Lo Spazio Disney https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney Un focus sulle uscite Disney a fumetti, a cura di Andrea Bramini. Thu, 24 Nov 2022 22:32:28 +0000 it-IT hourly 1 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/wp-content/uploads/sites/36/2020/09/lospaziodisney_ico.jpg Lo Spazio Disney https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney 32 32 182803366 Il “Topo” di ottobre e novembre 2022 – parte 2 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/11/29/il-topo-di-ottobre-e-novembre-2022-parte-2/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/11/29/il-topo-di-ottobre-e-novembre-2022-parte-2/#respond Tue, 29 Nov 2022 09:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=2043 Bentornati su Lo Spazio Disney!
A pochi giorni dal post che recuperava i miei pareri sulle storie di Topolino uscite a ottobre, e subito dopo il weekend di Cartoomics, torno sul pezzo e apparecchio per voi l’articolo dedicato alle storie del “Topo” pubblicate nel corso di novembre, stavolta addirittura un po’ in anticipo rispetto al consueto!

E ora, vai col “Topo”!

Novembre 2022: le storie da Topolino

Topo_novembre_14Topolinia contro, di Alex Bertani, Marco Gervasio e Marco Mazzarello (nn. 3492-3493-3494), si pone come ideale sequel di Grosso guaio a Paperopoli di qualche mese fa, che vedeva in azione l’inedito team-up tra Topolino e Paperinik. Fu una storia graziata da un’idea vincente e intrigante, che traeva la propria forza dal confronto tra i due protagonisti, volto a mettere in evidenza le loro differenze caratteriali, e dalle atmosfere noir, vanificate però nell’ultimo episodio da qualche ingenuità e caduta di stile di troppo.
Tali considerazioni si adattano bene anche a Topolinia contro, che in effetti si muove sugli stessi binari spostando semplicemente l’ambientazione nell’altra grande città del Calisota, ma il fulcro della vicenda torna ad essere la collaborazione tra Mickey e l’antitetico vendicatore mascherato paperopolese, atta a sventare un misterioso piano che ha reso il topo un ricercato dalla polizia senza più amici né fidanzata, tutti ritortiglisi contro per qualche intrigo sotterraneo.
Anche stavolta gli ingredienti per una sorta di hard-boiled (pur mitigato dalla allure disneyana) sembravano esserci tutti, eppure continua a mancare qualcosa per rendere l’opera completamente riuscita. In questo caso la pecca la riscontro non tanto in eventuali ingenuità, quanto nella volontà di caricare troppo l’atteggiamento provato, stressato e nervoso di Topolino, che arriva a reazioni eccessive e fors’anche contraddittorie in alcuni momenti dell’ultima puntata.

Topo_novembre_6Bello poi rivedere il meccanismo delle due indagini separate, condotte dai due eroi ciascuno con la propria pista, ma il clou dovrebbe essere quando le due strade si uniscono, vedendo agire insieme il detective e il supereroe. Invece, anche in questo caso, tale momento viene corrotto da scelte che depotenziano l’effetto che l’accoppiata potrebbe e dovrebbe avere.
Difetti che macchiano una storia e un approccio che nel complesso mi ritrovo comunque a premiare: mi sono appassionato al plot, attendevo l’episodio successivo per vedere come sarebbe proseguita la vicenda, e ammetto serenamente che ricordo poche volte negli ultimi anni in cui Topolino è stato messo così bene in crisi dandogli un ruolo meno ovvio e scontato. Le carte erano tutte buonissime, quindi, semplicemente non sempre sono state giocate al meglio. Ma il risultato generale resta valido sotto diversi punti di vista, e spero che ci sarà una terza avventura con questa coppia di protagonisti!
Per l’occasione, anche Mazzarello ha fatto un salto di qualità: come sa chi legge regolarmente questo blog, non sono esattamente un fan del suo stile, ma stavolta mi sono trovato ad apprezzare il modo in cui ha rappresentato i personaggi (Mickey e il cast topolinese in particolare, mentre su Paperinik mantengo qualche riserva), gli sguardi che ha saputo disegnare sui volti, le ambientazioni e diverse inquadrature piuttosto azzeccate (la prima tavola del secondo episodio, per esempio).

Topo_novembre_11Topolino e il prigioniero di Verdemare, di Francesco Artibani e Silvio Camboni (n. 3493), è senza dubbio la storia del mese, un vero fiore all’occhiello della produzione disneyana a fumetti di questo 2022 agli sgoccioli e che riconferma quanto scrivevo pochi giorni fa: Artibani è attualmente il miglior interprete di questi personaggi, perfettamente a suo agio tanto con il cast di Paperopoli quanto con quello di Topolinia, conoscitore sopraffino della natura intima di queste figure, rispettoso del loro passato ma in grado di rilanciarle in maniera moderna e ricca di appeal.
Rispetto al Tesoro del legionario, stavolta lo sceneggiatore romano punta in alto, a partire dallo spunto iniziale, che riprende Topolino e la scarpa magica di Bill Walsh e Floyd Gottfredson. Eppure questo illustre riferimento si rivela, col senno di poi, come l’elemento di minor rilievo: in primis perché, pur ponendosi come sequel della strip-story, la nuova avventura è perfettamente fruibile a sé stante, autonoma e comprensibile senza richiedere la conoscenza della trama pregressa, ma anche perché i grandi pregi di quest’opera si ritrovano altrove.
C’è tanto senso del fantastico puro, nel senso migliore del termine, e c’è la volontà di partire da leggende realmente esistenti – in questo caso del folklore irlandese – riprendendole con rispetto ma avendo la capacità di costruirvi all’interno un proprio microcosmo coerente e originale.
Un contesto che fa da magnifico sfondo a una trama che parla di magia, certo, ma soprattutto di coraggio, di ribellione ai soprusi, di scontro tra bene e male e di un artefatto troppo potente che qualcuno vuole usare per scopi malvagi.

Topo_novembre_12Insomma, l’ABC del fantasy da manuale, ma come noto la qualità di un bravo scrittore è quella di rendere nuovi elementi che sono classici, e Artibani riesce a fare proprio questo: grazie alla presenza di un Topolino caratterizzato molto bene, certo, ma anche con almeno tre plot-twist piazzati benissimo, un paio di idee finissime e una linea comica veramente elegante, capace di rendere un tormentone come quello del cappello-mostro (vibes da Monster Allergy? 😉 ) non solo un elemento simpaticissimo e genuinamente divertente, ma anche con un ruolo determinante nella vicenda.
Tale materia narrativa così sopraffina viene esaltata dai disegni di Silvio Camboni: ebbene sì, dopo moltissimi anni di lontananza da Topolino il disegnatore sardo torna in grande spolvero, portando sul settimanale il suo armonico tratto filtrato dagli anni di esperienza nel fumetto francese (ambito nel quale, come ricorderete, ha potuto lavorare comunque sui personaggi Disney nei due graphic novel Glénat L’oceano perduto e La terra degli antichi).
Si tratta di un piccolo evento e servivano sicuramente le condizioni giuste per favorirlo: la pubblicazione in italiano, sotto Panini, delle due opere di cui sopra è stata sicuramente un primo passo importante, così come la sceneggiatura dell’amico e sodale Artibani. Le atmosfere pregne di elementi fantastici e la possibilità di sbizzarrirsi in ambientazioni di un certo tipo sono stati probabilmente degli incentivi interessanti per l’artista, insieme al valore indiscusso della sceneggiatura.
Camboni ha realizzato tavole meravigliose che, supportate dalla colorazione sontuosa di Irene Fornari, contengono scenari da favola e immersivi per il lettore: basti pensare, nella seconda parte della storia, alla vignetta in cui Topolino corre tra le fronde degli alberi o alla splash-page in cui Verdemare rinasce a nuova vita, verso la fine del racconto, per rendersi conto della meraviglia estetica che è stata portata sul settimanale.
Azzeccato e solo apparentemente semplice è anche il character design dei folletti e degli altri comprimari, come Dottie e il prigioniero del titolo, così come sono irresistibili l’aspetto donato a Topolino e Pippo, che si nota soprattutto nelle pose che assumono e negli sguardi sempre ricercati dipinti sul viso.
Un lavoro raffinatissimo, di cesello, che potrà essere apprezzato appieno soltanto nella prevedibile edizione cartonata nella quale potrà godere di un maggior formato: in alcuni casi, infatti, le vignette così ricche di particolari risultavano sacrificate nel formato pocket.
Poco male: che sul “Topo” possa trovare posto qualcosa del genere è importante per la qualità del giornale, e io non posso che essere pienamente soddisfatto di fronte a qualcosa del genere.

Topo_novembre_4Topolino e il segreto dei Sassi, di Francesco Artibani e Giampaolo Soldati (n. 3494), mi fa tornare invece coi piedi per terra 😛
Intendiamoci, non si tratta certamente di una brutta storia, e il tocco artibanico si avverte comunque in alcuni dialoghi e nell’approccio al racconto. Ma sicuramente ho trovato una trama meno coinvolgente non solo del Prigioniero di Verdemare, ma anche del Tesoro del legionario del mese scorso: rispetto a quest’ultima, per esempio, l’elemento “educational” (le meraviglie del Parco del Pollino in Basilicata) appare più marcato ed evidente, rendendo la parte centrale un po’ troppo didascalica. Questo, unito a disegni meno affascinanti – Soldati è un buon artista, ma non ho mai trovato il suo tratto particolarmente avvolgente – ha contribuito ad un mio tiepido apprezzamento, nonostante l’idea dell’episodio segreto legato al passato della famiglia di Rock Sassi (ripresa peraltro coerentemente da quanto ideato e sviluppato anni fa da Tito Faraci) sia buona e ben giocata. Ma l’ho trovata trattata in modo un po’ sbrigativo e quasi secondariamente rispetto a quello che risulta essere quasi smaccatamente lo scopo principale del prodotto: Topolino e Pippo che parlano con una guida del parco mentre questi illustra loro le meraviglie naturali di quella regione italiana.

Topo_novembre_3Zio Paperone e la P.A.I., Paperon Artifical Intelligence, di Giorgio Pezzin e Alessandro Perina (n. 3494), segna il ritorno dello storico sceneggiatore sui paperi disneyani, dopo le prime due incursioni a suon di Tops Stories nel giornale targato Alex Bertani.
Una storia singola con i fiocchi, non c’è che dire: chi è avvezzo alle “pezzinate” a base di sfide tra Paperone e Rockerduck ritroverà quel mood anni Settanta, sapientemente attualizzato e “ripulito” dalle scorrettezze che ai tempi non mancavano ma che ora non sarebbero accettabili (non mancano comunque delle belle zuffe vecchio stampo 😉 ).
L’innovazione produttiva di turno affronta il tema dell’intelligenza artificiale coniugata nel mondo dell’e-commerce, e si vede che Pezzin dev’essersi documentato su questi argomenti per poi costruire la propria fantasiosa variazione sul tema, il che regala solide fondamenta all’azione dandole la spina dorsale necessaria per farla svettare.
Oltre alla tematica e al modo di trattarla, la storia spicca per l’utilizzo di Zio Paperone e nipoti: i dialoghi e le gag visive disseminate nelle sole prime quattro pagine della storia non si vedevano da tempo sulle pagine di Topolino, per spontaneità e freschezza nelle schermaglie tra Zione e Paperino, o nelle trovate paradossali adottate per risparmiare al Deposito. Pezzin non ha perso la mano con questi personaggi e dimostra di saperli muovere come un tempo, senza risultare però fuori moda o fuori contesto nell’attuale panorama della produzione disneyana.
I bei disegni di Perina vanno perfettamente dietro a questa concezione, grazie al tratto armonico e pulito dell’artista, e costituiscono un adeguato compendio al tipo di sceneggiatura.
Promossa appieno, dunque!

Topo_novembre_7Fridonia’s World Cup 2022 – Il futuro è qui / La difesa di Luzin, di Marco Nucci e Donald Soffritti (nn. 3495-3496), costituiscono i primi due episodi della lunga saga calcistica che racconta dei mondiali giovanili a cui partecipa la squadra di Paperopoli.
In linea con quanto visto nelle storie di qualificazione, ma anche nelle saghe degli ultimi due anni, al centro dall’azione non c’è il pallone quanto piuttosto i giocatori (e allenatori, presidente e comprimari vari), con i loro problemi e timori che vengono in qualche modo sublimati nel calcio.
Il vecchio Ribbling, per esempio, mostra una tempra e un caratterino, nella prima puntata, che ce lo mostra sotto una nuova ottica e in una sorta di parabola, mentre nella seconda si mettono insieme l’imprevedibilità del calcio (e della vita?) e la capacità di fare la differenza anche quando sembra di essere fuori dai giochi. In entrambi gli episodi Nucci si sbizzarrisce poi nel creare allenatori incredibilmente sopra le righe che, con le loro particolarità e i loro eccessi sono dei capolavori di umorismo sfrenato che sto apprezzando tantissimo, perché regala brio alla vicenda.
Insomma, se da un lato è presto per tirare le fila di questo progetto, dall’altro possiamo già capire l’andamento che Nucci darà alla storia nella sua interezza. Emozioni, più che azioni, come in un manga sportivo in pratica 😛
Soffritti apre le danze prima di alternarsi con Stefano Intini e fa un lavoro molto buono, forse leggermente ingessato in alcuni punti ma nel complesso le tavole sono notevoli.
Ci si riaggiorna fra un mese, a Coppa del Mondo conclusa 😉

Topo_novembre_8La ciurma del Sole Nero – Cuore nero, di Marco Gervasio (n. 3495), segna il ritorno delle peripezie del capitano Topolino Tomorrow e della sua squadra di astronauti irrimediabilmente perduti nello spazio.
In questo episodio viene finalmente svelato l’oscuro mistero nel passato del protagonista, legandolo all’emergenza di turno da affrontare. Il racconto si fa ancora più drammatico di quanto non fosse già in precedenza, con nessuno spazio per momenti di leggerezza che potessero spezzare la tensione, come solitamente accade in qualunque fumetto Disney. Questo rende da un lato Cuore nero un fumetto piuttosto anomalo e coraggioso, dall’altro sembra che gli manchi qualcosa per essere un’avventura di Topolino… non so, è una sensazione strana.
Il progetto non mi dispiace affatto, ha varie frecce al suo arco e mi ha appassionato in diverse occasioni, ma continua a non coinvolgermi del tutto e forse il problema, stringi stringi, sta proprio in quella mancanza di comicità.
Chiudendo un occhio su questa considerazione, però, la trama imbastita da Gervasio è sicuramente efficace, prendendo a piene mani da situazioni classiche di genere ma lavorandoci sopra in maniera accorata e soddisfacente. L’abnegazione del protagonista e la sua missione all’interno del nucleo centrale della base orbitante colpiscono molto, effettivamente, e riescono a coinvolgere il pubblico.
Purtroppo i disegni non riescono a mio avviso a servire bene tutto ciò: il tratto di Gervasio è infatti di base più “puccioso”, i suoi personaggi risultano sempre esteticamente simpatici e stilisticamente semplici, facendo contrasto con la narrazione. Beninteso, anche il segno di Christian Canfailla (precedente disegnatore della serie) era tutt’altro che serioso, ma l’approccio utilizzato e la mimesi devitiana riuscivano in qualche modo a tenere efficacemente il piede in due scarpe rendendo maggior giustizia a certe atmosfere.
Resto ad ogni modo intrigato dalle vicende della Ciurma e attendo con curiosità di leggere i prossimi episodi.

Topo_novembre_14Zio Paperone e l’albero della neve, di Francesco Vacca e Massimo Fecchi (n. 3496), è un gioiellino che conferma ulteriormente la bravura di questo giovane sceneggiatore che non ha già più bisogno di presentazioni, dopo l’exploit di Minaccia dallo spazio.
Vacca va a toccare i territori del passato di Paperone, più precisamente quelli della corsa all’oro del Klondike: un tema ormai inflazionato, direte voi, ma personalmente quel periodo mi piace così tanto che non ne sarei mai sazio! L’autore si richiama a La Stella del Polo di Carl Barks fin dal motore dell’azione – in entrambi i casi sono gli scherzi della mente e della memoria del protagonista a spingerlo a tornare in quelle fredde lande – per costruire un’avventura in cui lo Zione dimostra il proprio lato più umano, coerentemente con la lezione donrosiana: in alcuni tratti forse si eccede in tale operazione, rendendo il personaggio fin troppo altruista e sentimentale, ma l’impalcatura della storia è così ben impostata da non far pesare troppo questa caratterizzazione. Il “cuore” abbonda, insomma, in quella che per tono potrebbe facilmente essere un’avventura dal sapore natalizio e che mi è certamente piaciuta, al netto di quel pizzico di retorica. Menzione d’onore per la scena in cui Paperone prende un colpo in testa e, incapace di comporre una frase di senso compiuto, se ne esce con termini legati ad alcune delle sue più celebri avventure barksiane: le avete individuate tutte? 😉
Fecchi ai disegni potrebbe sembrare una scelta inusuale, ma in realtà le ambientazioni nevose e isolate che è chiamato a rappresentare vengono esaltate dal suo tratto che, influenzato in parte dagli anni di lavoro in Egmont, restituisce quel sapore nordeuropeo al modo di raffigurare gli scenari della vicenda. Molto buona anche la resa dei comprimari, mentre sui protagonisti noto qualche incertezza. Nel complesso comunque restano un gran bel lavoro, esaltato dai colori di Irene Fornari (belle le tonalità utilizzate per i flashback) e da una costruzione dinamica della griglia con trovate semplici ma azzeccate.

Topo_novembre_13Papersera News presenta: Zio Paperone e il sapone truccato, di Corrado Mastantuono (n. 3493), rappresenta un nuovo esempio di giornalismo d’inchiesta in cui si muove il Papersera del Masta, che col tempo ha lasciato sempre più da parte la componente prettamente comica della serie classica privilegiando diversi percorsi a cui il setting redazionale poteva portare. Le indagini di Paperino e Paperoga, istigati ovviamente dallo Zione direttore, sono volte a scoprire la verità dietro varie vicende poco chiare, come il motivo per cui uno dei produttori di saponi della città rinunci di colpo alla pubblicità sul giornale e diventi pochi giorni dopo l’unica azienda autorizzata alla vendita del prodotto. L’argomento, stavolta più che mai, è “adulto” nel suo parlare di monopolio, concorrenza, raccomandazioni politiche e corruzione, ma l’autore sa come rendere tutto a misura di fumetto Disney, senza mai annoiare ma intrattenendo sempre e comunque, grazie alla forza dei personaggi e alla pulizia della scrittura. E al suo tratto, naturalmente, che si conferma uno dei più felici segni disneyani contemporanei.

Topo_novembre_5Paperino Paperotto e il mistero di Villa Leoccodè, di Francesco Vacca e Federico Franzò (n. 3494), vede l’esordio di Vacca nelle avventure del mio amato Paperotto! Anche tornando a cimentarsi con una trama molto più semplice delle sue ultime, l’autore riconferma la propria bravura, pur con una storia nata da un concorso tra le scuole. Vacca dimostra di aver compreso le caratteristiche dei bambini di Quack Town, in particolare del protagonista, e fa loro vivere una vicenda che come sempre, pur affondando le radici nella realtà, si dirama in voli pindarici irresistibili sulle ali della sfrenata fantasia del piccolo Paperino. Niente di che, beninteso, ma una lettura molto piacevole che dimostra chiaramente che lo sceneggiatore ha capito come muovere questi personaggi.
Bravo anche Franzò, che regala tavole sobrie e character design fedeli allo standard ormai fissato.

Gli allegri mestieri di Paperino – Turno di notte, di Tito Faraci e Enrico Faccini (n. 3495), è un’altra spassosa incursione del nostro Donald nel mondo del lavoro interinale, sotto le rigide disposizioni di Paperone che, come visto nell’episodio pilota di ottobre, vuole in questo modo recuperare qualcosa dai tanti debiti del nipote.
Il primo episodio, incentrato sui corrieri, era risultato maggiormente divertente e azzeccato con gli intenti dichiarati, ma anche in questo caso posso dire di aver ritrovato il Faraci che mi piace: un ottimo Paperino, disavventure varie, dialoghi demenziali, situazioni surreali e un misterioso robottino che le manda a dire! 😛 Si ride con garbo, e i disegni di Faccini aiutano molto grazie alle espressioni che riesce a dipingere sul viso dei personaggi.

Topo_novembre_10Paperino, Paperoga e la lista dei guai, di Giorgio Fontana e Luca Usai (n. 3495), di primo acchito potrebbe sembrare una storia qualunque, l’ennesima dinamica tra i due cugini con Paperino a farne le spese. In realtà da una parte Fontana cerca di andare a fondo proprio a questo tipo di situazioni prendendo una tangente inedita, dall’altra però spiazza concludendo la storia in maniera quasi improvvisa, quando sembrava che dovesse entrare nel vivo.
Il motivo è il gigantesco cavallo di Troia che ha messo in scena, che fino all’ultimo sembra essere il cuore del racconto ma che invece rappresentava un semplice specchietto per le allodole: in tal senso, l’idea dello sceneggiatore risulta molto buona, perché lo scopo della storia non è mai stato quello di concentrarsi sull’ultima trovata di Paperoga, quanto piuttosto di ragionare su cosa spinge Paperino a finire sempre coinvolto nelle disastrose imprese del cugino. La lista dei guai è quindi il racconto del disperato tentativo di uscire da un cul-de-sac che in realtà funziona come un loop invincibile. E in più ci si diverte per il modo in cui Fontana sceneggia il tutto. Insomma, esco dalla lettura forse un po’ confuso ma a conti fatti anche ammirato.
Usai ai disegni fa le scintille: personaggi ben tratteggiati, buona recitazione, griglia costruita in maniera funzionale.

Clarabella e il pronostico grantonomic-ostico, di Blasco Pisapia (n. 3496), è una piacevole breve dal gusto classico, come sempre quando l’autore si cimenta anche nei testi. In realtà però non mi ha colpito particolarmente, specie se confrontata con altre sue opere; val però la pena di evidenziare la bella caratterizzazione che Pisapia dà di Clarabella, riuscendo a infonderle una personalità interessante e un hobby in grado di staccarla dal’anonimato in cui troppo spesso finisce, appiattita nel ruolo di pettegola e amica di Minni.
Sul fronte disegni, ho sempre criticato il tratto di Pisapia sul cast topolinese, esaltandolo invece per i Paperi; ebbene, in questo caso mi sono invece trovato ad apprezzare lo stile dell’artista partenopeo, che restituisce a Clarabella e a Orazio il feeling dei cortometraggi animati degli anni Trenta, con un risultato efficace! Anche Pippo ne esce bene, mentre permangono le mie perplessità di fronte ai suoi Topolino e Minni.

Topo_novembre_15Time Machine (mis)adventures – La prima opera di Leonardo, di Vito Stabile e Paolo De Lorenzi (n. 3496), è il secondo episodio di questa serie nata per il mercato internazionale. La prima storia mi aveva piuttosto deluso, a dispetto della firma di Francesco Artibani, mentre stavolta esco maggiormente soddisfatto dalla lettura. Certo, il meccanismo narrativo è il medesimo – Paperino e Paperone vanno nel passato con uno scopo preciso ma nel mentre cambiano la Storia – ma Vito sceglie un argomento più stuzzicante e pur con poco spazio riesce a rendere simpatico e interessante il Leonardo Da Vinci bambino. La saga rimane poca cosa di per sé, ma questa puntata nello specifico si fa leggere volentieri, nonostante i disegni di De Lorenzi che in alcuni frangenti – certi sguardi di Paperino, il cilindro di Paperone, alcune posture dei corpi paperi – non mi hanno proprio convinto. Bene invece i comprimari, il piccolo Leonardo e gli sfondi delle vignette.

Bene, credo di aver detto tutto.
L’appuntamento è ora fra un paio di giorni con i post che riguarderanno le pubblicazioni di ottobre e di novembre.
Ciao!

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Il “Topo” di ottobre e novembre 2022 – parte 1 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/11/24/il-topo-di-ottobre-e-novembre-2022-parte-1/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/11/24/il-topo-di-ottobre-e-novembre-2022-parte-1/#comments Thu, 24 Nov 2022 09:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=2024 Bentornati su Lo Spazio Disney!
Come anticipato nel post di resoconto di Lucca Comics 2022, i postumi della fiera e il poco tempo libero a disposizione mi hanno impedito di essere sul pezzo per quanto concerne l’articolo di analisi sulle novità disneyane del mese di ottobre.
L’idea iniziale era quindi di accludere tali considerazioni al post sulle uscite di novembre ma, onde evitare un papiro di lunghezza spropositata, suddivido comunque in due tronconi il recap dei due mesi autunnali per eccellenza, che usciranno però a stretto giro l’uno dall’altro.
Pronti quindi a fare un salto indietro nel tempo per rimembrare insieme a me cosa è comparso di interessante su Topolino nel corso di ottobre? 😉

Ottobre 2022: le storie da Topolino

Topo_ottobre_9Parto con Viaggio nella luna, di Bruno Enna e Alessandro Pastrovicchio (n. 3489), della quale avevo commentato a suo tempo la prima parte.
La seconda metà varia leggermente di tono rispetto alle premesse, più concreta e meno “eterea”, ma questo non mina la riuscita complessiva della storia che, da par mio, resta un bellissimo pezzo della bellissima annata di Enna su Topolino.
Gli elementi presenti nella pellicola originale vengono mantenuti e, pur decidendo di connotarli con un chiarimento narrativo laddove il cortometraggio del 1902 rimaneva immerso in un fantastico inspiegato, la storia non perde molto a livello di coinvolgimento e di fantasia. Anzi, lo svelamento finale denota la grande inventiva dello sceneggiatore e rilancia il progetto in un disegno più grande di quanto inizialmente immaginato dal lettore.
Parlando di disegni non posso che ribadire che il grande ritorno di Alessandro Pastrovicchio sul settimanale non ha certamente deluso le attese: il tratto fluido dell’artista si fa addirittura arabescato in alcuni punti, con personaggi morbidi e raffinati nel segno. Non sono da meno la cura per la recitazione e per gli ambienti, e la colorazione aiuta molto nel creare le giuste atmosfere.
Per me promossa!
E, se volete approfondire Viaggio nella luna e in generale le storie di Bruno Enna uscite in questo 2022, vi rimando all’intervista allo sceneggiatore sardo che ho realizzato per Lo Spazio Bianco:

Un 2022 a tutto Disney: intervista a Bruno Enna

Topo_ottobre_5Paperbridge: La notte del vandalo / Il sogno di Beth, di Marco Gervasio (n. 3489), riporta in scena le avventure giovanili del futuro Fantomius con una terza stagione di soli due episodi, decisamente meno articolata delle due che l’hanno preceduta.
Non nascondo di aver moderatamente apprezzato il progetto Paperbridge, che grazie al contesto scolastico ha avuto modo di portare sul “Topo” delle dinamiche non molto sfruttate nelle storie Disney, a mio avviso gestendole bene. Mi è sembrato un modo intelligente di rilanciare il personaggio di Lord Quackett, dandogli una rinfrescata dopo gli anni sulle spalle della sua versione adulta, che negli ultimi sviluppi della main saga non sempre mi ha coinvolto.
La notte del vandalo / Il sogno di Beth è una bilogia che “vola basso” rispetto agli intrighi orchestrati dai professori Krimen e Cuordipietra, ma proprio questo essere libero da grandi piani permette alla storia di scorrere in maniera più naturale e semplice, dandole uno slancio di genuinità che ho apprezzato e potendo accennare ad alcune tematiche interessanti. I legami con il “gervasioverso” non mancano in ogni caso, ma stavolta non sono il perno narrativo e questo loro ruolo ancillare mi sembra quello migliore, in questo caso.
Sullo stile di disegni mantengo invece varie riserve: in diverse vignette la regia e la messa in scena non mi hanno convinto, talune inquadrature mi sono sembrate strane e così anche le certe pose dei personaggi. L’ormai celebre quadrupla nella stanza di Quacky mi ha effettivamente disorientato, in particolare per il fatto che la scena rappresentata non mi sembrava necessitasse di tutto quello spazio, scardinando così l’armonia della tavola e il ritmo narrativo per riquadri.
Ho apprezzato però sfondi e ambientazioni, oltre alla tavolozza dei colori.

