I fumetti Disney di febbraio 2021

I fumetti Disney di febbraio 2021

Bentornati su Lo Spazio Disney!
Qui sul blog e sul Twitch di Lo Spazio Bianco è stato un mese piuttosto ricco: l’approfondimento sulle tante testate chiamate Tesori, la live con lo spumeggiante Kerm di Impero Disney su fumetto&animazione, il post sui “miei” volumi del cuore dedicati a Zio Paperone e la diretta streaming speciale di lunedì scorso in cui ho avuto il piacere di ospitare Vito Stabile per parlare dei suoi ultimi lavori e affrontare sotto vari aspetti la figura dello Zione.
Inoltre ho varato anche la pagina Instagram ufficiale de Lo Spazio Disney!
Ma febbraio è già finito ed è quindi il momento del consueto recap sulle uscite delle ultime quattro settimane, sempre secondo la mia personalissima lente d’ingrandimento.

Spazio_Disney_febbraio_2021_8Prima, però, è doveroso soffermarsi sulle due novità editoriali annunciate dal direttore Alex Bertani per la prossima primavera, e ribadite nell’ultimo Anteprima, perché sono belle grosse.
Per aprile è previsto il ritorno dell’Almanacco Topolino! Per chi non lo sapesse, l’Almanacco Topolino era una testata di grande formato nata addirittura nel lontano 1957 (ancora sotto Mondadori) e destinata a pubblicare storie inedite di provenienza straniera, quindi sviluppate su quattro strisce, che potevano essere presentate al pubblico senza rimontaggi. Non mancavano anche storie di produzione italiana realizzate apposta per il periodico, impostate anch’esse su quattro strisce.
Nel 1985 cambiò nome in Mega Almanacco, riducendo le dimensioni, per poi diventare Mega 2000, Mega 3000 e semplicemente Mega, sempre con il proposito di proporre storie inedite in Italia (da fine anni Ottanta esclusivamente estere).
Nell’ultimo decennio ci sono stati un paio di tentativi di riproporre questo tipo di rivista, ma senza successo e semplicemente ristampando quanto già apparso sull’illustre antenato. Ora invece il progetto è quello di tornare a offrire un menù inedito pescando dal bacino di storie straniere, riservando solo un piccolo spazio ad alcune delle migliori avventure italiane nate per l’Almanacco (che già vediamo ogni tanto su I Grandi Classici), e le prime anticipazioni sono succulente (Cèsar Ferioli, Kari Korhonen, una storia mai vista con Atomino Bip-Bip…)
Il tutto sotto la cura di Luca Boschi: per quanto avrei visto molto bene anche la mano di Francesco Gerbaldo in un prodotto del genere, data la sua attitudine con il materiale extra-italiano riscontrabile nel suo ottimo lavoro su Papersera, la curiosità verso questa novità è tanta e credo che almeno il primo numero lo proverò.

Spazio_Disney_febbraio_2021_11L’altro grande annuncio è l’arrivo di Mickey e l’oceano perduto, la traduzione dell’omonimo volume dell’editore francese Glènat ad opera di Denis-Pierre Filippi (testi) e Silvio Camboni (disegni), che fa da apripista ad una nuova collana Panini atta a pubblicare anche tutti gli altri titoli di questo riuscito esperimento d’Oltralpe in cui alcuni dei migliori autori del mercato franco-belga si occupano dei personaggi Disney.
È bene ricordare che i primi tre tomi vennero pubblicati in Italia alcuni anni fa da Giunti per il circuito delle librerie, prima di interrompere la collezione (probabilmente a causa di vendite insoddisfacenti).
Non è ancora chiaro se l’editore modenese prima o poi ristamperà anche quelle storie, ma intanto la partenza è di tutto rispetto, dal momento che si tratta di un’avventura dai contorni steampunk e graziata da disegni strepitosi. Impossibile lasciarla sullo scaffale, nonostante le dimensioni indicate su Anteprima delineino un volume di formato Fuoriserie/Extra/Gold, quindi di circa 4 cm in meno rispetto al corrispettivo originale. Certo, in un prodotto artistico come questo “le dimensioni contano”, ma di contro il prezzo è davvero risicato per il tipo di pubblicazione di cui stiamo parlando (€ 14,90) e quindi per ora mi dico soddisfatto. Magari poi risulterà un errore di dicitura su Anteprima, chissà (ma ne dubito: pensando a una distribuzione anche da edicola, per quanto limitata, il formato originale sarebbe stato difficilmente gestibile).
Spero in ogni caso che possa arrivare presto anche il secondo volume della coppia di autori, pubblicato in Francia lo scorso anno.

