Le pubblicazioni Disney di dicembre 2021

Le pubblicazioni Disney di dicembre 2021

Bentornati su Lo Spazio Disney!
Come promesso un paio di giorni fa, ecco il post con i miei pareri sulle principali pubblicazioni disneyane da edicola e fumetteria tra quelle pubblicate nel dicembre da poco concluso.

L’edicola Disney di dicembre 2021

Spazio_Disney_dicembre2021_1Partiamo con I Grandi Classici Disney #72, un numero che si apre in maniera piuttosto sorprendente. Non solo perché mi aspettavo qualcosa di natalizio che invece non c’è stato, ma soprattutto perché la storia di apertura è del 2002, scritta da Gaja Arrighini. Ora, non ho nulla contro la sceneggiatrice, ma certamente non è il primo nome (nemmeno il quarto, il quinto o l’ottavo, onestamente) che mi verrebbe in mente all’interno di una testata come GCD, neanche tra quelli attivi negli ultimi vent’anni. Non faccio parte degli oltranzisti che reputano che la serie dovrebbe contenere fumetti solo fino agli anni Ottanta, capisco che più si va avanti con il tempo e più gli anni che percepisco come recenti entrano a far parte della storia. Ma mi aspetto che la scelta di cosa inserire, anche prendendo dal bacino del Nuovo Millennio, abbia sempre una sua ragion d’essere.
Ammetto quindi che la presenza del primo episodio del ciclo Premiata Ditta Filo & Brigitta mi ha abbastanza disorientato, per quanto possa capire che la (probabile) giustificazione sono i disegni di Giorgio Cavazzano (che fa un buonissimo lavoro anche in quest’occasione). Anyway, alla prova della lettura, non esco comunque con le ossa troppo rotte da L’affare in soffitta, che sa divertire nella sua risoluzione finale, ben preparata. Devo però additare lo sviluppo della trama come un po’ privo di equilibrio, partendo in una determinata maniera e assumendo una direzione completamente diversa a metà con una sterzata piuttosto brusca. Poteva andare peggio, insomma, ma spero che per il futuro non mi si faccia più sudare tanto freddo, così come spero che non si voglia pensare a una pubblicazione in ordine cronologico della Premiata Ditta di quando in quando, non tanto per il prodotto in sé, quanto per la collocazione.

Il resto del numero comunque rientra nei ranghi, con diversi esempi ameni ma apprezzabili (Paperino e l’agenzia “Tuttobene” di Pier Carpi e Giuseppe Perego, Paperone e i trofei di caccia grossa di Carlo Chendi e un acerbo Massimo De Vita) e con qualche testimonianza natalizia, dove Guido Martina fa la parte del leone.
Spazio_Disney_dicembre2021_10Topolino e il sole di mezzanotte, disegnata da un buon Sergio Asteriti, è un classico giallo martiniano degli anni Sessanta, con tutti i pro e i contro del caso. I difetti che riscontro sono nella caratterizzazione del protagonista, che risulta piuttosto antipatico in particolare nei confronti di Pippo, trattato come un povero mentecatto che tocca sopportare per qualche motivo, anche se lo si vorrebbe solo prendere a sassate e offendere (anzi, no: offendere lo fa proprio, senza troppi problemi 😛 ). La classica cattiveria del Professore mi fa ridere, e quindi credo funzioni, quando applicata al macrocosmo dei Paperi, anche quando ha portato ad eccessi out of character; quando viene usata su Mickey secondo me stona troppo, e ha contribuito fortemente a danneggiarne l’immagine nei decenni a venire.
Per quanto riguarda la trama, nulla di che: il Natale fa più che altro da sfondo all’indagine e all’avventura, che appaiono invece maggiormente riuscite e apprezzabili. Una lettura tutto sommato godibile nella parte narrativa, sporcata dalle caratterizzazioni eccessive di cui sopra.