Topo_ottobre_14Scacco matto a Topolino, di Giovanni Di Gregorio e Ottavio Panaro (nn. 3489-3490), è invece senza dubbio la grande delusione della prima parte di autunno 2022: il fatto di essere una lunga storia in quattro parti, legata per di più a un gadget, avrebbe fatto pensare a una prova ben migliore di quella definitiva, che anche alla luce del finale non mi ha fornito motivi per cambiare l’opinione negativa già espressa ai tempi della prima metà pubblicata a settembre.
La narrazione prosegue ripetitivamente con l’impostazione fissata fin dall’inizio, il ritmo è carente, i protagonisti si muovono in tondo, in maniera inconcludente, con l’unica eccezione di un Pippo ben caratterizzato. Topolino, alla fine, risolve il caso assolutamente dal nulla, con una spiegazione abborracciata che non poggia su elementi che possano aver generato tale deduzione.
Non aiutano i disegni di Panaro, che appaiono confusionari, compromettendo in alcuni punti una comprensione pulita dell’azione illustrata, e con character design poco ispirati sia per i personaggi ricorrenti che per i comprimari d’eccezione. Ma è soprattutto la recitazione il tallone d’Achille del risultato estetico dell’opera, legnosa e statica.
Una grandissima delusione, per quanto mi riguarda, sotto pressoché tutti gli aspetti.

Topo_ottobre_10Con una certa dose di stupore è approdato sulle pagine del settimanale TopoPrincipe, di Augusto Macchetto e Giada Perissinotto (nn. 3490-3491), storia che esordì circa un anno fa in un volume apposito edito da Giunti e quindi non inedita.
È difficile valutare il senso di questa operazione: forse al direttore Alex Bertani la parodia de Il Piccolo Principe era piaciuta al punto di volerla sul suo giornale, oppure voleva celebrare in qualche modo il libro, fatto sta che il risultato è riuscito solo a metà: il formato pocket non ha favorito il godimento delle meravigliose tavole di Perissinotto che, avvolte nei colori di Andrea Cagol, mostrano comunque la propria forza artistica; aver diviso la storia su due numeri distinti ha poi spezzato il ritmo narrativo di un progetto che era nato per essere fruito in un’unica soluzione e, infine, privare l’opera del prologo illustrato presente in origine ha minato leggermente la struttura d’insieme (gli scricchiolii si avvertono nelle ultime pagine).
Ad ogni modo non voglio essere troppo negativo sulla scelta: è pur sempre un modo per dare nuova vita al fumetto di Macchetto e Perissinotto e non ha rubato molto spazio al materiale inedito del libretto.
Per un commento esteso su TopoPrincipe, invece, rimando alla recensione che scrissi ai tempi per Lo Spazio Bianco:

TopoPrincipe – libero, lezioso adattamento di un classico

Topo_ottobre_16Topolino e il tesoro del legionario, di Francesco Artibani e Giuseppe Zironi (n. 3491), è una gran bella storia classica di Topolino, e lo dico nel senso migliore del termine.
Ancora una volta Artibani dimostra di essere una penna di razza e, in particolare, di avere una spiccata sensibilità disneyana nella scrittura, cosa che dimostrerà ancora di più il mese successivo con un’avventura ambientata nella verde Irlanda, ma di quello ne riparleremo… focalizzandomi sul Tesoro del legionario, è bello notare innanzitutto come una storia che fa anche da partnership a qualcosa di extra-fumetto (in questo caso gli scavi nell’area archeologica di Aquinum) lo faccia “anche”, appunto, e non solo. Lo sceneggiatore romano ha capito bene come il miglior modo di veicolare concetti o attività collaterali non sia quello di usare i personaggi Disney come pupazzetti che fanno pubblicità, bensì costruire prima di tutto una storia solida e avvincente, che possa appassionare il lettore a prescindere dai riferimenti esterni, che ne risulteranno di conseguenza arricchiti. E così possiamo godere di una freschissima e genuina trama che vede Topolino e Gambadilegno sulle tracce di un intrigante mistero del passato: nessun capolavoro, nessun picco, solamente una buonissima storia qualunque del nostro amichevole Mickey Mouse di quartiere, che però spicca per la limpida qualità di scrittura.
E di disegni: Zironi si scatena negli sfondi, rappresentando in maniera efficace e certosina gli ambienti in cui si muovono i protagonisti della vicenda. Il suo tratto netto e pulito contribuisce al risultato e rende come sempre conturbanti le figure che vi recitano.

Topo_ottobre_17Zio Paperone e i vichinghi a Venezia, di Knut Naerum, Arild Midthun e Giorgio Cavazzano (n. 3491), è la storia eletta a “simbolo” per festeggiare il Maestro Cavazzano in occasione del suo compleanno. Non è una scelta casuale, essendo ambientata nella sua amata Venezia, che il disegnatore illustra con la consueta perizia e lo sconfinato amore che prova per la città lagunare. Diversi scorci colpiscono veramente per la cura con cui vengono portati sulla pagina, e su tutti spicca una quadrupla da incorniciare. Riusciti come sempre i suoi Paperi, manco a dirlo, tranne forse in qualche vignetta dove certi sguardi non convincono appieno, mentre è la sceneggiatura a non brillare completamente. Tra la danesi importate sul “Topo” si è certamente visto di peggio, ma resta sempre un limite, o un filtro che dir si voglia, che sembra bloccare questo tipo di avventure. Così è anche stavolta, e nonostante le premesse fossero confortanti la vicenda a un certo punto si perde e si sgonfia, giungendo spompata al finale.
Peccato, ma resta una testimonianza significativa e simpatica: da abbinare alla lettura dell’intervista a Cavazzano, pubblicata in coda alla storia.

Topo_ottobre_19Lord Hatequack presenta: l’ora del terrore – Zio Paperone e lo spettro dell’Agonia Bianca, di Marco Nucci e Giorgio Cavazzano (n. 3492), riporta in un colpo solo l’attenzione su Cavazzano,sulla serie dei racconti pseudo-horror di Hatequack e sulla passione di Nucci per gli anni della corsa all’oro del giovane Scrooge.
La faccio breve: si tratta della storia migliore di questo ciclo nucciano, che pure mi aveva già convinto alla prima prova (la topolinesca disegnata da Casty) e un po’ deluso con la seconda (la paperogata disegnata da Faccini). Ma stavolta lo sceneggiatore affila la penna e rende un ottimo servizio a Paperone, alla sua mitologia e alle atmosfere inquietanti di cui L’ora del terrore dovrebbe farsi portatrice. Lo spettro che assilla il protagonista, la sua particolare connotazione, quel senso di indefinito e il collegamento con Doretta sono i tanti elementi che rendono speciale questa vicenda, unitamente ai disegni di un Cavazzano ancora una volta in grande spolvero, che tratteggia benissimo il viso giovanile dello Zione e che contribuisce con il suo segno al mood del racconto. Senza dimenticare la poesia delle lande isolate e innevate dell’Agonia Bianca, che il Maestro fa sprigionare dalle pagine.
Tutto molto bello!

Topo_ottobre_15Road to World Cup – Un patto tra gentiluomini, di Marco Nucci e Stefano Intini (n. 3491), segna il secondo gol del mese per Nucci 😛
L’ultimo tassello delle qualificazioni ai mondiali giovanili di Fridonia è forse il migliore insieme al primo episodio: c’è la sottile ironia verbale alla quale lo sceneggiatore ci ha già abituato, c’è la comicità fisica (nei confronti tra Paperino e Paperone) facilitata dal tratto spumeggiante e brioso di un Intini magnifico, e c’è il calcio giocato, precedentemente un po’ trascurato. Non che me ne lamentassi, visto il mio scarso interesse verso il mondo del pallone, ma la funzione “catartica” che le partite potrebbero avere in queste trame me le faceva mancare, quando venivano sacrificate. Stavolta non si pecca e grazie alla regia del disegnatore, il gioco ritrova una sua centralità come viatico delle dinamiche che vi stanno attorno.
Infine c’è il ribaltamento finale di prospettiva, ormai cavallo di battaglia di Nucci: ben giocato, riuscitissimo sotto tutti i punti di vista.

Topo_ottobre_11Gli allegri mestieri di Paperino – Corri, corriere, di Tito Faraci e Enrico Faccini (n.3490), rappresenta il ritorno del Faraci che piace a me. Tra le sue sceneggiature degli ultimi anni, salvo rari casi (ed escludendo Mickey 2.0, che veniva dai cassetti del passato), mi era difficile ritrovare l’impronta dell’autore che amavo visceralmente nella seconda metà degli anni Novanta.
Ma quella verve cristallina, pur mutuata e maturata nei lustri passati, la ritrovo in questa storia di media lunghezza che diverte in maniera intelligente, rispolverando il topos dei lavori di Paperino e muovendosi al suo interno per far emergere nuova linfa dal concept. Le risate non mancano grazie all’ironia fondata su elementi della quotidianità in cui molti possono riconoscersi, ridendo quindi anche delle propria disavventure oltre che di quelle del papero vestito alla marinara.
Plot semplice, fondato sulle gag ma perfettamente funzionale, arricchito da un’introduzione alla miniserie perfettamente logica, calzante e simpaticissima e dai disegni di Faccini, perfetti per illustrare questa trama. Mi compiaccio!

Paperoga e il diabolico Dottor Puff Puff, di Marco Nucci e Enrico Faccini (n. 3490), vede invece in scena il Faccini “inquietante” a supportare la storia muta di Nucci che, quasi come fosse in uno spin-off dell’Ora del terrore di Lord Hatequack, si diverte a sceneggiare una vicenda da brividi. Il risultato complessivo in realtà non è perfetto, ma l’idea è comunque buona, anche se la storia sembra rimanere un po’ “a metà” nelle proprie intenzioni.

Topo_ottobre_18Paperoga e la casa del rumore, di Giovanni De Feo e Giulia Lomurno (n. 3491), ripropone il disastroso papero col pon-pon ma stavolta per mano di un autore esordiente. De Feo convince già alla sua prima prova, scrivendo un ottimo Paperoga e dimostrando una padronanza del ritmo narrativo sincopato – che ben si addice a questo personaggio – davvero notevole. Il lavoro di Lomurno si rivela particolarmente adatto: addirittura la disegnatrice si supera, trovandosi evidentemente a suo agio con il soggetto, e realizza vignette spumeggianti e debordanti che sono davvero una gioia per gli occhi e che coinvolgono veramente il lettore.
È solo una breve ma è anche dalle brevi che si misura la bravura dei fumettisti 😉

Pioggia, pioggia che cadi, di Enrico Faccini e Gaja Arrighini (n. 3489), è un’altra breve ma atipica: non solo per il featuring di autori, ma anche per l’impronta smaccatamente poetica che la avvolge.
Le didascalie, il contesto piovoso, Pluto protagonista intimista, le didascalie in versi… un approccio quasi sperimentale ma a mio avviso riuscito. Un’atmosfera soffusa e autunnale decisamente calzante.

Topo_ottobre_13Zio Paperone e l’alta finanza – Zio Paperone e il pioniere del risparmio, di Alessandro Sisti e Vitale Mangiatordi (n. 3490), rappresenta un nuovo capitolo del ciclo sistiano che cerca di veicolare con leggerezza argomenti di stampo economico. I primi episodi non mi avevano entusiasmato, mentre il precedente l’avevo assai gradito (se ben ricordate ne parlai piuttosto bene su queste pagine). Anche questo Pionere del risparmio, che vede inoltre la partecipazione di Filo Sganga, mi ha decisamente convinto rivelandosi una piacevole lettura al di là della miniserie di cui fa parte. Mi ha stonato un po’ solo la risoluzione finale delle ultime due tavole, che mi è sembrata andare da un’altra parte rispetto alle premesse, ma nulla di drammatico. Validissimo il tratto di Mangiatordi, che dona vitalità ai personaggi.

Topo_ottobre_20Donald & Mickey in: Terror Factor, di Luca Blengino, Manlio Castagna, Ettore Gula e Ivan Bigarella (n. 3492) è un prodotto realizzato per il mercato internazionale, come si evince dai nomi originali mantenuti nel titolo ma anche dalla colorazione. Scelta strategica per il numero di Halloween, in realtà non mi ha detto granché: si tratta di una storia-contenitore all’interno della quale si trovano quattro mini-avventure con protagonisti Paperino, Topolino, Zio Paperone e Minni, raccontate da loro stessi nell’ambito di questa specie di concorso a tema orrorifico.
Le trame mi sono apparse piuttosto basiche quando non proprio piatte e la brevità non ha aiutato, ma al di là della lunghezza gli spunti non mi hanno quasi mai smosso, con l’eccezione forse dell’aneddoto paperinesco.
I disegni sono sicuramente il miglior pregio del progetto: entrambi i disegnatori offrono buone prove e soprattutto Bigarella mostra di non risparmiarsi.

Bene, credo di aver detto tutto.
L’appuntamento è fra qualche giorno con il post che riguarderà le storie pubblicate sui Topolino di novembre.

cartoomics-milano-games-week-2022Ma, prima ancora, questo weekend potreste trovarmi dal vivo in quel di Cartoomics, la fiera del fumetto milanese ormai stabilmente abbinata alla Milan Games Week!
Sarò in “veste ufficiale spaziobianchista” insieme a Amedeo Scalese, Gianluigi Filippelli, Rachele “Baz” e probabilmente qualcun altro della redazione per fare qualche intervista, presenziare ad alcuni eventi e realizzare un po’ di contenuti social.
Purtroppo Panini non sarà presente con un suo stand, quindi non ci sarà nemmeno la presenza di uno spazio disneyano che faccia da “hub” di incontri, ma potrebbe sempre esserci la possibilità di incocciare in qualche autore presente come “battitore libero”.
Certamente ci sarà Claudio Sciarrone, ospite ufficiale dell’organizzazione, e già quello non è male: lo intercetterò di sicuro per fare quattro chiacchiere dopo tanto tempo dall’ultima volta e per intervistarlo per il sito 😉
Insomma, se sarete in fiera in quei due giorni e mi riconoscerete, fermatemi pure per un saluto: mi farà piacerissimo!

Ciao!

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https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/11/24/il-topo-di-ottobre-e-novembre-2022-parte-1/feed/ 1 2024
Lucca 2022 in un solo giorno https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/11/07/lucca-2022-in-un-solo-giorno/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/11/07/lucca-2022-in-un-solo-giorno/#comments Mon, 07 Nov 2022 09:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=2013 Bentornati su Lo Spazio Disney!

È già passata una settimana dalla mia Lucca Comics 2022 che, come annunciavo nell’ultimo post, si è articolata nell’ambito di una sola giornata delle cinque complessive di manifestazione: per la precisione, domenica 30 ottobre.

Avevo qualche dubbio su come comprimere l’esperienza lucchese – della quale era peraltro orfano dal 2019 – in un tempo così ristretto, visto che non ho mai fatto meno di tre giorni. Ma la consapevolezza delle poche ore a disposizione mi ha permesso di organizzarmi adeguatamente nei giorni precedenti, decidendo sostanzialmente che cosa avrei voluto fare in fiera e togliendo il “superfluo”, visto che inevitabilmente molte cose non ci sarebbero state.
La riflessione a cui sono giunto è che i due obiettivi principali erano: incontrare un po’ di amici e svolgere nel migliore dei modi la conferenza per i 20 anni de Lo Spazio Bianco, della quale ero relatore insieme al direttore Ettore Gabrielli. E sì, comprare anche qualche fumettino già che ero lì 😛

Lucca_2022_resocontoc

Aver circoscritto le ambizioni e aver deciso di non fissarmi chissà quanti e quali compiti mi ha permesso di vivere la giornata serenamente, in allegria e in maniera pienamente soddisfacente. Un po’ di ansia è montata, subito a inizio giornata, quanto il pullman sul quale viaggiavo è rimasto imbottigliato nel traffico, entrando in Lucca solo alle 10:15 del mattino, ma nonostante ciò un quarto d’ora dopo ero già dentro le mura e pronto a visitare la fiera, senza stare troppo a pensare alla prima ora di kermesse svanita tra le mie mani.
Tra l’altro una delle prime cose che vedo sono un ragazzo e una ragazza in cosplay da Slutty Pumpkin e Hanging Chad direttamente da How I Met Your Mother, cosa che mi ha fatto ridere forte e mi ha fatto realizzare subito quanto mi fosse mancata Lucca!

Subito ho avuto modo di riunirmi con alcuni colleghi de Lo Spazio Bianco: Ettore, Rachele Bazoli, Davide Grilli e Simone Rastelli, a cui si sono aggiunti Francesco Cascione e gli “ex” Andrea Gagliardi e Vittorio Rainone, incontrati per la prima volta dal vivo. Tante belle chiacchiere e scambi di opinioni, poi un rapido giro allo stand Bonelli e dai privati, questi ultimi esplorati insieme all’Uomochesapevatroppo, alias il mio conterraneo Marco con cui ho diviso varie live su Twitch!

È poi venuto il momento del panel targato LSB, moderato dall’ottima Rachele e che vedeva due guest d’eccezione come Manuele Fior e Linda Cavallini, che hanno contribuito alla riuscita dell’evento con le loro parole e la loro arte. C’è stato modo di ragionare sul concetto di spazio bianco nella grammatica del fumetto ma anche di fare un po’ di storia del sito, approfondendo le sue caratteristiche.
Per chi non fosse stato presente, vi lascio di seguito la registrazione ufficiale e integrale della conferenza:

Sceso dal palco, vengo fermato da una gentile ed entusiasta persona, che mi stringe la mano e mi fa i complimenti, aggiungendo che segue con passione quello che scrivo online e che per di più è anche amico di lunga data di Rachele! Mi ha davvero lusingato questo inaspettato incontro con un mio lettore, uno dei momenti più stranianti ma al contempo emozionanti di questa Lucca 😀
Amico, se leggi queste righe, spero ci sia una futura occasione per rivedersi ancora dal vivo e scambiare qualche parole in più 😉

Eccomi poi ad abbracciare i miei pards delle dirette streaming, finalmente riuniti dal vivo e ben noti agli aficionados di questi lidi e agli appassionati disneyani: il già citato Uomo, Fabio “Fisbio”, Francesco de La Soffitta di Camera Mia e Roberto “Pacuvio” del Papersera! Abbracci, scambio di qualche considerazione generale sulla fiera e sul panel (mi ha fatto molto piacere che abbiano voluto assistere!) e già è arrivato il momento di salutare l’Uomo e Fisbio: entrambi non li vedrò più per il resto della giornata 🙁
Resto però con Pacuvio e Francesco, i quali mi accompagnano alla tappa obbligata del PalaPanini nell’inedita sede della Cavallerizza: temevo che gli spostamenti tra Piazza Napoleone e la nuova collocazione dello stand dell’editore modenese sarebbero stati più lenti e complicati, invece ho fatto diverse volte avanti-indietro e al netto di qualche punto un po’ più affollato non ci ho mai messo più di 10 minuti. 
Trovo che la nuova struttura sia consona alla quantità di proprietà intellettuali che Panini gestisce: ampia e ben organizzata, la Cavallerizza mi è parsa una buona soluzione e in quello specifico orario il poco afflusso di persone mi ha permesso di girarci tranquillamente, chiacchierando con i miei due compari e riuscendo anche a partecipare a un interessante quanto spontaneo “simposio” di Alex Bertani sullo stato dell’arte di Topolino e sulla sua visione del giornale, dialogo che coinvolge alcuni volti noti del fandom disneyano, quali Valerio “Grrodon”, Jay Kappa, Goldensun e altri.
Per quanto riguarda lo stand del “Topo“, tanto di cappello: è difficile, dopo lo iato dovuto al Covid, ricordare come fosse impostato il bancone delle ultime fiere, ma sicuramente quello di Lucca 2022 era ricchissimo di materiale, contraddistinto da una certa varietà e un’attenzione particolare verso proposte di pregio: alle De Luxe si accompagnano volumi pikappici, le nuove uscite delle omnie di Floyd Gottfredson e Al Taliaferro, novità come il primo numero della Thriller Collection dedicata a Casty e cartonati delle storie francesi realizzate per Glènat. Uno stand di tutto rispetto per il ventaglio dell’offerta, che nulla ha da invidiare a quanto mostrato dalle branche Marvel, DC, Planet Manga e Panini Comics generale. 

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© Fabio “Fisbio” Del Prete

È pomeriggio inoltrato quando lascio la Cavallerizza e torno verso Napoleone, per ricongiungermi con i colleghi spaziobianchisti allo scopo di farci una birretta assieme: la pausa al bar copre piacevolmente le ultime due ore di fiera, tra diversi scambi di battute e considerazioni che sono il valore aggiunto di queste occasioni. A un certo punto emerge anche un Emanuele Emma selvatico, che finalmente conosco dal vivo con grande euforia: la sua in particolare, visto che Ema è l’ennesimo spaziobianchista che entra professionalmente nel mondo del fumetto come editor di Panini Marvel. È stato bello e contagioso l’entusiasmo con cui ci ha raccontato tale ingresso!

Le tenebre a quel punto sono già calate da un po’ sulla cittadina toscana e per me si è fatta l’ora di andare: la giornata è volata, ma come dicevo all’inizio di questo post ritengo di essermela goduta molto meglio di quanto pensassi, portando a casa il risultato!
È stato davvero bello respirare nuovamente l’atmosfera da fiera, e solo in quelle ore mi sono accorto di quanto mi fosse mancata: i colori dei cosplayer, l’entusiasmo del pubblico, gli incontri dal vivo – spesso casuali – con amici e autori che normalmente si sentono solo via chat, le vasche da un punto all’altro del centro storico per raggiungere persone o stand… sì, mi mancava tutto questo!
Spero comunque che l’anno prossimo ci siano le condizioni per tornare a presenziare più giorni per vivere in maniera più immersiva la kermesse, ma adesso è presto per pensarci. Per ora custodisco con cura i bei ricordi di incontri e chiacchiere di quella domenica, che danno ulteriore senso alla mia passione fumettistica e al modo in cui ho deciso di esprimerla 😀
Per rievocare i bei momenti fiestistici ho fatto una comparsata di un’oretta in una live Twitch dell’Uomo (accompagnato anche da Francesco e Pacuvio), che potete recuperare a questo link, e si replicherà stasera nella diretta su The Fisbio Show insieme al padrone di casa e agli altri amici di cui sopra, per confrontarci sulle diverse esperienze vissute in questa Lucca e flexare un po’ di acquisti 😛
Ecco dove potrete seguirla:

Le emozioni – e la fatica – di Lucca Comics, in aggiunta al turbinio della vita quotidiana, mi hanno impedito di mettermi a scrivere i post sui Topolino e sulle pubblicazioni Disney di ottobre 🙁
Per la prima volta mi trovo quindi a saltare il consueto appuntamento di recap: conto però di recuperarlo a inizio dicembre accorpandolo quindi con le considerazioni relative al materiale di novembre. Devo ancora valutare se infilare tutto in due mega-post complessivi o se suddividere in più articoli, ma come data di uscita dovremmo sempre attestarci su quella.
In ogni caso, come sempre stay tuned!

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Bramo a Lucca Comics 2022! https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/27/bramo-a-lucca-comics-2022/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/27/bramo-a-lucca-comics-2022/#respond Thu, 27 Oct 2022 08:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=1933 LCG22_poster_temaCi siamo: Lucca Comics 2022 sta per aprire i battenti!
Da domani a martedì 1° novembre la fiera del fumetto più importante in Italia torna in grande spolvero, dopo le ultime due edizioni “a scartamento ridotto”, per ovvi motivi di contingentamento.

Per ragioni personali io avevo saltato anche l’ultimo anno normale, così che la mia ultima Lucca fu quella del 2018: e la mia presenza in realtà non era scontata nemmeno per l’edizione 2022, per varie problematiche.

Alla fine ho ripiegato su una soluzione di compromesso: sarò in fiera nella sola giornata di domenica 30 ottobre.
Solitamente non ho mai preso in considerazione l’idea di fare Lucca in un unico giorno, perché l’andata e il ritorno si mangerebbero da sole metà del tempo, sia andando in macchina che in treno.
Ho potuto però usufruire di un un viaggio in pullman organizzato da una fumetteria della mia zona, che partendo alle 6 del mattino dovrebbe permettermi di essere in fiera già verso le 10:00, rimanendo su suolo lucchese almeno fino alle 19:00. Insomma, dovrei riuscire a fare pressoché l’intera giornata di fiera e, senza impegni particolari ma vivendomela completamente scialla, dovrebbe essere comunque sufficiente per girellare tra editori, espositori e padiglioni vari.
Ma soprattutto per poter rivedere e conoscere dal vivo i vari amici fumettofili con cui mi scrivo quasi quotidianamente online, preziosa occasione per scambiare quattro chiacchiere faccia a faccia e per bersi qualcosa insieme: in fondo è sempre stata questa la vera forza di Lucca 😀

Colleghi de Lo Spazio Bianco, amici del Papersera, compari di dirette streaming, fumettisti amici… sarà bello passare anche solo una mezz’oretta insieme!
Considerazioni che valgono anche per gli eventuali lettori di questo blog che non rientrano nelle succitate categorie, ovviamente: se siete in fiera domenica e mi riconoscete, venite pure a salutarmi, mi farà un grande piacere 🙂
Dare coordinate a Lucca è quantomeno azzardato, ma posso dire che bazzicherò soprattutto nell’area del nuovo PalaPanini presso l’ex Cavallerizza e tra gli stand degli editori di Piazza Napoleone.

