TaleSpin<\/em>, la serie animata degli anni Novanta che lo vedeva protagonista nei panni di un pilota, la seconda met\u00e0 dell\u2019albo offre diverse storie interessanti da scoprire e ritrovare.<\/p>\n
Almanacco Topolino<\/em> #6<\/strong> \u00e8 un buon numero, piuttosto solido sin dalla storia d’apertura: Paperino e la gita sulla neve<\/strong><\/em> di Rodolfo Cimino<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> \u00e8 un divertissement<\/em> che proviene direttamente dagli anni Settanta e che sembra mutuare i ritmi narrativi da quelli dei cortometraggi classici con il personaggio. L’andamento \u00e8 infatti “spezzettato”, con una struttura “a livelli” nella quale il buon Donald conosce un’escalation di sfortune ogni volta che prova a contrastare l’odiato cugino Gastone con un crescendo di balorda ambizione.<\/strong> Un Paperino ostinato e bizzoso figlio di quel periodo ma capace di far sorridere anche al giorno d’oggi. Di certo quello che spicca in questa avventura sono i fenomenali disegni di Cavazzano nel pieno della sua fase sperimentale: le gambe lunghe, la postura dinamica, le espressioni vispe che delinea sul protagonista sono esempi di grande maestria, cos\u00ec come gli sfondi particolareggiati e realistici.<\/strong><\/p>\nL’altra italiana lunga, che chiude l’albo, raccoglie invece pi\u00f9 marcatamente gli stilemi degli anni Cinquanta, avendo esordito nel 1960: Paperino e il febbraio ingannatore<\/strong> <\/em>vede Guido Martina<\/strong> accanirsi con particolare sadismo sul papero vestito alla marinara, facendogli attraversare una serie di sfortune e di disavventure che rendono questa figura quasi tragica, di certo pietistica. L’accanimento contro il protagonista suona a tratti eccessivo e fastidioso, soprattutto se confrontato (ancora!) con la fortuna adamantina di Gastone. Lo spunto iniziale della trama ricorda una classica avventura basksiana, per prendere poi una traiettoria tutta sua inserendo addirittura il Gatto e la Volpe del film Pinocchio<\/em>.<\/strong> Insomma, la trama \u00e8 piuttosto essenziale e diretta, mentre come spesso accadeva il succo si trovava nell’umorismo “cattivo” che consisteva nel mettere Paperino alla berlina, spesso e volentieri anche per colpa dell’atteggiamento negativo e autosabotatore che gli veniva appioppato. A rendere quasi disturbante il tutto concorrono i disegni di Giuseppe Perego<\/strong>, che offre alcune vignette nelle quali la prospettiva \u00e8 un optional e dove i personaggi appaiono quasi deformati.<\/p>\n
Per quanto riguarda le inedite, al netto delle one-page<\/em> su Della e su Ely, Emy, Evy, spiccano gli ultimi due capitoli dei Diari di Paperone \u2013 Gli anni di Paperopoli<\/em><\/strong> di Kari Korhonen<\/strong> (in attesa di nuove \u201cstagioni\u201d realizzate dall\u2019artista finlandese) e Eta Beta e la tasca dei miracoli<\/strong><\/em> di Byron Erickson<\/strong> e Fabrizio Petrossi<\/strong>. Ancora una volta \u00e8 la brevit\u00e0 di queste avventure il loro tallone d’Achille: sembra voglia succedere tanto ma poi si deve necessariamente risolvere tutto in quattro e quattr’otto. Manca quindi il quid che renda realmente interessante la sfida dei grattacieli tra Paperone e Samuele Rockerduck (plot<\/em> gi\u00e0 visto in diverse salse nel fumetto Disney), mentre la sensazione da “endgame<\/em>” dell’episodio finale si coglie solo in parte, perch\u00e9 ad una buona idea non fa sponda lo spazio necessario a sviscerarla nella maniera pi\u00f9 consona. <\/strong>Resta comunque una degna conclusione, con i suoi motivi d’interesse e con un’ultima tavola significativa, ma confermo ulteriormente che la serie con me non ha fatto particolarmente breccia.
