{"id":1773,"date":"2022-07-04T10:30:00","date_gmt":"2022-07-04T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=1773"},"modified":"2022-07-03T23:10:37","modified_gmt":"2022-07-03T21:10:37","slug":"il-topo-di-giugno-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2022\/07\/04\/il-topo-di-giugno-2022\/","title":{"rendered":"Il \u201cTopo\u201d di giugno 2022"},"content":{"rendered":"\n

Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!
La guerra in Ucraina continua \u2013 e quando ne accennai per la prima volta in questo blog non avrei mai creduto di scriverlo ancora all\u2019inizio di luglio \u2013 e per non farci mancare niente il Covid rialza la testa in un periodo nel quale, per quanto riguarda gli scorsi due anni, solitamente scemava.
Il conflitto di cui sopra porta a conseguenze a catena che si preparano a incidere anche direttamente nelle nostre vite e nei nostri portafogli \u2013 e in alcuni casi sta gi\u00e0 succedendo \u2013 mentre il caldo atroce, che personalmente mi sta togliendo energie, ha anche l\u2019effetto di creare una siccit\u00e0 tale da consigliare un\u2019attenzione particolare all\u2019uso domestico dell\u2019acqua. Tra fiumi in secca e invasioni di cavallette nei campi di alcune regioni italiane, direi che a livello di segnali dell\u2019Apocalisse siamo quasi al completo, contando ovviamente anche guerra e pandemia.
E a dirla tutta, anche la mia ultima settimana non \u00e8 stata delle migliori! ^^\u2019\u2019<\/p>\n

Ma ehi, \u00e8 cominciata l\u2019estate!
Quindi, tra un tormentone orecchiabile e un cocktail sulla spiaggia, c\u2019\u00e8 anche il tempo per leggere i Topolino<\/em> usciti a giugno e poi ragionarci sopra con qualche spunto critico, pur salvaguardando l\u2019evasione e lo svago che questi personaggi possono bene o male sempre garantire e di cui, se ho reso bene l\u2019idea in questa introduzione, c\u2019\u00e8 sempre un dannatissimo bisogno per sopravvivere.<\/strong><\/p>\n

Giugno 2022: le storie da Topolino<\/em><\/h2>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_1\"Prima di parlare delle storie, per\u00f2, pongo l\u2019accento su una piccola, grande rivoluzione avviata con il secondo numero del mese: dal #3472 infatti i sommari di Topolino<\/em> riportano, oltre al nome degli sceneggiatori e dei disegnatori delle singole avventure, anche quelli degli inchiostratori e dei coloristi, figure quasi sempre rimaste nell\u2019ombra e di cui solo a volte, grazie ai social, era possibile conoscere il ruolo.<\/strong>
Ora invece Alex Bertani<\/strong> ha voluto accreditare ufficialmente anche questi professionisti, determinanti nel risultato finale del prodotto artistico.
Una scelta secondo me molto giusta e molto importante per il settore fumettistico italiano<\/strong>; mi scuso perci\u00f2 in anticipo se non sempre, soprattutto in questa puntata, nominer\u00f2 a mia volta questi ulteriori soggetti. Non \u00e8 per menefreghismo, ma perch\u00e9 devo ancora prendere le misure su come poter sfruttare al meglio la conoscenza ufficiale di questi nomi per la stesura dei miei post.<\/p>\n

Addentrandomi nel commento fumettistico, parto con le storie in due parti e attacco in particolare con Topolino e il ritorno dell\u2019Uomo Falena<\/em><\/strong>, di Sergio Badino<\/strong> e Andrea Malgeri<\/strong> (nn. 3471-3472).