Lucca_Comics_2022_panel

Non solo: a Lucca Comics quest’anno si festeggiano i 20 anni de Lo Spazio Bianco, traguardo che la kermesse toscana celebra con un panel dedicato! L’appuntamento è proprio per domenica 30, alle ore 13:30 presso la Chiesa di San Girolamo: sul palco come relatori saranno presenti il direttore Ettore Gabrielli e il sottoscritto (!!!), a moderare l’incontro l’ottima Rachele Bazoli e come autori ospiti Emanuele Fior e Linda Cavallini di Tatai Lab per uno speciale showcase.
Sarà l’occasione per riflettere sullo spazio bianco, sia inteso come concetto che come sito, e per avere qualche curiosità e dietro le quinte su genesi e sviluppo della web-zine che ospita questo blog e sul lavoro di redazione.
Il tema esula quindi dal mondo disneyano, ma il mio consiglio spassionato è comunque quello di intervenire numerosi, mi farebbe un sacco piacere: vi aspetto lì!
Potrebbe essere un’ulteriore occasione per salutarci 😀

Qui sul blog ci si rilegge nelle prossime settimane, per un eventuale post “diario di viaggio” sulla mia calata lucchese e per il consueto appuntamento sulle novità disneyane di ottobre (che, vi avverto già, temo slitterà un po’ più in là del solito…) 😉

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François Corteggiani in due storie https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/13/francois-corteggiani-in-due-storie/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/13/francois-corteggiani-in-due-storie/#comments Thu, 13 Oct 2022 08:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=1989 A soli 69 anni, lo scorso 21 settembre François Corteggiani ci ha lasciati proprio nel giorno del suo compleanno.
A molti lettori il nome potrebbe dire poco, ma questo sceneggiatore francese ha firmato diverse storie a fumetti Disney, collaborando direttamente con The Walt Disney Company Italia (per Topolino ma anche per altre testate quali Paperino, Minni & Company e GM – Giovani Marmotte) nel corso degli anni Novanta.

Corteggiani_1Le sue prime opere fumettistiche sono pubblicate in Francia da editori come Glénat e Hachette, mentre dagli anni Ottanta lavora su Le Journal de Mickey, iniziando anche ad approcciare i personaggi della Casa del Topo.
Nello stesso decennio scrive per la Germania la serie Peter O’Pencil (ideata dal nostro Tiziano Sclavi), disegnata da Giorgio Cavazzano: la circostanza segna l’incontro professionale con il grande disegnatore, con il quale nasce un’affiatata amicizia.
Del duo di autori val la pena ricordare anche Capitan Rogers, co-creata da Giorgio Pezzin e realizzata per Il Giornalino tra il 1981 e il 1989.

Per Topolino, su cui inizia a pubblicare dal 1992, ha realizzato un alto numero di avventure, tra le quali cito la miniserie Paperino agente segreto preistorico (con le matite di Silvia Ziche), Paperino e l’incredibile PaperHulk (disegni di Alberto Lavoradori) e alcuni esempi dell’ispirato sodalizio disneyano formato con Cavazzano come Paperino campione olimpico, Paperino e il tragico sbaglio, Paperino attore da Oscar e le due storie su cui voglio concentrarmi in questo pezzo, a cui sono particolarmente legato.

Corteggiani_2Il primo numero di Topolino che ricordo di aver avuto in mano (ho proprio memoria fotografica di una serata in famiglia in cui lo sfogliavo), acquistatomi appositamente dai miei genitori, è il #2042 del gennaio 1995, che si apriva con le ultime due puntate di Paperino in: Il mondo perduto.
È scontato che l’imprinting di quanto contenuto nei primissimi albi letti rimanga forte anche una volta cresciuto e con decine di migliaia di altre letture accumulate. E, nonostante per alcuni anni non ebbi l’opportunità di leggere le prime due parti, le vicende dei Paperi in quel territorio ostile nel quale il tempo si è fermato alla preistoria mi colpirono molto.
Ho riletto la storia in questi giorni nella sua interezza e ho potuto apprezzare la straordinaria comicità dell’autore, nelle spassose schermaglie che imbastì tra Paperino e il professor Challenger, l’eminente ma burbero studioso convinto che esista una regione del mondo nella quale i dinosauri non si sono estinti, pronto a inseguire il buon Donald di fronte alla leggerezza di talune sue affermazioni.
Sono piccole pennellate che però testimoniano la capacità di muovere i personaggi Disney in modo brillante, e di saperli interpretare rispettandoli.
Ne è un altro esempio Pico de Paperis, qui reso ottimamente in una versione svagata e sulle nuvole, con interessi culturali che lo rendono però un po’ avulso dal contesto in cui si trova.
Infine risalta anche la personalità di Zio Paperone, attratto dal guadagno ma mettendo sempre al primo posto l’avventura necessaria per ottenerlo, e sfoggiando un atteggiamento positivo anche di fronte alle situazioni più critiche.

La sceneggiatura complessiva scorre liscia e rapida, la lunghezza dell’intreccio non si avverte e pur attraverso un canovaccio piuttosto convenzionale la trama avvince il lettore bilanciando perfettamente azione e humour, come un’opera disneyana dovrebbe sempre saper fare.

Corteggiani_3Quattro anni dopo, durante il caldo agosto del 1999, comparve suddivisa in due tempi su altrettanti numeri di Topolino Zio Paperone e il terzo Nilo, per me un vero capolavoro che fin dalla prima lettura in diretta, a undici anni, mi riempì gli occhi e il cuore di meraviglia.
Le istanze messe in campo ne Il mondo perduto vengono qui elevate a potenza, con un’avventura alla Indiana Jones che mette Zio Paperone, Paperino, Qui, Quo, Qua e Pico de Paperis in viaggio verso l’Egitto sulle tracce del leggendario Nilo d’Oro… parola irresistibile per lo Zione!
L’azione la fa da padrona, con una spedizione irta di ostacoli e incorniciata da un’ambientazione esotica e accattivante. Era “il ritorno della grande avventura” (cit.), recuperando l’afflato delle migliori cacce al tesoro ideate da Carl Barks e riuscendo ad appassionare con una storia realmente avvincente e con tutte le carte in regola per diventare un classico.
Anche in quest’occasione Paperino è il mattatore della situazione, catalizzatore di guai e pasticci che non lo appiattiscono né lo rendono meno protagonista, ma che ce lo offrono invece simpaticissimo e genuino. La scena in cui si traveste da stregone Pap’no, la gag del cespuglio, le scenette iniziali nella biblioteca costituiscono materiale purissimo per la caratterizzazione del personaggio.
Insieme a un Paperone grintoso e volitivo e a un Pico che mantiene quell’attitudine vagamente “fuori sincrono” dovuta all’animo da studioso, il cast principale regge solidamente l’impianto narrativo, completato dall’entusiasmo e la competenza dei nipotini e dai Bassotti pronti a complicare la situazione e a mettere i bastoni fra le ruote dei protagonisti.

Corteggiani4Tale perizia di scrittura e interpretazione è accompagnata mirabilmente dai disegni di Giorgio Cavazzano, che in quegli anni aveva ulteriormente affinato il suo tratto rispetto alla prima metà del decennio, arrivando sostanzialmente alla completa maturità del suo segno moderno, che si sarebbe così stabilizzato nel Nuovo Millennio.
Lo si può notare a colpo d’occhio osservando il design dei protagonisti, morbido e piacevolissimo, tondeggiante e dinamico.
Al contempo, negli sfondi la matita si fa dettagliata e capace di riempire le tavole trasportando il lettore direttamente nei luoghi del racconto.
Come non citare infine le tavole di apertura del primo e del secondo tempo: mantenute in bianco e nero, sono impostate per ricordare volutamente le illustrazioni dell’Ottocento, sintetizzando due passaggi simbolici della storia.

Tra le tante storie Disney firmate da François Corteggiani, Il mondo perduto e Il terzo Nilo sono senza ombra di dubbio le mie preferite in assoluto: certamente per questioni personali e di “imprinting”, ma anche cercando di osservarle e di analizzarle in maniera oggettiva ritengo che costituiscano il meglio dell’autore, grazie alla miscela di elementi che le rendono particolarmente complete come opere.

Mi sembrava quindi bello salutare Corteggiani parlando brevemente proprio di queste due opere.

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Le pubblicazioni Disney di settembre 2022 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/06/le-pubblicazioni-disney-di-settembre-2022/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/06/le-pubblicazioni-disney-di-settembre-2022/#comments Thu, 06 Oct 2022 08:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=1964 Bentornati su Lo Spazio Disney!
Dopo aver analizzato le principali storie inedite di settembre, pubblicate su Topolino, è tempo di vedere quali albi disneyani in generale hanno popolato gli scaffali di edicole e fumetterie nel corso del mese da poco conclusosi.

L’edicola Disney di settembre 2022

Spazio_Disney_settembre2022_1Sovverto eccezionalmente la liturgia di questo spazio, che solitamente vuole che si attacchi con I Grandi Classici, per partire invece da Le grandi saghe #1-2-3, a mio avviso una delle più importanti novità editoriali Disney degli ultimi due anni.
In primis per la periodicità: che una collana Panini esca settimanalmente è un fatto più unico che raro, considerando che questa cadenza è di solito appannaggio delle iniziative allegate ai quotidiani che hanno quindi un piano dell’opera ben definito e anche un numero di uscite (più o meno) prestabilito.
Le grandi saghe punta invece a durare finché avrà sufficiente ricezione da parte del pubblico e finché ci sarà “materia prima” da cui attingere: quest’ultima non dovrebbe essere un problema, considerando che le “saghe” (nel senso amplissimo che questo termine ha assunto negli anni all’interno del fumetto Disney) sono una moltitudine!

Il progetto sembra essere una via di mezzo tra il Tesori Disney di tredici anni fa e la Definitive Collection, cercando di prendere il meglio dalle due testate.
Dalla prima riprende infatti il bacino temporale ampio dal quale attingere e la presenza di un apparato critico-introduttivo di peso, mentre dalla Definitive prende lo spezzettamento in più uscite non consecutive e il formato brossurato.

Spazio_Disney_settembre2022_1bPer farmi un’idea dell’iniziativa ho preso il primo albo, dedicato a Topolino e la spada di ghiaccio, approfittando del prezzo-lancio a 3 euro: devo dire che l’impressione è stata decisamente positiva, sia per le dimensioni secondo me ideali per una collana di questo tipo sia per gli articoli di Davide Del Gusto. Ebbene sì, il buon Marchese che avete ormai imparato a conoscere fa in questa occasione il “grande salto”, curando un progetto gigantesco, capillare e di primaria importanza nella strategia comunicativa ed editoriale della redazione. Un riconoscimento meritato, che dimostra quanto abbia lavorato bene nel primo semestre del 2022, oltre alle sue sterminate conoscenze in campo disneyano e non solo che fa trasparire anche in questo volumetto iniziale, dove contestualizza brillantemente la storia nella sua epoca, individua alcuni riferimenti e ispirazioni, parla di high fantasy e dedica un articolo alla cronistoria delle ristampe ottenute dalla storia nel corso degli anni. Potrebbe sembrare un lavoro superfluo, in realtà rappresenta la versione ampliata di quanto faceva Alberto Becattini su varie collane (come per esempio l’omnia di Carl Barks con il Corriere della Sera) con ragionamenti critici che offrono una specie di linea temporale riflettendo sul trattamento riservato all’opera. Un buon contenuto, insomma.

Alla Spada di ghiaccio sono seguiti la prima parte di Storia e gloria della dinastia dei paperi e del Segreto del totem decapitato, che non ho comprato avendo già le suddette storie in altre edizioni.
Non riesco purtroppo a collezionare tutte le uscite della testata, la periodicità sotto questo profilo è assassina per me, anche se sicuramente permetterebbe di avere in un unico formato coerente tutte le grandi saghe disneyane. Mi limiterò quindi ad acquistare i volumi con i cicli che ancora mi mancano, ma il progetto nel suo complesso è sicuramente lodevole e consigliabile, soprattutto per i lettori più giovani o per quelli che si sono affacciati al fumetto Disney da poco e hanno molte lacune: ecco, questa potrebbe essere una via semplice e privilegiata per recuperare diversi capisaldi di questo universo narrativo, peraltro guidati da un “host” tra i migliori che avreste potuto sperare di incontrare.
Beninteso, il progetto non è esente da difetti, in primis la frammentazione delle saghe in più uscite non consecutive, ma si tratta di compromessi che non inficiano in maniera drammatica il risultato.

Spazio_Disney_settembre2022_2I Grandi Classici Disney #81 si apre con una pagina nella quale Pier Luigi Gaspa si presenta ufficialmente ai lettori, dopo il suo esordio nell’introduzione alle Storie Superstar di agosto; mi è parso una bella idea, un buon biglietto da visita grazie al quale il pubblico può farsi un’ulteriore idea dell’esperto che li guiderà d’ora in poi su queste pagine. Un tocco umano che era proprio anche di Luca Boschi, del resto, e che ho apprezzato anche per il debito di riconoscenza che Gaspa gli tributa in questa lettera.

Il sommario è molto buono, sia nella prima parte che nella Sezione Superstar non mancano piacevoli perle vintage di cui parlerò fra poco, ma mi soffermo un attimo su due storie invece molto recenti, che mi ha un po’ sorpreso trovare qui dentro. Qui, Quo, Qua e il rovescio della crostata di Giorgio Salati e Lorenzo Pastrovicchio e Battista e l’apprendista impeccabile di Roberto Gagnor e Salvatore Deiana sono rispettivamente del 2006 e del 2005, annate che difficilmente compaiono sui GCD (infatti il compilatore dell’indice è andato in tilt e ha indicato il 1973 come anno della storia di Salati 😛 ). È vero che più passa il tempo e più anni che mi sembrano recenti si allontanano, ma vedere stili di disegno così moderni su queste pagine mi ha destabilizzato. Sia detto senza nulla togliere a queste due prove nello specifico, che si sono rivelate due letture molto fresche e scorrevoli ben supportate da due stili piacevoli e funzionali. Non è nemmeno la prima volta (negli scorsi mesi ricordo almeno altri due casi post-2000), ma in questo caso l’avventura di Battista è stata inserita addirittura tra le Superstar, e a questo punto la mia comprensione vacilla un po’ 😛

Spazio_Disney_settembre2022_12Il resto della sezione torna invece nei canoni più consueti: si apre con una spettacolare Nocciola di Carlo Chendi e Luciano Bottaro in Il titolo accademico, nella quale l’ironia dei due artisti riesce a coniugare il canovaccio delle schermaglie tra la strega e lo scettico Pippo con spunti sempre nuovi, in questo caso la necessità per Nocciola di superare l’esame di magia al fine di poter operare ufficialmente la professione.
Si prosegue con la corrosiva Paperino e la scuola degli enigmi di Guido Martina e Giulio Chierchini, tutta incentrata sulla vera e propria faida senza esclusione di colpi tra il bilioso Paperino martiniano e i pestiferi nipotini, decisi a rendere la pariglia al dispotico zio. Scene di normale vita famigliare paperopolese del 1959 😛 in un ritmo frammentato ma sostenuto per una storia che diverte in diversi punti, ma per cui vale quanto dicevo in questi lidi un mese fa: occorre tenere sempre bene a mente il contesto dal quale tutto ciò fuoriesce e l’approccio che Martina aveva in questi casi.
Il segno carico e netto di Chierchini si presta particolarmente bene a mettere in scena la carrellata di dispetti, rincorse e sguardi in cagnesco di cui si compone l’avventura.

Spazio_Disney_settembre2022_11Pippo psicanalista di Jerry Siegel e Giorgio Bordini ci presenta infine un buon Pippo, diventato dottore della mente dopo un corso per corrispondenza ma dotato di un animo troppo empatico per poter operare in maniera professionale. Una trovata ricca di sensibilità per una storia molto caruccia e meno folle della media siegeliana, che però recupera appieno con la storia in apertura di numero, Paperino spia (con disegni di Romano Scarpa): un Archimede dalla doppia personalità – una specie di Mad Ducktor ante litteram – provoca vari danni a Zio Paperone, salvo poi tornare in sé e porvi rimedio. Il titolare della storia deve indagare sull’inventore per capire cosa sta capitando, ma intanto ci si mettono anche i Bassotti… la vena surreale dello sceneggiatore torna prepotente, sia nel caratterizzare questo Archimede malvagio, sia nel bislacco risultato delle sue azioni criminose. L’avventura è decisamente godibile e rilassante, anche grazie all’elegante tratto scarpiano che la accompagna.

Resta infine da menzionare Zio Paperone e il computer sa-tutto-lui di Fabio Michelini e Giorgio Bordini, avventura atipica non solo perché pubblicata originariamente su Paperino Mese ma per la foliazione: ben 65 pagine filate, senza stacchi o suddivisione in puntate, che parte come un classico plot nel quale lo Zione cerca l’aiuto di un cervellone elettronico per tenere la contabilità del proprio impero finanziario e si evolve verso metà in un incubo distopico dove la macchina fa prima concorrenza affaristica a Paperone e poi si impadronisce dei mercati mondiali.
La forza della sceneggiatura sta proprio in questa escalation imprevedibile, che grazie al numero di pagine a disposizione non risulta forzata ma si prende i suoi tempi per svolgersi. Una primizia, direi, una chicca dimenticata che meritava di essere riscoperta.

Un numero quindi popolato da due anime, una vintage come da regola e una che guarda al nuovo millennio: stavolta in connubio ha retto e il numero si presenta come molto buono, vedremo in seguito come proseguirà la testata.

Spazio_Disney_settembre2022_3Papersera #16 è un numero particolare per la pubblicazione: è infatti l’ultimo, quello che sancisce la fine del progetto nato anche grazie alle amorevoli cure di Francesco Gerbaldo.
Alex Bertani firma un appassionato editoriale di due pagine per spiegare che la collana non era in crisi di lettori, perché pur non vendendo chissà quanto aveva un suo bacino di pubblico più o meno fisso che riusciva a garantirne il proseguimento. Il problema sta nella sempre più difficile reperibilità di storie inedite a tema – e infatti in questo albo ci sono solo una manciata di one-page francesi – e anche nel recupero degli impianti di storie già pubblicate in Italia diversi anni fa e magari mai più ristampate (come quasi tutte quelle proposte questo mese). Insomma, comporre un sommario di Papersera era un compito sempre più improbo, ed evidentemente il gioco non valeva la candela.
Davide Del Gusto ha messo in piedi un numero conclusivo che presenta come d’abitudine una selezione di storie del Disney Studio americano e alcune brevi della scuola brasiliana, recuperando le ultime indicazioni lasciate a suo tempo da Gerba, e di suo aggiunge come spunto finale quella che è considerata la prima storia italiana della serie: Zio Paperone e la notizia boom, di Guido Martina e Luciano Gatto, simpatica avventura che in quasi quaranta pagine spazia molto anche al di fuori della redazione cittadina ma che intrattiene con un buon ritmo, mantenendo in parte lo spirito d’oltreoceano e per il resto trattando la materia con piglio più “italiano”.

Spazio_Disney_settembre2022_13Come sempre il menù riesce a divertire con la leggerezza che ha garantito questa testata praticamente in ogni sua uscita: buonumore, semplicità e spensieratezza l’hanno fatta ancora una volta da padroni durante quella quarantina di minuti di lettura, ma è stata l’ultima volta.
È un peccato, perché era un appuntamento a cui mi ero ormai abituato e che, tra il prezzo popolare e la periodicità lasca, non incideva in nessun modo sulle mie tasche. Ma in fondo è anche giusto, e come fa notare il direttore c’è quasi un che di poetico nel lasciar andare Papersera insieme al suo curatore originario, che con il proprio spirito e la propria tenacia ha garantito che il progetto non si arenasse ma che anzi rimanesse in salute il più possibile, senza mai accontentarsi di portare a casa un risultato qualunque, ma cercando sempre di offrire il meglio delle proprie possibilità perché il prodotto finito avesse appeal anche per un pubblico più attento, tramite i suoi articoli e le inedite proposte.
Un fardello e un confronto che forse sarebbe stato ingiusto mettere sulle spalle di qualcun altro, anche se si trattava del buon Davide.

Questo sedicesimo numero di Papersera va quindi a fare compagnia a tutti i quindici precedenti, formando una collana impensabile fino a pochi anni fa e una splendida testimonianza dell’abnegazione e della passione di Francesco Gerbaldo verso il fumetto Disney.
Sono pochi i giorni in cui non ti penso, Gerbaldone, ma sicuramente ogni volta che l’occhio mi cadrà sulla mia collezione di Papersera non potrò evitare di ricordarti, con il solito affetto.
Ciao, ancora ciao.

Spazio_Disney_settembre2022_4L’altra creatura gerbaldiana è Il Club dei Supereroi, a settembre arrivato al #8. Qui non si vedono all’orizzonte segnali di chiusura, almeno per ora, e sicuramente l’argomento si presta a recuperi di materiale meno laboriosi. A sorpresa, però, qui sono io che abbasso la saracinesca!
Ogni tanto entro in modalità spending review, come gli aficionados di questo blog avranno ormai intuito: capitò anche con Almanacco, qualche mese fa, salvo poi rinnegare tale decisione e tornare rapidamente sui miei passi. Capita adesso col Club, ma stavolta credo che rimarrò più saldo nella mia convinzione: ultimamente i sommari non mi entusiasmavano particolarmente, e pur amando i supereroi e le storie Disney brasiliane mi sono guardato dentro e ho concluso che non ho davvero bisogno di continuare a collezionare anche questa testata. Il momento era particolarmente adatto per staccare la spina: sullo scorso numero è terminata The Duck Knight Returns e l’albo di settembre, a parte il primo episodio della successiva storia di Darkwing Duck, offre una selezione non proprio entusiasmante, con una presenza massiccia di streghe con superpoteri… ^^’’ il Superpippo italiano d’antan, poi, è stato un altro elemento che ha facilitato il distacco, lo ammetto.

Insomma, mi sono trovato a dover tagliare una spesa fissa, ancorché abbastanza economica, e la scure è caduta sull’anello più debole, che pure mantiene i suoi punti di interesse ma ai quali ho deciso di poter rinunciare.
Questo senza nulla togliere all’interesse della testata, a cui auguro lunga vita sotto la sempre attenta curatela di Davide che ha raccolto brillantemente il testimone da Francesco. Ok, questo numero in particolare onestamente non lo posso consigliare, se non a chi non vuole perdere neanche un numero per non avere buchi in collezione, ma sui prossimi confido che si torni a salire, e in quel caso anche se io continuerò a non comprare saprò dirvi la mia alla luce dell’indice 😉

Segnalo infine anche 100% esploratori, un’antologia di storie di Indiana Pipps tra le quali ricordo con piacere La spada del paladino di Sisto Nigro e Marco Palazzi e La scoperta dell’Australia di Bruno Sarda e Graziano Barbaro. È presente inoltre l’ultima storia scritta e disegnata da Massimo De Vita, che pur non essendo indimenticabile assume un certo valore di tipo “storico” proprio per quel motivo: Indiana Pipps e il falso pianeta.
Per il resto nulla di memorabile, ma se vi piace particolarmente il personaggio dell’avventuroso archeologo pippide può essere una buona lettura 😉

La fumetteria Disney di settembre 2022

Sul fronte dei prodotti per i più appassionati, Panini concentrerà i propri pezzi da novanta tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, tornando a sfruttare la finestra di lancio fornita dall’imminente Lucca Comics, che segnerà il ritorno in pompa magna dell’editore modenese nel circuito delle fiere di settore.

Spazio_Disney_settembre2022_6Ciò non vuol dire che settembre sia rimasto sguarnito di uscite per palati più raffinati, a partire dall’ottimo Le follie di Eta Beta, robusto cartonato in formato orizzontale che, in occasione dei 75 anni del personaggio, funge da versione aggiornata, riveduta e corretta dell’omonimo Oscar Mondadori uscito nel 1971.
L’operazione è in tutto e per tutto identica a quella di qualche mese per I pensieri di Pippo, che riproponeva nel corretto formato a striscia le strip di Floyd Gottfredson raccolte originariamente in un Oscar dallo stesso titolo.
Anche in questo caso gli impianti sono ripresi dall’omnia gottfredsoniana uscita in allegato con il Corriere della Sera una decina abbondante di anni fa, e gli articoli sono ancora una volta appannaggio di Alessandro Sisti.
Le storie sono le prime cinque con Eta Beta: L’uomo del 2000, Lo scassinatore fantasma, L’atombrello, La spia e Lo strano potere di Flip, tutte con i testi di quel genio che rispondeva al nome di Bill Walsh.
Penso sia inutile dire che, per chi non conoscesse queste avventure, l’acquisto è praticamente obbligatorio: il ciclo di Eta Beta è semplicemente magnifico, la quintessenza della fantasia e dell’avventura, e con una caratterizzazione dell’uomo del futuro adorabile e riuscitissima, quasi mai eguagliata dagli autori che successivamente lo hanno preso in mano.
L’edizione è davvero goduriosa ma, come feci per il volume su Pippo sopra citato, lo lascio sullo scaffale avendo già le storie in oggetto nella collana cronologica di Gottfredson.
Ribadisco che però se vi mancano queste perle non dovreste proprio farvele scappare.

Spazio_Disney_settembre2022_8Topolino Gold #8 – Reginella, le altre storie di Rodolfo Cimino prosegue il processo atto a rimediare alle storture della collana nel comprendere inizialmente solo le prime storie di relativi cicli composti da altri capitoli successivi a quello di esordio. Nessuno potrà mai dire se questi ulteriori volumi fossero previsti fin dal principio o se trattasi di soluzione pensata in seguito alle critiche provenienti dal web, ma in fondo poco ci importa: quel che conta è che i lettori che hanno deciso di seguire il Gold possono ora fruire anche le restanti storie di Rebo con la precedente uscita e di Reginella con il tomo pubblicato a fine settembre.
L’operazione in questo caso si presenta ancora più raffinata: grazie al contributo del figlio di Rodolfo Cimino vengono infatti inseriti nell’ampia sezione di contenuti speciali gli storyboard inediti dei soggetti che lo sceneggiatore realizzò per quelle che lui immaginava come le storie finali della saga: Le tentazioni di Reginella e La giravolta di Pacificus, rimaste come noto in questa forma e senza mai trovare compimento su Topolino, sul quale ha trovato invece spazio una diversa evoluzione del progetto e di conseguenza un altro finale, approntato un anno fa da Vito Stabile e Alex Bertani.
La presenza di questi due storyboard completi è un plus non da poco, a mio avviso, che potrebbe ingolosire anche il lettore che già possiede le storie qui raccolte (La minaccia terrestre e Il terribile Vampirione)… io, pur a malincuore, lascio sullo scaffale avendo l’intera saga raccolta nell’ottimo Tesori Disney #1, ma non posso negare che con questo sforzo la redazione e Panini si sono riscattati dal “peccato originale” offrendo un vero contenuto di peso all’edizione.

