Irene Fornari<\/strong> (con la supervisione dello stesso Mazzarello), giocano la loro parte sia per quanto riguarda gli abiti che per gli ambienti: le tavole appaiono fresche, luminose e molto ariose e questo contribuisce alla giusta atmosfera di lettura<\/p>\n
Le Giovani Marmotte in: la terra delle nuvole<\/strong><\/em>, con i disegni di\u00a0Mario Ferracina<\/strong> (n. 3454), \u00e8 la seconda storia lunga che vede Vacca alla sceneggiatura.
Se siete dei fedeli seguaci di questo blog ricorderete i miei commenti poco lusinghieri nei confronti delle due storie precedenti con le GM: ahim\u00e8, purtroppo il mio giudizio rimane lo stesso anche per questa ultima missione del corpo scoutistico paperopolese.
I difetti riscontrati in precedenza infatti permangono \u2013 qualche difficolt\u00e0 di bilanciamento tra i rapporti interpersonali e l\u2019incarico ambientalista di turno, una certa confusione di fondo nella narrazione, piccole ingenuit\u00e0 nel far evolvere la trama \u2013 ai quali si aggiunge la drammatica incompletezza di fondo che la storia trasmette.<\/strong>
L\u2019inserimento di una trama orizzontale in questo rilancio delle Giovani Marmotte \u00e8 infatti un altro elemento di criticit\u00e0 che avevo rilevato nelle ultime storie, non tanto per l\u2019intento in s\u00e9 ma per come stava venendo gestito<\/strong>: qui raggiunge l\u2019apoteosi, tra avversari introdotti due anni fa e misteriosi intrecci con altri nemici ancora nell\u2019ombra, ma soprattutto con un finale che pi\u00f9 che aperto appare monco, nel quale Newton ha avuto un\u2019idea per salvaguardare il Manuale da occhi indiscreti ma non si pu\u00f2 ancora dire quale sia, per\u00f2 facciamoci tutti insieme una foto per commemorare l\u2019avventura nella suggestiva salina. Salina che, in tutto ci\u00f2, ha pochi momenti di gloria in tavole effettivamente degne di nota grazie alle matite ispira di Ferracina, il quale offre scorci davvero meravigliosi utilizzando anche giochi di prospettiva azzeccati e ammirevoli.<\/strong>
Insomma, la saga di queste nuove GM \u00e8 ben lungi dall\u2019essere terminata: \u00e8 ovvio che le risposte non date saranno fornite nel prossimo episodio, non \u00e8 questo che lamento, quanto la modalit\u00e0 con cui la macrotrama sta venendo gestita e i veri e propri \u201cstrappi\u201d che non rendono i cliffhanger<\/em> fluidi tra di loro. Da qui il senso di incompletezza e frustrazione, che non credo dovrei provare leggendo anche solo un tassello di un racconto pi\u00f9 vasto.
Considerando la brevit\u00e0 della singola storia e il fatto che all\u2019interno deve starci l\u2019aspetto naturalistico, i rapporti tra i ragazzi, i loro sentimenti e l\u2019intrigo misterioso, riconosco che sia effettivamente difficile mantenere armonico il tutto\u2026 ma forse allora si poteva mettere meno carne al fuoco in questo progetto.<\/p>\n
Papersera News presenta: L\u2019oscuro mistero a otto zampe + L\u2019oscuro mistero dello specchio riflesso<\/strong><\/em>, di Corrado Mastantuono<\/strong> (nn. 3456-3457) \u00e8 una strana creatura \ud83d\ude1b una specie di bilogia costituita da due storie in due tempi dal titolo simile e labilmente collegate tra loro.
Il Masta si sta divertendo un mondo a sperimentare quanto pi\u00f9 possibile all\u2019interno di questa serie che inizialmente sembrava qualcosa di ameno e senza pretese ma che l\u2019artista sta \u201cstressando\u201d sempre di pi\u00f9 per riuscire a vedere fin dove pu\u00f2 spingersi partendo dalla vita di redazione nel quotidiano di Zio Paperone.