Nella Sezione Superstar, incentrata proprio sul tema delle Festività di fine anno, troviamo invece Topolino e la doppia vigilia di Natale. Il Paperone stronzone a cui alludevo è qui ben presente, ma Topolino appare invece delineato in maniera più funzionale. Anche verso Pippo c’è una visione più centrata, visto come ingenuo ma senza che questo candore venga additato come una colpa da infamare, diventando invece una caratteristica positiva.
Il tutto ha i contorni della favola morale natalizia, ma la scrittura di Martina riesce a non renderla troppo smielata; interessante la presenza di Ezechiele Lupo tra i “peccatori” e i disegni di un giovane Luciano Bottaro, già decisamente in forma.
Il resto della Sezione offre una breve e graziosa avventura a tema con Cenerentola e i topini, per i disegni nientemeno che di Floyd Gottfredson e Manuel Gonzales, e Zio Paperone e il Natale vulcanico di Carl Barks, non certo tra le mie preferite dell’Uomo dei Paperi ambientate in questo periodo dell’anno ma comunque sempre un gran bel leggere.

Spazio_Disney_dicembre2021_4Questo mese i cultori del fumetto disneyano di livello hanno avuto anche Almanacco Topolino #5: pure in questo caso si tratta di un’uscita prettamente natalizia, in particolare nelle ristampe d’epoca in apertura e chiusura di albo. Capodanno e la torta papera è una follia difficilmente definibile, con Gian Giacomo Dalmasso che imbastisce la trama come se fosse una tattica militare tra Topolino e amici, a difesa della fattoria di Nonna Papera, contro i Bassotti, decisi a rubare… il celebre dolce che Elvira prepara ogni anno per il pranzo di Capodanno. Un simpatico delirio, che fa sorridere per l’ingenuità di quanto messo in scena e per le relazioni ancora “acerbe” tra i componenti del cast. Una testimonianza del tempo che ha più valore filologico che altro, anche per la divertente genesi che riguarda i disegni, ad opera di Luciano Bottaro, Guido Scala e Giuseppe Perego, ben raccontata da Luca Boschi nell’articolo introduttivo.
Insomma, una storia non certo per tutti i palati e che non consiglierei a cuor leggero a un lettore giovane o con uno scarso bagaglio di cultura disneyana.
Già più potabile è I Sette Nani e l’eroica antivigilia, sempre del Dalmasso per i disegni di Giovan Battista Carpi. I nanetti li associo immediatamente alle atmosfere natalizie, tante le volte che sono stati usati negli scorsi decenni per interpretare storie ambientate nel periodo delle Feste. La trama non è nulla di particolarmente articolato, alla fine è l’ennesima variante del piano di Grimilde per danneggiare Biancaneve, ma la vicenda viene narrata con un certo gusto e intrattiene bene, complici l’azzeccata caratterizzazione dei sette protagonisti e i disegni di un Carpi che, già nel 1962, era in formissima e dimostrava di trovarsi a suo agio anche con i personaggi provenienti dal mondo dell’animazione, con una buona fedeltà ai modelli originali. Il tratto tipicamente carpiano si evince bene dall’aspetto dei personaggio secondari e dal dinamismo di alcune scene.