Spazio_Disney_settembre2022_9Rodolfo Cimino è protagonista assoluto (insieme a Giorgio Cavazzano) anche ne Le serie imperdibili #5 con I racconti attorno al fuoco vol. 1.
Confesso che non ho ancora trovato in giro l’albo ma, grazie alle fotografie condivise dalla pagina Facebook del Papersera, mi posso perlomeno fare un’idea dei contenuti extra: ricordo che i quattro volumi delle Tops Stories si sono distinti come un’ottima ristampa del ciclo anche per via degli approfondimenti firmati dallo sceneggiatore, ma in questo caso non si è potuto certo replicare visto che Cimino non è più tra noi da più di dieci anni. Mi pare che la scelta di arricchire l’uscita con una breve e sentita introduzione di Cavazzano, con un ricordo di Frank Stajano e con la testimonianza di Vito Stabile sia un modo interessante per offrire qualcosa di più ai collezionisti, che magari hanno già queste storie in altre edizioni. Non solo, la presenza dello storyboard inedito di un Racconto attorno al fuoco mai pubblicato rende questo appuntamento ulteriormente di pregio e appetitoso, riuscendo a eguagliare per cura e valore l’operazione condotta con i precedenti volumi della collana.
Si fa quindi un buon servizio a corredo delle prime tre storie della serie, progetto originale nel suo avere ogni volta protagonisti diversi e creati ad hoc, che agiscono all’interno dei racconti che Nonna Papera narra ai parenti durante alcune riunioni famigliari.
Svincolato dagli standard character e dalle loro caratterizzazioni, l’autore poté in queste occasioni dare libero sfogo alla propria vena poetica scrivendo trame molto sentite e capaci di parlare direttamente al cuore dei lettori.
Personalmente sono in possesso del Tesori Disney dedicato, che rimane però incompleto di un secondo volume che comprendesse tutte le avventure del ciclo (che pure ho sui Topolino nei quali esordirono). Non so ancora se cederò a questa nuova edizione, anche se alla luce dell’apparato editoriale presente confesso di essere molto tentato, ma a prescindere dalla mia scelta non posso che consigliarvene l’acquisto: se vi piacciono storie sensibili che parlano di vicende travagliate a base di buoni sentimenti che alla fine prevalgono, firmate da un Cimino particolarmente ispirato, questo fumetto fa per voi 😉

Spazio_Disney_settembre2022_7Topolino Extra Graphic Novel #2 ospita, dopo La solitudine del quadrifoglio, un’altra prova ambiziosa di Marco Nucci: La ballata di John D. Rockerduck, disegnata da Giorgio Cavazzano.
A mio avviso – ne parlai qui ai tempi – la storia può dirsi riuscita, senz’altro migliore di quella di Gastone che aveva alcune pecche che non me la fecero apprezzare del tutto.
Anche in questo caso il finale non è per tutti per la scelta operata dallo sceneggiatore, ma a me non diede particolarmente fastidio e anzi la trovai una buona chiosa, coerente con la costruzione della trama nel suo complesso e del messaggio di cui voleva essere portatrice.
Si parla di riscatto sociale, di dignità personale e di sentimenti non proprio immediati da gestire in un’avventura Disney, ma Nucci lavora di cesello e porta a casa un dignitosissimo risultato, riuscendo nel compito di dare maggior spessore e gravitas al “pivello in bombetta”.
Come nella quasi totalità dei casi precedenti, mi accontento senza problemi di averla su Topolino, ma per chi se la fosse persa in quel passaggio può approfittare di questa buona occasione per rimediare, supportato peraltro dai dietro le quinte provenienti direttamente dalla viva voce degli autori e da numerosi bozzetti e studi di Cavazzano pubblicati in uno spazio dedicato.

Topolino #3439: Nucci e Cavazzano raccontano i guai di Rockerduck.

Spazio_Disney_settembre2022_10Gli Special Book per le librerie si arricchiscono di due titoli: Io Paperinik e Victorian Ladies.
Nel primo caso si tratta di una selezione di storie sul personaggio, mentre nel secondo troviamo la raccolta integrale dell’omonima serie ideata e sceneggiata da Matteo Venerus, con protagoniste varie antenate di Minni che si muovono nella seconda metà del 1800.
Due proposte interessanti, soprattutto la seconda dal momento che si pone come un’edizione completa – contrariamente ad altri casi, non rimane fuori nessuna storia – di un progetto che finora non era stato ancora valorizzato dopo il suo passaggio sul settimanale.
Per quanto riguarda il volume su Paperinik, invece, al momento non ho informazioni sulla selezione operata, che può fare la differenza tra consigliare o sconsigliare l’acquisto.

Spazio_Disney_settembre2022_5Infine conosce nuova vita anche La Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa, dopo il brossurato economico di un paio d’anni fa e, ovviamente, dopo la presenza all’interno delle due opere omnie sull’autore.
In questo caso si prende come riferimento l’edizione americana di qualche anno fa in due volumi, il primo con i 12 capitoli canonici e il secondo con i bis.
Per collezionisti duri e puri e per fan sfegatati del Don: superfluo sottolineare che la $aga è reperibile in diverse versioni, anche molto valide, senza troppa fatica e a minor prezzo, al netto delle peculiarità insite in questa nuova edizione cartonata.
Insomma, vedete voi 😛

Ok, direi che è tutto.
A presto!

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Il “Topo” di settembre 2022 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/03/il-topo-di-settembre-2022/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/10/03/il-topo-di-settembre-2022/#comments Mon, 03 Oct 2022 08:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=1941 Bentornati su Lo Spazio Disney!
Ci siamo lasciati alle spalle settembre, col suo carico di malinconia per le ferie estive ormai archiviate e con il peso mediatico di una campagna elettorale, per quanto mi riguarda, piuttosto insapore. Un settembre segnato inoltre, tra le altre cose, dall’alluvione che ha colpito alcune zone delle Marche, dalle proteste in Iran e da un’escalation delle tensioni internazionali…
Un mese abbastanza accidentato anche per il sottoscritto, motivo per cui avevo ancora più bisogno di trovare un pizzico di serenità nelle confortanti letture disneyane 🙂
E motivo per cui alla fine non sono riuscito a pubblicare il terzo appuntamento con “In gabbia!”, ahimè, ma d’altronde lo dissi fin dall’inizio che sarebbe stata una rubrica aperiodica… abbiate fiducia, ché prima o poi si prosegue anche con quello 😉

Intanto si entra prepotentemente nell’autunno, brumosa e uggiosa stagione per cui ho sempre avuto un debole, proprio grazie alle sue atmosfere. Certo, il futuro socio-politico a livello mondiale è quantomai incerto, e i prossimi mesi potrebbe pure essere più freddini del solito, ma è anche a questo che serve l’angolino mensile de Lo Spazio Disney: cercare di distrarci da tutto questo e dai problemi quotidiani per rifugiarci nel mondo disneyano, divertendoci ad analizzarne le novità a fumetti mentre fuori dalla finestra le prime foglie ingiallite iniziano a cadere dagli alberi…

Settembre 2022: le storie da Topolino

Spazio_Disney_toposettembre2022_5Non posso che iniziare con Minaccia dallo spazio, di Francesco Vacca e Casty (nn. 3485-3486), che è terminata con i suoi ultimi due episodi all’inizio di settembre.
Avevo già avuto modo di esprimere pareri positivi sulla prima parte della lunga avventura corale, e alla luce del finale li ribadisco convintamente. Vacca ha centrato il bersaglio, a mio avviso, con un progetto decisamente tentacolare e ambizioso che in alcuni punti ha forse un po’ incespicato ma che nel complesso è risultato vincente, per me, e che soprattutto in questa ultima tranche ha traghettato degnamente la trama verso la sua conclusione. Spesso storie a puntate anche meno complesse sono crollate proprio nel momento di tirare le fila, mentre qui lo sceneggiatore ha dato una chiusura coerente, forse non completamente sorprendente per la piega presa a un certo punto dagli eventi (e che in parte mi ha ricordato la soluzione vista alla fine della Trilogia di Xadhoom), ma che fila e funziona.
Riconfermo che Topolino risulta caratterizzato in maniera deliziosa, guardando direttamente ad alcune delle migliori mani che l’hanno mosso e interpretato nel corso dei decenni, e che il senso di pericolo trova il giusto spazio per essere trasmesso in modo convincente ai lettori.
La moltitudine di personaggi è un elemento divertente e stuzzicante, e in molti casi Vacca riesce a valorizzare le guest star e le interazioni inedite: ne è un esempio lo scontro tra Paperinik e il Macchia Nera corazzato da Darkenblot, che è poi sfociato in un’ambigua alleanza per contribuire alla missione di salvezza della Terra. In altri casi i comprimari sono stati un po’ sacrificati dall’incedere degli eventi (le Streghe Vulcaniche, per esempio), ma nel complesso si è riusciti a dare degno sviluppo a tutti.

Spazio_Disney_toposettembre2022_6Ribadisco anche i complimenti a Casty, chiamato a una sfida sicuramente impegnativa proprio per la mole di figure disneyane che si è trovato a rappresentare per la prima volta. Sfida vinta, non tanto perché il disegnatore abbia già raggiunto vette stilistiche con i Paperi, ma perché si può effettivamente notare una sua crescita di puntata in puntata, segno che l’artista ha acquisito sicurezza e dimestichezza anche con questi personaggi nel corso delle tante tavole disegnate per la storia, e che prossimamente – ne sono sicuro – saprà crescere ulteriormente con i “beccuti” 😉
Un lavoro estetico nel solco di una linea classica che, in una “classica storia” del Topolino avventuroso – al netto delle tante peculiarità che la contraddistinguono – ci sta bene e che si concede qualche exploit come la “finta” spread page dell’ultimo episodio, un’immagine che mi ha fatto rimanere a bocca aperta per diversi secondi.

Minaccia dallo spazio è un esperimento con pochi precedenti alle spalle, un’operazione studiata minuziosamente anche nella gestione dei sommari dei Topolino interessati e che ha portato sulle pagine del settimanale un kolossal blockbuster ben scritto, ottima cartolina della concezione topolinesca degli ultimi anni.
Fra un paio di giorni tenete d’occhio la home page de Lo Spazio Bianco: verrà pubblicata una mia intervista a Francesco Vacca proprio su questa storia!

Spazio_Disney_toposettembre2022_7Surf!, di Enrico Faccini (n. 3485), è l’ultimo tie-in della saga fantascientifica, l’unico scritto da un autore diverso. Questa avventura semi-muta è una classica paperogata non dissimile da altre a cui il fumettista ligure ci ha abituati nel corso degli anni, e seguendo questo ragionamento, quasi paradossalmente, è diversa da tutte le altre. Il filo conduttore è la stralunatezza di Paperoga, ovviamente, per il resto c’è quel delizioso surrealismo che fa da buon contraltare alla tensione di Minaccia dallo spazio. Il collegamento c’è, ma è ancora più labile che nelle precedenti storie ancillari, offrendo appagamento anche al lettore che apprezza maggiormente le autoconclusive.

Amelia e il folletto di Cartusio, di Enrico Faccini (n. 3488), segna il bis facciniano del mese. In questo caso il fumettista rilancia e non si limita a una breve pillola di folle comicità, tornando ad esplorare quel lato della sua narrativa che flirta con l’inquietudine e la sottile angoscia. Non lo fa con Topolino inserito in un thriller psicologico, bensì utilizzando Amelia e mettendola a confronto con un misterioso spiritello che fluttua dentro un bottiglione d’acqua, cedutole da uno strano venditore ambulante.

Spazio_Disney_toposettembre2022_19La vicenda si muove brillantemente nei territori dell’onirico e sfruttando anche il meccanismo della memoria perduta riesce ad avvincere il lettore, curioso di vedere dove andrà a parare un soggetto così atipico, che tratta anche delle conseguenze a cui può portare la cieca ambizione.
Magnifico esempio di fumetto disneyano pur nella sua (apparente) semplicità, questa storia è un gioiellino che impreziosisce il numero di Topolino che la ospita.
In questo scenario non è marginale il lato prettamente artistico: lo stile di Faccini, che funziona ottimamente nei suoi soggetti comici, riesce a trovare un buon utilizzo anche con queste atmosfere, grazie al modo con cui l’autore ritrae certi sguardi sul volto di Amelia e di Paperone, al perfetto character design del folletto e dell’ambulante, ad alcuni giochi di ombre e all’azzeccata distorsione delle linee, che interessa le immagini delle vignette che appartengono al climax della vicenda.
Insomma, se in futuro Panini mettesse in cantiere una terza antologia su Faccini (topo la Fluo Edition e la prima Metal Edition), nel suo sommario ci vedrei benissimo questa storia, come manifesto della sua abbacinante abilità e versatilità..

Spazio_Disney_toposettembre2022_9Torna anche Cronache degli Antichi Regni, avventura in quattro parti che avevamo letto a inizio anno. Ora con La fortezza del gelo, di Alessandro Sisti e Mario Ferracina (n. 3485), si ritorna nel mondo dalle tinte fantasy che avevamo conosciuto allora, sviluppandone ulteriormente la mitologia.
Dopo la scoperta del quarto regno che compone questo universo, infatti, rimaneva da approfondire il legame con gli antichi, misteriosi progenitori degli attuali protagonisti, che forse custodiscono anche il segreto sulle origini di questi Regni.
Come forse ricorderete, accolsi in maniera piuttosto freddina la saga dello scorso gennaio, e purtroppo anche in questo caso il buon Sisti non riesce ad avvincermi all’interno del setting. La trama scorre fin troppo linearmente, non riesco ad appassionarmi alle vicende né ai personaggi, la centralità di Qui, Quo, Qua per me è eccessiva e non riesce a coinvolgermi, mentre continuo a trovare Guilbert piuttosto fastidioso.
Gli elementi perché la trama funzioni ci sono tutti, il mestiere si vede (come sempre, quando scrive Sisti), ma questo universo narrativo non mi ha ammaliato, e alla fine anche stavolta la cosa migliore sono i disegni. Ferracina eredita il testimone da D’Ippolito e riesce addirittura a fare un lavoro migliore delle già eccellenti tavole del collega, con personaggi vivi, ricchi di dettagli, che recitano in maniera pazzesca. I colori di Emanuele Virzì danno un contributo determinante a questo effetto estetico, perché rilanciano le vignette dando i giusti effetti, giostrandosi bene con i giochi di luce e accompagnando perfettamente la linea dinamica di Ferracina con una tavolozza accesa senza essere sparata, che ben si confà agli scenari glaciali che riguardano gran parte dell’avventura.
Dal finale risulta evidente che il ciclo continuerà ancora, in futuro; non posso certo dire di essere in trepidante attesa, anzi!, ma sono comunque pronto a dare una nuova chance al progetto sistiano.

Spazio_Disney_toposettembre2022_14Scacco matto a Topolino, di Giovanni Di Gregorio e Ottavio Panaro (nn. 3487-3488), è la storia in quattro puntate che accompagna la serializzazione degli scacchi di Topolino allegati ai relativi numeri del settimanale, e rappresenta la seconda prova dello sceneggiatore dal suo ritorno su queste pagine.
Purtroppo quello che mi sono trovato a leggere è un thrillerino senza arte né parte, il cui soggetto di base non sarebbe neanche male ma che – almeno per quanto letto sinora, che val la pena ricordare essere solo la prima metà del racconto – viene condotto in maniera ingenua, nei migliori dei casi, e piatta nel peggiore.
Insomma, l’idea della sfida a scacchi che porta a conseguenze nel mondo reale è stuzzicante, ma i collegamenti tra i pezzi mangiati e le ritorsioni del nuovo avversario sono labili se non proprio infantili; inoltre la struttura della storia è piuttosto frammentaria e questo non aiuta la fluidità della narrazione.
Topolino per ora non ha fatto quasi nulla, tenendosi ai margini di una vicenda di cui pure sarebbe il titolare, e questo crea un disequilibrio nella vicenda, che perde un baricentro importante e si muove senza nessuna personalità forte a sostenerla: né “l’eroe”, che sembra essere lo scacchista campione, né il villain che agendo nell’ombra è fin troppo anonimo. Si salva parzialmente solo il buon Pippo, gestito tutto sommato bene da Di Gregorio, ma per il resto ben pochi guizzi e molta noia da parte mia. Mi spiace, ma proprio non mi sta piacendo, e questo anche per via dei disegni di Panaro: fino a un paio d’anni fa non ero mai stato troppo critico nei confronti di questo artista, ma personalmente ho ravvisato una certa inflessione verso il basso del suo tratto, con personaggi raffigurati con pochi dettagli, bidimensionali e con scarso appeal grafico, anche e soprattutto per le due figure inedite che sono ultra-generiche. Anche le ambientazioni risultano spesso molto povere di elementi, con sfondi spogli e scene in alcuni passaggi poco chiare.
Ci sono ancora due episodi, però, e le cose hanno ancora margine di miglioramento: invertire la rotta, a questo punto, la vedo difficile, ma a fine lettura qualcosa potrebbe essere cambiato, chissà. Fra un mesetto leggerete cosa ne penso 😉

Spazio_Disney_toposettembre2022_10Zio Paperone e la pace preistorica, di Vito Stabile e Marco e Stefano Rota (n. 3486), ricrea un sodalizio artistico che da qualche anno sembra inossidabile. Da quando Alex Bertani l’ha riportato su Topolino, anche prima di Pianeta Paperone Rota ha infatti disegnato solo avventure paperoniane scritte da Vito Stabile (con l’eccezione di Ingorgopoli, su testi suoi).
In questo caso la genesi è però peculiare: per celebrare l’ottantesimo compleanno del Maestro, infatti, il direttore ha chiesto a Vito di creare una trama partendo da una singola tavola, quella che Rota usò come portfolio per proporsi alla redazione Disney-Mondadori dell’epoca, slegata da qualunque sceneggiatura.
Tale trovata mi ha ricordato istintivamente un altro precedente di questo genere: Paperino cacciatore di coccodrilli (The crocodile collector) di Don Rosa nacque infatti su presupposti del tutto simili, visto che lo spunto venne dall’editore Gladstone che gli chiese di sviluppare il disegno di una copertina di Carl Barks, per la precisione quella di Four Color Comics # 348 del 1951, per una storia che vi si ispirasse direttamente (per quanto in realtà già fosse contenuta nell’albo originale, ad opera di Don Christensen e Frank McSauvage, da noi tradotta come Paperino e gli alligatori).
Una piccola sfida per il fumettista del Kentucky, e così dev’essere stato anche per il nostro Stabile, che ha dovuto orchestrare una vicenda partendo da uno scenario preistorico nel quale Paperino e Qui, Quo, Qua, vestiti da primitivi, osservavano un pseudo-Deposito di pietra.
Lo sceneggiatore ha affrontato la cosa di petto e, guardando per sua stessa ammissione con un occhio a Barks e con l’altro alle sue amate DuckTales di fine anni Ottanta, ha immaginato un imprevisto viaggio nel tempo – con tanto di simpatico paradosso temporale nell’ultima tavola – dal quale Zio Paperone cerca di trarre un lato positivo, quello di poter staccare per un po’ dallo stress della sua vita di affarista.
Spunto che ricorda in effetti alcuni classici barksiani, in primis Le sette città di Cibola, e che viene ben gestito all’interno di una trama piuttosto semplice ma con molto cuore al suo interno e con uno sviluppo narrativo, se non proprio brillante, sicuramente credibile e coerente con le premesse.

Spazio_Disney_toposettembre2022_21Rota senior e junior alle matite e chine mi lasciano un po’ interdetto: è evidente che non siamo di fronte al disegnatore anche solo di una decina d’anni fa, con le sue prove per Egmont. Qui il tratto è incerto, poco definito, complicato da un’inchiostrazione che non riesce a lenire questi difetti ma che anzi in alcuni passaggi addirittura li accentua. Non se ne può fare una colpa all’artista, per ragioni di “anzianità di servizio”, né al figlio che evidentemente può intervenire fino a un certo punto, ma è un peccato, anche perché in alcune vignette riesce invece ad emergere ancora con forza il segno che ha reso Rota riconoscibile per decenni nel corso delle sue evoluzioni, specialmente in alcuni primi piani di Paperone. Trovo poi che sia piacevole e confortevole trovare ancor oggi uno stile così classico da essere quasi arcaico, anche nel modo di strutturare la griglia, e con radici profondamente barksiane, che offre un’alternativa a quello contemporaneo. Ma sicuramente la resa non è ottimale come la si vorrebbe.
La storia rimane comunque piacevole nel suo complesso, una lettura rinfrescante e che rende un bel servizio ai personaggi, oltre che un’idea simpatica per celebrare Rota.

Spazio_Disney_toposettembre2022_11Zio Paperone e la ricerca a tempo, di Alberto Savini e Marco Mazzarello (n. 3486), è invece l’antitesi di quanto ho appena scritto in merito alla Pace preistorica ^^’’
Non voglio concentrarmi troppo su una storiella smaccatamente promozionale, nata esclusivamente per pubblicizzare l’iniziativa con Esselunga, ma mi limito a esprimere la mia sensazione di aver letto qualcosa di artefatto. Paperino, Zio Paperone, Topolino, Minni, Paperina mi sono sembrati appiattiti in maniera tremenda, stereotipi di stereotipi di sé stessi, bidimensionali come non mai e messi in moto col pilota automatico. Questo quindi a prescindere da una sceneggiatura inevitabilmente semplice e ingenua; è proprio l’uso dei personaggi che mi ha disorientato. I disegni di Mazzarello, ben lungi dal lenire tale sensazione, l’hanno invece potenziata insieme ai colori sparati e “plasticosi” che sono stati riversati a secchiate sulle tavole.
Averle dato addirittura la copertina, pur comprendendone i motivi commerciali, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Spazio_Disney_toposettembre2022_15Road to World Cup – Una canzone per Dawson, di Marco Nucci e Stefano Intini (n. 3487), prosegue la corsa dei calciatori della giovanile paperopolese nelle qualificazioni per i mondiali.
Ancora una volta Nucci gioca a carte abbastanza scoperte, usando il calcio come semplice mezzo per mettere in scena dinamiche di coraggio, abnegazione e maturazione da parte dei ragazzi, oltre che di sentimenti complessi provati dagli adulti, in questo caso la nostalgia di Zio Paperone verso il Klondike.
Sono proprio quei territori dell’Alaska a fare da sfondo alla nuova partita, mettendo sulla strada dello Zione il suo vecchio avversario Soapy Slick, presidente della squadra giovanile locale allo scopo di favorire un proprio progetto affaristico.
La lettura scorre liscia e piacevole, anche se forse rispetto ai due episodi precedenti stavolta siamo un gradino sotto, nonostante l’ambientazione che avrebbe dovuto solleticarmi particolarmente. Ma Dawson di per sé non è stata valorizzata più di tanto, se non nelle ultime due tavole, e per quanto la partita in sé sia stata ben “girata” da Nucci, ho trovato avesse meno pathos del precedente incontro affrontato dal Paperopoli.
Rilevo inoltre – e so di non essere il solo – un’incongruenza di continuity rispetto a quanto visto poche settimane fa per mano di Marco Gervasio: mentre nella sua Zio Paperone re del Klondike veniva visualizzata una Dawson fiorente con la Bolla d’Oro ristrutturata e trasformata in albergo da Doretta Doremì, qui vediamo la vecchia sala da ballo cadente e abbandonata nella città vecchia, non toccata dallo sviluppo che ha riguardato invece la parte più moderna, qui denominata New Dawson. Personalmente non mi interessa granché, perché il mio atteggiamento sulla coerenza di lore e worldbuilding tra cicli, storie e autori diversi è: se c’è mi fa contento, se non c’è va bene lo stesso perché in fondo era questa la norma, ma mi stupisce all’interno di un contesto che negli ultimi anni ci ha insegnato essere particolarmente attento a questo tipo di incastri. Ma, ripeto, poco male per me: narrativamente a Nucci serviva avere la parte storica della città in versione cadente, e quindi accetto serenamente che in questa storia sia così.
I disegni di Intini sono uno spettacolo: da vero fantasista della matita, l’autore ci regala ottime inquadrature, si diverte a visualizzare con perizia e dinamismo le azioni di gioco del confronto calcistico e tratteggia i personaggi con il proprio stile guizzante e imprevedibile.

I misteri di Paperopoli – Paperino e il museo Ducktrip, di Bruno Sarda e Massimo Fecchi (n. 3487), si riconferma nella media di storie paperopolesi artificiosamente raccolte sotto questo cappello: piuttosto standard, vagamente sciapa, stavolta forse anche meno ispirata delle altre. Paperino custode notturno in un museo alla ricerca di un tesoro insieme al nipote dell’artista che l’ha nascosto è un plot che ho trovato poco intrigante e anche il presunto plot twist non mi ha sorpreso affatto. Fecchi, infine, mi è parso pure lui un po’ spento purtroppo, anche se alcuni suoi Donald riescono sempre carucci.

Spazio_Disney_toposettembre2022_17Time machine (mis)adventures – Il tesoro di Capitan Tiburon, di Francesco Artibani e Francesco D’Ippolito (n. 3487), è il primo episodio di un ciclo realizzato per il mercato internazionale e, come tale, anche se scritto da una penna sontuosa come quella di Artibani, risente di tutti quelle piccole “stropicciature” che ho sempre riscontrato in questo tipo di produzione.
L’idea di un pronipote di Archimede che riscopre la vecchia macchina del tempo inventata dall’antenato, e che visiona le avventure vissute da Zio Paperone e Paperino usandola, potrebbe anche essere valida, ma lo sviluppo della trama mi è parso peccare di eccessiva ingenuità nelle interazioni tra i personaggi e nel tipo di vicende che si trovano ad affrontare. Le gag strappano a fatica un sorriso e l’intreccio, frammentato, non riesce a trovare né un suo centro né una sua direzione.
I disegni di D’Ippolito, invece, si difendono sempre benone e offrono il vero punto a favore della storiella.

