Paper Bat: 5 storie scelte da Andrea Smedile

Paper Bat: 5 storie scelte da Andrea Smedile

PB7Questo mese è uscito il primo numero de Il Club dei Supereroi, bimestrale che riproporrà diverse avventure con protagonisti i tanti personaggi del cast disneyano in versione mascherata (ne parlerò sicuramente all’interno del post riepilogativo sulle uscite di luglio).
Tra questi eroi spicca senz’altro Paper Bat, che campeggia sulla copertina del secondo numero della nuova testata e che si attesta come una delle più felici creazioni brasiliane, a mio avviso: sono affezionato fin da piccolo alle storie con questo personaggio, che comparivano sul mensile Paperinik e altri supereroi, e così ho approfittato di questa novità editoriale per dedicargli un post.
Per l’occasione però mi “faccio da parte”: ho infatti invitato a parlare di Paper Bat, attraverso una selezione di cinque storie che lo vedono protagonista, un amico particolarmente “impallinato” di questo supereroe e in generale del fumetto Disney made in Brasil: Andrea Smedile, che ho conosciuto virtualmente diversi anni fa sul forum del Papersera e che ultimamente approfondisce la propria passione sul blog Il Bat-Rifugio di Paper Bat. Un esperto in materia, insomma!
Lascio dunque a lui la parola 😉

Paper Bat è l’alter ego supereroistico di Paperoga, creato in Brasile da Ivan Saidenberg nel 1973 a partire da una illustrazione di Giovan Battista Carpi.
E proprio da Paperoga eredita la superficialità e i pasticci in serie nelle avventure di quello che è, a tutti gli effetti, una parodia estremizzata dei supereroi della silver age americana. In particolare si ispira al Batman camp della serie TV con Adam West e ai suoi gadget sui generis: pur approntati da Archimede, questi risultano infatti sempre difettosi, come il paper-saltarello (o bat-saltarello, a seconda delle traduzioni), il mezzo usato per spostarsi in città che semina il panico rimbalzando di qua e di là; oppure il bat-fiutatore automatico, un congegno che dovrebbe seguire le tracce col suo fiuto ma che è inutile nelle indagini in quanto perennemente raffreddato.
Grazie a questa indubbia vis comica, il personaggio avrà un successo clamoroso nel paese sudamericano, per poi estendersi a macchia d’olio nei restanti paesi a forte tradizione fumettistica Disney, Italia in primis.
Ma quali sono le letture fondamentali per farsi un’idea del personaggio di Paper Bat? Ho scelto le mie cinque preferite, spaziando tra le varie storie che sono giunte in Italia.

Le origini di Paper Bat

PB2Impossibile non partire dalla genesi del personaggio, realizzata nel 1973 da Ivan Saidenberg (testi) e Carlos Edgard Herrero (disegni). In questa avventura Paperoga ha delle motivazioni molto venali: indossa infatti un vecchio costume di Halloween da pipistrello rosso (nome brasiliano di Paper Bat) per realizzare un servizio durante un ballo in maschera per ricconi, in modo da riottenere il suo lavoro come reporter del Papersera dopo essere stato licenziato da Zio Paperone per aver dormito in ufficio. Durante la festa in qualche modo (il Nostro risolve sempre la situazione per puro caso, spesso dopo aver combinato disastri su disastri) riesce ad arrestare i Bassotti e realizzare lo scoop che scatena la Paper Bat-mania in città.
Saidenberg crea un nuovo tipo di supereroe, abbastanza stramboide anche per gli standard comici della Disney: il suo Paper Bat non ha alcuna velleità vendicatrice personale (come Paperinik) o di genere (come Paperinika), né tanto meno possiede uno spiccato senso della giustizia (come Super Pippo), ma più impellenti motivi alimentari. È sì volenteroso, ma non è particolarmente coraggioso, pur aspirando ugualmente alla fama, incarnata da varie statue di personalità più o meno illustri che campeggiano a Paperopoli e che puntualmente invidia (e ogni qualvolta riesce ad ottenerne una, questa non dura). Ha il suo rifugio all’interno di un cassonetto della spazzatura maleodorante e riprende, ovviamente in termini comico-demenziali, alcuni temi dell’Uomo Ragno e del Superman delle origini: se Peter Parker e Clark Kent si fanno un nome al giornale perché sono gli unici che sembrano avere un aggancio con l’eroe che impersonano in segreto, Paperoga – almeno in queste primissime storie – continua a compiere azioni eroiche perché realizzare altri scoop sul supereroe è l’unico modo per continuare a lavorare al Papersera.
Questa avventura, tra l’altro, annovera anche una ristampa negli USA (onore concesso a pochissime storie carioca), per presentare il personaggio ai lettori che se lo ritrovavano nel cast degli UltraHeroes.