Ma ora passiamo a quanto uscito questo mese!

L’edicola di febbraio

Spazio_Disney_febbraio_2021_1Straordinariamente rispetto al solito, non apro la sezione commentando I Grandi Classici ma I Classici Disney #11.
Chi segue con costanza questo blog sa che non ho mai comprato la testata, reputandola scarsamente interessante sia nella selezione media di storie sia nella struttura che rispolvera l’idea della frame-story, cioè quelle pagine di fumetto inedite che avrebbero la pretesa di ricomporre le avventure in ristampa in una trama unitaria. Approccio che personalmente non mi è mai piaciuto più di tanto perché il più delle volte risulta pretestuoso e forzato, anche per via del ristretto numero di tavole a disposizione.
Ma con il numero di questo mese il bimestrale rilancia questa impostazione in maniera sinceramente interessante: il sommario e la scrittura della frame-story vengono affidati di volta in volta a un diverso sceneggiatore attualmente in forza a Topolino.
Si parte con Vito Stabile, e la curiosità di vedere se questa cura autoriale potesse portare a un miglior risultato si è tramutata in una decisione fulminea di acquisto, vista la mia amicizia con l’autore.
Se avete seguito la live di qualche giorno fa siete già in possesso di molti dietro le quinte sulla realizzazione dell’albo, direttamente dalla viva voce di Vito, e anche del mio parere decisamente positivo su Il re dei paperi. Vale però la pena spendere due parole anche qui: si tratta di un ottimo volumetto, di grande qualità e che a meno di 5 euro offre un compendio molto ben bilanciato delle caratteristiche di Zio Paperone grazie a storie azzeccate, validissime e che vedono sfilare un parterre di grandi firme del fumetto Disney italiano.
Spazio_Disney_febbraio_2021_13Zio Paperone e i dollari surgelati di Giorgio Pezzin e Giovan Battista Carpi contrappone il protagonista ai Bassotti, con una delle folli idee pezziniane alla base; Zio Paperone e lo slogan invincibile di Alessandro Sisti e Salvatore Deiana affronta una classica sfida con Rockerduck, peraltro con ambientazione scozzese legata alle origini dello Zione; Zio Paperone e il pirata senza vascello di Rodolfo Cimino e Francesco Guerrini rappresenta una delle classiche cacce al tesoro ciminiane; Zio Paperone e la “full immersion” culturale di Enrico Faccini è un capolavoro di comicità tra l’assurdo e il geniale; Zio Paperone, il cuore del mondo e la perfetta letizia di Cimino e Giorgio Cavazzano approfondisce la personalità del protagonista con un tocco di poesia; Zio Paperone e le frottole da un dollaro di Vito stesso e Alessandro Perina è una commistione di alcuni elementi paperoniani che convergono in un aspetto particolare dei suoi sentimenti.
Molto buoni anche i disegni: si va dal tratto elegantissimo e sottile di Carpi a quello raffinato e cesellato dell’ottimo Guerrini, dalle matite guizzanti di Faccini alla pulizia di Cavazzano, arrivando ad un segno più semplice ma piacevole nella sue rotondità e morbidezza come quello di Deiana e di Perina.
Il tema che ha guidato Vito nella selezione è ben espresso nelle tavole di raccordo: le preoccupazioni del magnate paperopolese, che vengono individuate come il vero e proprio motore delle sue tante avventure, a prescindere che siano volte alla ricerca di tesori o alla difesa del proprio denaro, al tutelarsi dalle mira di Brigitta o al mantenere il proprio status come miliardario. In ogni caso a monte c’è sempre un problema che provoca angoscia nel personaggio, che quindi si mette in moto per risolvere la propria afflizione. Una di quelle riflessioni che appare scontata, una volta che viene dichiarata, ma che rischia di rimanere sottotraccia così a lungo da essere dimenticata… e si finisce a muovere il personaggio in maniera stanca e automatica, perdendo di vista quello che ci sta dietro. Vito dimostra di non farlo, e corona la sua “tesi paperoniana” con un finale in bilico tra narrazione e metanarrativa, efficace proprio nel suo equilibrio e nel significato che emerge.
Degni di nota inoltre i “salti mortali” fatti dallo sceneggiatore per far quadrare alcune incongruenze tra una storia e l’altra (il sindaco dalle fattezze diverse, il colore della palandrana, il diverso nome del Club dei Miliardari): quasi sempre la fantasia di Vito riesce a risolvere queste discrepanze in maniera intelligente e soddisfacente nello sforzo di mantenere una coerenza interna.
Notevole infine la citazione della quadrupla di apertura, che rimanda direttamente a quella con cui iniziava la barksiana Zio Paperone e le Sette Città di Cibola.
I disegni di Sergio Cabella purtroppo non spiccano come mi aspettavo: rispetto a quanto ricordavo del suo segno di una decina d’anni fa, lo trovo poco fluido e soprattutto nei corpi (e nella figura di Battista) particolarmente rigido. Molto meglio il volto di Paperone, soprattutto nei primi piani.