Spazio_Disney_toposettembre2022_13Indiana Pipps e la leggenda del tulipano nero, di Massimiliano Valentini e Andrea Malgeri (n. 3486), è un buon esempio di avventura archeologica con protagonista il cugino di Pippo. Non siamo ai livelli delle storie che ne hanno costituito la forza narrativa, ma Valentini imbastisce una trama interessante, valorizzata dal valido spunto iniziale, dai luoghi reali in cui è ambientata e dall’inedita partnership con Gambadilegno, inusuale spalla dell’eroe. Indiana è usato in maniera credibile, e perfino con il vecchio Pietro si trova un buon equilibrio tra il suo essere “gigione” e la sua vena furfantesca/negativa.
Se si fosse evitato di tirare in ballo Kranz con la pistola, peraltro in una parentesi sbrigativa che risulta perfino gratuita, sarebbe stato molto meglio, ma non mi voglio lamentare troppo 😛
Malgeri continua a essere un artista da tenere d’occhio, secondo il mio modesto parere: lo vedo in crescita, con un tratto veramente piacevole nella sua semplicità. Uno stile sobrio ma efficace, sintetico quando deve esserlo e dettagliato in certi sfondi. Promosso!

Spazio_Disney_toposettembre2022_12Pico de Paperis e l’aggiornamento vocabolarico, di Davide Aicardi e Federico Cugliari (n. 3486), non è purtroppo al livello delle storie che ci hanno presentato il nipote di Archimede nel corso degli ultimi due anni. Le caratteristiche del ragazzino sono ormai consolidate grazie al lavoro di Marco Nucci, di Giorgio Fontana e di Francesco Vacca, mentre Aicardi in questa breve prende una strada diversa “tradendo” un po’ la personalità del personaggio. In realtà sarebbe un peccato veniale se fosse commesso con un preciso scopo narrativo, invece lo sceneggiatore tenta di riproporre il team-up tra i due protagonisti della miniserie In viaggio nel sapere deviando completamente dal canovaccio della stessa e strizzando fastidiosamente l’occhio al mondo giovanilistico con neologismi paperizzati, idea che francamente mi ha lasciato un po’ perplesso.
Ai disegni un esordiente che a pelle mi è piaciuto davvero molto: stile sicuramente convenzionale, come ovvio che sia nelle prime prove, ma che lascia intravedere un certo talento e personalità.
Vedremo come crescerà nel corso dei mesi 😉

Spazio_Disney_toposettembre2022_8Finestra sul mondo – I Bassotti e la crociera criminale, di Pat e Carol McGreal e Marco Rota (n. 3485) è l’ultima storia di questo altalenante ciclo estivo volto a presentare autori disneyani esteri all’interno di brevi storielle dal sapore leggero. È il caso anche di questa vicenda bassottesca, scritta dai coniugi McGreal (di cui ricordo la recente scoperta di Pat) e disegnata da un Rota sicuramente più in forma di quello della Pace preistorica, avendo almeno una quindicina di primavere in meno sulle spalle. Poco da dire, si tratta di un simpatico divertissement con i Bassotti sfortunati e pasticcioni, alcuni momenti sono piuttosto ispirati e riusciti e il loro essere graficamente corpulenti, dal feeling fortemente barksiano, aiuta decisamente e calarsi nel mood del racconto.

Le straniere illustrate dall’autore milanese trovano comunque spazio anche al di fuori di questa iniziativa: è degna di nota la breve ma gustosissima Paperino e le indicazioni disastradali, di Paul Halas e Marco Rota (n. 3488), nella quale emerge una caratterizzazione fresca e genuina del protagonista, che caparbiamente e contro ogni difficoltà che gli si para davanti porta avanti il compito che si è prefisso. Canovaccio basico, se vogliamo, ma che ho trovato assai piacevole.

Una menzione la merita anche Zio Paperone e lo zirlap appesantito, di Alessandro Sisti e Vitale Mangiatordi (n. 3488), che risulta decisamente più riuscita delle precedenti storie appartenenti al ciclo Zio Paperone e l’alta finanza: il concetto economico esposto in questa occasione risulta chiaro e al contempo ben implementato nella narrazione, mettendo in luce le skills dello Zione in campo affaristico e riuscendo ad appassionare anche il lettore giovane nonostante il tema di base poco avvincente. Pollice alto, quindi, anche per i bei disegni di Mangiatordi.

Spazio_Disney_toposettembre2022_18Di Viaggio nella luna, di Bruno Enna e Alessandro Pastrovicchio (n. 3488) non voglio dire più di tanto, dato che nel momento in cui scrivo è uscita solo la prima parte (di due) della storia, per cui rimando a un commento più accurato nel post del prossimo mese, per valutare l’opera nel suo complesso.
Posso però anticipare che si è partiti col piede giusto, per quanto mi riguarda e per quanto si è intravisto finora: il sottile umorismo verbale di Enna torna in grande spolvero, in particolare nei siparietti tra i barbuti sapienti, e l’intreccio sembra appetitoso, invogliando a vedere come l’avventura si svilupperà. Anche perché, a conti fatti, questa prima metà non è altro che un articolato preambolo alla trama vera e propria, utile per presentare personaggi, ambientazione e obiettivi dei protagonisti, e in questo senso molto ben giocato dallo sceneggiatore sardo. Ma per quanto la preparazione sembra essere formalmente ineccepibile, il vero banco di prova sarà la seconda parte, nella quale si entrerà nel vivo.
Una grossa mano a questi vibrazioni positive la dà certamente Alessandro Pastrovicchio, fratello di Lorenzo, che torna in pompa magna dopo più di un decennio di assenza dal mondo Disney ma che dimostra di non aver assolutamente perso la mano con i paperi, che appaiono piacevolissimi, spumeggianti e dall’aspetto elaborato. Il tratto raffinato dell’artista si riscontra poi negli sfondi e negli intarsi che adornano i bordi di alcune vignette. Sontuosi sono anche i colori di Emanuele Virzì, in particolare nelle ultime tavole. Un lavoro di fino, di cesello, che denota subito la caratura di una storia non immediata e non per tutti ma dotata di grande appeal e per ora capace di mantenere un buon equilibrio tra gli intenti “alti” e una resa per nulla ostica.

Bene, credo di aver detto tutto.
L’appuntamento è ora fra un paio di giorni con il post che riguarda le pubblicazioni di settembre.
Ciao!

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Le pubblicazioni Disney di agosto 2022 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/09/08/le-pubblicazioni-disney-di-agosto-2022/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/09/08/le-pubblicazioni-disney-di-agosto-2022/#comments Thu, 08 Sep 2022 08:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=1907 Bentornati su Lo Spazio Disney!
Dopo aver analizzato le principali storie inedite di agosto, pubblicate su Topolino, è tempo di vedere quali albi disneyani in generale hanno popolato gli scaffali di edicole e fumetterie nel corso del mese conclusosi da ormai una settimana.

L’edicola Disney di agosto 2022

Spazio_Disney_agosto2022_1Cominciamo con I Grandi Classici Disney #80, un numero che segna un cambio della guardia obbligato nella stesura dell’articolo che introduce la Sezione Superstar: come noto era Luca Boschi ad occuparsi della #unicatestataseria, e nel colophon effettivamente figura ancora il suo nome (evidentemente ebbe almeno il tempo di iniziare a impostare il sommario del numero), ma a firmare il pezzo di metà albo è Pier Luigi Gaspa. Ecco finalmente svelata, quindi, la persona incaricata dalla redazione di prendere le redini del mensile: per chi non lo sapesse, Gaspa è un critico di cinema e fumetto affermato, da circa trentacinque anni nel campo, un traduttore e divulgatore competente che ha scritto per molte pubblicazioni, trattando già anche di fumetto Disney, a volte insieme ai compianti Luca Boschi e Giulio Giorello, ed è stato collaboratore di Lucca Comics & Games e di altri festival del fumetto.
Una scelta quindi di qualità, che dovrebbe mantenere i GCD negli standard qualitativi che abbiamo imparato a ricevere.
Sicuramente così è per questo numero, uno dei migliori degli ultimi mesi e sicuramente di gran lunga più succoso del precedente, che come forse ricorderete non mi aveva conquistato. Stavolta si torna invece su binari più solidi, a partire dall’irresistibile storia d’apertura di Jerry Siegel e Romano Scarpa: Pippo e la grande minaccia è una spumeggiante commedia degli equivoci, dove le classiche derive surreali dello sceneggiatore si fondono con gli interventi di Scarpa e portano a un risultato divertentissimo e ben gestito, accompagnato dalle matite eleganti del Maestro.

Spazio_Disney_agosto2022_12Siegel firma anche la successiva Zio Paperone e la… mostruosa invadenza, dove invece il tono paradossale dell’autore prende il sopravvento: la trama vede infatti uno strano essere proveniente da un’altra dimensione, privo di parola, che si affeziona allo Zione e non gli si scolla più, a prescindere da cosa faccia e dove vada. Un caso di stalking peggiore di Brigitta! XD Siamo nel 1977 e il tratto di Giorgio Cavazzano è riconoscibilissimo, contribuendo a portare una ventata di classicità in una vicenda un po’ sopra le righe, ma senz’altro gustosa.
Nella prima parte del numero spiccano anche altre due storie paperoniane: L’occhio di Tuticos di Renzo Sciutto e Maurizio Amendola, molto avventurosa nell’impianto, che vede il protagonista obbligato a scoprire come liberarsi di un diamante porta-jella, e Il pifferaio tragico di Fabio Michelini e Fabio Celoni, nella quale la dolcezza un po’ caramellosa dello sceneggiatore trova uno sviluppo tutto sommato interessante nella sua – pur prevedibile – morale, ma che si fa notare in particolare per i disegni eccellenti di Celoni, già in forma smagliante nel 2001. All’epoca l’artista aveva ormai dimostrato le proprie eccezionali qualità, ma era in una fase di ulteriore sperimentazione che avrebbe dato i migliori frutti qualche anno più tardi. Ad ogni modo le vignette sono ricche di trovate grafiche e di soluzioni molto interessanti, applicate a un tratto morbido e plastico diverso da quello di tutti gli altri suoi colleghi.

Spazio_Disney_agosto2022_13Per quanto riguarda la Sezione Superstar, si può gioire altrettanto: l’editoriale di Gaspa ben introduce la tematica di turno, quella della casa, e lo fa con una divagazione iniziale a lungo raggio sulla villetta di Paperino e tutto quello che le gravita attorno (e all’interno). Il critico dosa però bene lo spazio e riesce anche a dare dei brevi cenni sulle storie ospitate e sui loro autori, in un pezzo che sprizza non solo competenza ma anche una proprietà di linguaggio d’altri tempi, che si denota in alcune finezze, quali “chi ha la ventura di vivere in una situazione del genere” e “Paperino l’impara a proprie spese”, che mi fa molto piacere trovare.
Per quanto riguarda i fumetti, c’è un classico delle strisce quotidiane di Floyd Gottfredson del 1947, la opprimente Topolino e la casa misteriosa su testi dell’onirico Bill Walsh. Il mistero e l’atmosfera gotica la fanno da padroni in una vicenda a tinte fosche che gravita attorno alla dimora del titolo, lasciata in eredità a Topolino da un sinistro zio, nella quale incontriamo una comprimaria d’eccezione come l’avvenente Drusilla; una storia anche un po’ stramba per le gag surreali che la popolano, caratterizzata peraltro da un finale mai così drastico.
La versione della storia qui presente è quella da Albi d’Oro, e mi spiace ammettere che, come accadde diversi mesi fa con un caso analogo, questa scelta ammazza molto la resa dell’opera. Non solo per il rimontaggio delle vignette, ma soprattutto per la colorazione tutt’altro che efficace e per le dimensioni dei riquadri, una combo che spesso rende difficilmente intellegibili quanto raffigurato al loro interno e i dialoghi nei balloon, minando in questo modo non solo il godimento del tratto di Gottfredson, ma anche la possibilità di seguire serenamente la lettura. Peccato, ma resta comunque un’ottima storia che trovo positivo sia stata riproposta e che per di più è perfettamente attinente con l’argomento del mese.
Così come le altre del gruppo, tra l’altro: e se Campanellino e la casa giocattolo costituisce la quota-chicca con i personaggi dell’animazione (la fatina Trilli interagisce qui insieme ai Tre Porcellini e al Lupo Cattivo), piacevole nella sua leggerezza e brevità, le altre punte di diamante sono due sceneggiature di Guido Martina datate 1957.

Spazio_Disney_agosto2022_14Paperino e la casa dei venti e Paperino e le delizie del condominio mettono in scena entrambe lo stesso tipo di Donald Duck: bilioso, scioperato, scansafatiche, despota con i nipotini e bersaglio dei potenti, vittima delle circostanze ma soprattutto del proprio carattere quasi turpe.
Nella prima storia deve confrontarsi con la sua atavica allergia al lavoro, qui portata all’ennesima potenza, e che ovviamente gli si ritorcerà contro nel momento in cui dovrà invece applicarsi ad una mansione cercando però scorciatoie, mentre nella seconda si rinnova il conflitto con lo Zio Paperone martiniano, vale a dire quello più scorretto, infido e senza cuore della narrativa disneyana. L’infinita serie di dispetti che zio e nipote si scambiano, peraltro con l’intervento attivo di Qui, Quo, Qua in versione altrettanto sadica, ha un effetto divertente per le conseguenze di questi tafferugli e per le reazioni scomposte dei due paperi, ma chiaramente se ci si sofferma a pensare a chi sono questi personaggi e alle loro migliori interpretazioni sale un brivido lungo la schiena 😛 Martina va preso così, per quello che era: in quegli anni, in Italia, questa caratterizzazione della famiglia dei paperi era lo standard, del resto, e la comicità crudele che ne era figlia diretta funziona ancora oggi come meccanismo, in qualche modo. Tanto mi basta, quindi, anche come specchio dell’epoca: insomma, sono storie divertenti nel loro essere sopra le righe, a patto di contestualizzarle e di tenere ben presente le altre versioni che questi personaggi hanno conosciuto, sia prima che dopo.
Giulio Chierchini disegna la prima con un tratto da un lato personale (si riconosce in particolare dal taglio del becco, ma anche da alcune pose del protagonista e dalla grinta che traspare dagli sguardi) e dall’altro condizionato dagli altri artisti liguri, in primis quel Giovan Battista Carpi che si occupa della seconda storia in maniera deliziosa: uno dei miei primi approcci con il decano dei Maestri Disney è stato con Paperino e il giro del mondo in otto giorni, che debuttò quattro anni più tardi ma caratterizzata dalla stessa fase artistica del disegnatore, ragion per cui resto molto legato al tratto sfoggiato nelle Delizie del condominio, dove i personaggi sono fluidi, armonici e dotati di un appeal grafico unico.

Si tratta dunque di un numero alquanto interessante, ricco di spunti e – per me – di tante storie che non conoscevo. Ottimo davvero!

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La cover disegnata da Bacci…

Anche Almanacco Topolino #9 segna un avvicendamento alla gestione, dal momento che la testata era sempre affidata alle cure di Boschi.
Alla tristezza connessa alla perdita del grande Luca si accompagna però il sollievo di vedere che il progetto viene rimesso in mani buonissime, forse le migliori che mi potessero venire in mente: Davide Del Gusto!
Il caro Marchese, che si è fatto le ossa sulle pagine del forum e del sito del Papersera e che avete imparato a conoscere anche in alcune live mie e di Fisbio, sta infatti conquistando sempre più spazi sulle pubblicazioni disneyane: partito con piccoli contributi su Zio Paperone e Paperfantasy, Davide ha già ottenuto in pochi mesi la gestione di una nuova testata (Humour/Thriller Collection) e ha ereditato la curatela di Papersera e Club dei Supereroi. Ora gli viene affidato anche Almanacco Topolino, un compito per nulla semplice non solo per il cotanto nome a cui subentra, ma anche per la delicatezza di una testata certamente di non facile costruzione, per diversi motivi.
Personalmente sono molto contento di questa rapida ascesa, non solo per la conoscenza diretta che ho con Davide ma anche per la giovane età (che dà una “svecchiata” all’approccio divulgativo) e soprattutto perché si merita tali compiti, cosa che ha già iniziato concretamente a dimostrare.

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… e il disegno originale di Marco Rota a cui si è ispirato!

Questo numero di Almanacco ne è una perfetta dimostrazione, fin dall’editoriale di apertura che rappresenta una vera e propria lettera di intenti, dalla quale traspare un approccio per me assolutamente vincente.
Le inedite straniere selezionate, poi, testimoniano l’attenzione per il panorama norvegese e olandese tramite autori di grande interesse come i già noti Arild Midthun e Wanda Gattino e come new entry quali Noel Van Horn; Amelia e i canali stregati e Topolino e l’indagine saporita sono due begli esempi di storie brevi riuscite nel loro meccanismo e in quello che vogliono raccontare in poche pagine, ma poi c’è posto per qualcosa di più articolato come le ottime Paperone contro Paperone e Cuordipietra e l’eredità dei Famedoro, che scavano nei personaggi attraverso sceneggiature intelligenti e ben scritte, con una buona dose di avventura da una parte e di citazioni dall’altra. Proprio a queste ultime guarda Davide nell’articolo dedicato, offrendo al lettore un’agile guida per cogliere alcuni dei riferimenti barksiani e donrosiani presenti, oltre che un pertinente collegamento tra le due avventure, che di base sono indipendenti tra loro.

Spazio_Disney_agosto2022_15Altro meritevole innesto del giovane curatore è quello di una nuova sezione fissa, pensata per riproporre le storie del progetto celebrativo su Carl Barks in occasione dei cent’anni dalla sua nascita. Raccolte per la prima volta nel nostro Paese vent’anni fa nel bellissimo volume Barks’ Friends e centellinate successivamente su Zio Paperone tra il 2002 e il 2003, vedevano gli artisti di punta in forza alla Egmont di allora realizzare un’avventura per ciascuno dei personaggi creati dall’Uomo dei Paperi, con risultati decisamente buoni.
La nuova ristampa parte da Zio Paperone e le carote dell’allegria di Romano Scarpa, a cui sono affezionato fin dalla prima lettura e che ho ritrovato ancora molto buona per l’impianto e per i disegni.

Apprezzo che nelle intenzioni di Davide Almanacco Topolino resti la casa di elezione anche per le storielle americane più di nicchia e soprattutto per i personaggi del cinema animato disneyano: bene quindi la presenza di Maga Magò con Cuoca di bordo, così come la spassosa Paperino e lo sci “terracqueo” di Dick Kinney e Al Hubbard.

Spazio_Disney_agosto2022_16Infine, plaudo anche alle due italiane riproposte, scelte a suo tempo da Luca Boschi: Pico de Paperis e il Ferragosto in collina la conoscevo già avendola letta vent’anni fa in un Maestri Disney dedicato a Giovan Battista Carpi, e l’affetto con cui la ricordavo me l’ha fatta accogliere con un largo sorriso in volto. Cercando comunque di rimanere oggettivo, la sceneggiatura di Gian Giacomo Dalmasso regge piuttosto bene ancor oggi e pur con qualche ingenuità tipica dell’epoca è un ottimo esempio di fumetto Disney di quegli anni. Sui disegni di Carpi invece non c’è nessun ragionamento da fare, sono armonici, equilibrati e ancora gradevolmente attuali.
Pippo e l’ospitalità maiuscola di Carlo Chendi e Sergio Asteriti è per me invece una novità: molto più breve di quanto mi aspettassi da una storia di apertura, ammetto che mi ha divertito in maniera inaspettata, con uno spunto geniale – e cinico, se vogliamo – elaborato in maniera brillante dallo sceneggiatore. Efficace il team-up tra Pippo e Gancio, così come l’irritante comportamento della famigliola che irrompe in casa loro. I disegni di Asteriti possono apparire a tratti un po’ respingenti, ma nel complesso funzionano nel loro essere atipici e offrono una quadrupla iniziale veramente intrigante.

Lunga vita all’Almanacco, quindi: se il buongiorno si vede dal mattino, direi che Davide Del Gusto ci darà diverse soddisfazioni nel curare la testata, e davvero non mi vengono in mente mani migliori a cui affidare l’ultimo figlioccio editoriale disneyano di Luca Boschi.

Spazio_Disney_agosto2022_3Questo mese ho comprato anche I Classici Disney #21. Come sapete acquisto la testata solo in occasione di numeri che mi ispirano particolarmente, e Ogni maledetto mercoledì rientra nella casistica dal momento che propone una selezione di storie de I Mercoledì di Pippo, serie che quando ero piccolo popolava con una certa frequenza le pagine di Topolino, divertendomi molto.
C’è un legame affettivo importante, insomma, che mi ha fatto piacere onorare prendendo l’albo.
Interessante notare il parallelo con l’uscita di agosto 2021, anch’essa dedicata al rilancio di un ciclo del passato quale erano Le Tops Stories, parallelo dichiarato dallo stesso direttore Alex Bertani nell’editoriale introduttivo. L’operazione è la medesima, richiamando in causa lo sceneggiatore originario per comporre il sommario, scrivere la frame story e fargli realizzare una nuova avventura per Topolino. Ora, della delusione provocatami dalla storia pubblicata sul settimanale, uscita contemporaneamente al Classico, ho già parlato nell’apposito post, e devo dire che ho trovato la verve di Rudy Salvagnini altrettanto spenta anche nelle tavole di raccordo qui presenti, che si limitano a mostrare ripetutamente l’insofferenza di Mickey verso l’appuntamento con i romanzi di Pippo. Solo le pagine finali, che dovevano tirare le fila della serie dandole una sorta di conclusione, hanno avuto un singulto di miglioramento: niente di che, beninteso, ma è anche vero che un ciclo così leggero non necessitava di chissà quale epico finale, come fu invece giustamente per il Top De Tops di Giorgio Pezzin, e quindi non mi lamento troppo dello strambo canto del cigno impostato, per quanto spari un po’ a vuoto.
C’è anche da dire che i disegni di Giulia Lomurno purtroppo non hanno aiutato: la ragazza non ha dato il meglio di sé, stavolta, e ho riscontrato sue prove ben migliori sul libretto. I volti, gli sguardi e i corpi del cast appaiono un po’ ingessati e poco comunicativi.
La forza del Classico sta quindi nelle storie raccolte, tutte spassose. Non riesco nemmeno a citarne un paio tra le migliori, sono tutte più o meno sullo stesso piano e regalano sorrisi e risate con un meccanismo che rimane intatto e funzionante oggi come a metà anni Novanta. I deliri di Pippo, le sue reazioni alle obiezioni logiche di Topolino, le svolte narrative impreviste concedono allo sceneggiatore quella libertà in cui, per sua stessa ammissione, sguazza, e si vede. Aiutato molto dagli efficaci e plastici disegni di Lino Gorlero – che ha spinto Salvagnini a proporre l’idea in redazione, ai tempi – così come da quelli di Massimo De Vita e di Silvio Camboni per le ultime due storie raccolte, c’è una fluidità di racconto e una spensieratezza vivace che sono il miglior biglietto da visita non solo di certo fumetto Disney, ma anche degli intenti di base di questo blog.
Consigliato, quindi, se volete una lettura briosa e simpatica a poco prezzo.

Spazio_Disney_agosto2022_4C’è posto anche per testate che solitamente non menziono, per questo agosto 2022, partendo da Zio Paperone che taglia il traguardo del #50! Evento che, complice l’essere in vacanza mentre il numero era appena uscito, mi ha spinto all’acquisto.
Non è poco, in questi tempi editoriali, che una nuova testata da edicola sopravviva e veleggi sicura per così tanti mesi, addirittura rilanciandosi con inserti come la Storia Superstar, angolino appaltato da inizio anno all’ottimo Davide Del Gusto.
L’albo si apre con Zio Paperone e il dilemma cilindrico, un’inedita particolare – anche solo per il fatto di essere a bivi – e dal sapore vagamente celebrativo, scritta da Vito Stabile e disegnata da Giuseppe Facciotto: la trama è semplice e di stampo urbano, ma Vito è bravo nel saperla sfruttare per mettere in risalto alcuni elementi caratteriali del protagonista in una sceneggiatura briosa che verte attorno all’iconico copricapo di Zio Paperone.

Spazio_Disney_agosto2022_17C’è poi l’eccezionale presenza di Don Rosa con la sua Qualcosa di veramente speciale (a mio avviso, una delle migliori in assoluto del fumettista del Kentucky) scelta per il richiamo al n. 50 all’interno della trama: poco importa il pretesto con cui è stata selezionata, l’importante è aver dato a questa perla un nuovo risalto e rilancio al di là delle recenti omnie dell’autore. Il mensile paperoniano è infatti una testata generalista a grande diffusione e con un bacino potenziale di lettori occasionali, giovani o inesperti molto più ampio di certe iniziative di pregio. L’idea che uno di questi venga colpito, come lo fui io a suo tempo, da un fumetto Disney così diverso dalla media di quelli che trova solitamente su questo periodico e sia di conseguenza spinto ad approfondire l’opera di Don Rosa è per me di grande conforto e speranza. Nota personale: sono contento che sia stata inserita la prima versione italiana (con la traduzione e la colorazione prese dallo Zio Paperone anni Novanta) invece di quella della Library, più fedele ma per me meno “calda”.
Ad ogni modo ho colto l’occasione per rileggerla e ne sono rimasto entusiasta come ogni volta!
C’è anche una tarda ciminiana, Paperino e i diari segreti di Zio Paperone con i disegni di Luciano Milano: non certo tra il meglio di Rodolfo Cimino, ne convengo, ma è pur sempre una piacevole lettura dove i dettagli fanno la differenza e ricordano la classe di questo sceneggiatore.
La Superstar del mese è invece Zio Paperone e il nipote ideale di Romano Scarpa, gradevole classico dell’autore in veste di sceneggiatore e disegnatore, che anche se non è affatto tra le mie preferite del Maestro mantiene tutto sommato un suo perché specialmente nel finale e nel ruolo che viene dato a Paperino.

