Bentornati su Lo Spazio Disney!

Ahimè, sono state settimane intense e ho quindi acquistato i suddetti albi senza avere il tempo di leggerli, almeno fino al break natalizio che mi ha regalato un po’ più di calma e tempo libero.
Provvedo pertanto ora a pubblicare la mia personale panoramica su queste tre uscite, anche perché vale la pena di dare loro risalto e visibilità.
Parto con Almanacco, che continua a darmi molte soddisfazioni e a delineare in maniera sempre più chiara la forte progettualità che il curatore immette in ogni numero.

Dello stesso tenore è anche Per il re e la dolce Scozia di Kari Korhonen, primo episodio di una nuova serie incentrata sugli avi di Zio Paperone, simpatico anche se a tratti prevedibile nella sua risoluzione finale.
C’è poi spazio per l’aspetto più favolistico del mondo Disney, attraverso personaggi del grande schermo come l’orso Onofrio e Robin Hood che in Le fatiche della fattoria di Sebbe Poll, Carmen Pérez e Tony Fernàndez e in Un piano geniale di Jonathan van Engelenhoven e José Ramòn Bernado danno il meglio di sé dimostrando di potersi muovere adeguatamente anche nel contesto della carta stampata, grazie a testi briosi, aderenti allo spirito originario, e un tratto molto fedele all’estetica di partenza senza risultare “vecchio” o ingessato, anzi tutt’altro.

Altro fiore all’occhiello del numero è la preziosa sezione dedicata a Daan Jippes, un vero gigante spesso trascurato qui in Italia: la pubblicazione della splendida Oggi esplosi, appartenente al progetto del 2001 in onore delle creazioni di Carl Barks, offre a Del Gusto il pretesto per inserire altri esempi dell’arte del fumettista, in grado di mostrare l’evoluzione del suo stile anche grazie alla consueta e puntuale introduzione.

Sul Papersera ho recensito l’albo in maniera più diffusa e puntuale, pertanto se volete saperne di più vi lascio di seguito il link al pezzo:
ALMANACCO TOPOLINO #16 – RECENSIONE

Topolino e la torta aurifera e Topolino e il Natale movimentato, entrambe a firma di Abramo e Giampaolo Barosso per i disegni rispettivamente di Luciano Bottaro e Giovan Battista Carpi, sono un ottimo modo per festeggiare il Natale in maniera tradizionale: le trame dei fratelli sceneggiatori vertono entrambe su delinquenti in fervente attività anche sotto le Feste, in procinto di rovinarle ai protagonisti.
Nel primo caso c’è un’indagine vera e propria e dai toni piuttosto canonici per Mickey Mouse, condotta comunque con buon mestiere e proprio per questo capace di non annoiare grazie ad alcune trovate molto stimolanti (la misteriosa formula, il modo di nasconderla, gli equivoci che intercorrono con l’intervento di Pippo) e graziata da un Bottaro già molto dotato, che illustra la vicenda con un segno ancora oggi freschissimo.
La seconda storia vede invece Paperi e Topi convivere, con un Paperone taccagno alla maniera degli anni Sessanta, giusto un pelo addolcito rispetto alla visione martiniana, per una vicenda che gira forse un po’ troppo a vuoto ma che nel complesso scorre senza danni e intrattenendo.

Zio Paperone e i malintesi natalizi di Kari Korhonen e Zio Paperone e il fantasma del Natale futuro di Jaakko Seppälä e Francisco Rodriguez Peinado sono due deliziose variazioni sul tema del Christmas Carol di Charles Dickens: la prima storia accentuando il caratteraccio del protagonista e i sensi di colpa nei confronti del suo dipendente Clerkly per come lo tratta, la seconda mostrando un’inquietante versione futura di Paperopoli, rovinata in seguito all’eccessiva grettezza dello Zione e al suo odio verso il 25 dicembre.
Sono entrambe due ottime prove, ennesima dimostrazione di come il plot dickensiano sia ancora capace di dire qualcosa di intrigante in nuove declinazioni e del talento degli sceneggiatori coinvolti, capaci di imbastire una fresca commedia degli equivoci (con Korhonen) e uno scenario distopico (con Seppälä), peraltro reso magnificamente da un Peinado stratosferico, che spicca soprattutto nel raffigurare la città in rovina, gli abiti consunti, la povertà diffusa e il Paperone anziano e rappezzato.