Dopo la sorprendentemente ottima prova di Siamo serie!<\/em>, lo sceneggiatore torna con una trama di genere completamente diverso, che flirta col mistero e l\u2019indagine del sovrannaturale, peraltro anticipata da una fantastica e inquietante copertina di Corrado Mastantuono<\/strong>. La prima parte regge benissimo<\/strong>, si legge con grande trasporto e si viene introdotti nei giusti modi all\u2019interno della situazione con cui vengono a contatto Topolino, Tip e Tap, mentre nella seconda ravviso un calo di tensione che sfocia in una conclusione fin troppo terra-terra. Alla leggenda dell\u2019Uomo Falena, non inventata da Badino ma gi\u00e0 esistente, viene fornita una spiegazione razionale \u2013 quando nella realt\u00e0 resta ancora indefinita \u2013 che purtroppo ammoscia abbastanza l\u2019atmosfera che era stata creata cos\u00ec bene nella prima met\u00e0.<\/strong> Non dico che rovini la storia nel complesso, che mantiene i suoi punti forti, ma certamente si \u00e8 trattato di un finale poco ispirato, dal mio punto di vista.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_12\"Molto buona la caratterizzazione del piccolo villaggio in cui si recano i protagonisti, cos\u00ec come il modo in cui vengono scritti Mickey Mouse e i due nipotini; un plauso particolare alla spalla di lusso, Max Topidoro, che altri non \u00e8 se non la controparte disneyana di Massimo Polidoro<\/strong>, divulgatore scientifico e membro del CICAP, che rappresenta un ottimo esempio di come una persona reale possa entrare in un fumetto Disney e interagire con i nostri personaggi senza fare una marchetta goffa e smaccata. Topidoro si amalgama infatti perfettamente sia con la trama che con i tre protagonisti, la sua presenza \u00e8 ampiamente giustificata e risulta assolutamente naturale<\/strong>, e solo nella parte redazionale viene giustamente evidenziato il parallelo con la persona reale e con il suo ruolo. Parte redazionale molto utile anche per illustrare i contorni della leggenda \u201creale\u201d dell\u2019Uomo Falena.
Maugeri ai disegni fa un gran bel lavoro: ne avevo gi\u00e0 elogiato il tratto lo scorso mese, e mi ritrovo a confermare quelle felici impressioni perch\u00e9 i suoi disegni sono freschi, dinamici, dettagliati e molto comunicativi, ben accompagnati dalle chine di Simone Paoloni. Ottimi gli scenari bucolici del villaggio come quelli della foresta, bel character design<\/em> per i comprimari.<\/strong>
Si tratta insomma di una storia che, date le premesse, poteva dare molto di pi\u00f9, ma che resta ampiamente sopra la sufficienza. Menzione d\u2019onore per l\u2019ultima tavola del primo episodio, veramente ben giocata.<\/strong><\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_8\"Gastone lo sfortunato<\/strong><\/em>, di Emiliano e Matteo Mammucari<\/strong> e Stefano Zanchi<\/strong> (nn. 3472-3473) rappresenta l\u2019esordio su Topolino<\/em> per i due sceneggiatori, che nel mondo del fumetto in generale sono invece professionisti affermati da anni, in particolare in casa Bonelli<\/strong>.
Le premesse, per quanto mi riguarda, non erano affatto buone<\/strong>: l\u2019assunto di base per cui Gastone diventa sfortunato \u00e8 l\u2019emblema stesso di una mancanza di idee che porta alla pigra soluzione di \u201cinvertire le parti\u201d, e infatti non \u00e8 certo la prima volta che accade una cosa del genere. I fratelli Mammucari riescono per\u00f2 in parte a smarcarsi dalla sciatteria di uno spunto facile e banale come questo<\/strong> per inseguire un racconto che evidentemente avevano ben chiaro nella loro testa e che ha conosciuto, in definitiva, un esito felice.
Intanto rilevo, a livello formale, che ritmi e tempi narrativi rispecchiano molto la narrazione moderna, fatta pi\u00f9 di sensazioni che di fattualit\u00e0<\/strong>: la trama che si snoda in due tempi si potrebbe riassumere completamente in poche righe, ma quello che emerge sono i sentimenti, il rapporto tra Paperino e il cugino, le velleit\u00e0 di Amelia, la riflessione sui rischi che comporta una ricchezza improvvisa e immeritata.