Spazio_Disney_febbraio_2021_2Passiamo ora a I Grandi Classici Disney #62.
Siamo di fronte a un altro ottimo numero, sulla scia dei precedenti due, risalendo quindi la china non pienamente soddisfacenti delle uscite autunnali. Ma non sarebbe #unicatestataseria se non si sapesse riprendere anche dai momenti di stanca 😛
Robusta partenza con una delle Tops Stories di Giorgio Pezzin e Massimo De Vita, un divertentissimo Diario di Paperina di Carlo Chendi e Luciano Bottaro e Zio Paperone e il diritto di successione, un’articolata avventura di Rodolfo Cimino con i disegni di Romano Scarpa e le chine di Giorgio Cavazzano.
Tre storie tanto diverse tra loro ma tutte veramente belle: la prima con l’atmosfera ambigua e misteriosa tipica della serie, la seconda con una struttura a gag apprezzabilissima e la terza con una trama molto ben congegnata, dove è Paperino al centro di una vicenda ambientata in scavi archeologici a Napoli, in cui lo Zione metterà il naso verso la fine.
Non sono male nemmeno le altre storie della prima parte dell’albo, piuttosto scorrevoli anche nella loro leggerezza.
Il comparto grafico si rivela poi di tutto rispetto… come ovvio che sia, vedendo i nomi in gioco!
Per la Sezione Superstar, dedicata a pappagalli e Carnevale, il protagonista è José Carioca: simpatica la sua prima incursione fumettistica in Il re del Carnevale, così come I tre Caballeros (da non confondere con la trasposizione dell’omonimo film), mentre è decisamente peculiare la sua comparsa nell’italiana Paperon de’ Paperoni e la “mossa-mossa” di Pier Carpi e Giovan Battista Carpi, dove fa da personaggio secondario e sembra non essere riconosciuto da Paperino. Disegni sontuosi, ma anche la trama è deliziosa nella sua ingenuità, figlia dei tempi, come lo erano le interazioni tra i personaggi. Discorso che d’altronde vale anche per Zio Paperone e le maracas di Maracaibo di Attilio Mazzanti e Luciano Capitanio: in queste due storie si ritrova una vitalità pazzesca in Paperino e lo Zione, magari non sempre “in parte” ma divertente e dinamica.
Menzione particolare infine per Paperino e il pappagallo contante: è pazzesco come ogni volta che ci sia Carl Barks tutto il resto, per quanto valido, sbiadisca, e questo pure nelle sue prove meno blasonate. Anche qui ci si diverte (ci sono gag da tenersi la pancia) e al contempo si gode di un’avventura in giro per il mondo nata uno spunto tutto sommato banale. Applausi a Zio Carl, solo applausi.

Spazio_Disney_febbraio_2021_3Il resto dello scaffale dell’edicola merita, a mio avviso, ancora un paio di menzioni in mezzo ai vari vattelapesca e soliti periodici.
Paper Fantasy con il n. 19 rinnova la grafica a partire già dal font del titolo in copertina e contestualmente comincia l’ennesima ristampa di Wizards of Mickey, con due episodi alla volta. Certamente gli appassionati e i collezionisti avranno già la saga in vesti più “consone”, come la Legendary Collection o il volumetto Giunti de Le più belle storie, ma si sa quanto il mondo di WoM tiri e sicuramente il bimestrale del fantastico appare una sede appropriata per riproporlo una volta di più. Inoltre credo sia sintomo di buona salute della testata, dal momento che ci si impegna a voler proporre a spezzoni un ciclo di una certa durata (anche se si limitassero alle sole prime due serie).
Non l’ho preso ma mi sembrava una segnalazione interessante.

