L\u2019alba<\/em>, ai miei occhi tutto si \u00e8 sciolto come neve al sole: che senso ha avuto questa storia, nel grande disegno del progetto gervasiano, se tutto \u00e8 tornato come prima senza nessun cambiamento nello status quo?<\/strong> Mi si potrebbe obiettare che \u00e8 una struttura narrativa insita nella stessa serie fin dagli esordi, ma all\u2019epoca la direzione complessiva era ben diversa, gli obiettivi anche, e non c\u2019erano storie in pi\u00f9 parti anticipate da roboanti promesse in teaser ed editoriali.<\/p>\n
Se l\u2019azione \u00e8 stata in parte avvincente e uno dei pregi di questa nuova incursione \u201cfantomatica\u201d, \u00e8 proprio la trama a risultare un giro a vuoto, utile solo come momento di transizione per elementi che stanno ai margini<\/strong> (Lady Senape e i suoi segreti, il significato della Bella Addormentata<\/em> per Zio Paperone, il collegamento con Duckan, gli intrighi fuori scena di Cuordipietra) senza per\u00f2 rendere realmente succosa e autonoma l\u2019avventura che era al centro, cio\u00e8 il momento pi\u00f9 critico della carriera del ladro mascherato, con i complici catturati e le identit\u00e0 rivelate. Non ho avvertito \u2013 magari \u00e8 un problema mio, chiss\u00e0 \u2013 tensione in relazione a questi frangenti, tutto mi \u00e8 sembrato procedere col pilota automatico per arrivare in maniera quasi circolare a un finale a tarallucci e vino, che guarda immancabilmente al futuro senza grandi scossoni o idee.
<\/strong>Criticai ai tempi L\u2019ombra di Mister Vertigo<\/em> di Marco Nucci<\/strong> per motivi molto simili \u2013 una scatola vuota utile solo per fare da ponte tra il prima e il dopo \u2013 e parimenti resto deluso da questa Notte\/Alba<\/em>, che utilizza sostanzialmente lo stesso escamotage.
La fine e l\u2019inizio<\/em>, pur con alcune debolezze che credo rilevai all\u2019epoca, era riuscita per\u00f2 a trasmettere qualcosa di pi\u00f9 sostanzioso, di rilanciare il progetto con una nuova chiave e di dargli un afflato e un orizzonte diversi. Questo a mio avviso manca stavolta, e tutto viene rimandato ai prossimi mesi.<\/p>\n
Tornano i ragazzi di Area 15<\/em><\/strong> con ben due storie: Sipario<\/em><\/strong>, di Marco Nucci<\/strong> e Libero Ermetti<\/strong> (n. 3468) e In punta di piedi<\/em><\/strong>, di Gaja Arrighini<\/strong> e Marco Mazzarello<\/strong> (n. 3470), dagli esiti diametralmente opposti pur partendo entrambe dallo stesso presupposto, quello di far affrontare e conoscere ai protagonisti nuovi tipi di intrattenimento oltre a quelli gi\u00e0 sviluppati nel loro club, come cinema e fumetti.