\u00c8 una storia di maturazione, questa, non solo per il \u201ctitolare\u201d ma anche per l\u2019avversaria, che assurge al ruolo di co-protagonista: Amelia.<\/strong> La fattucchiera \u00e8 infatti un ingranaggio determinante non solo nell\u2019azione ma anche negli obiettivi degli sceneggiatori, che la usano per farle affrontare le conseguenze della propria hybris<\/em>.
Ne emerge un uso molto consapevole di questi due personaggi, che sorprende considerando che gli autori sono alla loro prima prova disneyana, ma che si scontra inevitabilmente con i dettami di questo tipo di fumetto, che non pu\u00f2 conoscere grandi evoluzioni e sconvolgimenti nei suoi personaggi.<\/strong> L\u2019avventura per\u00f2 si colloca nel filone gastoniano inaugurato da Marco Nucci<\/strong> con La solitudine del quadrifoglio<\/em> e in quello ameliesco lanciato da Bruno Enna<\/strong> con Le 7 streghe vulcaniche<\/em>, quindi in qualche modo prosegue coerentemente il progetto di rilancio di queste due figure voluto e inseguito chiaramente dal direttore, e lo fa in maniera elegante.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_18\"Non sono ancora convinto di questa nuova interpretazione di Gladstone Gander, a dire il vero, ma devo dire che si sta lavorando di cesello e resto quindi \u201calla finestra\u201d a guardare dove l\u2019operazione ci porter\u00e0. Per Amelia sono gi\u00e0 pi\u00f9 positivo fin d\u2019ora: il lavoro sulla villain<\/em> sta cercando di farla uscire dal loop in cui era drammaticamente incastrata da decenni dandole un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 specifica senza rinnegarne le basi, e ci\u00f2 \u00e8 decisamente lodevole.
In questa storia le vediamo poi particolarmente minacciosa e temibile, anche grazie ai disegni fenomenali di Stefano Zanchi, un artista davvero eccellente che per quanto mi riguarda \u00e8 il migliore della sua generazione a pari-merito con Emmanuele Baccinelli<\/strong>.
Qui il disegnatore si scatena, con un\u2019Amelia da sturbo in tutte le sue fasi, in particolare quando \u00e8 diventata evil<\/em> in tutto e per tutto. Anche i suoi Gastone e Paperino sono ottimi, graziati da un tratto guizzante, morbido e veloce davvero da lustrarsi gli occhi.<\/strong>
Due parole sulla gabbia, infine (se avete letto il mio ultimo post, sapete che in questo periodo mi ci sto concentrando parecchio<\/a>): Zanchi sovverte la struttura classica della tavola con regolarit\u00e0, rendendo l\u2019eccezione quella che solitamente \u00e8 la norma.<\/strong> Ci sono pagine con due sole vignette, splash page con riquadri incastonati, contorni curvi e flessibili ecc. A dire il vero non sempre viene salvaguardata la piena leggibilit\u00e0 del fumetto, elemento che deve sempre e comunque rimanere al primo posto, ma fortunatamente si tratta solo di un paio di passaggi isolati, mentre per il resto le soluzioni \u201cfluide\u201d che vengono adottate arricchiscono la narrazione senza complicarla, accompagnando con soluzioni intelligenti lo sguardo del lettore da una vignetta all\u2019altra.
Determinanti in diverse scene anche i colori di Emanuele Virz\u00ec<\/strong> supervisionati e curati in parte dallo stesso Zanchi.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_3\"Per introdurre La Paperiliade<\/strong><\/em>, di Roberto Gagnor<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong> (nn. 3473-3474), c\u2019\u00e8 poco da dire: come il titolo stesso suggerisce si tratta della parodia dell\u2019Iliade<\/em> di Omero<\/strong>, dopo che lo stesso sceneggiatore aveva realizzato la versione disneyana dell\u2019Odissea<\/em> qualche anno fa.
