l\u2019autore si diverte addirittura a immaginare le origini del giornale dello Zione, usando tale aneddoto come filo rosso di un problema etico del presente. Non mancano le gag, l\u2019umorismo verbale, un ottimo uso di Paperino e Paperoga e infine i disegni, risultato di un lavoro di sintesi sui personaggi interessante e ammirevole, capaci di apparire morbidi e dinamici<\/strong>; il tratto umoristico per sfondi, oggetti e ambientazioni non \u00e8 privo di dettagli, inoltre, che impreziosiscono l\u2019apparato estetico.<\/p>\n
Su Paperinik in: Missione Natale<\/strong><\/em>, di Marco Gervasio<\/strong> e Ivan Bigarella<\/strong> (n. 3448) non c\u2019\u00e8 molto da dire: si tratta di un\u2019avventura di Natale piuttosto standard, ben scritta e con un buono spunto \u2013 un folletto di Babbo Natale fa casino e Paperinik \u00e8 chiamato ad aiutarlo per salvare la situazione \u2013 ma finisce l\u00ec. Si fa leggere e contribuisce all\u2019atmosfera del periodo, per\u00f2, e i disegni di Bigarella sono davvero validi. Non mi sbilancio come Fisbio dicendo che questo artista \u00e8 il futuro di Topolino<\/em> \ud83d\ude1b ma sicuramente \u00e8 una matita interessante e da tenere d\u2019occhio perch\u00e9 ha ampio margine di crescita e promette assai bene.<\/p>\nPer concludere la sfilata di storie natalizie c\u2019\u00e8 Area 15 \u2013 La notte dei ricordi<\/strong><\/em>, di Roberto Gagnor<\/strong> e Nico Picone<\/strong> (n. 3447), che prosegue la corrente \u201cintimista\u201d che la serie sta conoscendo in maniera marcata negli ultimi episodi. Gli adolescenti che popolano il club sono sempre pi\u00f9 spesso faccia a faccia con problemi e inquietudini dell\u2019et\u00e0, e in quest\u2019occasione si raccontano alcuni aneddoti nostalgici su alcuni dei loro Natali. Gagnor si trova a suo agio, riuscendo a incanalare in modo valido la sua sensibilit\u00e0 in questo tipo di suggestioni.<\/strong> Picone \u00e8 il disegnatore che meno mi ha convinto tra quelli che si sono avvicendati sulle tavole di Area 15\u2026 ma c\u2019\u00e8 anche da riconoscere che il confronto \u00e8 con gente del calibro di Claudio Sciarrone e Libero Ermetti! Ad ogni modo l\u2019artista sta crescendo e in questo caso consegna un lavoro pi\u00f9 che buono.<\/strong><\/p>\n
Amelia in: le origini di una fattucchiera<\/strong><\/em>, di Maya \u00c5strup<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> (n. 3445) \u00e8 la gemma che non ti aspetti. Il motivo \u00e8 il classico pregiudizio nei confronti delle storie nordeuropee, dal momento che troppo spesso il materiale di questa provenienza selezionato per Topolino<\/em> non ha mai brillanto granch\u00e9, per usare un eufemismo.
Ma Maya \u00c5strup non ci sta \ud83d\ude1b e dimostra che anche alla Egmont sanno elaborare intrecci interessanti e ambiziosi. In questo caso si \u00e8 puntato in alto, ponendosi l\u2019obiettivo di raccontare l\u2019infanzia di Amelia e quindi elaborando una materia potenzialmente esplosiva, considerando la delicatezza del personaggio.<\/strong>
Il risultato, invece, straordinariamente non va a retconnare<\/em> nulla di quanto sappiamo sulla fattucchiera, decidendo invece di aggiungere elementi che si inseriscono negli spazio bianchi del suo passato<\/strong>, giustificando in modo interessante il suo background e tutto quello che l\u2019ha portata fin sulla soglia dell\u2019ufficio di Zio Paperone in quella storia fondamentale di Carl Barks<\/strong> del 1961, nella quale Magica De Spell esord\u00ec.