Nel primo caso si tratta del teatro, e Nucci confeziona un\u2019avventura molto sentita e divertente, efficace sotto diversi punti di vista, tra i quali le strizzatine d\u2019occhio di stampo smaccatamente donrosiano sono quelle per me meno interessanti, mero orpello marginale che ha perlomeno il gusto di essere trattato con garbo.<\/strong>
Il cuore della vicenda sta nella trama e nella \u201cstoria dentro la storia\u201d, quella cio\u00e8 della sceneggiatura drammaturgica che i ragazzi mettono in scena su direttive di uno storico attore di teatro. I due tempi vengono gestiti molto bene, i caratteri dei protagonisti anche; dialoghi e narrazione esterna tramite didascalie funzionano fluidamente<\/strong> e anche i riferimenti intrecciati ad altri filoni narrativi (vedasi gli amici campagnoli di Gastone o il rapporto tra Rockerduck e Lusky) non appaiono invasivi. La cornice dei disegni di Ermetti \u00e8 ideale, perch\u00e9 offre al racconto un tratto morbido ed elegante davvero piacevole da osservare, soprattutto nell\u2019aspetto dei paperotti.<\/strong><\/p>\n
Nel secondo caso, invece, la storia perde qualunque appeal: Arrighini si concentra troppo sul \u201cmessaggio\u201d, l\u2019elogio della danza da una parte e di Roberto Bolle dall\u2019altra, nelle sue sembianze papere gi\u00e0 viste anni fa, costruendo letteralmente la trama attorno a questo argomento e non, al contrario, inserendo tale tematica all\u2019interno di un racconto interessante di per s\u00e9.<\/strong> Un\u2019impostazione del genere stride con la freschezza che finora hanno avuto le storie di Area 15<\/em>, piegandosi di fatto al meccanismo dello \u201cspottone\u201d (che, per quanto possa avere intenti lodevoli e richiami di \u201cfascia alta\u201d, dovrebbe comunque essere ben congegnato) senza particolare cura. Il personaggio del bulletto appare cos\u00ec appiattito, e anche Vanessa sembra quasi un\u2019altra. L\u2019insieme non \u00e8 aiutato dai disegni di Mazzarello che, pur risultandomi qui pi\u00f9 apprezzabile che in altre situazioni, appare molto distante dalla media dei disegni delle altre storie del progetto.<\/p>\nNucci colpisce ancora con Road to World Cup, ep. 1: Il ritorno di Mister Spazzolone<\/strong><\/em>, con i disegni di Stefano Intini<\/strong> (n. 3469). Le ottime vibes<\/em> che avvertii con il prologo vengono riconfermate e rilanciate anche ora, grazie a una narrazione sportiva che solitamente su Topolino<\/em> mi ha sempre\u2026 appallato, se non proprio respinto, salvo illustri eccezioni, ma che lo sceneggiatore riesce a rendere invece interessante usandola in sostanza per raccontare altro.<\/p>\n
Il calcio \u2013 e la cosa si era gi\u00e0 vista in particolare l\u2019anno scorso con Calisota Summer Cup<\/em> e, in misura minore e meno efficace, nel Torneo delle 100 porte<\/em> \u2013 \u00e8 solo lo strumento con cui si veicola una trama, un messaggio, un sentimento (solitamente di riscatto).<\/strong> In questo modo, pur non mettendolo in disparte, visto che diverse sequenze mostrano lo svolgersi della partita, il lettore avverte in primo piano le spinte dei giocatori, quello che li anima, la loro stessa essenza che coniugano all\u2019interno dell\u2019attivit\u00e0 agonistica. Formula vecchia come il mondo, intendiamoci, ma sempre adatta se scritta bene, e Nucci lo fa.<\/strong> Magnifico l\u2019uso di Pennino, bella la caratterizzazione di Paperino, divertentissima la caratteristica del campo avversario (tutta l\u2019idea dell\u2019incrociatore come stadio e degli spazzolatori \u00e8 forte, veramente forte), interessante il cliffhanger finale. E magistrali i disegni di un Intini stratosferico, che soprattutto nelle scene giocate tira fuori vignette a dir poco ammirevoli.<\/p>\n
Chiudo con Fumetti muti \u2013 Don\u2019t worry, Bum happy: Improvvisamente splash<\/strong><\/em>, di Corrado Mastantuono<\/strong> (n. 3470), forse la migliore delle tre uscite ad oggi. Si omaggia palesemente una comica classicissima dei film muti come la canna dell\u2019acqua, e l\u2019autore ne approfitta dapprima per visualizzare un paio di gag visive davvero spassose, e poi per deviare verso una direzione quasi onirica e fantastica, che potrebbe far storcere il naso ma che io ho apprezzato moltissimo, portando peraltro a un finale malinconico inaspettato ma che in qualche maniera si incastra bene nell\u2019insieme.<\/strong>
Non so quanto il personaggio di Bum Bum sia in realt\u00e0 adatto come maschera per queste sequenze alternative, in realt\u00e0, ma \u00e8 evidente che Mastantuono stia sfruttando la fiducia del direttore verso questa figura per sperimentare in diversi modi le possibilit\u00e0 insite nella sua creatura, come osservato anche nelle ultime storie lunghe che lo vedevano protagonista e ora con questo progetto parallelo e inusuale, dal quale per\u00f2 non so bene cosa aspettarmi e come inquadrarlo, se non come divertissement<\/em> a parte.<\/p>\nBene, credo di aver detto tutto.
L\u2019appuntamento \u00e8 ora fra un paio di giorni con il post che riguarda le pubblicazioni di maggio.
Ciao!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
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