Spazio_Disney_dicembre2021_11Per quanto riguarda le storie inedite, spiccano come sempre i due capitoli dei Diari di Paperone – Gli anni di Paperopoli di Kari Korhonen. Confermo la felice impressione ricavata due mesi fa dalla prima avventura di questa nuova serie sul passato paperoniano, dal momento che anche queste “testimonianze” mi sembrano raccontate con maggior ispirazione dall’autore rispetto alla maggioranza dei capitoli ambientati nel Klondike. Si tratta di due storie piuttosto interlocutorie, invero, ma mostrare le sfide affaristiche tra Paperone e lo zio di Rockerduck (con sovente lo zampino del giovane John D. in prima persona) si rivela una soluzione vincente e ben giocata. Anche i riferimenti ai capitoli precedenti, così come a quanto narrato da Don Rosa, appaiono più funzionali e appesantiscono meno la lettura. Il disegno rimane molto underground e, a mio parere, poco disneyano, ma mi sto accorgendo di apprezzarlo di più man mano che lo vedo.
Paperina in: invischiata nel vischio di Pat e Carol MacGreal e Marco Rota è invece una storia irritante. Il motivo è la caratterizzazione del buon Donald Duck, collerico e antipatico fino all’eccesso e in maniera completamente random e gratuita. Potremmo dire che i due sceneggiatori hanno guardato direttamente ai cortometraggi animati degli anni Quaranta, per recuperare questa versione di Paperino, ma vederlo agire e reagire in questa maniera all’interno di un fumetto, senza una maggior contestualizzazione che giustifichi certe escandescenze, mi ha stonato di brutto e mi ha lasciato l’amaro in bocca.Spazio_Disney_dicembre2021_12 A risollevare l’umore ci sono i disegni di Rota, sempre classicamente d’atmosfera, ma non bastano a salvare la situazione.
Altrettanto atipica, ma più interessante, è Paperino e Topolino in: una macchia sull’amicizia di Byron Eirkson e Cèsar Ferioli, nella quale i due protagonisti si imbarcano insieme in un’avventura esotico-archeologica… perché sì, come se fosse consuetudine tra i due 😛 È sempre carino osservare le differenze di impostazione tra le avventure italiane e quelle estere, ad ogni modo la trama è buona ed è abbastanza articolata da funzionare. Qualche passaggio è forse un po’ forzato, ma nel complesso si rivela una lettura piacevole, anche grazie a una caratterizzazione grintosa di Paperino e Topolino. Ferioli alle matite fa il solito bel lavoro a cui ha abituato chi ne conosce il tratto: il suo Mickey con le braghette rosse (rimando al mio articolo al riguardo per i più distratti 😛 ) appare dinamico e reattivo, una gioia per gli occhi. Ben gestita la griglia e curati gli sfondi.

Infine, per quanto riguarda il materiale estero curioso e d’annata, spicca una ten-page barksiana a tema natalizio (Paperino e il canto di Natale), simpaticamente cinica e crudele, mentre giudicherei trascurabili la four-page in inglese con il team-up Paperino-Sette Nani e Natale nel mondo di Al Hubbard.
In sostanza si tratta di un numero soprattutto per cultori in senso stretto, che bilancia materiale di nicchia o arcaico con tematiche natalizie in onore del mese d’uscita. Ho apprezzato, perché è sostanzialmente quello che mi aspetto dalla formula adottata da questa incarnazione paniniana dell’Almanacco, ma non so quanto possa intercettare dei gusti nazional-popolari da edicola, al netto della bella copertina di Emmanuele Baccinelli.

Spazio_Disney_dicembre2021_6Dicembre è anche il mese per Papersera #13. Poco da aggiungere rispetto al solito, si tratta dell’usuale selezione di storie americane e brasiliane ambientate nella redazione del giornale di Zio Paperone. Continuo felicemente l’acquisto, la collezione e la lettura della testata perché questo tipo di storie mi diverte molto nelle situazioni che mette in campo e nei siparietti tra i tre protagonisti. In particolare mi hanno fatto ridere Zio Paperone e l’esperto di efficienza, Paperino e l’indagine di mercato e Due cronisti… molti pasticci. La storia di Paper Bat, per quanto prenda le mosse dalla redazione del Papersera, l’avrei vista meglio sul Club dei Supereroi, ma sono comunque contento di averla letta. Trovo piacevole la parentesi su Paper Kid e quel minimo tocco natalizio con La festa di Natale, mentre le inedite stavolta le reputo meno interessanti del solito (ma è sempre bene che continuino ad esserci per valorizzare la proposta).
Insomma, l’albo è consigliato sicuramente a chi sta collezionando la serie, ma anche a chi volesse ritagliarsi tre quarti d’ora di relax e di divertimento con un approccio umoristico diverso da quello a cui ci ha abituato la scuola italiana.