Spazio_Disney_agosto2022_18Ciascuna di queste avventure gode di un articolo introduttivo del nostro Marchese che, approfittando della foliazione aumentata, approfondisce con dotte considerazioni non solo la “perla” antica come consuetudine ma anche le altre storie citate, a vario titolo significative per delineare la figura dello Zione: nel pezzo che precede l’inedita traccia una breve storia delle avventure a bivi e dell’approccio dello sceneggiatore alla materia e allo Zione; in quello su Qualcosa di veramente speciale fa un ottimo lavoro di sintesi per presentare nel modo migliore, e con semplicità divulgativa, Don Rosa a chi non lo conoscesse, contestualizzando anche la storia specifica; in quello sulla Superstar compie una panoramica sul parentame dei paperi, e infine presenta la poetica di Rodolfo Cimino mischiandola con vari riferimenti “altri” al mitico passato di Paperone, tema di fondo dei Diari segreti.
Le ulteriori due storie che compongono il sommario sono invece decisamente meno incisive: Zio Paperone e la memoria del fenicottero di Alessio Coppola scorre in maniera abbastanza innocua, si fa dimenticare immediatamente dopo l’ultima tavola ma perlomeno intrattiene nel corso della lettura, mentre la nota di demerito se la prende Zio Paperone… oltre l’arcobaleno di Fabio Michelini e Giampaolo Soldati, storia con poco senso, una mitologia raffazzonata, senza una direzione narrativa precisa e con un DNA favolistico giocato secondo me malaccio, affossata peraltro da disegni abbastanza pasticciati.

Tornando alla confezione dell’albo, due parole le merita anche la copertina con effetti brillanti, disponibile peraltro pure in edizione variant sovrapprezzata da fumetteria, a dimostrazione di quanto la redazione abbia voluto porre l’accento sulla cifra tonda raggiunta dal mensile, che riafferma il successo del personaggio di Zio Paperone presso il pubblico generalista.
Io l’ho comprato come lettura da ombrellone (e chi mi segue su Instagram lo sa bene 😛 ), ma devo dire che l’operazione è perfino un po’ più di quello: grazie alla presenza di Don Rosa, alla simpatica inedita e ai competenti contributi di Davide, mi spingo quindi addirittura a consigliarlo!

Spazio_Disney_agosto2022_5Mentre ero al mare ho ceduto anche a un altro acquisto di stampo “spensierato” e senza impegno: Paperinik #68.
Il numero merita due parole, però, perché ha qualche asso nella manica rispetto al solito: lo slot tradizionalmente dedicato alla storia inedita è infatti occupato dai primi due episodi di Diary of Wacky Knight, saga di produzione americana destinata al mercato internazionale ideata da Stefano Ambrosio – demiurgo di questo tipo di operazioni – e disegnata, almeno nelle puntate iniziali, da Lorenzo Pastrovicchio, progetto che si sceglie di destinare quindi alle pagine del mensile per il suo debutto in Italia.
Il Wacky Knight del titolo è Paperino, scudiero sfigato in una Paperopoli fantasy/medievale che grazie al magico amuleto di Sir Fantomius e a una formula magica può trasformarsi in un mitico cavaliere, Sir Paperinik, la cui armatura ricorda da vicino il costume del nostro vendicatore mascherato.
Un plot piuttosto semplice, senza grandi pretese, ma che Ambrosio sceneggia con una certa verve, con un pizzico di citazionismo (la formula magica è “Sursum corda”, che richiama la celebre Scuola del Krimen di Guido Martina) e con un piglio leggero che sa offrire genuino divertimento e spensieratezza a questi primi due episodi, che sembrano connotare la saga come una serie di trame verticali labilmente collegate tra loro dalla semplice idea iniziale.
Un approccio che trovo funzionale, devo dire.
Ma quello che spicca sono i disegni di un Pastro in forma a dir poco smagliante: non solo nello stile con cui rappresenta i tanti personaggi, che si conferma attento ai dettagli di volti e vestiti – dovendo spaziare peraltro tra un cast piuttosto folto e occupandosi di dare una certa connotazione estetica a questo universo narrativo, originale pur rimanendo nei canoni del fantastico – ma anche nella costruzione delle tavole, forse mai così sperimentale. La gabbia prende forma da elementi del disegno stesso (arbusti, volute di fumo, ingranaggi o effetti magici) oppure da cornici eleganti e quasi arabescate, pennellando l’insieme con un’eleganza e con trovate inusuali che impreziosiscono seriamente l’opera nel suo complesso.
Un lavoro veramente raffinato che su un maggior formato avrebbe forse spiccato maggiormente, ma che non risulta penalizzato come temevo. Complimenti vivissimi a Lorenzo, che ho trovato veramente ispirato in queste due storie, una vera gioia per gli occhi.

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Fonte: pagina Facebook di Topolino Magazine

Il numero ha però almeno un altro motivo di interesse, vale a dire Incubo nella palude, storia appartenente al ciclo Quando Paperinik mangia pesante che esordì a fine anni Novanta su Paperinik e altri supereroi. Scritte da Tito Faraci e disegnate da Giuseppe Ferrario, le avventure in questione avevano toni demenziali irresistibili, in ossequio allo stile faraciano dell’epoca che aveva già portato a realtà come Ridi Topolino. Spassose all’inverosimile, sono una lettura perfetta per staccare il cervello e godersi qualche risata in assoluta libertà.
Incubo nella palude, rispetto all’unica altra storia di questa miniserie che ho avuto la fortuna di leggere (Terrore nel castello) mi ha fatto scompisciare di meno, devo ammetterlo, ma questo non significa che abbia mancato il bersaglio. Gli elementi assurdi permangono e funzionano bene tra di loro, il risultato mi ha convinto leggermente meno ma resta un buon esempio di cosa rappresentava quella wave narrativa della Disney di fine anni Novanta.

Per quanto riguarda il resto del sommario voglio citare giusto Paperinik e la vacanza da vip, un divertissement del 1994 firmato da Giorgio Pezzin con un giovanissimo e ancora acerbo Alessandro Perina ai disegni. Trama easy con diverse disavventure che capitano al papero mascherato, che Paperino voleva sfruttare per farsi un po’ di villeggiatura a scrocco: mi ha intrattenuto, ha fatto il suo lavoro e ha salvaguardato la “quota estiva” che mi piaceva sempre trovare nei periodici disneyani dei mesi di luglio e agosto, quando da piccolo mi facevo comprare qualcosa di extra dai genitori durante i giorni al mare.

Spazio_Disney_agosto2022_6Topolino in giallo #6 continua a offrire la sue blanda selezione di indagini topolinesche: rispetto alle uscite precedenti il sommario risulta meno ispirato, ma segnalo Topolino e il prototipo avveniristico (che ricordo come una buona storia, graziata dai bei disegni dell’indimenticato Giuseppe Dalla Santa) e resiste l’inedita estera a chiusura di albo a dare un minimo sussulto all’uscita. In questo caso si tratta di Topolino e l’inganno della spia di Stefan Petrucha e Noel Van Horn.
Per chi è sensibile a questo genere narrativo, soprattutto nella calda stagione, e magari si trova ancora in villeggiatura, può essere una lettura di svago sotto l’ombrellone.

La fumetteria Disney di agosto 2022

Nei negozi specializzati le uscite sono abbondate in questo agosto, anche se concentrate negli ultimi giorni del mese. Sono quindi tutte cose fresche di pubblicazione.

Spazio_Disney_agosto2022_11Topolino Fuoriserie #8 riporta in scena PK con Makemake, seconda storia del rilancio pikappico dopo la run di Roberto Gagnor. Come la precedente Danza del Ragno d’Oro, anche questa è firmata da Alessandro Sisti ai testi, ma non prosegue la trama introdotta quattro mesi fa, bensì si dedica a recuperare dei personaggi introdotti in piena PKNE, per la precisione in Cronaca di un ritorno: gli En’tomek.
Considerando la presenza fissa di Xadhoom in questo nuovo status quo, poteva risultare effettivamente naturale questo recupero, che offre la possibilità di chiarire meglio concetti espressi allora ma rimasti un po’ in sospeso.
In realtà la storia fa pochi passi avanti su quanto si sapeva dei robot alieni, rimandando a un prossimo confronto la possibilità di capire qualcosa di più su questi avversari e in particolare sui loro misteriosi padroni.
A dispetto di ciò l’avventura è comunque molto buona, anche se soffre ancora delle poche pagine a disposizione e di alcuni stacchi fin troppo repentini; per apprezzarla appieno, peraltro, ha necessitato di una seconda rilettura che mi ha permesso di comprendere meglio la storia.
Non mi dilungo troppo, avendo intenzione di scrivere una recensione vera e propria dell’opera per Lo Spazio Bianco: mi limito però a evidenziare che il neo di questa uscita si rintraccia nei disegni di Marco Mazzarello (al suo debutto su PK) e nei colori di Irene Fornari, che offrono una parte grafica ben poco riuscita, molto piatta e con un risultato decisamente al di sotto di quelli che sono gli standard pikappici, ma anche di quelli visti attualmente sulla maggioranza di storie per Topolino.
Avrò modo di argomentare meglio nel mio articolo, comunque; al netto di queste note negative, in ogni caso mi sento di consigliare l’acquisto (pur con tutta la sofferenza del rapporto pagine/prezzo) ai fan di PK, che non credo rimarranno delusi dalla lettura, ma anche ai lettori disneyani in genere.
Personalmente tra questi primi due volumi della nuova “era Sisti” ho preferito il precedente, ma ribadisco che anche questo si difende piuttosto bene.

Rivediamo anche l’edizione italiana delle graphic novel Glénat con Disney Collection #8Donald’s happiest adventures di Lewis Trondheim e Nicolas Keramidas.
I due autori avevano già collaborato in Mickey’s craziest adventures, uno dei tre titoli pubblicati in Italia da Giunti, e sulla stessa falsariga tornano ora, non con un sequel ma con il medesimo approccio applicato stavolta a Paperino.
Lo spirito del volume su Topolino era vincente e frizzante, e tutto fa pensare che le cose non siano diverse per questa seconda incursione. I disegni, come spesso accade nella collana, sono sicuramente diversi dalla norma e molto “liberi”, a tratti underground, ma mantengono i personaggi riconoscibili e rendono loro un buon servizio.

Spazio_Disney_agosto2022_8Topolino Extra #11 segna l’esordio di Fantomius sulla testata con la prima saga interna al ciclo: L’inizio e la fine.
Le avventure del ladro gentiluomo abbandonano quindi le pagine della Definitive Collection, luogo fino ad ora deputato ad ospitare la versione “definitiva” della serie, per trovare casa nella Extra sfruttando la “scusa” della struttura non più a singoli episodi indipendenti.
A questo punto è quindi facile pensare che la Definitive sia giunta al capolinea, considerando le grandi difficoltà attraversate dalla testata e il fatto che ormai sopravviveva giusto per contenere Fantomius. E nella logica della redazione è sicuramente più sensato far rientrare anche questo progetto all’interno di Topolino Extra, creata apposta per dare miglior risalto alle storie più di rilievo del settimanale, tra le quali Fantomius rientra a pieno diritto.
Non so quanto saranno contenti i collezionisti che si vedono cambiare il formato dell’edizione di punto in bianco, però, e che magari negli anni hanno spasimato per aspettare le ristampe dei volumi esauriti o sborsato denaro per il cofanetto. Ma ripeto, a livello di mercato e di “logica d’impostazione” delle testate, non poteva che andare così prima o poi.
L’inizio e la fine ricordo che mi piacque con moderazione: c’erano diverse buone trovate, l’intreccio era ingegnoso e interessante, ma alla prova dello sviluppo concreto di certe dinamiche la sceneggiatura peccava un po’. Ad ogni modo il tomo è chiaramente consigliato ai fan del personaggio e dell’autore, Marco Gervasio, i quali troveranno anche la consueta dose di contenuti extra tra cui l’intervista ricca di curiosità (con interventi anche di Alex Bertani) e bozzetti vari.

Spazio_Disney_agosto2022_10Disney De Luxe #37 prosegue con il suo intento di ripubblicare alcune parodie Disney: e visto che, Nemo a parte, negli ultimi anni il filone si è inaridito, la redazione rispolvera alcuni capolavori del passato che omaggiavano grandi opere della letteratura.
La scelta è caduta stavolta su Paperino e il vento del sud di Guido Martina e Giovan Battista Carpi: uscita esattamente quarant’anni fa, parodizzava Via col vento, romanzo di Margaret Mitchell reso immortale dall’omonimo film con Clark Gable e Vivienne Leigh.
La lunga e articolata avventura costituisce un bellissimo tassello di fumetto Disney, a quanto ricordo, e spiccano in particolar modo i disegni di un Carpi in stato di grazia, che da solo vale l’acquisto del volume se non possedete la storia in altre edizioni. Io già ce l’ho, ne approfitterò per rileggerla dall’elegante Super Mito che acquistai anni fa, e lascio quindi il nuovo volume sullo scaffale, a disposizione dei neofiti 😉
Come da (brutta) abitudine delle recenti De Luxe, i contenuti extra sono estremamente risicati: due paginette ad opera di Francesca Agrati che succintamente introducono l’opera e un breve articolo sulla ricolorazione.
Ricolorazione? Ebbene sì, il vero valore aggiunto dell’operazione sta in una “rinfrescata” ai colori d’epoca, supervisionata da Alex Bertani, Andrea Freccero e Luana Ballerani e affidata alla società GFB, in particolare a Manuel Giarolli (che si occupa spesso anche dei colori delle storie su Topolino). Personalmente non sono un grande fan di iniziative come queste, e rimango affezionato alla pur imperfetta cromia originale che era però coerente con gli anni di uscita, ma avendo sbirciato il risultato in fumetteria devo dire che la cura e la perizia con cui si è lavorato appare evidente. Certo, intervenire sul tratto di Carpi è compito delicato, e “accendere” in una certa maniera le tavole mi strania un po’, ma non nego che possano acquisire un diverso appeal in grado di attrarre l’occhio dei più giovani, insieme alla bellissima copertina di Ivan Bigarella.
Questa moda delle ricolorazioni (cominciata con la Super De Luxe di Paperinik e l’intrepido signore del fuoco e deflagrata l’anno scorso con L’Inferno di Topolino, per proseguire ora con Il vento del sud e soprattutto, il prossimo autunno, con La Spada di Ghiaccio – le cui pagine mostrate in anteprima con il nuovo trattamento mi hanno fatto rabbrividire) un po’ mi inquieta, non mi fa proprio impazzire come nuovo modo per spammare le vecchie storie, preso palesemente in prestito da altri comics (ricordo sempre la discussa operazione su The Killing Joke, per esempio). Chiamatemi vecchio, ma preferisco ancora un congruo numero di pagine che contestualizzi l’opera per dare valore e plus alla nuova edizione, piuttosto che questi interventi, professionali o meno, riusciti o meno…

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Fonte: Panini.it

Infine, è stato distribuito dopo un po’ di ritardo anche il cofanetto di MM – Mickey Mouse Mystery Magazine che, oltre a permettere di contenere in un’unica soluzione la ristampa completa della serie (elemento di cui, come sapete, mi interessa veramente poco) contiene anche un settimo volume, ospitante le storie brevi pubblicate originariamente in coda agli spillati e qualche contenuto speciale su MM.
Che tale volume sia disponibile solo ed esclusivamente col cofanetto – anche se non obbligatoriamente pieno delle uscite precedenti, per fortuna – è un po’ un neo dal mio punto di vista, perché costringe a prendere il contenitore anche per chi non sarebbe interessato ma vuole leggere le storielle di appendice. Come già scritto più volte, io ho già gli originali e quindi non mi interessa nulla di tutto ciò, ma facendo una riflessione generale mi è parsa una mossa sbagliata, al di là del fatto che non sono avventure “in continuity” e quindi necessarie per comprendere la serie.
Vabbè, inutile dire che nonostante quello l’acquisto è consigliato comunque perché quelle brevi erano molto divertenti e riuscite. Sugli editoriali invece non aspettatevi granché, da quanto ho potuto vedere dalle foto pubblicate sulla pagina Facebook del Papersera: una rapidissima prefazione di Davide Catenacci, due brevi articoli – che sono più considerazioni, in realtà – di Francesco Artibani e una rapida introduzione manoscritta di Tito Faraci per chi aveva preordinato per tempo il prodotto. Contributi anche interessanti, per carità, ma niente che di per sé valga il prezzo del biglietto. Avrei preferito trovare qualche pagina con bozzetti e studi preliminari, onestamente, sulla falsariga di quanto fatto nel 2001 per il volume MM – Le origini nel quale si mostrava davvero un po’ di dietro le quinte di prima mano, ma tant’è, oggigiorno va così.

Ok, direi che è tutto.
Se tutto va bene, nel corso del mese potrei riuscire a pubblicare la terza puntata di “In gabbia!”, ma non vi prometto nulla, eh! 😉
Ciao!

Source

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https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/09/08/le-pubblicazioni-disney-di-agosto-2022/feed/ 3 1907
Il “Topo” di agosto 2022 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/09/05/il-topo-di-agosto-2022/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/09/05/il-topo-di-agosto-2022/#comments Mon, 05 Sep 2022 08:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=1867 Bentornati su Lo Spazio Disney!
Il mese estivo e vacanziero per eccellenza è ormai alle spalle da qualche giorno, e il periodo più rilassato ha portato anche a un leggero ritardo nella pubblicazione di questo post (complice in realtà anche il modo in cui sono caduti i giorni della settimana a cavallo tra agosto e settembre).

Spazio_Disney_topoagosto2022_4Ma l’importante è che prima o poi arrivi, ecco 😛 anche perché questo mese si festeggiano i due anni dalla nascita de Lo Spazio Disney! Correva il 14 settembre 2020, infatti, quando il blog aprì i battenti con il post di presentazione, grazie all’appoggio e alla benedizione del direttore de Lo Spazio Bianco, Ettore Gabrielli, e all’accoglienza positiva di tutti i colleghi redattori.
Da allora questo spazio ha proseguito la sua corsa in maniera soddisfacente, per il sottoscritto: ho cercato di trovare una quadra nell’impostazione dei pezzi sulle novità disneyane, adattandola nel tempo, ho costruito una stagione da 10 episodi di dirette streaming di approfondimento, ho intessuto collaborazioni, ho scritto vari articoli estemporanei, ho aperto una pagina Instagram dedicata, ho varato una nuova rubrica.

Senza troppe velleità o pretese, l’esperienza è stata positiva e spero lo sia anche per chi ha la bontà di passare da qui, magari solo di tanto in tanto.
La volontà è quella di diffondere sempre più e sempre meglio la cultura del fumetto disneyano, in modo critico e analitico limitatamente alle mie possibilità. In cima a tutto, comunque, l’obiettivo iniziale rimane ben saldo: quello di comunicare la spensieratezza che il mondo di Paperi e Topi sanno regalare, mondo nel quale tento di farvi da guida informata.
Ciò detto, passiamo ai contenuti!

L’editoriale del n. 3480

Spazio_Disney_topoagosto2022_1Prima di parlare delle storie, voglio soffermarmi brevemente sull’editoriale di Alex Bertani pubblicato sul primo numero del mese.
In esso, contrariamente alla norma, il direttore non parla delle storie contenute nell’albo o di quelle in arrivo nelle settimane successive, ma condivide una sua riflessione sul moltiplicarsi di realtà nel web italiano che commentano puntualmente le uscite del suo giornale.
Che Bertani fosse consapevole di tale “massa critica” era noto, anche solo dalle sue partecipazioni al The Fisbio Show Live, e del resto anche Valentina De Poli prima di lui era ben conscia di questa frangia di lettori appassionati ed esperti che riversavano su internet le proprie opinioni relative a Topolino.

Ma Alex Bertani sembra dirci di aver notato un incremento del fenomeno: là dove una volta c’era giusto il forum del Papersera e, da una decina d’anni, alcune pagine e gruppi Facebook, oggi ci sono nuovi canali che si affiancano a quelli “storici” e soprattutto nuove persone che si dedicano a commentare in un loro angolino della rete il “Topo” settimanale.
Del resto, questo stesso blog ne è la prova, modestamente parlando 😉
L’osservazione del direttore è molto schietta: annovera tra questi “commentatori seriali” sia individui più impulsivi – tanto nelle lodi, quanto nelle critiche – sia lettori più attenti ad argomentare le proprie idee, mostrando di saper discernere quindi il valore dei vari input ricevuti, pur leggendo e rispettando il pensiero di tutti.

La sua conclusione trova una connessione di causa-effetto tra il suo operato come direttore e questo proliferare di rinnovato interesse verso Topolino. Un ragionamento probabilmente corretto: l’impostazione del pocket con saghe a getto continuo, micro e macro eventi a cadenza come minimo mensile e tanti cicli narrativi concatenati possono aver sicuramente titillato l’attenzione di nuovo pubblico non solo nell’acquisto e nella lettura, ma anche nella volontà di dire la propria. In effetti, soprattutto nel settore video-recensioni e nelle pagine Instagram, ho notato diverse giovani new entry oltre ai vecchidemmè :P, segnale senza dubbio interessante e positivo perché dà nuova linfa a questa nicchia d’intrattenimento.

Un editoriale inusuale, quindi, che porta però a una riflessione interessante, vagamente auto-incensatoria ma che dall’altro lato dà anche credito e risalto a chi, come me, dedica parte del suo tempo libero a scrivere di fumetto Disney.

Agosto 2022: le storie da Topolino

Spazio_Disney_topoagosto2022_7bTopolino e l’incubo dell’isola di corallo, di Marco Nucci e Casty (nn. 3478-3479-3480), trova la sua conclusione nel primo numero di agosto.
Avevo già parlato dei primi due terzi della storia nel post del mese scorso, ma alla luce del finale merita un ulteriore commento.
Stra-positivo! Temevo un’ultima parte che sgonfiasse in qualche modo il pathos costruito fino a quel punto, magari piazzandoci una trovata deludente come accadde – per quanto mi riguarda – con la precedente avventura “macchiaiola”. Così non è stato, anzi: certo, i punti magici dell’avventura rimango oscuri e sospesi, ma la cosa non mi è pesata minimamente, e non c’è nessun nuovo faccia a faccia tra Topolino e Macchia Nera, ma ormai abbiamo capito che non è più quello il ragionamento da applicare a queste storie.
Il colpo di scena, se così vogliamo chiamarlo, viene servito in maniera brillante: quando si è disvelato ai miei occhi mi sono detto che avrei dovuto arrivarci subito, ma la scrittura di Nucci ha saputo ingannarmi sapientemente per non farmici pensare. Macchia, per quanto sia apparso molto poco, è stato un perfetto mastermind e ha manipolato il protagonista (e il lettore) in maniera sottile e sopraffina.
Esco dalla lettura davvero soddisfatto, perché al di là dell’aver avuto un nuovo tassello del ciclo di Macchia by Nucci, ho avuto una gran bella storia che ho seguito con grande interesse.
Sulle matite di Casty e le chine di Michela Frare, invece, ho poco da aggiungere rispetto agli elogi già fatti il mese scorso: anche stavolta le tavole sono sontuose, sia nella costruzione che nella rappresentazione di ambientazioni e personaggi. Le ultime pagine, poi, sono fantastiche.
Questo è per me un ottimo esempio di fumetto Disney contemporaneo, e va dritto sin d’ora nella top 5 di fine anno.

Spazio_Disney_topoagosto2022_8Paperinik e la torre d’oro, di Alex Bertani, Marco Gervasio e Emmanuele Baccinelli (nn. 3479-3480-3481), prosegue il ciclo “vendicativo” che riporta le atmosfere del primo Paperinik martiniano sulle pagine del “Topo”. In questo caso i due autori riprendono e omaggiano esplicitamente una delle storie classiche di quel filone, Il castello delle tre torri, e ne imbastiscono una sorta di sequel indiretto: il vendicatore mascherato deve spostare provvisoriamente il suo rifugio nel castello di cui ottenne la proprietà in quella avventura, ma una svolta negli avvenimenti fa sì che tale affidamento venga annullato e aperto a nuovi possibili destinatari.
Il plot è buono, rimette in discussione gli eventi narrati a suo tempo in maniera non gratuita e pone a rischio i segreti del personaggio, che è un’idea sicuramente vista e rivista ma che, almeno su di me, ha sempre un forte ascendente per il piacere di vedere come Paperinik riuscirà a difendere ancora una volta la sua identità segreta dalle bieche mire di Zio Paperone, Rockerduck e in questo caso anche di Red Duckan.
A dire il vero lo sviluppo nella terza e ultima parte non mi ha entusiasmato, riducendosi di fatto di un congegno di Archimede che annulla i lavori di ristrutturazione del maniero e che quindi vede un intervento diretto minimo da parte del protagonista. Mi è sembrato un po’ “facile”, insomma, mentre la risoluzione finale – al netto di un meccanismo narrativo un po’ forzato – mi è piaciuta per come è stato resa.
Resta il fatto che ho trovato l’episodio finale un po’ deboluccio; nonostante ciò, i primi due si erano invece attestati come interessanti nel modo di proporre l’intreccio e le dinamiche in gioco, motivo per cui la storia è tutto sommato promossa nel suo complesso.

Spazio_Disney_topoagosto2022_9I tempi sono maturi per una prima “sintesi” su questo rilancio di Paperinik.
Da una parte devo ammettere che risulta azzeccata l’idea di accantonare la versione supereroica del personaggio, sulla quale continueranno a concentrarsi il mensile dedicato e PK sul Fuoriserie, in favore della riscoperta dell’anima originale, nata per vendicare la controparte paperinesca dalle angherie subite.
C’è però da dire che quasi sempre le avventure gervasiane ruotano attorno alla figura di Paperinik stesso, piuttosto che alla risoluzione dei problemi di Paperino. Beninteso, era un tema toccato anche da alcune storie di Guido Martina, ma non era la consuetudine.
Il ruolo del personaggio e i suoi segreti vengono insidiati, che sia dalle sfide tra Paperone e Rockerduck o dagli intrighi di Red Duckan, e così sempre più spesso Paperinik interviene… in virtù della sua stessa esistenza, e non per risolvere situazioni che nei panni del semplice Donald non potrebbe affrontare. Una piacevole eccezione in tal senso era data da Paperinik e la minaccia alla fattoria dell’anno scorso, nella quale il protagonista doveva sì contrastare i piani di Duckan, ma questi non erano volti a danneggiare direttamente la sua immagine, bensì mettevano a rischio la proprietà di Nonna Papera.
Situazioni del genere appaiono sempre più rare, forse anche perché nel contesto attuale non è facile impostare delle condizioni “martiniane” che portino Paperino a doversi vendicare di qualcosa, e il risultato è un mito che si autoalimenta perché sì, oppure un’unione certosina dei puntini che uniscono le nuove storie a quelle classiche e alla saga di Fantomius, in un universo coeso e ricco di rimandi tutti interni alle trame ideate da Gervasio. Affascinante, da un certo punto di vista, ma con un fastidioso effetto da “circuito chiuso”.
Ciò detto, va rilevato che le storie risultano comunque simpatiche, con belle interazioni tra i personaggi, buoni dialoghi e soprattutto generose spruzzate di atmosfere brumose e notturne; l’impianto complessivo per ora regge, ridando peraltro senso al personaggio sul settimanale.