Topolino Extra #2 – Il segreto di Paperardo Da Vinci ristampa nella veste di questo nuovo progetto editoriale la saga di Bruno Enna apparsa su Topolino nel 2019 e dedicata a Leonardo Da Vinci. Abbiamo visto due mesi fa quanto buona fosse la fattura e la cura del volume di esordio, volto a riproporre Foglie rosse di Claudio Sciarrone, e non dubito quindi che per gli interessati possa essere un buon acquisto ricco di approfondimenti.
Io stavolta evito: non sono un grande fan di questo tipo di storie e ritengo che l’Extra sia forse “troppo” per questa lunga avventura. Resta una testata in generale valida e approfondita e non potevo quindi mancare di citarla.

La fumetteria di febbraio

Dopo un paio di mesi di nulla assoluto, il settore Panini dedicato a Disney torna a riaffacciarsi nei negozi specializzati con un’uscita esclusiva: il quinto volume della Don Rosa Library De Luxe.
Poco da dire al riguardo, comunque: come sapete non sto seguendo la collezione perché mi accontento delle storie del Don nella prima edizione italiana (quella su Zio Paperone, insomma), che recuperai negli anni con pazienza tra fiere e mercato dell’usato. Ma chi volesse avere in maniera ordinata il corpus donrosiano e per vari motivi non avesse comprato la versione brossurata, sappia che è disponibile il nuovo tassello dell’omnia cartonata, che porta la collana esattamente a metà strada dal suo completamento.

Il “Topo” di febbraio

Per parlare del “Topo” di questo mese occorre partire da gennaio, perché è nella prima settimana di febbraio che si concludono due saghe iniziate in allora, che avevo infatti già cominciato a sviscerare in questo post.

Spazio_Disney_febbraio_2021_6Fantomius – La fine e l’inizio di Marco Gervasio (n. 3402) purtroppo mi ha deluso, come capitolo finale. Mentre mantengo il mio parere sostanzialmente positivo per quanto riguarda la trama della saga nel suo complesso, ho trovato che nel momento di tirare le fila l’autore non abbia saputo mantenere la medesima qualità nell’intreccio, arrivando alla resa dei conti in una maniera che mi ha poco convinto, un po’ a tarallucci e vino. È di impatto la ricomparsa di Fantomius dinanzi alla cittadinanza, ma per il resto si sgonfia tutto senza il pathos che invece aleggiava nelle puntate precedenti, specialmente nella penultima.
A margine, poi, il fatto che Gervasio utilizzi le ultime pagine per offrire ai lettori il dietro le quinte che ha portato alla sua storia Paperinik… tutto cominciò così e legittimare in qualche modo la sua idea per cui sia il ladro gentiluomo ad aver brigato perché fosse Paperino a prendere il costume in eredità… non mi è piaciuta, detto sinteticamente. Da un lato plaudo al tentativo forsennato di creare una mitologia coerente e unitaria, dall’altro ritengo che l’operazione poteva funzionare ed essere apprezzabile finché ci si limitava al solo microcosmo di Fantomius negli anni Venti. Nel momento in cui si voglia aumentare (forzare?) i collegamenti tra lui e Paperinik, a mio avviso l’impianto inizia a a scricchiolare e a diventare troppo macchinoso, peraltro per nulla aiutato dai viaggi nel tempo che creano più problemi e confusione che altro.
Per quanto riguarda i disegni, valgono le considerazioni fatte a fine gennaio.

Su Qui Quo Qua in: Viaggio nel Microcosmo – Back Home di Sergio Cabella e Giampaolo Soldati (n. 3402) ho poco da aggiungere rispetto a quanto detto per le prime due parti: non l’ho trovata interessante neanche nel suo finale, un’avventuretta all’acqua di rose e con diversi giri di trama a vuoto. Probabilmente ha ragione il buon Fisbio quando dice che questa storia è orientata maggiormente ai ragazzini che alla generazione mia e sua, e posso fare pace con questo concetto, ma mi aspettavo in ogni caso qualcosa di più al netto dei preconcetti del tutto personali che avevo sulla tematica.
Per quanto riguarda i disegni, valgono le considerazioni fatte a fine gennaio.

Spazio_Disney_febbraio_2021_5Newton Pitagorico e il cammino del puma bianco di Marco Nucci e Emmanuele Baccinelli (n. 3402) poggia sulla brillante idea di celebrare l’anniversario delle Giovani Marmotte… mettendo Newton come protagonista.
Non è un segreto che non straveda per il nipotino di Archimede, che trovo semmai simpatico a tratti ma non meritevole dell’enorme battage che gli è stato creato attorno da un anno a questa parte; ma al di là di questo, vederlo nella sua serie, nel crossover con Pico, nelle GM e in Area 15 sta diventando sinceramente esagerato, almeno per me 😛
A parte questo piccolo sfogo, alla fine dei giochi l’importante è che la storia in sé funzioni, giri bene: e Nucci porta a casa il risultato, scrivendo una trama indubbiamente leggera, con qualche passaggio meno brillante (la ripetizione del “gatta ci cova” mi ha stufato già alla seconda volta) ma con un finale molto acuto. E poi vabbè, i disegni di Bacci rimettono in pace col mondo: i suoi paperottoli sono una gioia per gli occhi, dinamici e irresistibili, ed è molto buono anche il suo Newton. Gran bel lavoro anche per le ambientazioni, sempre curate.