Non tutte le ciambelle riescono col buco, per\u00f2: e cos\u00ec, dopo alcuni episodi assai ispirati, in questa sorta di thriller a base di cani rapiti, strani riti magici e dimensioni parallele non tutto funziona come in passato.<\/strong> Al di l\u00e0 della collocazione temporale poco realistica per il flashback all\u2019inizio de L\u2019oscuro mistero a otto zampe<\/em>, lo sviluppo conosce un\u2019evoluzione fin troppo esoterica e il limite di pagine non permette a conti fatti \u2013 nemmeno nelle due parti a disposizione stavolta \u2013 di sviscerare degnamente la mitologia alla base di questo intrigo.<\/strong> Il mistero su chi potesse essere il colpevole, inoltre, non sussiste molto, ma c\u2019\u00e8 da dire comunque che il vero \u201ccolpevole\u201d rappresenta una figura piuttosto affascinante, che sono stato ben felice di ritrovare la settimana successiva e che non mi spiacerebbe diventasse ricorrente all\u2019interno della serie. <\/strong>Difatti, gi\u00e0 ne <\/span>L\u2019oscuro mistero dello specchio riflesso<\/em>, le cose migliorano sensibilmente: <\/span>il tema narrativo, per quanto altrettanto \u201cai confini della realt\u00e0\u201d, viene presentato meglio al lettore e questo mi ha permesso di \u201ccrederci\u201d di pi\u00f9.<\/strong> Chiss\u00e0, forse anche solo avere maggior confidenza con il nuovo personaggio e il suo ruolo permette una maggior scioltezza nell\u2019esposizione. Fatto sta che la tensione viene gestita in maniera migliore, \u00e8 maggiormente palpabile e l\u2019atmosfera generale della storia ne guadagna assai.<\/span><\/p>\nNota di merito, in entrambi i casi, per gli splendidi voli pindarici di Paperoga, vero e proprio campione di fantasia al potere con parentesi assolutamente di pregio: in particolare nella seconda avventura c\u2019\u00e8 un passaggio in cui si nota come Mastantuono sappia usare il medium fumetto in una maniera peculiare e riuscitissima.<\/strong> Merito ovviamente anche del suo stile di disegno, che continua a regalarmi grandi soddisfazioni per il tratto fluido, le pose ricercate e l\u2019approccio visivo mai banale.<\/p>\n
La ciurma del sole nero \u2013 La grande astronave<\/strong><\/em>, di Marco Gervasio<\/strong> e Cristian Canfailla<\/strong> (n. 3456) segna il ritorno dopo diverse settimane della saga spaziale di Gervasio, che mi aveva lasciato in sospeso. Lo dico subito: \u00e8 un buon episodio, credo il migliore dopo il primo per quanto mi riguarda. \u00c8 vero, in alcuni passaggi lo sceneggiatore indugia un po\u2019 troppo sulla retorica; le emozioni e le sensazioni, in particolare, vengono praticamente urlate in faccia al lettore, tra lacrime e dure verit\u00e0 spiattellate con dovizia di particolari nei dialoghi. Ma al di l\u00e0 di questo limite, ho visto la volont\u00e0 di alzare l\u2019asticella dei temi da trattare sul libretto e l\u2019idea di utilizzare la fantascienza come genere naturale per farlo, visto il ruolo che ha sempre avuto nella narrativa.<\/strong> I timori legati al futuro, mischiati ai rimpianti degli errori passati, sono in questa occasione il collante solido che tiene ben unita la storia e riesce a offrire diversi momenti anche intensi. Continuo quindi ad osservare con sincera curiosit\u00e0 il progetto, cos\u00ec come l\u2019evoluzione di Canfailla ai disegni: l\u2019artista continua con il suo stile che guarda al Massimo De Vita<\/strong> degli anni Ottanta e che risulta davvero piacevole da vedere, insieme alla colorazione puntinata che offre quell\u2019effetto vintage che apprezzo.