Spazio_Disney_topoagosto2022_10Digressione generale a parte, è giusto lodare ancora una volta i disegni di Bacci: dello stile carpiano del giovane disegnatore ho già detto più volte, ma nelle ultime prove noto una piacevole personalizzazione dello stesso. Alcune pose di Rockerduck, certe espressioni di Zio Paperone e le inquadrature dal basso di Paperinik (con il becco quasi “piatto”) ricordano ancora piacevolmente lo stile di Giovan Battista Carpi, ma in altri casi come con i personaggi secondari, Duckan o gli operai che lavorano alla ristrutturazione si rileva un approccio che coniuga le ispirazioni classiche con un tratto in evoluzione, sintomo di uno sguardo vivace e attento che si guarda intorno.
Gli interni del castello sono curati e dettagliatissimi, restituendo l’atmosfera adatta, e la regia appare chiara a riuscita.
Le tavole sono costruite con una gabbia sempre in movimento e pronta ad adattarsi a nuove soluzioni: la penultima pagina del secondo episodio, con la vignetta che si suddivide in blocchi seguendo l’architettura delle torri, è emblematica in tal senso, ma non è certo l’unico esempio. C’è la tavola nella quale i contorni dei riquadri sono in realtà delle linee curve ad onde, la quadrupla che si apre a punta verso l’alto quando Paperinik e Archimede scendono nelle segrete e la splash page che visualizza nella parte inferiore i sotterranei percorsi dai due personaggi, mostrati contemporaneamente in maniera evocativa nella parte alta, stagliandosi simbolicamente dietro al maniero. E questo senza citare le evocative tavole di apertura di ciascuno dei tre tempi, decisamente d’effetto!
Le storie di Marco Gervasio si fondano molto sulle atmosfere, e il disegno di Baccinelli riesce con tutti questi accorgimenti e con altri ancora a ricreare quel feeling vagamente inquietante che Massimo De Vita riusciva a imprimere alle matite delle prime diabolike avventure, dando un plus non da poco alla resa finale insieme ai colori di Irene Fornari, particolarmente adatti soprattutto per trasmettere le tenebre degli interni.

Spazio_Disney_topoagosto2022_14I mercoledì di Pippo – L’incredibile segreto, di Rudy Salvagnini e Ottavio Panaro (n. 3481) è la grande delusione del mese.
Da fan della serie, della quale ho letto molti episodi, in diretta e da piccolo, nelle mie prime annate di Topolino, ero ben contento di trovare un revival del progetto, peraltro scritto dall’ideatore originale che negli ultimi mesi ha dimostrato con diverse storie medio-brevi di essere ancora piuttosto in forma e comunque con qualcosa di simpatico da dire.
Ebbene, così non è stato con questo Incredibile segreto, che ripropone la fortunata formula del ciclo ma spingendo eccessivamente sul pedale del non-sense, perdendo più volte di vista il baricentro della narrazione e mettendo in scena un racconto fin troppo bislacco, dallo spunto abusato e privo di situazioni veramente divertenti, che abbondavano invece nei Mercoledì di Pippo.
Il problema non sta tanto nel sovvertimento dei ruoli – Topolino non è qui l’assistente sfigato ma il protagonista del romanzo – quanto nel soggetto e nel modo in cui si è voluto svilupparlo, una sottospecie di Truman Show dai risvolti confusi e pallidamente metanarrativi, senza molta verve. A nulla serve ricordare che di base stiamo leggendo le fantasie di Pippo, perché lo spirito e il sapore di questa storia sono lontani anni luce da quelli originari, magari più semplici e ingenui ma proprio per questo riusciti.
Qui si passa da un thriller alla fantascienza fino ai supereroi, in un pot-pourri che lascia alle spalle solo qualche sparuta risata per un paio di gag e battute azzeccate, annegate però in un contesto generale piuttosto spento.

Non aiutano purtroppo i disegni di Ottavio Panaro, che presentano personaggi quasi deformed, in pose ben poco riuscite e con costruzioni di scena per nulla ispirate. Uno stile arcaico, pasticciato, con scarso appeal e che non mi è proprio piaciuto, fatto salvo per la resa di Minni.
Insomma, un grande peccato e forse un’occasione persa. Ci vengono già promessi altri Mercoledì, in un prossimo futuro, ma la speranza è che possano tornare vicino alla resa di un tempo relegando questa prova a un incidente di percorso.

Spazio_Disney_topoagosto2022_13Topolino e il pianeta ramingo, di Francesco Vacca e Marco Mazzarello (n. 3480), costituisce insieme a Paperino e l’amico scomparso degli stessi autori (n. 3481) un doppio prologo della grande saga estiva 2022.
Il bello è che la cosa si è scoperta… in tempo reale, leggendo le suddette storie: non c’è stato editoriale che anticipasse la cosa o collegasse le due storie al nuovo maxi-evento, e in questo modo la redazione è riuscita nell’intento di sorprendere assai piacevolmente i lettori, che una volta tanto si sono approcciati alla lettura di due storie apparentemente autoconclusive che nelle rispettive ultime tavole avrebbero rivelato la loro reale natura. Il giochetto riesce soprattutto con la seconda delle due storie, quella ambientata a Paperopoli: Il pianeta ramingo poteva infatti far suonare qualche campanello di allarme al pubblico più scafato, ma il fatto che la didascalia finale rimandasse direttamente a due settimane dopo con Minaccia dallo spazio non faceva presagire l’esistenza di una seconda introduzione alla nuova saga.
Operazione riuscitissima, quindi, che ricorda un po’ il “giochetto” dell’Affare Pigam di un paio d’anni fa.

Spazio_Disney_topoagosto2022_16Ma… come sono, questi due prologhi? Non male! Quello con Topolino in realtà è solo una intro allungata che spiega qual è il pericolo che si staglia all’orizzonte, ma Vacca è bravo nel creare le sensazioni che avvolgono Topolino di fronte alla nuova sfida e al rischio imminente per il pianeta, un peso scandito dalle ripetute telefonate che prova a fare a un misterioso amico che però non gli risponde. La seconda è meno azzeccata, una serie di gag inanellate una dietro l’altra che vedono Paperino cercare di conferire con un irreperibile Archimede. Tra clienti dell’inventore, innervositi dall’attesa, e le bizzarrie del nipotino Newton, la storia ha il pregio di essere piuttosto briosa, ma un po’ dispersiva, trovando il proprio senso solo nel finale, quando diventa chiara la sua funzione.
Ai disegni Mazzarello fa del suo meglio: i risultati della cura Freccero si vedono indubbiamente e alcune sparute pose del suo Donald appaiono quasi piacevoli (non il volto, però…), ma nel complesso purtroppo l’artista si conferma non essere nelle mie corde e nei miei gusti, e quando si tratta in particolare di Topolino e Pippo l’esito non è proprio di mio gradimento.

Spazio_Disney_topoagosto2022_17Ad ogni modo il tutto porta, come si diceva, a Minaccia dallo spazio, di Francesco Vacca e Casty (nn. 3482-3483-3484), alla quale mancano ancora due episodi per concludersi, motivo per cui potrò essere maggiormente esaustivo sull’evento nel post del prossimo mese, a storia completata.
Posso già dire però che l’operazione è decisamente entusiasmante: da un editoriale apprendiamo che la proposta iniziale di Vacca era limitata a un singolo racconto che Bertani gli ha proposto di ampliare, e va detto che la cosa si nota nella “ciccia” delle puntate. L’avanzamento di trama occupa di volta in volta, di fatto, la metà delle pagine e le restanti sono impiegate per raccontare i personaggi, le loro sensazioni e le prime conseguenze del pericolo che avanza verso la Terra, e solo nel terzo episodio inizia a esserci un po’ di sostanza in più.
Detto così suona forse più negativo di quanto vorrei, però: trovo in realtà che la struttura sia molto stuzzicante, ponendosi sulla falsariga delle storie degli ultimi due anni dedicate a esplorare l’animo dei vari membri del cast disneyano, ma facendolo in maniera ancora più interessante perché, invece che riservare tale trattamento a un singolo protagonista nel quale scavare alla ricerca delle sue caratteristiche, si amplia il concetto. Si prova per esempio a far emergere le difficoltà che Topolino ha nel gestire notizie riservate, quando deve decidere come comportarsi al riguardo nei confronti dei propri cari, oppure l’umanità di Paperino quando lo vediamo interagire coi nipotini e con Paperina, conscio del grande rischio che pende sulle loro teste. Zio Paperone, infine, viene rappresentato come il volitivo papero dalle mille risorse, consapevole delle proprie qualità e pronto a metterle in gioco con la forza di un vero eroe d’azione, derivativo dalla rappresentazione donrosiana e a sua volta da quella barksiana.

Spazio_Disney_topoagosto2022_18Altro pregio della storia e dei suoi “tempi dilatati” è quello del poter creare davvero la tensione e il senso di pericolo, come noto un tasto dolente della narrativa a fumetti disneyana che deve fare i conti con tante restrizioni che cercano invece di stemperare i toni troppo “forti”. Vacca sembra invece aver trovato la giusta formula per far percepire al lettore l’incombenza di un pericolo vero e assoluto, addirittura la fine della vita sulla Terra, restando tranquillamente nei paletti e componendo una storia di coraggio, sentimenti e corsa contro il tempo che avvince e che spinge a voler vedere come si risolverà.
Infine, la possibilità di riunire i personaggi di Topolinia e Paperopoli è un altro plus, perché oltre ad ampliare le possibilità di racconto alimenta quell’atmosfera da grande occasione.
A parte il suo lavoro con le Giovani Marmotte, Francesco Vacca si sta affermando come una punta del giornale, memoria storica delle grandi avventure e dei grandi personaggi del passato in grado di riprendere tutto ciò e svilupparlo in nuove direzioni con un piglio vincente, come intravisto in L’anomalia concentrica.

Bene, per quanto mi riguarda, anche l’allargamento dei soggetti coinvolti: le GM, Amelia, Cuordipietra Famedoro, Macchia Nera, addirittura le Streghe Vulcaniche… l’idea che a ogni episodio si aggiungano uno o più comprimari tra quelli che hanno popolato altre saghe negli ultimi mesi è vincente e si sposa perfettamente con la natura del progetto, che guarda decisamente alle “Crisi” della DC Comics o comunque a quei grandi crossover che uniscono i supereroi (sia in Marvel che in DC) in occasione di eventi che colpiscono tutto il loro universo narrativo.
Vedere questa cosa su Topolino, pur in piccolo, è elettrizzante per me!

Spazio_Disney_topoagosto2022_28Alle matite, con grande sorpresa, troviamo Casty, sempre accompagnato alle chine di Michela Frare.
Sorpresa perché, come detto sopra, in quest’avventura recitano anche i Paperi e l’artista non li aveva mai disegnati finora, a parte un paio di copertine per l’estero.
Partendo proprio da qui, posso dire che personalmente la “prova del fuoco” è stata superata: beninteso, ci sono ancora diverse imperfezioni e insicurezze su cui il disegnatore dovrà lavorare in futuro, tra becchi e pose, ma per essere il debutto con Paperino & co. il test ha dato esito positivo. Il tratto sembra acquisire peraltro sicurezza sui pennuti di settimane in settimana, maturando quindi all’interno della stessa storia.
Come già con i personaggi di Topolinia, specialmente agli esordi, è evidente l’ispirazione al tratto di Romano Scarpa
, soprattutto nei volti e nell’espressività, con forse qualche vago cenno barksiano (notata anche voi la somiglianza della scena in cui Paperone bussa alla porta di Amelia con quella della Stella del Polo nella quale si presentava a Doretta Doremì? 😉 ), e il risultato complessivo è piuttosto buono. Siamo purtroppo lontani dall’estetica stratosferica delle storie di Macchia Nera, almeno un gradino più in basso, ma è anche vero che questa storia non richiedeva quel tipo di atmosfere; in ogni caso, pur soddisfatto del lavoro di Casty, non sarebbe forse stato il primo nome che mi sarebbe venuto in mente per una maxi-storia come questa. Soprattutto per gli sfondi, su cui l’artista applica una certa sintesi che in alcuni casi ho un po’ sofferto.

Spazio_Disney_topoagosto2022_19Le Giovani Marmotte e il bizzarro coacervo faunistico e Newton e il rigeneratore soporifero, di Francesco Vacca e Simona Capovilla (nn. 3482-3483-3484) sono due storie che potrei definire “ancillari”, nel senso che sono co-dipendenti da Minaccia dallo spazio.
Quella delle GM prende di fatto avvio nel primo episodio della saga, contiene precisi riferimenti all’avvicinamento del pianeta ramingo e dopo la sua conclusione presenta una vera e propria scena post-credits che la lega strettamente all’eventone e che viene ripresa nel secondo episodio dello stesso. È quello che nei comics americani viene definito tie-in, cioè storie parallele che arricchiscono quella principale e corale senza essere necessaria alla comprensione della macro-trama, ma un “di più” che solitamente si svolge sulle testate dedicate a un singolo eroe.
Apprezzo, approvo e mi ha divertito, anche perché al di là di questa funzione la trama riesce a mantenere una sua indipendenza, risultando un divertente capitolo aggiuntivo al ciclo delle Marmotte curato da Vacca negli scorsi mesi. La trama è sicuramente leggera e forse anche ingenua per certi versi, ma per me ha funzionato meglio di quelle precedenti che volevano essere più elaborate senza però convincermi quasi per nulla. Qui abbiamo un ottimo Newton perfettamente in parte e grande mattatore, in una delle sue interpretazioni più felici a mio avviso, e pure il resto delle Giovani Marmotte introdotte nel corso dell’anno riescono a spiccare.
Nota di merito per l’inclusione anche dei membri “storici”, che popolavano le storie inedite del mensile degli anni Novanta: peccato che Vacca si limiti a citarli di nome e di sfuggita, Alvin a parte, rendendo il riferimento decisamente gratuito e fuori fuoco. La speranza è che sia servito da introduzione per poterli riutilizzare davvero prossimamente.

Spazio_Disney_topoagosto2022_29La storia con protagonista il nipotino di Archimede è altrettanto legata a Minaccia dallo spazio, perché ci mostra cosa succede “in parallelo” a un passaggio visualizzato all’inizio della terza puntata della saga, quando Edi contatta Newton per suggerirgli di inventare un oggetto che possa aiutare suo zio ed Enigm a completare il loro lavoro, ottenendo finalmente la stima di Archimede.
Qui possiamo osservare le vicissitudini del genietto per portare a termine il progetto, con Qui, Quo, Qua animati dalla ferma intenzione di arginare i danni creati dalla mente vulcanica dell’amico.
Rispetto al Bizzarro coacervo faunistico, in questo caso il risultato finale è meno interessante: la storia ha un ritmo incalzante che si fa apprezzare per il brio che dà alla lettura, ma gira sostanzialmente attorno alla stessa idea per tutto il tempo, alzando semplicemente la posta di pagina in pagina. La caratterizzazione di Newton è coerente con l’impostazione nucciana di cui Vacca si è impossessato con sicurezza, rendendolo però quasi “autistico” nel suo incaponirsi in un’idea e portarla avanti senza ascoltare nessuno e senza rendersi conto dell’assurda escalation a cui va incontro; una visione anche interessante per questo personaggio e che è la chiave del divertimento che genera, ma va secondo me dosata in modo che non stia antipatico al lettore, rischio che stavolta si è sfiorato (se non proprio preso in pieno 😛 ).

Simona Capovilla fa un buon lavoro, il suo tratto si “sporca” un po’ sui comprimari, rispetto a quanto ricordassi nelle sue precedenti prove, ma in modo decisamente piacevole: l’inventiva della disegnatrice ha modo di spiccare in particolare nel ritrarre le tante creature evocate dal congegno di Newton, sia quando si tratta di animali veri (per i quali l’artista mostra una certa perizia e aderenza con la realtà) sia quando compaiono bestie decisamente inusuali e fantasiose, che lo stile di Capovilla rende simpatiche e cariche d’appeal. Le scene più concitate godono dell’estro della sua matita e il design dei vari personaggi risulta fedele a quanto visto in precedenza per mano di Mario Ferracina.
La disegnatrice se la cava bene anche nella seconda storia, soprattutto il suo Newton è visivamente molto accattivante e centrato, con quella zazzera ribelle.

Spazio_Disney_topoagosto2022_25Cornelius – L’esilio dei Van Coot, di Alex Bertani, Alessandro Sisti e Ivan Bigarella (n. 3483), è la storia che non ti aspetti, la deflagrazione vera e propria, il progetto lanciato quasi sottotono – cover a parte – ma che è già uno dei fumetti disneyani dell’anno, e mi spingo a dire non solo strettamente Disney ma perlomeno in tutto l’ambito umoristico.
Su stimolo dell’instancabile direttore, Sisti scrive le gesta del giovane Cornelius Coot, fondatore di Paperopoli, partendo dalle sue origini con i genitori emigrati nei neonati Stati Uniti d’America senza poter rientrare nella patria natia e visualizzandolo negli anni della formazione e della voglia di indipendenza, che lo avrebbero portato a diventare un trapper (no battute, please 😛 ).
La possibilità di maneggiare un personaggio quasi completamente vergine, narrativamente parlando, permette allo sceneggiatore una grande libertà creativa che usa per imbastire una trama articolata, storicamente accurata, avvincente per quanto accade – un episodio “famigliare” che mostra l’intraprendenza e il cervello del papero – e con un protagonista tutto da costruire, caratterizzato da una simpatia di fondo e da un animo molto forte e deciso. Insieme a due amici forma il terzetto che è un po’ un topos in racconti di questo tipo, e la lettura scorre in maniera scorrevole, abbacinati dal nuovo contesto, dal mistero attorno a cui si snoda la vicenda e dagli spettacolari disegni di un Ivan Bigarella mai così in forma.

Spazio_Disney_topoagosto2022_24Il disegnatore ha dimostrato nel corso dell’ultimo anno di essere un pezzo da 90 tra i nuovi ingressi, sia nelle belle copertine illustrate che nelle diverse storie che gli sono state assegnate (chi non ricorda le fantastiche tavole del Pippon-Tiki?), ma a mio avviso qui si è superato, con pagine davvero affascinanti, dal tratto elegante e raffinato a caratterizzare il character design dei personaggi – praticamente tutti nuovi – e le ambientazioni che costituiscono buona parte dell’atmosfera avvolgente dell’avventura. A questo si unisce una gabbia dalla costruzione frizzante, vignette dotate di una regia incalzante e dinamica e da una colorazione che valorizza il disegno.
I colori di Irene Fornari e Gaetano Gabriele D’Aprile, supervisionati dallo stesso Bigarella, contribuiscono infine in maniera incisiva sul risultato finale, con una palette fantastica e soluzioni cromatiche in grado di esaltare le scene più importanti. Un altro elemento che suggerisce quanto impegno artistico sia stato profuso in questa storia.
Non mi piace usare la parola “capolavoro”, ma qui ci andiamo dannatamente vicini: sicuramente una delle cose migliori realizzate da Sisti alla scrittura negli ultimi anni e la prova della maturità di Bigarella, una vera e propria perla che potremmo ascrivere senza problemi alla definizione di graphic novel, infatti penso che la vedremo senza problemi ristampata nelle uscite speciali di Topolino Extra fra un annetto.
Ma a parte questa previsione, la speranza è che non rimanga un caso isolato: come Fantomius, anche Cornelius è un personaggio ben cristallizzato nella mitologia paperopolese senza esserne mai stato realmente protagonista, ma che può avere diverse cose da dire ampliando ulteriormente i confini della letteratura disneyana.
Confido quindi di vedere presto o tardi un nuovo capitolo di Cornelius, cosa che in fondo il finale sembra facilitare, in una miniserie di avventure su questo stampo che portino magari fino alla fondazione di Paperopoli.
Insomma, se non si fosse capito, ne voglio ancora!

Spazio_Disney_topoagosto2022_21Mickey 2.0 – Nessuno è ciò che sembra / Black-out!, di Tito Faraci e Luca Usai (n. 3482), è un dittico che riprende la storia in tre parti Mickey 2.0 realizzata nel 2008 ma rimasta inedita fino a due anni fa, quando Alex Bertani decise di pubblicarla su Topolino.
Onestamente non mi è ben chiaro se questo seguito fu realizzato sempre quattordici anni fa o se il direttore l’abbia commissionato mesi fa a Faraci per poter dare un seguito e una chiusura a questo progetto né se, in tal caso (che mi sembra il più probabile per vari motivi), il finale pubblicato sia quello che lo sceneggiatore aveva in mente nel 2008 quando impostò l’universo narrativo della Topolinia del futuro oppure qualcosa di adattato per l’occasione.
Al di là di tutti questi dubbi, non posso che giudicare quanto portato ora sul settimanale e, al contrario della prima miniserie, questa volta esco piuttosto deluso. Mentre nel primo caso ricordo belle vibes, trovate divertenti, uso interessante dei personaggi e un intreccio piuttosto buono, stavolta tutto questo viene a mancare in cambio di una trama poco ispirata e piatta e nella quale l’unica cosa che raccolgo con piacere sono gli scambi al vetriolo tra Pippo e Gambadilegno, esempio di quell’umorismo verbale che, seppur leggermente appannato, Faraci mostra sempre di saper gestire con una certa classe.
Per il resto la storia traballa e la conclusione mi ha lasciato abbastanza con l’amaro in bocca: la soluzione scelta si muove un po’ sulla falsariga del plot twist utilizzato da Francesco Artibani e Licia Troisi in Ducktopia, ma messo in scena in maniera molto meno efficace, togliendo molto al valore del progetto nel suo complesso.
Peccato, insomma: preferirò ricordare Mickey 2.0 come una felice parentesi limitata alla prima saga, ignorando questo sbocco. Ai disegni, peraltro, il buon Usai non fa per niente rimpiangere la mano di Claudio Sciarrone (che illustrò i tre episodi visti nel 2020): complice la versatilità del suo tratto, che come sappiamo sa prestarsi anche a diversi progetti internazionali (le storie di DuckTales, ma non solo) che richiedono un approccio estetico spesso diverso da quanto vediamo sul Topolino nostrano, riesce ad adeguare il proprio stile avvicinandolo a quello del collega mantenendo una mimesi riuscita e quindi una continuità artistica che avrebbe reso l’intero progetto coeso sotto il punto di vista visivo.
Ma tant’è, è andata come è andata.

Spazio_Disney_topoagosto2022_11Paperino e il surf catastrofico, di Sune Troelstrup e Cynthia Campanario Pineda (n. 3480), è la terza storia del ciclo “Finestra sul mondo”, impostata per presentare alcuni esempi di produzione disneyana estera. Si tratta di una bella avventura, caratterizzata da uno spirito veloce e divertito, che mostra come se fosse un cortometraggio animato varie disavventure delle quali è vittima il protagonista, ansioso di cimentarsi in diverse discipline legate al surf. Veloce e leggera, si fa leggere gradevolmente, ma voglio focalizzarmi sui disegni di Pineda: l’artista ci viene presentata come un acquisto degli ultimi anni in casa Egmont. In effetti il nome mi suona del tutto nuovo, e questo rende per me meritoria e interessante la volontà di “lanciarla” in questo contesto, per poi magari approfondirla in futuro sulle pagine di Almanacco Topolino.
Lo stile mi ricorda un po’ quello di Wanda Gattino e, al netto di qualche incertezza in alcune scene, mi pare che sia un’artista interessante e potenzialmente da tenere d’occhio.

Spazio_Disney_topoagosto2022_23Dopo un paio di numeri di pausa l’appuntamento riprende con Zio Paperone e la caccia al tesoro gastronomica, di Jaakko Seppala e Paco Rodriquez (n. 3483), per me sicuramente la miglior storia pubblicata finora all’interno di questa cornice. La trama non brilla, in realtà, né come costruzione complessiva né come risoluzione finale, ma il corpo centrale ci mostra lo Zione e il nipotame in giro per l’Europa, alla ricerca di un piatto particolarmente prelibato che Paperone assaggiò diversi anni or sono e che ora vuole ritrovare per rilanciarlo nei propri ristoranti. Come dicevo, niente di particolarmente entusiasmante come plot, ma il pretesto funziona per vedere i paperi in viaggio nel vecchio continente, permettendo quindi di osservare l’estro del disegnatore, una matita piuttosto raffinata che regala delle ottime versioni dei cinque protagonisti, illustrati con piglio classico ed elegante che è davvero un piacere osservare; la vignetta con Paperino che sputa “fuoco” dopo aver mangiato un peperoncino piccantissimo, per esempio, è a dir poco magnifica!
Ma anche gli sfondi colpiscono l’occhio, con una certa cura per monumenti e panorami europei che dona realismo al contesto della storia. Nota a margine infine per la spread page con la cartina dell’Europa e i piatti che caratterizzano le diverse nazioni attraversate dal tour gastronomico dei paperi, molto simpatica e d’effetto.

Spazio_Disney_topoagosto2022_30Sempre per “Finestra sul mondo” troviamo anche Paperino, Qui, Quo, Qua e il tesoro del nord, di Terje Nordberg e Arild Midthun (n. 3484), che prosegue con il piglio maggiormente articolato e avventuroso rispetto alle prime storie straniere selezionate per questa iniziativa estiva.
Siamo però un gradino sotto rispetto alla precedente: posso chiudere un occhio sull’apparente gratuità della caccia al tesoro nata un po’ per caso – biglietto da visita di tante storie nordeuropee, dovuto anche al numero di pagine a disposizione – ma che a metà storia Paperino si persuada a caso che la signora che incontrano sia una strega mi ha straniato e “fatto uscire” dalla lettura: ha praticamente rotto la mia sospensione dell’incredulità perché mi pareva un elemento avulso dal tipo di storia imbastita, anche se in parte coerente con il contesto in cui l’azione si muove.
È solo un dettaglio, in realtà, ma mi ha guastato la lettura, che pure si salva nella caratterizzazione “internazionale” di Paperino che noi italiani siamo poco abituati a vedere ma che è bello ritrovare di tanto in tanto e nei disegni di Midthun, che stiamo pian piano imparando a scoprire anche nel nostro Paese grazie al suo inserimento in varie testate e – mi piace ricordarlo – grazie anche all’impegno di Francesco Gerbaldo, che in questo artista credeva molto e spingeva affinché venisse pubblicato da noi.