Rispetto al percorso intrapreso negli ultimi anni con queste operazioni, che erano pi\u00f9 simili ad adattamenti dell\u2019opera originale che a parodie come accadeva in passato, Gagnor sembra invece scegliere una via smaccatamente parodistica, infarcendo le pagine di battute, gag volutamente anacronistiche e satira \u2013 forse un po\u2019 superficiale \u2013 su alcuni tormentoni da social e altre consuetudini dell\u2019attualit\u00e0. Ho sorriso in un paio di momenti, ma per il resto mi sono ritrovato presto un po\u2019 stufo da quel bersagliamento di riferimenti e frecciatine post-moderne. <\/strong>
Il parallelismo tra i miti greci e la contemporaneit\u00e0 ha il suo perch\u00e9 \u2013 Hercules<\/em> insegna \u2013 ma in questo caso per quanto mi riguarda non ha funzionato. L\u2019attenzione smodata alle battute, poi, ha fatto s\u00ec che la trama ne risentisse risultando poco chiara e scorrevole. Il risultato \u00e8 che ho \u201cvisto\u201d poco PaperAchille e TopoEttore, nei quali percepivo un certo potenziale ma che secondo me non \u00e8 stata adeguatamente sfruttato.
Infine le ultime tavole, che tentano invece una virata riflessiva e profonda, risultano paradossalmente posticce al termine di una storia che per tutta la sua durata ha rifiutato sistematicamente di prendersi sul serio.
Alessandro Perina da par suo si difende molto bene, con tavole dettagliate e ben organizzate e personaggi ritratti in maniera impeccabile.<\/strong>
Non \u00e8 bastato questo, per\u00f2, a farmi appassionare alla vicenda.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_20\"Le Giovani Marmotte in: occhio al manuale,<\/strong><\/em> di Francesco Vacca<\/strong> e Mario Ferracina<\/strong> (n. 3475) conclude la run<\/em> di Vacca sulle GM, che si \u00e8 snodata per alcune storie in due tempi pubblicate durante gli scorsi mesi. Non ho avuto parole dolci per le precedenti avventure, ma in questo caso le cose mi sono sembrate leggermente migliori che in passato.<\/strong> No, non certo per la \u201crivelazione\u201d (virgolette d\u2019obbligo) sul cattivo dietro alle minacce subite dalle Marmotte in questa serie di storie, telefonato che pi\u00f9 telefonato non si pu\u00f2, ma per l\u2019impianto narrativo che, pur essenzialmente basico e non particolarmente ispirato, riesce comunque ad offrire alcuni elementi di interesse, in primis nella caratterizzazione di alcuni personaggi come Zio Paperone, il Gran Mogol e Newton Pitagorico. Apprezzabile il rispetto per la continuity relativa al villain<\/em>, che fa riferimento ad alcune situazioni viste in una storia di diversi anni fa, e quindi non creata a prescindere come parte del progetto n\u00e9 scritta dallo stesso sceneggiatore. La citazione avviene in modo naturale e fluido e questo la rende apprezzabile.
Mi \u00e8 piaciuto il ruolo delle aspiranti Marmotte, gi\u00e0 introdotte precedentemente e qui ben gestite, mentre mi ha abbastanza deluso la spiegazione sulla misteriosa invenzione di Newton che rende illeggibile il Manuale agli estranei.<\/strong>
Molto buono il lavoro di Ferracina ai disegni: il tratto vagamente sporco non mi convince del tutto ma noto e apprezzo il lavoro che si intravede chiaramente, la cura verso le espressioni di certi personaggi e, ancora una volta, l\u2019attenzione a sfondi e ambientazioni.<\/strong><\/p>\n