Infine faccio cenno a I Classici Disney 16 – I racconti di mezzanotte, questo mese con la selezione d’autore di Alessandro Sisti.
Il nome dello sceneggiatore scelto per curare questo numero e la tematica natalizia mi avevano fatto accarezzare per un attimo l’idea di prenderlo. Quando ho visto il sommario, però, ho cambiato proposito: non c’era, tra le storie presenti, nessun racconto di Natale che mi incuriosisse particolarmente, o quando c’era (Paperino e la vigilia strapazzante) lo possedevo già in collezione. Non mi sento quindi di consigliarlo particolarmente – al netto del fatto che, quando starete leggendo queste righe, saremo già all’Epifania e quindi è andata a farsi benedire anche l’atmosfera adatta 😛 – pur non potendo esprimermi sulla qualità della frame-story imbastita da Sisti con i disegni di Roberto Marini.

La fumetteria Disney di dicembre 2021

Spazio_Disney_dicembre2021_7Passando al materiale da fumetteria, parto con Mickey All Stars, nuovo titolo della collana Disney Collection creata per ospitare l’edizione italiana delle graphic novel d’autore pubblicate in Francia da Glénat.
Purtroppo nel momento in cui scrivo il volume non mi è ancora arrivato 🙁 ragion per cui non posso esprimermi al riguardo, ma ho in programma di scriverne una recensione per Lo Spazio Bianco una volta letto, quindi stay tuned.
Per intanto, agli ignari su questo titolo posso dire che si tratta di una sequenza di singole tavole realizzate ciascuna da un fumettista diverso, in particolare autori extra-disneyani, offrendo così un lavoro sicuramente poliedrico e cangiante. Ammetto che sulle prime l’idea non mi sconfinferava troppo, temendo che tale florilegio estetico potesse ridursi a mero esercizio di stile fine a sé stesso a discapito di una storia coerente, ma alla fine mi sono voluto lanciare per valutare direttamente.

Topolino Extra #7 – L’oltreblu di Paperello Sanzio ospita la seconda storia della “trilogia italiana”, dopo aver già visto nella collana l’avventura dedicata alla versione anatrina di Leonardo Da Vinci. Sempre Bruno Enna ai testi e Alessandro Perina ai disegni per una storia carina, simpatica, lineare… ma che, come già dissi per la precedente, secondo me non si trova a suo agio in questa riedizione, che trovo sia un po’ “too much” per il tipo di racconto che è La pietra dell’oltreblu, ben scritta e disegnata ma all’interno di una media piuttosto normale. Insomma, se l’avete già nei quattro Topolino su cui ha esordito personalmente non vi spingerei all’acquisto del doppione in versione pregiata.
Viceversa, se non la conoscete, potreste darle una chance.

Segnalo che è uscito anche PK – I giorni di Pikappa all’interno di Topolino Fuoriserie: Roberto Gagnor e Alessandro Sisti scrivono a quattro mani l’episodio finale della prima run pikappica ospitata su questa testata, per i disegni di Vitale Mangiatordi. Mi fermo qui, perché come credo di aver già detto sono saltato giù dalla barca già da un po’, eccezion fatta per I giorni di Evron. Seguendo “a distanza” l’evoluzione della trama, attraverso i commenti di altri pkers che sono invece rimasti fedeli al vecchio mantello tarlato, non penso che avrò a pentirmi di questa scelta, in attesa di tempi migliori per il pikappero.

Altra segnalazione spot è la ristampa del Disney De Luxe di Orgoglio e pregiudizio, l’adattamento disneyano dell’omonimo romanzo di Jane Austen ad opera di Teresa Radice e Stefano Turconi e ultima incursione disneyana della coppia di autori ad oggi. Lo ricordo perché a me la storia piacque molto, tanto che me la acquistai anche in versione cartonata già nel 2020. Consiglio vivamente a chi s fosse perso quella De Luxe di approfittare di questa riedizione, quindi, che si fregia come consuetudine anche di un nuovo disegno di copertina, inedito e a firma di Turconi.