Zio Paperone e la vacanza di convenienza, di Giulio D’Antona e Ottavio Panaro (n. 3480), rappresenta quella quota di avventure leggere – anzi, leggerissime (cit. 😛 ) – adatte alla stagione, e non a caso ambientate in situazioni prettamente estive e vacanziere.
Ho sempre trovato giusto che Topolino salvaguardasse la tematicità stagionale nelle storie proposte, fin da bambino, ma ovviamente c’è modo e modo. In questo caso la trama, oltre che poco interessante, viene raccontata in maniera impacciata e non mi ha coinvolto minimamente. I disegni di Panaro, peraltro, anche in questo caso appesantiscono la lettura e non mi hanno quindi aiutato a seguire e godermi la vicenda, che già in partenza trovavo insipida.

Spazio_Disney_topoagosto2022_15Con lo stesso scopo, ma dagli esiti decisamente più felici, è Paperino in vacanza con Gino, di Marco Bosco e Federico Franzò (n. 3481), nella quale si sfrutta il tema del toy voyager, la moda di portare in vacanza un proprio peluche scattandogli foto da condividere online. Anche un collega di Zio Paperone ha questa passione, così lo Zione affida a Paperino e Paperina, in procinto di partire, il pupazzo del magnate perché possano fotografarlo mentre sono in montagna, al fine di ingraziarselo.
Dapprima irritato, Paperino si prende bene e come spesso accade in questi casi decide di strafare, con la cattiva sorte che decide di metterci il carico da novanta.
Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una storiella senza nessuna pretesa al di fuori del puro intrattenimento leggero, ma rispetto alla precedente il meccanismo è fresco ed effettivamente divertente: lo spunto è già forte e viene sviluppato da Bosco con una sceneggiatura veloce e sincopata che fornisce il giusto ritmo, ben supportato dai disegni di un Franzò che ho trovato in forma e con echi alla Carlo Limido nel tratto.

Spazio_Disney_topoagosto2022_31Paperino e i pirati di Tangheria, di Carlo Panaro e Marco Palazzi (n. 3484), costituisce la terza avventura del rilancio del ciclo paperingio, avviato negli scorsi mesi per accompagnare la ripubblicazione della serie di Carlo Chendi e Luciano Bottaro. Come molti di voi ricorderanno, non ebbi parole positive per le prime due storie di questa operazione, e mi trovo oggi a dover commentare anche questa ulteriore prova con una critica sostanzialmente negativa.
I legami con la pesante eredità sono ormai completamente sfilacciati, le suggestive e oniriche imprese del paladino Paperino in una dimensione fantastica e imprevedibile sono un lontano ricordo perché vengono “sporcate” con elementi di tutt’altro genere (e generi) prendendo strade che ben poco hanno da spartire con i personaggi di Papero Magno e soci.
Stavolta infatti si va dalle parti della vicenda piratesca, con una commistione particolarmente balzana nella cronologia storica e con un ambiente totalmente avulso dalla natura dei personaggi.
Ho allora fatto un test: ho provato a fruire di questa avventura come se non c’entrasse niente con il lavoro di Chendi e Bottaro (non è così difficile, visto che ai fatti non c’entra niente…), come se fosse una storia indipendente e giudicandola di per sé. Purtroppo anche così il giudizio non migliora, complici una trama piatta, idee poco coinvolgenti e fin troppo convenzionali, personaggi stereotipati nei dialoghi e nei pensieri e uno sviluppo decisamente prevedibile e noioso nella sua conclusione.

Spazio_Disney_topoagosto2022_32Per quanto riguarda i comprimari voglio concentrarmi sulla piratessa che si allea con Paperino: al netto di tutto, ignorando l’insieme, poteva essere un bell’ingresso nel cast, se non fosse caratterizzata in maniera vetusta: apparentemente figura femminile forte, in realtà viene scritta con tutti i vizi di un tempo su questo tipo di personaggi, una visione ormai antica che stride molto alle orecchie del lettore di oggi. E la parabola che conosce nel corso della sceneggiatura non fa che peggiorare le cose, appiattendola ulteriormente, conformandola, rendendola una ragazzina sciocchina e irritante.
Palazzi ai disegni fa il suo, come nelle due storie paperingie precedenti: il suo tratto è rilassante e a me non dispiace, non riesco a dirne male, ma in alcune vignette risulta un po’ “tirato via”, le soluzioni grafiche non sono mai entusiasmanti e anche quando la gabbia si apre rispetto alla consueta cadenza non ci sono trovate degne di nota. Come forse ho già detto in occasione degli altri episodi, sono tavole più vecchie di quelle di Bottaro realizzate quarant’anni fa.
Questa miniserie non funziona proprio, per me: non ha una direzione, non ha un’identità, non mi comunica nulla e si appoggia su stilemi ormai superati e soporiferi. Mi spiace essere così netto, soprattutto considerando la caratura dello sceneggiatore, ma questo mondo pseudo-cavalleresco non possiede la forza e il piglio capaci di attrarmi.

Spazio_Disney_topoagosto2022_27Infine accenno anche a Paperogate di Creta e l’invasione vacanziera, di Roberto Gagnor e Luca Usai (n. 3482), una storiella che temevo mi avrebbe infastidito ma che invece ha saputo essere innocua, e a tratti perfino azzeccata. Riesce a fare il suo lavoro di storia leggera e scacciapensieri, diverte con alcune trovate che, contrariamente ad altre occasioni, appaiono meglio inserite nel contesto creato, e a mio avviso porta a casa il risultato che Gagnor si prefissava: un ameno divertissement, a volte forse un po’ troppo scioccherello, a volte esagerando con certe citazioni che appaiono del tutto gratuite, ma nel complesso qualche risatina me l’ha strappata e pertanto non mi è dispiaciuto trovarla in un numero nel quale era “schiacciata” da saghe di vario tipo. I disegni morbidi e semplici di Usai hanno senz’altro contribuito al raggiungimento di queste sensazioni.

Bene, credo di aver detto tutto.
L’appuntamento è ora fra un paio di giorni con il post che riguarda le pubblicazioni di agosto.
Ciao!

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Le pubblicazioni Disney di luglio 2022 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/08/04/le-pubblicazioni-disney-di-luglio-2022/ https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/2022/08/04/le-pubblicazioni-disney-di-luglio-2022/#comments Thu, 04 Aug 2022 08:30:00 +0000 https://www.lospaziobianco.it/lospaziodisney/?p=1850 Bentornati su Lo Spazio Disney!
Dopo aver analizzato le principali storie inedite di luglio, pubblicate su Topolino, è tempo di vedere quali albi disneyani in generale hanno popolato gli scaffali di edicole e fumetterie nel corso del mese appena conclusosi.

L’edicola Disney di luglio 2022

Spazio_Disney_luglio2022_1Cominciamo come d’abitudine con I Grandi Classici Disney #79, numero che per quanto mi riguarda segna un calo rispetto alla consueta qualità della testata.
Superata la sorpresa di trovare ancora l’articolo e la curatela di Luca Boschi – erroneamente, nel post del mese scorso scrissi che sarebbe stato il #78 a segnare l’ultima incursione del compianto divulgatore sulla #unicatestataseria – rimane un albo in realtà poco ispirato, specialmente in quella che solitamente è la punta di diamante dei GCD: la sezione Superstar.
Occupata per due terzi dalla stessa avventura di Topolino in due versioni, che già di per sé come trama non brilla granché, non mi ha fornito infatti la stessa dose di soddisfazione e memorabilia che rintraccio mensilmente. Topolino e il tesoro dei due gorghi e Topolino e il gorgo misterioso sono due avventure americane rispettivamente del 1979 e del 1953, ma la seconda è solamente un remake molto fedele della prima. Un po’ lo stesso giochetto che abbiamo trovato sull’ultimo Almanacco uscito, con la storia di Paperoga, ma in quel caso il confronto forniva vari spunti di intesse. Qui invece Larsen e Gonzales ripropongono paro-paro la vicenda di Fallberg e Moore, aggiornando vagamente giusto l’aspetto grafico e pochissimo a livello di sceneggiatura; considerando che si tratta di una trama piuttosto risibile e poco coinvolgente, mi è un po’ dispiaciuto trovarla a dominare questo spazio, anche perché così facendo manca la classica perla italiana degli anni Cinquanta/Sessanta/Settanta che costituiva una piacevole consuetudine.

Spazio_Disney_luglio2022_8Si aggiusta il tiro con Codino cavallo marino di Romano Scarpa, una vera e propria Silly Simphony su carta con l’esordio – pensato per essere one shot – di un nuovo personaggio in un contesto diverso dalle usuali Paperopoli e Topolinia.
Piacevole lettura, anche se non mi ha mai entusiasmato al 100%, ma le riconosco diverse trovate carine, alcune gag simpatiche e una morale di fondo per nulla banale. Peccato che l’abbia già in varie edizioni, ma ha senz’altro senso riproporla per i lettori più giovani.
Infine Paperino reporter sportivo di Jack Bradbury è una ten-pages genuinamente divertente, però 1) non può bastare a salvare la sezione 2) non c’azzecca molto con la tematica degli abissi.
A onor del vero anche l’introduzione di Boschi sembra perdersi un po’, se si pensa all’argomento di turno, ma immaginando che l’abbia scritta in giorni complicati non me la sento di stare a farci troppo le pulci. D’altro canto, al netto del “fuori tema”, le considerazioni e riflessioni espresse nella prima metà del pezzo sono così acute e interessanti, a livello generale per quanto riguarda i personaggi Disney, che sarebbe miope stare a spaccare il capello in quattro.

Spazio_Disney_luglio2022_9La prima parte dell’albo funziona decisamente meglio, a mio avviso, a partire dalla storia di apertura: Paperino e il segreto della felicità di Carlo Gentina presenta una delle ultime storie di paperi disegnata da Massimo De Vita prima della scelta di campo topolinese, ma dimostra quanto la matita dell’artista milanese fosse ancora assolutamente in sintonia con becchi e piume. Donald è in formissima e dotato di un’espressività fantastica. Forse si pecca di poca fantasia nel character design dell’inedito cugino che il protagonista tenta di aiutare – sostanzialmente un Paperino con barbetta nera – ma nel complesso siamo di fronte a ottime tavole. La sceneggiatura è buona, anche se si accanisce un po’ troppo sul povero Paperino, ma scorre comunque senza inciampi.
Altra eccellenza è la lunga Zio Paperone e l’avventura oceanica di Guido Scala: avevamo incrociato questo formidabile disegnatore già nello scorso numero, ma con una storia di un paio di decenni antecedente a questa. Stavolta possiamo osservare invece il tratto barocco che l’artista ha acquisito dalla fine degli anni Ottanta e che si esalta proprio nel rappresentare i paperi: le basette di Paperone disegnate da questo Scala sono per me qualcosa di sublime! La trama non è niente di epocale e forse si prende anche troppe pagine per quello che vuole raccontare: la gara a cui Zione e parentado vogliono partecipare è infatti un pretesto per visualizzare diverse scene di mare e di viaggio, grandi scorci e ambientazioni meravigliose, un po’ come accade oggi con la serie Topolino Giramondo, e a dirla tutta mi sta bene così.
Nota di merito anche per Topolino e le finestre aperte di Michele Gazzarri e Pier Lorenzo De Vita, un giallo dagli sviluppi quasi fantascientifici scritto con tale garbo da far digerire anche una soluzione tanto fantasiosa e improbabile. È di scena un grande Pippo e continua il mio percorso di rivalutazione in positivo del tratto di De Vita padre.
Ho trovato invece piuttosto noiosa e didascalica Paperino e la stampa di Alessandro Sisti e Paolo Ongaro: ci sono diversi concetti interessanti sulla storia della carta stampata, ma non sono state inserite in maniera scorrevole e accattivante dal mio punto di vista, rendendo la lettura abbastanza pesante. Ongaro appare qui come un clone fatto e finito del Cavazzano anni Ottanta, con un risultato un po’ appiattito.

Insomma, un Grandi Classici a due velocità, per quanto mi riguarda, dove una volta tanto la nota stonata si trova in quella che di solito è la parte più succosa.

Spazio_Disney_luglio2022_2Il Club dei Supereroi #7 spicca per due ragioni, una buona e una molto meno (almeno per me).
La prima è rappresentata dall’epica conclusione di The Duck Knight Returns: il quarto episodio tira le fila della trama imbastita da Aaron Sparrow e Ian Brill, mostrando il confronto finale tra Darkwing Duck e Toros Bulba, la mente criminale dietro l’intero intrigo che circonda la città come l’abbiamo conosciuta fin dal primo episodio. In quest’ultima puntata non mancano le sorprese, i cammei inaspettati ma sensati e un approccio alla narrazione molto vicino a quello dei comics supereroistici americani, cosa ovviamente già rilevata nei mesi scorsi. C’è l’azione ma c’è anche il sentimento, coniugato in una maniera forte e non così comune nel fumetto disneyano.
Spiace che in questo affresco abbiano avuto meno spazio a disposizione gli altri villain, reintrodotti negli episodi precedenti, ma sono sicuro che potranno tornare alla ribalta nelle prossime storie, visto che è già confermata dal prossimo numero la serializzazione della seconda avventura del rilancio di Doppia D.
I disegni di James Silvani continuano a essere efficaci, fedelissimi allo stile del cartoon anni Novanta e ricchi di dinamismo e fascino. Inspiegabilmente, però, questo vale solo per i personaggi dell’universo di Darkwing, perché quando si tratta dalla comparsa di alcuni volti noti al lettore italiano lo stile si fa farraginoso, pesante e incerto, rovinando un po’ l’insieme dell’opera. La quale resta comunque riuscitissima sotto il profilo estetico, anche nella gestione irregolare della griglia.
Sempre molto ficcante e approfondito l’articolo di Davide Del Gusto, che spiega, contestualizza, traccia collegamenti sensati e dispensa curiosità e informazioni decisamente utili perfino a chi, come me, non ha certo iniziato l’altro ieri a seguire l’universo fumettistico e animato targato Disney.
Segnalo che persiste la sensazione che i colori escano penalizzati da questo tipo di carta: coi primi due episodi la cosa sembrava mitigata, mentre con il terzo e il quarto la qualità di stampa sembra essersi abbassata.

Spazio_Disney_luglio2022_10L’elemento che invece mi ha lasciato un po’ amareggiato è costituito dalla storia di apertura: Superpippo e i poteri a singhiozzo non prosegue infatti il filone delle storie italiane di fine anni Novanta e primi Duemila sul personaggio, ma fa marcia indietro fino al 1975 con la prima prova made in Italy dedicata al supereroe, su testi di Anne-Marie Dester e disegni di Sergio Asteriti.
Ce ne sono altre due che verranno pubblicate sui prossimi numeri, prima della nota Ultima arachide che apriva il #1 di questo bimestrale, ma se siamo su tale tenore c’è da mettersi le mani nei capelli e da chiedersi perché mai ci sia stato questo brusco cambio di direzione rispetto ai piani iniziali. La trama di per sé non è neanche malaccio, intendiamoci: poco originale senza dubbio – l’idea che le noccioline di Superpippo facciano cilecca, con esiti imprevedibili, non è certo formidabile – ma può essere giocata in tante maniere e direzioni. Ecco, qui quello che succede è il ripetersi della stessa gag per quattro-cinque volte, fino a che uno ne ha la nausea! I disegni di Asteriti sono quelli “gommosi” tipici dell’autore, piacevoli nella parte migliore della sua carriera, ma per quanto mi riguarda poco adatti a una trama supereroistica.

In realtà a seguire c’è anche una storia di Superpippo del 1999, a sconfessare almeno in parte quanto dichiarato da Davide nell’articolo introduttivo: se anche per i prossimi mesi le due “linee” proseguissero parallelamente, le mie rimostranze sarebbero perlomeno mitigate 😛
Vedremo… intanto Superpippo e il giorno niente male è una piccola perla di Bruno Enna, che in quegli anni difficilmente ne sbagliava una: c’è ironia, umorismo, velocità, consapevolezza della scrittura, presa in giro di alcuni topos del genere e al contempo la capacità di abbracciarli e farli propri. Briosa e coinvolgente, si avvale delle tavole di un Silvio Camboni grandioso, che con il suo tratto netto e nervoso affrontava il design disneyano sotto una lente peculiare e al contempo riconoscibile.

Spazio_Disney_luglio2022_11Altro merito di questo albo è la riproposta delle due storie con Paper Bat realizzate per la testata Ridi Topolino: si tratta di due capolavori di comicità demenziale e paradossale, nelle quali la penna geniale di Tito Faraci si scatenava e creava linee di dialogo eccezionali per precisione e divertimento.
PB – Paper Bat Niù Adventures: Nervoniani e La sfida galattica usano egregiamente l’alter ego di Paperoga con battute dissacranti e gag assurde. La prima, in particolare, parodizza dichiaratamente il fenomeno di PK – in quegli anni al suo apice di popolarità – colpendo con idee freschissime e spassose su più livelli, da Undici la deficienza artificiale allo Straziatore. Giuseppe Ferrario alle matite presentava uno stile dalle venature underground che ben si confaceva al sapore “carbonaio” dei fumetti realizzati per quella rivista.
Lode al Del Gusto per averle portare sul Club, quindi (anche se ricordo fosse già un intento dell’indimenticato Francesco Gerbaldo), e anche per aver scritto un pezzo che spiega succintamente ma senza tralasciare nulla la genesi e la collocazione di Ridi Topolino.

Spazio_Disney_luglio2022_12Le due brasiliane mi hanno un po’ deluso, stavolta, e sapete bene che di norma ne apprezzo stile e andamento. In questo caso non mi hanno convinto per nulla, invece, in particolare quella del Club do Herois.
Le inedite extra-Darkwing Duck, invece, le ho gradite maggiormente rispetto al recente passato: Paperino “spapero” volante (2005) di Sune Troeistrup e Cèsar Ferioli, al netto del suo essere un ulteriore ricalco della classica barksiana Paperino e il superdinamo, funziona a sé in maniera pregevole, trova una sua identità nello sviluppo che affronta e soprattutto è graziata dai disegni di Ferioli che sono eccezionali.
Superpippo agente in prova (2016) di Kari Korhonen e Flemming Andersen è una riuscita variazione sul tema, che si ispira all’antico ragionamento delle forze dell’ordine sui vantaggi del combattere il crimine fuori dalle regole della polizia: lo abbiamo visto tante volte per Batman (i più appassionati ricorderanno l’ottima serie Gotham Central di Greg Rucka e Ed Brubaker) ma anche per Spider-Man e DareDevil in casa Marvel. L’idea era quindi “già scritta”, ma lo sceneggiatore sa usarla alla sua maniera e lo fa con il giusto piglio e il giusto equilibrio tra umorismo e elementi più “seri”, anche in una breve come questa. Dieci spanne sopra rispetto alla danese superpippica dello scorso numero, insomma!

Tirando le somme, l’ho trovato un numero eccellente, con il solo neo della prima storia e di quello che rappresenta come intenti futuri. Ad ogni modo è sicuramente consigliato, reputandolo un passo in avanti rispetto ai due precedenti.

Spazio_Disney_luglio2022_6Topolino Neon Edition: Giorgio Cavazzano segna la seconda uscita del nuovo quartetto di albi sotto il cappello “Grandi Autori”, dedicato ai fumettisti che si sono cimentati in veste sia di sceneggiatori che di disegnatori.
Dopo Gervasio è il turno di uno dei Maestri per eccellenza, che ha scritto relativamente poco nel corso della sua carriera, e quel poco è quasi tutto raccolto qui. Quasi? Ebbene sì, amici lettori! Come già accadde con il volume su Sio, anche in questo caso manca all’appello una storia, sfiorando per la seconda volta la possibilità di impostare un piccolo “omnibus” (per la cronaca, resta fuori Zio Paperone e l’incognita spaziale).
Ma ho già avuto modo in passato di spiegare come questa collana sia un ibrido tra pubblicazione popolare e per appassionati: la sua distribuzione primaria in edicola, la brossura e il prezzo contenuto tradiscono la volontà di essere un prodotto per il grande pubblico, mentre il focus su un singolo autore e la presenza di un (pur piccolissimo) apparato editoriale attirano il lettore più esigente come la luce con le falene. E, allo stesso modo, il lettore esigente si scotta 😛
Insomma, non si può pretendere troppo da una serie impostata in questa maniera, che deve fare i conti con una foliazione ben definita e che in qualche modo sopravvive nonostante io non riesca a capire presso quale fascia dovrebbe funzionare per garantire vendite soddisfacenti. D’altro canto ha dei meriti, in questo caso quello di ripubblicare insieme storie di una precisa fase della carriera di Cavazzano, tutte molto buone se non davvero ottime: se vi mancano in particolare Casablanca, L’insolito remake, I miliardari in vacanza, la Caccia al Leone d’Oro e Il cambio della guardia, ci farei sopra un pensierino, anzi anche più di uno 😉
Io, come si suol dire, sono a posto così.

Spazio_Disney_luglio2022_5Questo mese non sarebbero dovuti uscire I Classici Disney, ma per l’estate 2022 la redazione ha confezionato addirittura un’uscita Speciale della testata: I misteri di Fantomius, curato ovviamente da Marco Gervasio.
I numeri della testata curati dall’autore romano (dedicati rispettivamente a Fantomius stesso e a Paperinik) hanno avuto grande successo e ottimi riscontri di vendite, e risulta quindi naturale che si sia pensato di riproporre una formula così vincente per un albo extra-numerazione, con una foliazione maggiore e un conseguente aumento di prezzo.
Il sommario si compone di alcune storie classiche del ladro gentiluomo, in cui sono presenti anche alcuni riferimenti al Duca Pazzo e al Castello delle Tre Torri che contemporaneamente hanno un ruolo importante anche nella nuova storia serializzata su Topolino.
Ovviamente niente che non sia già apparso sulla Definitive Collection, motivo per cui non sono interessato all’acquisto: non bisogna dimenticare però la frame-story, che inserisce probabilmente elementi interessanti e aggiuntivi alla mitologia della serie nelle fasi di raccordo tra le storie. Se siete quindi dei fan sfegatati del personaggio e non volete perdervi nessun tassello dell’affresco che l’autore sta componendo in questi anni, è sicuramente il prodotto che fa per voi.

Spazio_Disney_luglio2022_4Continua anche Topolino in giallo per solleticare la tradizione delle letture investigative sotto l’ombrellone. Anche questo mese la selezione osa riproporre storie più datate della media dei vattelapesca: ci sono storie degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, per dire, anche se quasi nessun titolo di quelli proposti mi sembra essere particolarmente memorabile. Spiccano C’è dollaro e dollaro di Romano Scarpa, con Topolino affiancato da Gancetto, e Topolino e il tenebroso canzonatore di Casty e Vitale Mangiatordi (anche se non è una delle migliori tra quelle del primo periodo castyano, secondo me).
Viene presentata nuovamente un’inedita straniera, infine: Topolino e il ritorno della mummia è una storia del 2002 scritta dai coniugi Pat e Carol McGreal e disegnata da Francisco Rodriguez Peinado, con Mickey Mouse raffigurato nei suoi classici calzoncini corti come da rilancio grafico di pochi anni prima in casa Egmont (ne parlai un annetto fa in questo approfondimento).
Non posso ovviamente dire se sia valida o meno, e i due sceneggiatori sono sempre stati altalenanti come esiti narrativi, però i disegni sono senz’altro molto buoni.

La fumetteria Disney di luglio 2022

Spazio_Disney_luglio2022_7Passando dall’edicola alla fumetteria, la menzione d’onore spetta a Humour Collection #1 – Papernovela di Silvia Ziche, che rappresenta sicuramente la consacrazione dell’operato di Davide Del Gusto come collaboratore della redazione. Al di là dei contributi per Zio Paperone e Paperfantasy, o della gestione di Papersera e Club dei Supereroi – ereditate da Gerbaldone – questa nuova testata è la prima completamente seguita dal buon Marchese fin dalla fase embrionale.
Si propone come una sorta di antologico per autore, e in tal senso potrebbe non sembrare strettamente una novità, ma la differenza la fa l’approccio. Con Ziche è intuibile e tutto sommato semplice, se si deciderà di continuare a puntare sulle sue lunghe saghe, ma con Casty – il nome annunciato da Alex Bertani nell’editoriale di questo primo volume per una collana parallela che si alternerà a questa – le cose si fanno potenzialmente ancora più interessanti, e ho piena fiducia nel discernimento di Davide.
Intanto l’impostazione di questo primo tomo sembra particolarmente sensata, e già questo non è poco: gli articoli a corredo, pur non corposissimi, fotografano molto bene il contesto in cui la Papernovela è nata e si è sviluppata, i riferimenti e i punti di forza di questa storia e del suo format.
L’intervista all’autrice è un classico di queste iniziative ma è da sempre uno dei contributi più interessanti, quindi è bene che sia mantenuto. Infine c’è spazio anche per l’articolo di curiosità editoriali, in cui si espone il percorso delle varie ristampe che ha conosciuto l’opera, analizzandone le caratteristiche e mostrando le cover.
Insomma, un lavoro sicuramente di pregio, accurato e in grado di valorizzare come non mai la Papernovela, grazie a un apparato di supporto che finora era sempre mancato.
Il prezzo importante e il fatto di possedere già la storia nell’albetto del 2014 mi portano ad evitare l’acquisto, nonostante reputi l’iniziativa di grande valore per lettori vecchi e nuovi; si tratta comunque di un progetto da attenzionare ad ogni uscita, per decidere di volta in volta se comprare o meno a seconda di quanto e cosa si abbia già in collezione.

Spazio_Disney_luglio2022_3Cito infine Le serie imperdibili #4, con il quarto e ultimo volume delle Tops Stories.
Si completa la miglior edizione della serie di Giorgio Pezzin e Massimo De Vita, ottima sia per i materiali che per l’ordine cronologico di ripubblicazione che per i preziosi approfondimenti scritti di prima mano dallo sceneggiatore.
Consigliatissimo come i precedenti tre, in particolar modo per chi non conosca queste storie o per chi le abbia amate fortemente grazie alle atmosfere archeologiche e suggestive che le contraddistinguono.
Il volume mantiene le caratteristiche cartotecniche e contenutistiche degli altri, per cui non mi dilungo troppo: sulle avventure specifiche qui contenute rimando invece a una breve recensione che sto scrivendo per Lo Spazio Bianco, nella quale parlerò più diffusamente del prodotto.

Bene, direi che è tutto.
Vi auguro un buon agosto, sperando che possiate rilassarvi su una spiaggia, su un sentiero di montagna, sulle rive di un lago, nella quiete della campagna o anche semplicemente nel salotto di casa vostra, con la possibilità comunque di staccare la spina per almeno qualche giorno e riprendervi così dal “logorio della vita moderna” 😉
Buone ferie, quindi, e ci si rilegge a settembre qui sul blog; continuate però a seguire la pagina Instagram, che lì qualche nuovo post ci sarà anche durante questo mese 😉
Ciao!

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