{"id":2269,"date":"2023-01-31T10:30:00","date_gmt":"2023-01-31T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=2269"},"modified":"2023-01-27T23:45:36","modified_gmt":"2023-01-27T22:45:36","slug":"il-topo-di-gennaio-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2023\/01\/31\/il-topo-di-gennaio-2023\/","title":{"rendered":"Il \u201cTopo\u201d di gennaio 2023"},"content":{"rendered":"\n

Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!
\u00c8 finalmente terminato un gennaio che, per qualche motivo, mi \u00e8 sembrato pi\u00f9 lungo del solito: non saprei dire se si tratta di una sensazione comune a tutti gli inizi d\u2019anno, che puntualmente il mio cervello rimuove nei mesi successivi, o se quello del 2023 avesse qualcosa di particolare tale da renderne i tempi pi\u00f9 dilatati.
Ad ogni modo ne sono uscito, tra una prima spruzzata di neve \u2013 almeno dalle mie parti \u2013 e lo sciopero dei benzinai.
Ma, soprattutto, accompagnato da quanto pubblicato sul fedele Topolino<\/em>.
Prima di partire con l\u2019analisi delle principali storie di gennaio, per\u00f2, un piccolo avviso su qualcosa che potrebbe cambiare per questo blog dal prossimo mese.<\/p>\n

Avviso all\u2019utenza<\/h2>\n

Sto pensando di modificare l\u2019assetto principale de Lo Spazio Disney<\/strong>, che fin dall\u2019inizio ha avuto come perno attorno cui ruotare quello della disamina a ritmo mensile della produzione disneyana nel suo complesso.
Mi sto accorgendo che un appuntamento fisso di questo tipo, volto peraltro a produrre post piuttosto articolati, inizia a diventare abbastanza gravoso.
L\u2019intenzione sarebbe quindi quella di focalizzarmi su un numero molto pi\u00f9 limitato di storie al mese e di trattarle singolarmente, con brevi recensioni in post ad hoc che possa far uscire con tempistiche pi\u00f9 randomiche<\/strong>: certo, sempre a breve distanza dalla pubblicazione su Topolino<\/em>, ma senza avere come scadenza una finestra molto ristretta (dagli ultimi 2 giorni del mese ai primi 3-4 di quello successivo) e soprattutto sfoltendo un po\u2019 la quantit\u00e0 di materiale da analizzare.
Non sono ancora sicuro di percorrere questa strada, n\u00e9 se tale proposito parta gi\u00e0 con febbraio, ad ogni modo ci tenevo a condividere questo progetto con voi, cos\u00ec magari mi dite anche cosa ne pensate.
Insomma\u2026 anno nuovo, vita nuova \ud83d\ude1b<\/p>\n

E ora\u2026 si alzi il sipario!<\/p>\n

Gennaio 2023: le storie da Topolino<\/em><\/h2>\n

\"\"Non posso che partire dagli episodi 3 e 4 de Il Destino di Paperone<\/em><\/strong> di Fabio Celoni<\/strong> (nn. 3502-3503), avventura della quale avevo gi\u00e0 commentato prologo e prime due parti nel post dello scorso mese<\/a>.
Ora che posso analizzare la storia nel suo insieme, mi dico soddisfatto ma anche leggermente perplesso.
Perplesso perch\u00e9 la struttura a storie singole rende la trama generale piuttosto sfilacciata<\/strong>, almeno in apparenza: il finale in realt\u00e0 tira degnamente le fila della scommessa con i Bassotti e della \u201crinascita\u201d di Zio Paperone, ma nel corso degli episodi spesso gli elementi orizzontali passano quasi in secondo piano e questo rende un po\u2019 scollata l\u2019avventura.
Le puntate in s\u00e9 sono per\u00f2 molto valide<\/strong>: come dicevo il mese scorso, ci rivedo un sacco Rodolfo Cimino<\/strong>, oltre ovviamente a Carl Barks<\/strong>, tra i numi ispiratori ai quali Celoni deve aver guardato.
A parte la seconda e parzialmente l\u2019ultima, tutte le missioni intraprese risultano ben gestite, raccontando solide avventure ma anche qualcosa di pi\u00f9 sul carattere del protagonista. La terza, in particolare, rasenta il capolavoro per come tutti gli elementi \u2013 umorismo, giochi di parole, caccia al tesoro, fanta-archeologia e avventura \u2013 sono dosati all\u2019interno della narrazione.<\/strong><\/p>\n