Papersera News presenta: Zio Paperone e il ritorno dei Wakasnort<\/strong><\/em>, di Corrado Mastantuono<\/strong> (n. 3471), \u00e8 uno dei rari casi in cui questa miniserie non mi ha detto molto. L\u2019autore reintroduce la trib\u00f9 che aveva esordito in una delle prime storie del ciclo, ma lo fa secondo me senza molta verve e senza che la cosa sia particolarmente giustificata. Apprezzo che anche in questo caso, dietro la trama in apparenza semplice e lineare, si nasconda l\u2019occasione per uno spunto riflessivo che renda Paperone pi\u00f9 tridimensionale del solito, ma stavolta il tutto mi \u00e8 sembrato apparecchiato meno bene del solito, e mi sono trovato piuttosto disinteressato alla vicenda raccontata.<\/strong> Poco male, non tutte queste avventure possono convincermi, e mi sono comunque beato dei bei disegni dell\u2019autore.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_14\"I misteri di Paperopoli \u2013 Paperino, Archimede e il Nuovo Cinema Paperopol<\/strong><\/em>i, di Bruno Sarda<\/strong> e
Davide Cesarello<\/strong> (n. 3471) costituisce il terzo tassello di questa \u201cserie antologica\u201d narrata dalla citt\u00e0 e dai suoi edifici. Il progetto nel complesso continua a non convincermi affatto e ad offrire una cornice assolutamente pretestuosa per raccogliere storie che in realt\u00e0 sono normalissime autoconclusive nobilitate da un cappello un po\u2019 gratuito.<\/strong>
Concentrandomi sulla storia in s\u00e9, l\u2019ho trovata piuttosto buona come idea di base, anche per il collegamento con le vicissitudini del vero cinema della citt\u00e0 di Alex Bertani, ma per quanto riguarda lo svolgimento non ci ho trovato nessuno stimolo particolare n\u00e9 grandi motivi di attrattiva, considerando che si tratta sostanzialmente delle trovate pubblicitarie di Paperino e Archimede per attirare pubblico in sala e verso la fine di una svolta \u201cthrilling\u201d decisamente posticcia.<\/strong>
Confermo le mie ampie riserve su Davide Cesarello alle prese coi Paperi: tanto lo trovo a suo agio con Topolino & co., tanto non riesco ad apprezzarne lo stile per i personaggi in becco e piume, che trovo quasi arronzato, poco curato nei tratti somatici e nelle corporature, con vari dettagli che per me suonano fuori posto e poco riusciti.<\/strong><\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_15\"Paperina e la voce vegetale<\/strong><\/em>, di Giorgio Salati<\/strong> e Giulia Lomurno<\/strong> (n. 3471) \u00e8 la classica breve dalla quale non ci si aspetta nulla, una riempitiva senza troppe pretese, ma che invece riesce a sorprendere positivamente.
Salati prende un\u2019idea per nulla originale \u2013 un\u2019invenzione di Archimede in grado di far parlare le piante \u2013 ma da essa riesce a costruire uno sviluppo divertente e azzeccato, nel quale risalta una Paperina in grado di mostrare le sue potenzialit\u00e0 come personaggio.<\/strong> La papera si rapporta al fiore parlante come con un\u2019amica o una confidente, la cosa viene portata all\u2019estremo con gag molto riuscite fino a quando la situazione prende una piega meno positiva. Meccanismo pi\u00f9 che rodato ma che lo sceneggiatore gestisce con perizia e con i giusti tempi comici, offrendo ai lettori uno spaccato fresco di quotidianit\u00e0 paperopolese.<\/strong>
Lomurno continua la propria crescita come disegnatrice e accompagna il testo con un tratto che si fonde perfettamente con la vicenda raccontata. Ottima la sua rappresentazione della protagonista, soprattutto nel mostrarla con diversi outfit<\/strong> (cosa per cui non mi batter\u00f2 mai abbastanza \ud83d\ude1b )<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_16\"Malachia e la zampata esponenziale<\/em><\/strong>, di Marco Nucci<\/strong> e Blasco Pisapia<\/strong> (n. 3471) non appartiene al ciclo di Miao! Cronache feline<\/em>, nonostante possa essere intesa come una sorta di \u201cspecial\u201d della serie dedicata al gatto di Paperino.