Una saga atipica e che devo ancora inquadrare, ma che finora seguo volentieri, a parte qualche passaggio meno ispirato tra il secondo e terzo episodio.<\/p>\n
Amelia e Archimede e la deriva dimensionale<\/strong><\/em>, di Federico Rossi Edrighi<\/strong> e Stefano Intini<\/strong> (n. 3454) si merita la palma di \u201cstoria del mese che non ti aspetti\u201d, un premio che si rinnova quasi ogni mese da qualche tempo a questa parte e che riguarda quei racconti apparentemente standard ma che invece sorprendono durante la lettura con exploit vari. \u00c8 il caso di questo team-up tra l\u2019inventore di Paperopoli e la fattucchiera napoletana, nonostante come detto pi\u00f9 volte si tratti di spunti molto pericolosi, dove il rischio di imbastire un guazzabuglio forzato \u00e8 dietro l\u2019angolo. Non \u00e8 il caso dell\u2019opera di Rossi Edrighi \u2013 uno degli sceneggiatori del \u201cTopo<\/em>\u201d pi\u00f9 interessanti e significativi, ancorch\u00e9 sottoutilizzato \u2013 che esplode in mano al lettore con un crescendo di follia e trovate umoristiche mai fini a s\u00e9 stesse, ma che costituiscono piuttosto un solido e sensato supporto della bella idea di partenza. In tal senso giocano un ruolo importante i disegni di Intini, che con il suo tratto \u201cfluido\u201d e scatenato riesce a imprimere degnamente su carta il caleidoscopio di situazioni e trasformazioni a cui vanno incontro i due protagonisti, con un tentativo apprezzabile \u2013 a mio avviso \u2013 di buttare un occhio alla visionariet\u00e0 di Luciano Bottaro.<\/strong> Una lettura veramente divertente e soddisfacente.<\/p>\n
Sempre a proposito di trame pazzerelle, questo mese abbiamo avuto una bella doppietta di Enrico Faccini<\/strong> come autore unico: L\u2019allegra pernacchia! + Chi bello vuol apparire\u2026<\/strong><\/em> (nn. 3454-3455), due brevi mute con protagonista un Paperoga in grande spolvero. Sembrano quasi far parte di una sotto-serie, partendo entrambe da un\u2019idea comune (uno strano macchinario all\u2019interno di un tendone da circo) ma \u2013 a causa delle diverse finalit\u00e0 dello strumento con cui si trova a che fare il papero \u2013 le due storielle conoscono andamenti autonomi, per quanto accomunati dall\u2019escalation di spassosissime gag che riescono ad essere efficaci grazie al connubio con lo stile grafico del disegnatore, che si scatena nello sconvolgere i connotati del suo personaggio preferito in tutte le maniere possibili e impossibili. Dei gioielli di comicit\u00e0.<\/strong><\/p>\n
Paperina e il pi\u00f9 bel regalo di San Valentino<\/strong><\/em>, di Silvia Ziche<\/strong> (n. 3455), vede il ritorno della fumettista in veste di autrice unica, a breve distanza da Brigitta, Amelia e l\u2019alleanza disastrosa<\/em>.
Rispetto a quella bella prova, stavolta ho trovato Ziche un po\u2019 meno brillante e un po\u2019 pi\u00f9 sottotono. La trama si configura sostanzialmente come un grosso burnout<\/em> di Paperina, che a partire dalla ricerca del regalo perfetto per il suo fidanzato conosce una crescita di stress e abbruttimento.<\/strong> La scrittura sopra le righe fa parte dei segni distintivi dell\u2019artista, ma in questo caso mi \u00e8 sembrato tutto un po\u2019 troppo gratuito e troppo eccessivo, forse perch\u00e9 lo spunto di partenza \u00e8 troppo fragile per giustificare un \u201cdiscesa negli inferi\u201d di questo genere.<\/strong> Inoltre la conclusione, ampiamente prevedibile e fin troppo zuccherosa, depotenzia ulteriormente la storia ai miei occhi. Sempre molto buoni i disegni, unica giustificazione a certe intemperanze della protagonista dato che permettono almeno di vedere i guizzi della matita zichiana.<\/p>\n
Topolino, le origini \u2013 L\u2019avventura pi\u00f9 bella<\/strong><\/em>, di Giorgio Fontana<\/strong> e Carlo Limido<\/strong> (n. 3455), segna la conclusione definitiva di questa serie. Che dire? Non sono mai stato un suo fan, per usare un eufemismo: oltre alla volont\u00e0, gi\u00e0 di per s\u00e9 deleteria, di voler ri-raccontare episodi e incontri del passato di Mickey Mouse, l\u2019altro problema \u00e8 sempre stato \u2013 tranne alcune eccezioni, che pure ci sono state \u2013 quello di sceneggiature a mio avviso poco interessanti, a volte affrettate, spesso confusionarie e inconcludenti. Ecco, devo dire che in questo ultimo episodio non ho ravvisato problemi di questo tipo: certo, la storia \u00e8 piuttosto frammentaria per via della struttura \u201ca imprevisti\u201d con cui \u00e8 costruita, e anche per via delle strizzatine d\u2019occhio a vari elementi visti nel corso della serie (che in dirittura d\u2019arrivo ci stanno, anche se alcune volte sono un po\u2019 forzati), ma questo spezzettamento \u00e8 perlomeno giustificato narrativamente e porta a un buon punto fermo<\/strong>, con Topolino e Minni che si mettono insieme nel giorno di San Valentino.