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Immagine promozionale dal sito panini.it

Passando al materiale più pregiato, mi tocca parlare di Topolino detective – Supergiallo di Topolino 😛
E dico che “mi tocca” perché ho già avuto modo di dispensare le mie sardoniche stoccate su questa operazione, nella live dell’Uomochesapevatroppo sul numero di Anteprima che la presentava e in varie discussioni private. Che dire, sono un discolaccio che se la crede troppo 😛
Provando per un secondo a essere vagamente professionale, dirò che un cofanetto in legno che contiene una lente di ingrandimento, un distintivo giocattolo di latta e una litografia mi suona come un prodotto molto poco per collezionisti (intesi come cultori di fumetto disneyano) e molto per un pubblico più generalista, attirabile con la paccottigl… ehm, con i gadget. Certo, dentro al cofano c’è anche un albetto a fumetti, per grazia divina: la ristampa dello storico Classico Disney Supergiallo di Topolino, che raccoglieva quattro avventure d’annata e di pregio (parliamo di tre capolavori di Romano Scarpa come autore unico e di una storia di Guido Martina/Giovan Battista Carpi), impreziosito da una frame-story inedita scritta e disegnata da Casty. È sicuramente questo l’elemento su cui far leva per attrarre il lettore appassionato, secondo me, ma avendo immerso un’idea tutto sommato simpatica e felice in una confezione del genere, con questo tipo di contorno e di conseguenza con un prezzo elevato, io mi sono ben guardato dal farmi anche solo accarezzare dall’idea di acquisto. Beninteso, probabilmente non l’avrei comprato neanche sciolto, possedendo già le storie del sommario, e pace per le tavole castyane, ma perlomeno sarebbe stata un’operazione meno pretenziosa.
Insomma, avrete capito che personalmente boccio l’idea, che è al lato opposto della mia concezione di collezionismo fumettistico; ovviamente voi valutate in base a cosa cercate e cosa vi aspettate dai vostri acquisti. Del resto, vista l’uscita dicembrina, poteva anche fungere da regalo per Natale… ma, again, un regalo che penserei per un piccolo lettore più che per un amatore di lungo corso.

Spazio_Disney_dicembre2021_5Infine, per il circuito delle librerie in cui Panini è riuscita da qualche tempo a immettersi grazie a un accordo con Giunti, sono usciti ben due Disney Special Books (nome che apprendo identificare i volumi pensati per questo canale di vendita, i cartonati cicciosi da 25 euro insomma): Toporecord e Paperino il paladino.
Entrambi consigliati, devo dire: il primo è la versione riveduta e aggiornata di due albi simili e dal titolo identico, che si presenta molto bene e che ospita diverse storie interessanti, oltre a quello che mi sembra essere un buon apparato critico/introduttivo. Dico “mi sembra” perché anche in questo caso sono ancora in attesa che mi arrivi (e anche in questo caso ne parlerò più diffusamente in un pezzo per Lo Spazio Bianco).
Il secondo racchiude le avventure che formano il cosiddetto Ciclo Paperingio: Paperino il paladino, Paperin furioso, Paperino e il tesoro di Papero Magno, Paperino e Paperotta, tutte ad opera di quel grandissimo fumettista comico che era Luciano Bottaro con l’aiuto di Carlo Chendi per la prima storia e di Alberto Autelitano per la quarta.
Questa “saga” è un ottimo esempio di bel fumetto Disney, un’esplosione di creatività, fantasia e divertimento, spesso surreale, in grado di dimostrare le potenzialità dei personaggi in gioco e di divertire il lettore con tante trovate geniali, ben supportate da uno stile di disegno che cambia di storia in storia ma che si rivela sempre raffinato, esplosivo e ricercato.
Non ho comprato la presente edizione, avendo il Tesori Disney che nel 2010 pubblicava il ciclo nella sua interezza per la prima volta, quindi non so come sia messa ad articoli ed editoriali; spero abbiano attinto il più possibile da quelli, ricchi e molto interessanti, scritti per il Tesori Disney di cui sopra. Ad ogni modo è un volume da non perdere per chi non conosca ancora queste opere, a prescindere dalla mole dell’apparato critico.

Bon, direi che è tutto.
Spero che prima di febbraio, quando arriveranno i due post su quanto uscito di disneyano a gennaio, riesca a pubblicare sul blog un altro post estemporaneo, a cui sto lavorando da un po’ e a cui tengo particolarmente 😉
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Ciao!