Korhonen si ripresenta poi con il secondo appuntamento dedicato all’albero genealogico dei paperi: Le ragazze di Gertrude Folaga narra la nascita delle Gioiette, la risposta femminile alle Giovani Marmotte, con una trovata molto delicata e calzante che rende la sceneggiatura più solida di quella vista nel numero precedente.
Torna infine la necessaria rubrica Classici Made in USA, dedicata stavolta a Jack Hannah, che Davide Del Gusto ben tratteggia nel suo articolo. Paperino pilota stratosferico e Paperino dorme in piedi sono due begli esempi del lavoro di questo artista, così fondamentale nella storia disneyana e nella carriera animata di Donald Duck: la prima un’articolata gag-story dal ritmo coinvolgente e capace di divertire sinceramente, la seconda adattamento 1:1 di un cortometraggio del 1947 che funziona molto bene anche su carta.

Rispetto alle due uscite precedenti, Davide opta per una selezione di classiconi piuttosto noti in luogo delle “chicche” su cui si era indirizzato con Giorgio Cavazzano e Giovan Battista Carpi.
Questo potrebbe far pensare a un albo meno appetibile per l’appassionato di lungo corso, ma così non è: al di là del fatto che con Scarpa risulta molto più difficile e penalizzante orientarsi al di fuori della produzione più blasonata, il percorso ragionato che compie l’articolista con il beneplacito della curatrice Gaja Arrighini – e che si evidenzia nel sempre generoso spazio dedicato agli articoli – non può prescindere dalla pubblicazione di questi esempi, celebri ma che non potevano mancare in una raccolta del genere.
Topolino e il mistero di Tapioco Sesto, Paperino e l’uomo di Ula-Ula, Zio Paperone e la gara da 100 $, Topolino e la fiamma eterna di Kalhoa e Paperino intelligentone a ondate tracciano il percorso artistico della prima metà di carriera di Scarpa come autore completo, che va dalla metà degli anni Cinquanta alla metà degli anni Sessanta.

Come con i due numeri precedenti, in questo modo il pubblico ha in mano un vademecum di qualità sul lavoro del Maestro e sui motivi che l’hanno reso una pietra di paragone per il fumetto disneyano.
La vastità e la complessità della carriera scarpiana, peraltro, ha permesso di soffermarsi solo sui suoi primi anni di attività, rimandando a una futura uscita – sperabilmente tra quelle del 2024 – quella sorta di seconda parte promessa tra le righe, che porti a compimento il discorso cronologico con le successive fasi della carriera di Romano Scarpa.

Penso di aver detto tutto su questi ottimi albi.
Prima di concludere, torna la sezione extra in cui segnalo i miei pezzi a tema disneyano pubblicati su Lo Spazio Bianco!
Per il resto, a presto qui sul blog!
Bonus Track
Il Topolino proletario di Loisel: Caffè Zombo
Topolino racconta il genio di Leonardo, Raffaello e Dante
La resa dei conti tra PK e il Ragno d’Oro
Ciao!
Ho acquistato tutti e tre questi albi, ma devo ancora finire di leggerli. Ho iniziato l’Almanacco #16 con un’ottima selezione di storie, e avevo già letto su altre testate “L’uomo di Ula-Ula” e “Intelligentone a ondate”, quindi sono sicura che sia una selezione di qualità pure questa.
I miei migliori complimenti a Davide per i suoi redazionali e i suoi sommari, non sono mai rimasta delusa e trovo che stia svolgendo un ottimo lavoro, considerato il delicato testimone che ha raccolto nelle vesti dell’attuale principale curatore di testate.
A presto!
Concordo!