\"\"Il gran finale, poi, mi ha stupito per la potenza di cui \u00e8 ammantato: un Paperone caratterizzato benissimo, come non si vedeva da anni sulle pagine di Topolino<\/em><\/strong> (e lo dico abbandonando perfino il \u201cprobabilmente\u201d che di solito uso quando faccio affermazioni del genere!): l\u2019artista dimostra di aver capito molto bene il personaggio e di amarlo, al punto da donargli una vera e propria scena madre che rimarr\u00e0 nella memoria dei lettori molto a lungo, credo.
\u00c8 un peccato che si pecchi un po\u2019 nell\u2019amalgama generale, rendendo meno compatto il viaggio alla riscoperta di s\u00e9 compiuto dal vecchio cilindro, cos\u00ec come lo stratagemma del fantasma che in definitiva si rivela un po\u2019 deludente nella sua risoluzione, anche perch\u00e9 piuttosto prevedibile.
Il destino di Paperone<\/em> \u00e8 quindi una storia non cos\u00ec semplice da valutare, per talune scelte di organizzazione narrativa: ambiziosa ma classica, derivativa ma con una sua identit\u00e0 precisa.
Io esco dalla lettura appagato, al netto di quelle cosette che non mi hanno convinto, e direi che tanto mi basta.
Di certo il lato estetico ha contribuito a questo appagamento: come dicevo il mese scorso, lo stile immaginifico e avvolgente di Celoni compie meraviglie<\/strong>, rendendo i personaggi raffinati e cesellati come non mai, ma sbizzarrendosi in modo eccellente anche con le ambientazioni<\/strong>, vere co-protagoniste della storia. Fantastico \u00e8 anche Luca Merli<\/strong> ai colori, che amplia la sua tavolozza trovando soluzioni cromatiche diverse e coerenti per ogni episodio.<\/p>\n

\"\"Su Le avventure del Capitano Nemo \u2013 Il regno di cristallo<\/em>, Ep. 1-2<\/strong>, di Francesco Artibani<\/strong> e Lorenzo Pastrovicchio<\/strong> (nn. 3504-3505), non mi sbilancio troppo dal momento che manca ancora l\u2019ultima puntata.
Mi limito quindi a osservare come finora questa sembra la storia migliore del ciclo verniano, con un primo episodio stratosferico per ritmo, azione e utilizzo dei personaggi<\/strong>: un andamento quasi thriller sotto certi aspetti e aderente con la scrittura dei romanzi di avventura per ragazzi di un tempo (quindi perfettamente coerente con l\u2019ispirazione di base).
Il secondo tassello paga un po\u2019 lo scotto della puntata di mezzo<\/strong>: il ritmo rallenta leggermente per iniziare a chiarire qualcosa dell\u2019intreccio con uno \u201cspieghino\u201d, qualche passaggio si fa necessariamente pi\u00f9 didascalico, ma la trama continua a reggere benissimo e i vari fili tirati iniziano gi\u00e0 a convergere in maniera armonica. La figura di Nemo spicca meravigliosamente, con nuance<\/em> ancora pi\u00f9 stratificate delle prime due storie, ed \u00e8 interessante il villain<\/em> che gli viene contrapposto.
Ottimi anche i disegni del Pastro, che tira fuori tavole maiuscole: quadruple con prospettive ardite, griglie fantasiose e cangianti, cura nel rappresentare le espressioni sui volti dei personaggi, dinamicit\u00e0 del tratto e la consueta attenzione verso lo stile steampunk dei vari mezzi.<\/strong>
C\u2019\u00e8 anche una spread page<\/em> veramente formidabile, esaltata dai bei colori di Irene Fornari<\/strong>.
Insomma, molto, molto bene \ud83d\ude42<\/p>\n