La trama non \u00e8 nulla di originale, un classicissimo viaggio di formazione nel quale ho colto alcuni vaghi echi altre storie \u201cmagiche\u201d (da Harry Potter<\/em> a Queste oscure materie<\/em>), ma viene raccontato con trasporto e stuzzicando il lettore nel mostrargli le origini di Gennarino e soprattutto della sua missione alla ricerca del tocco di Mida.
Anche Giorgio Cavazzano deve essersi accorto di avere per le mani una sceneggiatura fuori dal comune e piuttosto valida, perch\u00e9 ha contribuito in maniera raffinata alla parte estetica con disegni sopraffini, nei quali spicca il character design<\/em> della Amelia bambina e adolescente, cos\u00ec come l\u2019omaggio alle vignette barksiane tratte da Zio Paperone e la fattucchiera<\/em>.<\/strong>
Insomma, si tratta di uno splendido omaggio alla villain<\/em> in occasione del suo sessantesimo compleanno, e sono felice abbia trovato posto sul settimanale.<\/p>\n
Topolino Giramondo \u2013 Topolino e il triplo Capodanno<\/em><\/strong> di Giuseppe Zironi<\/strong> (n. 3449) \u00e8 forse la storia migliore del ciclo. E lo so che lo dico praticamente a ogni episodio, ma in questo caso il racconto mi \u00e8 entrata dentro in modo particolare, riuscendo a superare le gi\u00e0 alte vette di La vita selvaggia<\/em> e de I magici boschi del Nord<\/em>. Merito dello spunto di base, quello di portare il prode Mickey in una missione a cavallo di diversi fusi orari proprio in corrispondenza della notte di San Silvestro, ma soprattutto della seconda parte dell\u2019avventura, dove l\u2019azione e l\u2019atmosfera si fondono ottimamente in una serie di vignette mute e ad alto tasso di adrenalina, nelle quali la tensione \u00e8 palpabile e sembra di essere al fianco del protagonista.<\/strong> Zironi centra in pieno l\u2019obiettivo, realizza un piccolo capolavoro il cui pregio principale \u00e8 la valorizzazione ottimale di Topolino, e cesella il tutto con dei disegni fenomenali, che convincono soprattutto nei primi piani del personaggio, negli sfondi e nei dettagli di mezzi e abiti.<\/strong> Unico neo, per quanto mi riguarda, la resa grafica dell\u2019obiettivo della spedizione, che personalmente mi \u00e8 sembrato avere un aspetto troppo \u201cpupazzoso\u201d. Ma per il resto, solo applausi.<\/p>\n
L\u2019ultimo numero dell\u2019anno ospita anche Topolino e il web 2 punto e basta<\/em><\/strong> (n. 3449) dell\u2019inedita coppia formata da Alessandro Sisti<\/strong> e Casty<\/strong>, storia che al netto dei due pezzi da novanta schierati mi ha abbastanza deluso. Lo sceneggiatore tira in ballo un cattivo che avrei preferito dimenticare \ud83d\ude1b e che appare inserito a forza, quasi gratuitamente all\u2019interno dell\u2019intreccio. Non solo, il suo piano criminoso si rivela ricoprire\u2026 lo stesso identico meccanismo usato da Macchia Nera ne Il bianco e il nero<\/em>!<\/strong> Questa cosa mi ammazza, sul serio! Com\u2019\u00e8 possibile avere lo stesso stratagemma a distanza cos\u00ec ravvicinata? E soprattutto, come fanno due autori come Nucci e Sisti a ricorrere a una risoluzione cos\u00ec irritante e inconsistente?