\u201cSpecial\u201d \u00e8 anche lo sceneggiatore, infatti, dal momento che Nucci non si era ancora cimentato con Malachia: un esordio coi fiocchi, perch\u00e9 la storia pur nella sua semplicit\u00e0 iniziale conosce un\u2019escalation narrativa davvero da applausi.<\/strong> Il ricorso spasmodico alle didascalie, uno dei marchi di fabbrica dell\u2019autore, conosce qui nuove vette ma ampiamente giustificate dal mutismo del protagonista, fungendo da interpretazione del suo pensiero, ed \u00e8 un escamotage che diventa parte integrante della comicit\u00e0 dirompente della storiella. A un inizio che tutto sommato sembra ricalcare alcune idee gi\u00e0 viste nei Miao<\/em>, con un simpatico focus sull\u2019abitudine felina di gettare a terra oggetti in bilico sulle superfici, fa seguito un\u2019evoluzione imprevedibile, roboante e gestita benissimo, che conosce poi una svolta a sorpresa efficacissima. Il tutto viene accompagnato da un Pisapia molto buono, forse alla sua miglior prova da diverso tempo<\/strong>, che consente di visualizzare in modo brillante la sceneggiatura di Nucci e tutti i suoi risvolti.<\/p>\n

Qui, Quo e\u2026 qua ci serve un liutaio<\/strong><\/em>, di Davide Aicardi<\/strong> e Massimo Fecchi<\/strong> (n. 3472) \u00e8 invece una storia meno semplice da valutare. Lo spunto \u00e8 interessante, viene riproposto il \u201cgiro\u201d di amicizie diversificato tra i tre nipotini con i diversi interessi e immerso in una situazione quotidiana che poteva dar vita a un simpatico slice of life<\/em> in salsa disneyana\u2026 la trama per\u00f2 non riesce mai a fare il salto decisivo e scorre allo stesso ritmo per tutto il tempo, perdendo mordente di pagina in pagina.<\/strong> Peccato perch\u00e9 le vibes<\/em> positive c\u2019erano, e anche i disegni di Fecchi, pur forse meno ispirati delle volte precedenti, apparivano adeguati nella loro semplicit\u00e0 a questo impianto narrativo.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_7\"Anacleto e i giorni senza Paperino<\/strong><\/em>, di Davide Fortuna<\/strong> e Marco Mazzarello<\/strong> (n. 3474) \u00e8 un grosso no, purtroppo. E mi spiace dirlo, considerando che lo sceneggiatore \u00e8 un esordiente sulle pagine di Topolino<\/em>. Ha debuttato con Rockerduck e la bombetta prediletta<\/strong><\/em> sul numero precedente, un\u2019avventura buona ma con qualche difettuccio, che nel complesso risulta piuttosto anonima, mentre in questo caso noto proprio un appiattimento del personaggio interessato \u2013 il vicino di Paperino \u2013 che viene proposto con il solo e unico scopo nella vita di battibeccare con qualcuno e nello specifico con Donald Duck.<\/strong> \u00c8 vero che il comprimario ci \u00e8 sempre stato proposto solo cos\u00ec, ma un conto \u00e8 inquadrarlo in questo ruolo all\u2019interno di uno dei tanti confronti tra i due confinanti, un altro \u00e8 mostrarlo in un percorso \u201ca solo\u201d volto esclusivamente a realizzarsi in questa maniera. La china \u00e8 scivolosa in questo caso proprio perch\u00e9 va a denudare l\u2019assurdit\u00e0 di una figura del genere, rendendola fragile e a tratti isterica, con cui non ci si immedesima ma nemmeno la si pu\u00f2 comprendere, il tutto in una sequela di gag poco divertenti.<\/strong>
Mazzarello non aiuta, il suo tratto \u00e8 incerto e mi \u00e8 sembrato di veder svaniti i miglioramenti che avevo colto ultimamente. Con la prospettiva di vederlo sulle pagine del prossimo PK, questa osservazione non mi fa stare propriamente tranquillo\u2026<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_11\"Esco deluso anche dalla lettura di Paperino e il torneo del re<\/strong><\/em>, di Carlo Panaro<\/strong> e Marco Palazzi<\/strong> (n. 3472), esattamente come fu per Il sigillo di Papero Magno<\/em> di pochi mesi fa. Anche questa storia fa infatti parte del recupero del Ciclo Paperingio di Chendi\/Bottaro<\/strong>, e ancora una volta mi trovo a chiedermi come possa essere sembrata una buona idea riprendere in mano queste versioni dei personaggi Disney, se il risultato \u00e8 quello di integrarle in un iter narrativo piatto e standardizzato, senza velleit\u00e0 alcuna, con una narrazione poco ispirata e che procede col pilota automatico.<\/strong> Queste storie, uscite nel 2022, appaiono per molti versi pi\u00f9 vecchie di quelle originarie pubblicate negli anni Settanta.