\"\"Con Once upon a mouse\u2026 in the future \u2013 Fantasmi dal futuro<\/em><\/strong>, di Francesco Artibani<\/strong> e Giovanni Rigano<\/strong> (n. 3502), cominciano ufficialmente sul \u201cTopo\u201d le celebrazioni per i 100 anni della Disney: si tratta infatti della prima di una serie di storie che riadattano, ambientandole in un lontano futuro, le trame di alcuni cortometraggi animati classici.
Il riferimento in questo caso \u00e8 a Lonesome ghosts<\/em> del 1937, e Artibani segue quanto basta il canovaccio del cartoon<\/em> per poi saperlo connotare in maniera personale.
Al netto della citt\u00e0 futuristica \u2013 un concept<\/em> abusato che ormai mi ha stancato \u2013 mi sono trovato ad apprezzare questa riscrittura della trama originale, nella quale il trio protagonista mantiene le proprie riconoscibili caratteristiche e ci regala interazioni da antologia e dialoghi ben scritti.<\/strong>
Ho apprezzato molto anche la scena nella quale Topolino, Paperino e Pippo cadono in un trabocchetto: c\u2019\u00e8 un approccio molto d\u2019azione, pur sempre senza dimenticare la comicit\u00e0, che funziona dannatamente bene.
Coi disegni di Rigano bisogna certamente fare i conti: lo stile adottato dall\u2019artista \u00e8 volutamente estremo, in una suggestiva crasi tra l\u2019omaggio al design degli anni Trenta e un tentativo di reinvenzione grafica che sintetizza certi elementi caratteristici di volti, corpi e abiti per rilanciarli in maniera originale. Il risultato sulle prime \u00e8 stato respingente, per quanto mi riguarda (in particolare su Paperino), ma a una rilettura ho apprezzato talune scelte e la direzione estetica che si \u00e8 voluta dare al progetto.<\/strong> Mantengo ancora qualche riserva ma comprendo le potenzialit\u00e0 di questo segno. Molto d\u2019atmosfera invece gli sfondi, niente da dire.
Tra i progetti scritti da Artibani e realizzati per gli USA al fine dell\u2019esportazione internazionale, questo \u00e8 senza dubbio il migliore ora come ora: bisogner\u00e0 vedere come andranno i prossimi episodi, per\u00f2, specialmente quelli sceneggiati da altri autori.<\/p>\n

\"\"Time machine (mis)adventures \u2013 Paperino e la finale scomparsa<\/em><\/strong>, di Alessandro Gatti<\/strong> e Alessandro Pastrovicchio<\/strong> (n. 3503), \u00e8 invece un esempio di storie per il mercato internazionale che non funzionano, siamo proprio su un altro pianeta rispetto all\u2019avventura appena commentata.
Considerando che anche le precedenti del ciclo mi hanno piuttosto deluso, direi che posso concludere che questa serie non faccia proprio per me: la trovo fiacca, priva di verve e con un canovaccio ripetitivo e prevedibile.<\/strong> In questo caso, tra l\u2019altro, il soggetto \u00e8 il medesimo de Il Mondiale scomparso<\/em> di Bruno Sarda<\/strong> e Claudio Sciarrone<\/strong> (riproposta su I Grandi Classici Disney<\/em> di
dicembre<\/a>): ovviamente non ritengo che si tratti di plagio, ma il senso di gi\u00e0 visto si acuisce di conseguenza. Buoni i disegni di Pastrovicchio, anche se un paio di gradini sotto alla sua performance in Viaggio nella luna<\/em>.<\/p>\n

\"\"Topolino e la notte della civetta<\/em><\/strong>, di Francesco Artibani<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong> (n. 3503), ci riporta in Italia dopo l\u2019avventura di un paio di mesi fa nel Parco del Pollino con Rock Sassi.
Ricorderete forse che fui piuttosto freddino in quell\u2019occasione, trovando tale storia eccessivamente didascalica e in sostanza poco riuscita: ebbene, fortunatamente lo sceneggiatore romano ha aggiustato il tiro e con questa seconda incursione italica mi ha offerto una trama davvero appassionante.<\/strong>
L\u2019impianto \u00e8 quello del giallo, che si muove su binari rodati e quindi non particolarmente sorprendenti, ma \u00e8 scritto con grande mestiere e soprattutto amalgama bene l\u2019intreccio con la tradizione locale dei Cucibocca, senza peccare stavolta in un noioso schematismo \u201ceducational<\/em>\u201d.<\/strong> Forte anche del tratto morbido e piacevolissimo di Perina, Artibani riesce ad affascinare il lettore grazie alle potenzialit\u00e0 della regione, e questo \u00e8 senza dubbio un risultato di tutto rispetto.<\/p>\n