Domande senza risposta, cos\u00ec come quelle legate alle improbabili velleit\u00e0 da gamer<\/em> (scarso) del professor Enigm, personaggio che a questo punto immagino essere il motivo per cui \u00e8 stato chiamato Casty alle matite. L\u2019Andrea Castellan che vedo qui \u00e8 qualche spanna sotto alle vette raggiunte con le due lunghe nucciane<\/strong>, riposizionandosi nella buona media a cui ci aveva abituati negli scorsi anni, senza particolari guizzi. Un tratto pulito, semplice, tutto sommato adeguato al tono della narrazione ma senza exploit di sorta.<\/p>\n
Newton Pitagorico in\u2026 sono solo pensieri<\/strong><\/em> di Marco Nucci<\/strong> e Simona Capovilla<\/strong> (n. 3446) conferma l\u2019amena carineria delle storie con protagonista il nipotino di Archimede. In questo caso viene meno la vena di deliziosa follia che spesso permeava le trame del genietto e che contraddistingueva il filone: Nucci si concentra stavolta sul lato pi\u00f9 \u201cintimista\u201d del personaggio, mostrandocelo dubbioso rispetto a quello che le persone pensano realmente di lui. Un racconto piuttosto semplice e lineare; lo definirei grazioso, con un paio di passaggi leggermente pi\u00f9 ispirati.<\/strong>
Mi fa piacere vedere una new entry<\/em> ai disegni: la giovane Capovilla non fa rimpiangere le guizzanti matite di Stefano Intini per il semplice fatto che\u2026 non ne scimmiotta inutilmente lo stile, ma percorre una sua strada che personalmente ho trovato convincente.<\/strong> Per ora siamo perfettamente \u201cnei ranghi\u201d dell\u2019approccio estetico disneyano di questi ultimi anni, cosa che \u00e8 gi\u00e0 un traguardo non da poco, offrendo un segno morbido e piacevolissimo. Come da altre giovani disegnatrici che nel corso del 2021 hanno esordito su Topolino<\/em>, mi aspetto belle cose da questa promettente \u201crecluta\u201d \ud83d\ude09<\/p>\n
Paperino e il sigillo di Papero Magno<\/strong><\/em>, di Carlo Panaro<\/strong> e Marco Palazzi<\/strong> (n. 3445), \u00e8 la tranvata che non ti aspetti \ud83d\ude1b In primis perch\u00e9 il ritorno del cosiddetto Ciclo Paperingio<\/em> di bottariana memoria era un\u2019ipotesi che mai avrei considerato, per tanti motivi (la strettissima connessione con i suoi autori di riferimento, Carlo Chendi<\/strong> e Luciano Bottaro<\/strong> appunto, la fama solo parziale della serie e la grande distanza temporale dall\u2019ultimo episodio pubblicato), ma soprattutto perch\u00e9 il risultato \u00e8 purtroppo al di sotto del materiale da cui deriva<\/strong>, e anche della media qualitativa che riscontro sul settimanale da diversi mesi.
Panaro si riduce a fare il \u201ccompitino\u201d, mettendo in fila alcuni personaggi e concetti introdotti nella saga medievale e ideando una trama poco coinvolgente, nella quale tutti gli elementi che rendevano quelle storie memorabili e divertenti spariscono in luogo di uno svolgimento piatto e che sembra uscito da un Topolino<\/em> di vent\u2019anni fa.<\/strong> L\u2019omaggio, in questo modo, risulta sterile e un mero traino alla ristampa in formato cartonato delle storie \u201cclassiche\u201d, che sono molto pi\u00f9 di un carosello in costume con i paperi disneyani nelle vesti di cavalieri, scudieri, maghi e re.
Parlando del disegno, invece, il tratto pulito e ultra-classico di Palazzi non si rivela la scelta migliore: tale stile, per quanto tecnicamente buono nella maggior parte dei casi, appare infatti fin troppo ingessato<\/strong> e questo annienta uno dei fattori di maggior interesse in quelle storie: l\u2019estro grafico di Bottaro, che le rendeva immaginifiche.
\u00c8 stato davvero un peccato che il possibile revival del ciclo sia passato per un tentativo cos\u00ec maldestro: Panaro poteva avere le carte in regola, da veterano qual \u00e8, per fare qualcosa di pi\u00f9 sentito e in linea \u2013 seppur alla lontana \u2013 con le istanze di Paperino il paladino<\/em> e seguiti, ma cos\u00ec non \u00e8 stato, almeno per quanto mi riguarda.<\/p>\n
Infine spendo due parole per Topolino: le origini \u2013 Con gli occhi del nemico<\/em><\/strong>, di Danilo Deninotti<\/strong> e Ottavio Panaro<\/strong> (n. 3445), penultimo capitolo di una serie sfortunata (per usare un eufemismo).