Non c\u2019\u00e8 traccia della genialit\u00e0 sovversiva di quei soggetti, quindi forse tanto valeva impostarle come generiche avventure di ambientazione medievale che non avrebbero comunque brillato ma sarebbero passate inosservate, senza addossare loro il pesante fardello dell\u2019eredit\u00e0 artistica con cui fare i conti e con cui uscire inevitabilmente con le ossa rotte.
Anche i disegni del buon Palazzi, costituiti da un tratto solido e piacevole, non possono essere giudicati pienamente positivi proprio per questo confronto<\/strong>: Bottaro aveva inserito intuizioni estetiche avanti di decenni, che costituivano un buon 50% del motivo per cui ricordiamo quel ciclo ancora oggi, mentre con Il sigillo di Papero Magno<\/em> e con questa Il torneo del re<\/em> abbiamo storie disegnate bene ma senza guizzi e senza alcun elemento di particolare interesse.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_6\"Lord Hatequack presenta… L’ora del terrore – Paperoga, e il lungo, lunghissimo nastro misterioso<\/strong><\/em>, di Giulio Antonio Gualtieri<\/strong>, Marco Nucci<\/strong> e Enrico Faccini<\/strong> (n. 3474) riporta sulle pagine del settimanale la serie inaugurata qualche mese fa con il nuovo personaggio di Hatequack nel ruolo di narratore. Rispetto al primo racconto del terrore (quello di Topolino e il museo delle cere) stavolta il risultato \u00e8 meno efficace. Non c\u2019\u00e8 traccia di inquietudine o di brividi lungo la schiena, ma solo una vena surreale alla quale ben si presta Paperoga come protagonista, ma che sembra c\u2019entrare poco con il cappello \u201cL\u2019ora del terrore<\/em>\u201d, direi.<\/strong> A parte ci\u00f2, anche la trovata della sequenza di tavole mute con il personaggio che segue un filo per tutta la citt\u00e0 risulta in realt\u00e0 assai noioso e decisamente troppo tirato per le lunghe.
\u00c8 perfettamente comprensibile il motivo per cui \u00e8 stato chiamato Faccini alle matite, ma il confronto con il suo Paperoga in questo caso \u00e8 impietoso: si pu\u00f2 individuare un pattern<\/em> simile, certo, ma il risultato \u00e8 decisamente meno riuscito, azzeccato e soddisfacente.<\/strong> Faccini, peraltro, ha dimostrato in alcune occasioni di saper padroneggiare bene il genere \u201chorror\u201d, ed \u00e8 quindi un peccato che il suo disegno sia stato messo al servizio di una trama che invece ha ben poco di quelle atmosfere.
Mi aspetto di pi\u00f9 e di meglio da questo ciclo, onestamente.<\/p>\n

Per andare su qualcosa di pi\u00f9 \u201cmodesto\u201d esprimo un parere veloce anche su Pippo e l\u2019agognata roulotte<\/em><\/strong>, di Rudy Salvagnini<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n. 3475); rispetto alla precedente storia dello sceneggiatore apparsa sul \u201cTopo<\/em>\u201d, che come forse ricorderete mi aveva un po\u2019 deluso, qui ho ritrovato il Salvagnini che ricordo e amo, perfettamente a suo agio con la logica pippesca. Se volessi trovarci un difetto sarebbe nella struttura fin troppo spezzettata del racconto, ma la trama diverte e tanto mi basta.<\/strong> Bravo come sempre Leoni ai disegni \ud83d\ude42<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_4\"Concludo con Foglie rosse \u2013 Un lungo inverno<\/strong><\/em>, di Claudio Sciarrone<\/strong> (nn. 3474-3475), della quale in realt\u00e0 parler\u00f2 meglio, pi\u00f9 diffusamente e pi\u00f9 compiutamente, il mese prossimo, alla luce della sua conclusione.