\"\"Paperoga e l\u2019effetto raggelante<\/em><\/strong>, di Gaja Arrighini<\/strong> e Stefano Intini<\/strong> (n. 3502), \u00e8 una storia che colpisce a tradimento. Arrighini sforna qui una delle sue migliori prove da sceneggiatrice, presentandoci quella che sembra essere una storia standard di Paperoga che combina pasticci a qualunque parente gli capiti a tiro, mentre invece vuol dire qualcosa di pi\u00f9 sul personaggio e sul suo animo. E attenzione, perch\u00e9 non \u00e8 una cosa da niente: operazioni come queste sono scivolose in quanto in un attimo rischiano di scadere in qualcosa di pretestuoso e vuoto, o in commozione d\u2019accatto che snatura il soggetto. Arrighini invece mantiene sobriet\u00e0 ed equilibrio, confezionando cos\u00ec una storia solida con un bellissimo Paperoga.<\/strong>
Intini ai disegni \u00e8 l\u2019artista giusto al posto giusto: il suo tratto ultra-dinamico e senza freni ben si conf\u00e0 alle varie scenette di cui \u00e8 protagonista il papero col pon-pon nella prima parte dell\u2019avventura, ma risulta ottimale anche per visualizzare le conseguenze emotive \u2013 che si esteriorizzano \u2013 delle reazioni di chi gli sta intorno.<\/strong>
Insomma, pacchetto completo di testi e disegni che remano decisi e insieme nella giusta direzione!<\/p>\n

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Dalla pagina Facebook di Roberto Moscato<\/figcaption><\/figure>\n

Pippo e il villaggio cronometrico<\/em><\/strong>, di Roberto Moscato<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n. 3504), segna il ritorno di Posidippo, cugino precisino di Pippo creato dallo stesso RoM (per usare il nick con cui Moscato era noto sul forum del Papersera \ud83d\ude09 ) .
\u00c8 un personaggio che mi piace molto: Goofy ha sempre avuto una selva indistinta di parenti pippidi, fatte salve le dovute eccezioni quali Indiana Pipps, Gilberto, lo zio Sfrizzo o Nonna Peppa, e non mi dispiace che ogni tanto ci sia il tentativo di inventare qualcuno di pi\u00f9 caratterizzato e con la forza di diventare ricorrente. L\u2019ha fatto Vito Stabile<\/strong> con Nonno Walter (che spero di rivedere presto) e lo sta facendo Roberto Moscato con Posidippo, qui alla sua terza apparizione, peraltro quella col maggior numero di pagine.
Lo spunto iniziale \u00e8 buonissimo e solido nella sua semplicit\u00e0; viene sviluppato con diverse belle idee e funziona bene, in particolare nel \u201cteam-up\u201d con Orazio.<\/strong>
Ottimi i disegni di Lucio Leoni<\/strong>, che soprattutto nelle ambientazioni, negli interni e nell\u2019aspetto degli orologi (che hanno grande importanza nella trama) fa davvero del suo meglio con un tratto preciso e pulito.<\/p>\n

Paperino, Paperoga & Paperica e la caccia ai mille vip<\/em><\/strong>, di Roberto Gagnor<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> (n. 3505), \u00e8 stata realizzata per festeggiare il compleanno del giornalista Rai Vincenzo Mollica<\/strong>, che il 27 gennaio ha compiuto 70 anni.
Grande amico di Topolino<\/em> da molti anni, \u00e8 stato pi\u00f9 volte presente sulle sue pagine nei panni dell\u2019alter ego Vincenzo Paperica, di cui tutto saprete consultando la recensione di un volume Giunti<\/strong> a lui interamente dedicato che realizzai per Lo Spazio Bianco<\/strong>:<\/p>\n

Papershow: Paperica che tra gli umani fu Mollica<\/a><\/blockquote>