Riusciti e d’atmosfera i disegni di Limido.
A mio avviso poteva andare molto peggio, visti certi precedenti\u2026 o forse semplicemente mi aspettavo ormai cos\u00ec poco dal progetto che mi sono accontentato. Ma onestamente non condanno questo racconto di per s\u00e9, che \u00e8 riuscito ad avere anche dei momenti genuinamente simpatici e divertenti. Spero che Fontana e Deninotti, liberatisi dal gorgo di questo progetto, possano concentrare la propria attivit\u00e0 su altri tipi di storie con altri risultati.<\/p>\n
Zio Paperone e l\u2019aquila di Zeus<\/strong><\/em> di Pat & Carol McGreal<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> (n. 3457) \u00e8 una danese davvero piacevole da leggere, e stavolta non solo per i disegni del Maestro. La trama dei coniugi McGreal \u00e8 molto classica ma ben raccontata, offrendo una storia lineare ma capace di interessare il lettore in una specie di caccia al tesoro dai risvolti mitologici, riecheggiando cos\u00ec alcune avventure disneyane storiche dei decenni che furono.<\/strong> Molto buona l\u2019idea di obbligare lo Zione a collaborare con i suoi due acerrimi rivali, Rockerduck e Cuordipietra Famedoro, anche se con esiti meno brillanti de L\u2019ultima avventura<\/em> di Francesco Artibani<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong>; ma i personaggi vengono usati bene sia di per s\u00e9 che nelle contrapposizioni reciproche. Non manca nemmeno una spruzzata di cuore che si amalgama bene con il resto e, per completare l\u2019opera, le matite di Cavazzano sono la ciliegina sulla torta: l\u2019artista era evidentemente ispirato dalla trama e ha cos\u00ec realizzato alcune vignette veramente molto buone, con un tratto morbidissimo e dinamico.<\/p>\n
Su Topolino e le sgambascarpe smart<\/strong><\/em>, di Casty<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong> (n. 3457) faccio solo un cenno, dal momento che la seconda parte uscir\u00e0 sul prossimo numero, il primo del mese di marzo. Questa prima met\u00e0 per ora \u00e8 senza infamia e senza lode, pi\u00f9 che un giallo di stampo castyano \u2013 come poteva sembrare da alcuni indizi \u2013 mi viene da considerarla come una \u201csemplice\u201d avventura urbana in cui il protagonista deve vedersela con una novit\u00e0 tecnologica dai risvolti non proprio limpidi e con tre vecchie conoscenze. Non c\u2019\u00e8 thrilling, ma \u00e8 evidente che non ce ne voleva essere<\/strong>: gli elementi perch\u00e9 ci si trovi di fronte a una lettura piacevole ci sono tutti, basta saperla inquadrare nei propri obiettivi. Potrei dire che sembra una storia uscita da altri tempi, pi\u00f9 semplice e \u201cingenua\u201d rispetto a quanto vediamo ultimamente su Topolino<\/em> e a quanto ci ha abituato in passato lo stesso Casty, ma \u00e8 un tipo di racconto che ogni tanto \u00e8 bello rivedere. Anche l\u2019umorismo sui mariti costretti controvoglia ad assecondare le mogli \u201ccoercitive\u201d viene direttamente dal passato, ed infatti fa parte dei passaggi meno ispirati della narrazione perch\u00e9 ormai fuori tempo massimo.<\/strong>
Ottimi i disegni di un Perina che sembra qui essersi scatenato: ma di questo e della storia nel complesso parler\u00f2 con maggior cognizione di causa il mese prossimo.<\/p>\nSpero di aver sviscerato in maniera sufficientemente chiara e completa le mie impressioni.
Come sempre, se volete dire la vostra potete usare i commenti del blog, dei social o per i pi\u00f9 timidi \ud83d\ude1b i DM della pagina Instagram.
Sul blog ci si rilegge fra pochi giorni per il post dedicato alle varie pubblicazioni disneyane che hanno popolato gli scaffali di edicole e fumetterie nel corso di febbraio.
A presto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di febbraio secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":1545,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di febbraio 2022 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di febbraio secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[107,28,60,109,133,25,19,162,134,7,67,4],"class_list":["post-1544","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-alessandro-perina","tag-casty","tag-corrado-mastantuono","tag-cristian-canfailla","tag-francesco-vacca","tag-giorgio-cavazzano","tag-marco-gervasio","tag-marco-mazzarello","tag-mario-ferracina","tag-papersera","tag-silvia-ziche","tag-topolino-magazine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}