Per ora posso commentare gli episodi 1 e 2<\/strong>, che costituiscono la prima met\u00e0 della seconda e ultima stagione del serial di Sciarrone.
E mentre il primo mi \u00e8 sembrato piuttosto lento nel ritmo narrativo, fin troppo preoccupato di fissare i punti della situazione secondo l\u2019ottica dei vari personaggi in gioco<\/strong> (Tip e Tap, gli altri membri della band, Philly, i suoi amici, gli Sgharooz e Topolino) e di visualizzare il setting in cui ci troviamo, \u00e8 nel secondo che la situazione sembra farsi realmente interessante: l\u2019entrata in gioco prepotente della divisione governativa che sta indagando sugli alieni, che costituisce la parte centrale della puntata, funziona molto bene.<\/strong> Certo, con diversi debiti a situazioni analoghe viste in tanta narrativa cinematografica di genere, ma fa parte del gioco fin dalla prima stagione di Foglie rosse<\/em> e non ha certo senso pensare a questo elemento come a un difetto.
Mi piace come Sciarrone ha fatto muovere i due nipotini in questa situazione, mi piace il carattere di Philly e mi piace il ruolo di Topolino, ancora piuttosto defilato ma ben dosato.<\/strong>
Anche le sequenze con gli Sgharooz, che nell\u2019episodio precedente mi avevano piuttosto annoiato, stavolta trovano maggior sostanza e portano al promettente cliffhanger<\/em>.
Esteticamente l\u2019autore fa un lavoro roboante, con una griglia sempre in mutamento e pensata per accompagnare le diverse fasi del racconto in maniera coerente, senza paura di strafare e senza andare oltre la leggibilit\u00e0 della tavola.<\/strong> Ci sono alcune soluzioni abbastanza \u201cdi rottura\u201d ma sempre proposte in maniera chiara e lineare a dispetto della gabbia stravolta. Ottimi anche gli effetti speciali dati dalla colorazione di Irene Fornari<\/strong> supervisionata dallo stesso Sciarrone, una combo che enfatizza l\u2019aspetto delle vignette.<\/p>\n

\"Spazio_Disney_topogiugno22_17\"Due parole le merita anche il Riassuntone<\/strong><\/em> pubblicato sul n. 3473: l\u2019ho trovato un modo originale e spumeggiante di fare il \u201cpreviously on Foglie rosse<\/em>\u201d :P, per aver scelto di farlo fare in prima persona da Tip e Tap ma soprattutto per il disegno. Sciarrone vira infatti verso uno stile di ispirazione smaccatamente manga, sia nella rappresentazione dei personaggi, che appaiono fortemente stilizzati, che nell\u2019impostazione dinamicissima della tavola e degli scenari, caratterizzati da un tratto grezzo e \u201csmatitato\u201d che risulta molto spontaneo.<\/strong> Una sperimentazione interessante e degna di nota, funzionale nella manciata di tavole utili a fare il punto della situazione \ud83d\ude42<\/p>\n


Bene, credo di aver detto tutto.
L\u2019appuntamento \u00e8 ora fra pochi giorni con il post che riguarda le pubblicazioni di giugno.
Ciao!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di giugno secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":1774,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di giugno 2022 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di giugno secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[107,65,175,34,60,173,133,97,42,134,174,106,108,149,96,4],"class_list":["post-1773","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-alessandro-perina","tag-blasco-pisapia","tag-carlo-panaro","tag-claudio-sciarrone","tag-corrado-mastantuono","tag-emiliano-mammucari","tag-francesco-vacca","tag-giorgio-salati","tag-marco-nucci","tag-mario-ferracina","tag-matteo-mammucari","tag-roberto-gagnor","tag-rudy-salvagnini","tag-sergio-badino","tag-stefano-zanchi","tag-topolino-magazine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1773"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1773\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}