Nel caso della storia con Eta, l’ho trovata assai simpatica nella sua semplicit\u00e0: carina e non forzata l’idea di reintrodurre gli scienziati che studiarono il personaggio nelle sue strisce d’esordio e anche le gag funzionano, risultando godibili.<\/strong> Pollice in su anche per lo stile grafico fortemente gottfredsoniano che il poliedrico disegnatore ha adottato in quest\u2019occasione.
Meno ispirata invece Amelia in: cercasi cavaliere<\/strong><\/em> di Janet Gilbert<\/strong> e Marco Rota<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n
Divertentissima la four-page<\/em> Gift lion<\/em><\/strong> di Carl Barks<\/strong> mantenuta in lingua originale, mentre non posso essere contento di vedere riproposta Il mistero del cappellino rosso<\/strong><\/em>, unica storia dell’Uomo dei Paperi con Topolino che ho sempre trovato scialba e illustrata in maniera agghiacciante.<\/p>\nBene invece gli articoli di Luca Boschi<\/strong> che, a dispetto di essere tutti compressi in un’unica pagina ciascuno (un editoriale iniziale e quattro approfondimenti a introduzione delle varie sezioni), riescono a gestire bene lo spazio a disposizione per dispensare informazioni utili e interessanti per contestualizzare ci\u00f2 che si andr\u00e0 a leggere.
Infine \u00e8 doveroso ricordare la presenza di Almanacco Topolino News<\/strong><\/em>, la rubrica di segnalazioni curata da Francesco Gerbaldo<\/strong>, nella quale annuncia qualcosa di quanto si trover\u00e0 nelle sue testate Papersera<\/em> e Il Club dei Supereroi<\/em> di marzo, oltre a ricordare Pat McGreal<\/strong>, lo sceneggiatore Egmont venuto a mancare anzitempo lo scorso giugno.<\/p>\nCito en passant anche Zio Paperone<\/em> #44<\/strong>, per ricordarvi che dallo scorso numero il mensile paperoniano \u00e8 arricchito ogni volta da una Storia Superstar selezionata dall\u2019amico Davide Del Gusto<\/strong>: in questo caso si tratta di Venezia e i tesori de\u2019 Paperoni<\/strong><\/em> di Romano Scarpa<\/strong>, una storia uscita esattamente 37 anni fa che forse non \u00e8 tra le pi\u00f9 note tra quelle realizzate dal fumettista come autore unico, ma che merita senza dubbio la lettura nel caso non abbiate mai avuto l\u2019occasione di \u201cincocciarci\u201d. Ad ogni modo il valore aggiunto si rintraccia anche nella sempre puntuale introduzione del nostro Marchese preferito \ud83d\ude1b<\/p>\n
Ma con febbraio Davide raddoppia la sua presenza in edicola, facendo il suo esordio su Paperfantasy<\/em>: il #25<\/strong> vede infatti la pubblicazione dei primi due episodi della serie danese Time Machine<\/em><\/strong>, realizzata da vari autori, in parte ancora inedita in Italia e che trova nel bimestrale del fantastico una collocazione ideale. Promotore di questo inserimento \u00e8 proprio il Del Gusto, che firma anche in questa occasione un articolo introduttivo che spiega e contestualizza il progetto.
Io lessi i due capitoli disegnati da Marco Rota<\/strong> (uno dei quali \u00e8 pubblicato in questo albo) che vennero proposti a suo tempo da Zio Paperone<\/em> (\u2026 l\u2019altro, quello anni Novanta-Duemila, non quello paniniano \ud83d\ude1b ) e sinceramente non scatt\u00f2 la scintilla: trovai le sceneggiature piuttosto pesanti e noiose, e il tema del viaggio del tempo \u2013 che solitamente con me non fatica minimamente e mi \u201ccompra subito\u201d \u2013 mi apparve gestito maluccio. Insomma, non mi attira affatto.<\/strong>
Gusti personali a parte, \u00e8 interessante l\u2019idea della pubblicazione completa e ordinata in questa sede, e sono contento per questo secondo e immediato traguardo del ragazzo.
