorno del nome di Cimino nei credits<\/em> di una storia \u00e8 una situazione che fino a poche settimane fa nessuno avrebbe potuto immaginare, dopo 11 anni dalla sua scomparsa. Che ci fossero vari storyboard rimasti inediti era una voce che girava da tempo, confermata peraltro dai contenuti extra di alcuni recenti volumi di prestigio (Topolino Gold<\/em> e Le serie imperdibili<\/em>), ma che si decidesse di portare uno di questi nella forma compiuta del fumetto era impensabile.
Alex Bertani invece ci crede e affida la sceneggiatura storyboardata da Cimino a Tito Faraci perch\u00e9 la adatti alle regole odierne della narrativa disneyana. Ecco, un\u2019altra sorpresa \u00e8 stata questa scelta: non avrei mai pensato a Faraci per un compito del genere, considerando la voce particolarmente personale e riconoscibile dell\u2019autore. Devo per\u00f2 dire che l\u2019approccio di Tito \u00e8 stato molto rispettoso e di \u201csottrazione\u201d, non andando a sovrapporre la propria scrittura a quella del grande Rodolfo.<\/strong> Certo, nel lavoro di adattamento che gli \u00e8 stato richiesto probabilmente si \u00e8 andato a smussare qualcosa a livello di linguaggio rispetto a quanto scritto di pugno dall’autore originale<\/strong> e, considerando quanto fosse importante nella produzione ciminiana quel suo particolare uso delle parole, \u00e8 un\u2019azione che va a impoverire un po\u2019 il materiale originale. Ma si fa di necessit\u00e0 virt\u00f9, e devo ammettere che in vari balloon Faraci riesce comunque a trovare forme di dialogo meno convenzionali che restituiscono quell\u2019aria \u201cda passato\u201d dal quale in fondo proviene l\u2019opera.<\/p>\nNonna Papera narratrice: \u201cI racconti attorno al fuoco\u201d<\/a><\/blockquote>