Le 12 fatiche di Paper Bat

PB3Si prosegue con quella che personalmente ritengo la storia di Paper Bat per eccellenza, anch’essa scritta da Ivan Saidenberg e disegnata da Carlos Edgard Herrero nel 1976, e prima in assoluto col personaggio ad essere pubblicata in Italia, su Mega Almanacco 338 del Febbraio 1985.
Si tratta di una miniserie in sette episodi, l’unica con il Nostro, idea piaciuta ai lettori italiani a tal punto che poco tempo dopo la redazione di Mondadori avrebbe cucito sette storie singole per creare la miniserie fittizia La settimana terribile di Paper Bat (su Mega Almanacco 342).
In questa epica storia, Paper Bat – novello Ercole – deve in qualche modo superare dodici fatiche (anche se, a conti fatti, saranno solo undici: mancano le putride Stalle di Re Augia… classica sbadataggine da Paperoga?) per salvare sé stesso e il parentame dall’ennesimo attacco di Amelia, la quale arriva a scatenare i peggiori mostri della mitologia greca pur di ottenere la Numero Uno di Paperone. Ma, sconfitta da Paper Bat, dovrà affrontare anche l’ira degli dei che ha osato disturbare!
La maggior foliazione ha contribuito indubbiamente ad una narrazione più strutturata e organica rispetto alle solite storie brasiliane, che raramente si sviluppavano su più di 10 tavole, a loro modo perfette per sostenere la comicità fulminante e a tratti anarchica tipica di quella scuola disneyana.

Paper Bat e la Farfalla Purpurea

PB4Il Brasile, oltre a svariati alter ego di Paperoga (possiamo citare, oltre a Paper Bat, anche Paper Kid, il Papero della Foresta e Paperblub) e al nipote Pennino, ci ha donato anche una fidanzata per lo svagato pennuto: la bionda figlia dei fiori Gloria (anche lei ideata da Ivan Saidenberg per mettere alla berlina la moda hippy), all’inizio fangirl di Paper Bat per poi assumere a partire dal 1983 l’identità segreta di Farfalla Purpurea.
Nella sua storia d’esordio, scritta da Gérson Luiz Borlotti Teixeira e disegnata da Luiz Podavin, la papera mascherata sembra già attiva da qualche tempo e viene ritratta come una nuova eroina coraggiosa che mette in cattiva luce agli occhi della popolazione il volenteroso, ma pasticcione, Paper Bat. Invidioso della popolarità della nuova arrivata, Paperoga cerca di screditarla presso l’opinione pubblica ma, quando la ragazza si trova in pericolo, la salva in qualche modo. Come ringraziamento Farfalla Purpurea bacia Paperoga, il quale si innamora perdutamente di lei ignorandone l’alias: un evidente contrappasso di quel che accadeva nelle prime storie, dove era Gloria a dividersi tra l’amore per Paperoga e quello per Paper Bat.

Basettoni a tu per tu con gli Inarrivabili

PB5Se Paper Bat è geloso della popolarità di Farfalla Purpurea, figuriamoci di quella degli altri supereroi del Calisota! In questa storia, scritta da Gérson Luiz Borlotti Teixeira e disegnata da Roberto O. Fukue, una minaccia aliena attacca Paperopoli e un Basettoni insolitamente baffuto (baffi disegnati in maniera posticcia dalla redazione italiana per intorbidire le acque: Topolinia, essendo una creazione italiana, non esiste nel canone Disney estero e gli standard characters vivono “tutti insieme appassionatamente” a Paperopoli) chiama a turno tutti gli eroi locali: Paperinik, Paperinika, Super Pippo, Super Gilberto, Farfalla Purpurea, Vespa Vermiglia (un vecchio supereroe nato sui comic book USA e praticamente mai più riapparso)… tutti tranne Paper Bat, per la sua ira!
Alla fine gli eroi risolvono la situazione unendo le forze e decidono di creare il “Club dei Supereroi”, una sorta di Justice League – anche se il riferimento è più a I Super Amici dei coevi cartoni animati del sabato mattina della Hanna & Barbara – in salsa Disney, di breve durata ma entrata nel cuore dei lettori, tanto che Panini ha preso in prestito questo nome per il suo nuovo bimestrale.

Paper Bat Niu’ Adventures: Nervoniani

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Dopo tanto Brasile, finalmente Paper Bat sbarca tra gli autori italiani con questa storia del 1997 di Tito Faraci e Giuseppe Ferrario, uscita sul secondo numero di Ridi Topolino. E che storia! Come il titolo lascia intuire, si tratta di una salace parodia del coetaneo PKNA – Paperinik New Adventures: Paper Bat, che vive nella Trash Tower (il solito cassonetto superaccessoriato), con l’aiuto di Undici, la deficienza artificiale, deve affrontare i Nervoniani, “gli alieni che ti rendono idiota” dopo averti fatto saltare i nervi (“Pikappa ha 80 pagine a colori, una cifra di fan, i siti internet, un miliardo di lettere e…”: la tattica usata con successo contro Paper Bat) e lo Straziatore, il criminale abile nel farti perdere tempo con le sue storie sconclusionate.
Tutti i personaggi e gli ingredienti principali di PKNA vengono ribaltati o dissacrati; una riuscitissima satira autoironica da parte degli autori, così come abitudine sulle pagine di quel periodico, che adattava brillantemente a Paper Bat gli elementi innovativi cuciti su Paperinik all’interno di PK, dimostrando acume e conoscenza del personaggio.

Credo di aver suggerito diverse storie interessanti per chi volesse farsi una bella lettura antologica a tema Paper Bat.

Ringrazio Andrea Smedile per aver accettato di contribuire al blog con questo pezzo su Paper Bat che spero abbiate apprezzato 🙂
Vi ricordo inoltre che domani sera, ore 21:15, sarò ospite del canale YouTube The Fisbio Show dell’amico Fabio, insieme a Davide Del Gusto e Amedeo Badini, per la seconda parte della live “Un mare di fumetti”, proseguimento della chiacchierata svoltasi la scorsa settimana nell’ambito della decima puntata de Lo Spazio Disney LIVE. Non mancate!