Il resto del sommario si \u201caccende\u201d in particolare per Ser Topolino e la cavalcata dei cavaliere inesistenti<\/strong><\/em>, anche se solo nella sua prima parte (di cinque totali). La seconda delle Fantaleggende<\/em><\/strong> \u00e8 la pi\u00f9 ambiziosa e la pi\u00f9 riuscita della splendida trilogia firmata da Caterina Mognato<\/strong> e Giuseppe Dalla Santa<\/strong>, quindi \u00e8 consigliatissima, ma questo spezzettamento folle non le rende certamente giustizia, al di fuori del debutto su Topolino<\/em>. Peccato.<\/p>\nSegnalo anche I Classici Disney<\/strong><\/em> #17 – <\/strong>Trema Topolino<\/strong><\/em>, con la selezione d’autore di Fausto Vitaliano<\/strong>. Non l\u2019ho acquistato e quindi non posso esprimermi sul tenore di testi e disegni delle tavole di raccordo, ma il sommario \u00e8 di indubbia qualit\u00e0: Topolino e il magnifico Doppioscherzo<\/strong><\/em> di Casty<\/strong> e Massimo De Vita<\/strong>, ma soprattutto Topolino e il mistero di Pupazzo di Neve<\/em><\/strong> di Silvano Mezzavilla<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong> e Topolino e il segreto del settimo corvo<\/em><\/strong> di Francesco Artibani<\/strong> e Lorenzo Pastrovicchio<\/strong> sono ottime storie con ottimi autori e se per caso vi mancano potrebbe essere l\u2019occasione giusta ed economica per recuperarle. Non ve ne pentirete.<\/p>\nLa fumetteria Disney di febbraio 2022<\/h2>\n
Questo mese fa capolino anche il panorama delle pubblicazioni un po\u2019 pi\u00f9 ricercate, dopo che gennaio ne era stato avaro.
E non si pu\u00f2 che partire con Le serie imperdibili<\/strong><\/em> #1 \u2013 <\/strong>Le Tops Stories<\/strong><\/em>, nuova testata bimestrale cartonata che prende il via e si propone di offrire al pubblico cicli di storie Disney raccolti in modo ordinato e curato.<\/strong> Si parte con le avventure di Sir Top De Tops, l\u2019avo inglese di Topolino creato da Giorgio Pezzin<\/strong> con i disegni di Massimo De Vita<\/strong>, tornato in auge gi\u00e0 dallo scorso agosto grazie all\u2019avventura inedita pubblicata su Topolino<\/em> e al Classici Disney<\/em> dedicato.
Non poteva esserci scelta pi\u00f9 felice per inaugurare la collana: Le Tops Stories<\/strong><\/em> sono una serie di grandissima qualit\u00e0, le sceneggiature sono suggestive e articolate, per nulla didascaliche o accondiscendenti, e fanno viaggiare la fantasia come riesce solo la miglior narrativa. I disegni di De Vita, poi, sono qualcosa di favoloso<\/strong>: ho sempre detto che per me gli anni Novanta rappresentano l\u2019apice artistico di questo disegnatore e con queste storie siamo nel pieno di quel periodo aureo.
Inoltre, a parte due brossuratini usciti a inizio Millennio e presto diventati di difficile reperibilit\u00e0 se non sovrapprezzati, la serie non ha mai visto una riedizione unitaria ma solo sparsa per singoli episodi (consuetudine possibile per via dell\u2019assenza di una continuity particolare), e quindi un\u2019operazione del genere ha perfettamente senso.
La grande caratura delle storie viene accompagnata pi\u00f9 che degnamente da un\u2019edizione veramente con i fiocchi: gli articoli e gli approfondimenti testuali sono numerosi e dettagliati, un apparato editoriale di tutto rispetto che rende onore alla serie e che si arricchisce, per i cultori, della pubblicazione dei soggetti originali di Pezzin, per poter confrontare la versione primigenia con quella definitiva.<\/strong>
I nei sono quelli \u201ccommerciali\u201d: suddividere il ciclo in quattro volumi pubblicando quindi su ciascuno solo tre storie, inserire la cartonatura e vendere il tutto a 10 euro \u00e8 un perfetto esempio della politica editoriale che sta prendendo sempre pi\u00f9 piede nell\u2019editoria fumettistica, specialmente in casa Panini.<\/strong> \u00c8 vero che i volumi, come detto, sono ben rimpinguati da contenuti extra, ma l\u2019aggiunta di almeno una storia per uscita avrebbe consentito di risparmiare un tomo rendendo pi\u00f9 snella la collezione. Ma tant\u2019\u00e8.<\/p>\n
Topolino Extra #8 \u2013 Papersera News<\/strong><\/em> \u00e8 un prodotto da premiare di base, dal momento che valorizza ufficialmente il talento e la bravura di Corrado Mastantuono<\/strong>, il quale zitto zitto quatto quatto negli ultimi anni sta sfornando ottime prove da autore unico, in particolare con questa serie.