Partita male, proseguita peggio, era riuscita a risollevarsi \u2013 pur parzialmente \u2013 in tempi pi\u00f9 recenti grazie all\u2019interessamento di Bertani stesso. Lo scorso episodio, per\u00f2, era tornato a volare basso e con questo si scava ulteriormente sottoterra. Mi spiace davvero, ma per quanto potesse essere un\u2019idea simpatica rivedere alcuni momenti delle storie precedenti sotto un altro punto di vista (nella fattispecie quello del giovane Pietro Gambadilegno che ha tenuto d\u2019occhio, pur a distanza, le prime \u201cimprese\u201d di Topolino), la realizzazione appare goffa.<\/strong> Il primo problema risiede nel fatto che un\u2019operazione del genere funziona se gli eventi che vengono rinarrati hanno avuto appeal sul lettore; e quindi nel mio caso si partiva male ^^\u2019\u2019 Inoltre, questo nuovo sguardo aggiunge poco o nulla a quanto abbiamo gi\u00e0 visto, rendendo superfluo il confronto. Infine, il passaggio che cita esplicitamente La collana Chirikawa<\/em> di Romano Scarpa<\/strong> \u2013 che sono sicuro sia stato inserito con le migliori intenzioni \u2013 crea invece pi\u00f9 di un problema, laddove si voglia vedere questa serie come una realt\u00e0 alternativa alla continuity<\/em> \u201ccanonica\u201d di Mickey Mouse. Non solo: le vignette che fanno riferimento all\u2019immortale capolavoro scarpiano sono rese da Panaro con lo stile \u201crozzo\u201d che il compianto fumettista aveva usato per simulare il modo in cui un bambino vede il mondo, essendo una scena in soggettiva dal punto di vista del Topolino beb\u00e8. Peccato che in questo caso il flashback proviene da un dialogo tra Gambadilegno e Trudy, per cui questo accorgimento grafico appare sballato.<\/strong> Lo stile del disegnatore, peraltro, non appare particolarmente ispirato e in particolare i personaggi appaiono esattamente come ai giorni nostri, senza quasi nessun elemento che li faccia percepire come pi\u00f9 giovani.
Mi fa piacere che Deninotti abbia tratteggiato Gamba in maniera meno tenera e pi\u00f9 rude e negativa rispetto a tante altre storie degli ultimi anni, ma al di l\u00e0 di questa caratterizzazione tutto il resto non riesco proprio a salvarlo.<\/strong><\/p>\nCome avete visto, la carne al fuoco era tanta, questa volta.
Del resto dicembre \u00e8 un periodo, insieme ai mesi estivi, in cui c\u2019\u00e8 forse un\u2019attenzione in pi\u00f9 da parte della redazione verso l\u2019offerta del giornale, consci che molti lettori hanno la tradizione dell\u2019acquisto del libretto nel periodo natalizio: la possibilit\u00e0 di interessare una fetta di questo pubblico al punto da farla tornare acquirente assidua \u00e8 ghiotta ed \u00e8 giusto sfruttarla.<\/p>\n
Spero di aver sviscerato in maniera sufficientemente chiara e completa le mie impressioni.
Come sempre, se volete dire la vostra potete usare i commenti del blog, dei social o per i pi\u00f9 timidi \ud83d\ude1b i DM della pagina Instagram.<\/strong>
Sul blog ci si rilegge fra pochi giorni per il post dedicato alle varie pubblicazioni disneyane che hanno popolato gli scaffali di edicole e fumetterie nel corso di dicembre.
Ciao, e ancora buon inizio d\u2019anno!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di dicembre secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":1419,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di dicembre 2021 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di dicembre secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[52,131,28,60,25,20,157,142,19,42,124,44,106,4],"class_list":["post-1418","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-alessandro-sisti","tag-area-15","tag-casty","tag-corrado-mastantuono","tag-giorgio-cavazzano","tag-giuseppe-zironi","tag-ivan-bigarella","tag-macchia-nera","tag-marco-gervasio","tag-marco-nucci","tag-nico-picone","tag-paolo-mottura","tag-roberto-gagnor","tag-topolino-magazine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1418"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1418\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}