Certamente i primi episodi di Papersera News presenta<\/strong><\/em> sono pi\u00f9 consueti rispetto alle sperimentazioni che l\u2019artista avrebbe innestato in quello successivi, usando il progetto come interessante possibilit\u00e0 di andare in tante direzioni diverse partendo dal setting della scalcinata redazione giornalistica. Ma in questa consuetudine si trovano comunque comicit\u00e0 genuina e ben giocata, un ottimo uso dei personaggi e del medium fumetto e disegni notevoli. Come abitudine per la collana, inoltre, l\u2019apparato editoriale a contorno delle storie permette di avere diversi dietro le quinte, approfondimenti e dichiarazioni di prima mano da parte dello stesso Mastantuono, grande valore aggiunto della testata.
Insomma, consigliatissimo, soprattutto a chi non possedesse gi\u00e0 le storie sul \u201cTopo<\/em>\u201d.<\/p>\nIl \u201csondaggione\u201d \ud83d\ude1b<\/h2>\n
Un paio di settimane fa, sul profilo Instagram ufficiale de Lo Spazio Disney, ho fatto una storia nella quale invitavo i miei follower a indicare, con apposito sondaggio, quale delle quattro pubblicazioni Disney che seguo fedelmente ad oggi (Grandi Classici, Almanacco Topolino, Papersera e Club dei supereroi<\/em>) avrebbero tagliato<\/strong> se, nei miei panni, si fosse reso necessario rinunciare a una di queste.
Purtroppo non ho pensato di fare uno screenshot<\/em> del risultato finale ed essendo io una capr\u2026 ehm, ancora acerbo nell\u2019uso di quel social \ud83d\ude1b non riesco a recuperare tale responso dall\u2019archivio del profilo.
Poco male, sono certo che vi fiderete sulla parola: la maggioranza di voi avrebbe buttato gi\u00f9 dalla torre Papersera<\/em>.<\/strong>
\u00c8 comprensibile: in effetti, tra quelle in elenco, \u00e8 sicuramente la proposta pi\u00f9 \u201cdebole\u201d o comunque quella che contiene storie di minor interesse.
Ma il brossuratino dedicato al quotidiano di Paperopoli ha il pregio di essere il pi\u00f9 economico del lotto, oltre ad uscire solo quattro volte all\u2019anno. Non impatta quindi n\u00e9 sul budget n\u00e9 sullo spazio, che sono due dei tre principali motivi che mi hanno fatto propendere per una piccola stretta sugli acquisti, oltre alla difficolt\u00e0 di star dietro a troppe novit\u00e0 fumettistiche \u2013 contando anche one-shot<\/em> disneyani ed extra-Disney \u2013 con il poco tempo libero che ho attualmente a disposizione.
La mia personale scure cade invece su Almanacco Topolino<\/em><\/strong> (che la \u201cgiuria popolare\u201d metteva invece come penultima opzione, davanti solo alla #unicatestataseria): il progetto di revival<\/em> della storica testata \u00e8 lodevole e apprezzabile, ma con questi primi numeri mi sono reso conto che la maggior parte delle inedite straniere proposte \u2013 piatto forte della rivista \u2013 non incontrano i miei gusti, spesso deludendomi, senza contare che non stravedo nemmeno per le brevi d\u2019epoca con protagonisti i personaggi di seconda fascia. Le storie lunghe e italiane in apertura e chiusura restano invitanti, ma per quel tipo di materiale i GCD sono sufficienti a saziarmi.<\/strong>
Scendo quindi dalla barca, almeno per un po\u2019\u2026 in futuro si vedr\u00e0.
Non mancher\u00f2 di monitorare puntualmente i sommari futuri, per potermi fare un\u2019idea e scrivere almeno un paio di righe generali qui sul blog.<\/p>\nBene, direi che \u00e8 tutto.
Ci si legge presto, qui sul blog e sulla pagina Instagram \ud83d\ude09
Ciao!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
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