Spazio_Disney_febbraio_2021_12Ho citato Area 15 e Newton perché torna la serie sul club di Qui Quo Qua, stavolta per la penna dell’ubiquo Nucci, le matite di Libero Ermetti e la presenza in pianta stabile del piccolo genietto.
Retrogaming (n. 3404) e Il mistero di Alistair Black (n. 3405) sono due storie fortemente collegate tra loro più che una sola avventura in due parti. Se nella prima viene infatti raccontato del ritrovamento di vecchi cabinati da sala giochi nello scantinato del club ricreativo di Qui Quo Qua, nella seconda ci si concentra sul mistero legato all’ultimo albo di una vecchia serie a fumetti, già accennato nel capitolo precedente.
Una gestione dell’intreccio complessivo intelligente e ben architettata, che porta a materiale narrativo solido e soddisfacente. I personaggi sono usati nel giusto modo, anche quelli creati apposta per la serie, e il tutto contribuisce a rendere sempre più strutturato il microcosmo di Area 15. Paradossalmente quello che mi sembra fuori posto è proprio il pupillo dello sceneggiatore, quel Newton che – pur avendo diritto logico di far parte del circolo – mi è sembrato poco incisivo, il pretesto per dare il “la” agli avvenimenti rischiando in un paio di occasioni, peraltro, di risultare la macchietta di sé stesso.
Libero Ermetti ai disegni compie un ottimo lavoro, non facendo rimpiangere Claudio Sciarrone: il tratto è guizzante, i ragazzini sono rappresentati con il giusto dinamismo e una buona cura nel look, oltre che nelle espressioni sempre azzeccate. Ammirevole il taglio di alcune tavole nella gestione della griglia e anche l’attenzione verso gli sfondi e le ambientazioni.

Spazio_Disney_febbraio_2021_7Topolino e i Goof Viewer di Giorgio Salati e Lucio Leoni (n. 3402) è una gradita sorpresa: una storia quasi sicuramente di magazzino che colpisce positivamente non è un fatto così usuale, ma in questo caso siamo di fronte a una trama in due tempi ben congegnata. Salati non è nuovo a prendere Pippo e ad elevarlo in un ruolo più grande di lui per una serie di circostanze delle quali il personaggio si ritrova più vittima degli eventi che altro, dimostrando di seguire una delle lezioni di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, e così accade anche stavolta. Toccherà a Topolino capire che razza di intrigo si nasconda dietro alla vicenda, e seppur con un finale un po’ smorzato rispetto alle premesse siamo di fronte a una sceneggiatura solida e apprezzabile.
Mi spiace solo valutare i disegni di Leoni non proprio all’altezza dei risultati ottenuti in passato: non ho ritrovato quasi per nulla, se non in pochi passaggi, la fluidità del tratto che sono solito apprezzare nell’artista.

Anche Zio Paperone e la contesa sociale di Marco Bosco e Francesco Guerrini (n. 3403) mi è piaciuta molto, nella sua semplicità: una lettura godibile senza troppi fronzoli, una classica disputa tra Paperone e Rockerduck con lo sfondo del Club dei Miliardari, graziata dai magnifici disegni di un Guerrini sempre fantastico.

Spazio_Disney_febbraio_2021_9Topolino e lo strano caso di Villa Ghirlanda di Blasco Pisapia (n. 3403) viene lanciata esplicitamente come un giallo che più classico non si può. L’autore in effetti segue fedelmente le regole del genere, dalla location alle indagini su una serie di personaggi legati alla vittima (di un furto, in questo caso).
La narrazione non mi è apparsa pulita come in altre prove dell’autore, portando a una costruzione confusionaria e a un finale un po’ troppo gratuito nel modo in cui il protagonista vi giunge, a seguito di intuizioni fortuite. Non mi ha convinto molto nemmeno la figura del nuovo ispettore che vuole soppiantare Manetta, insopportabile non solo per i protagonisti ma anche per il lettore, e che alla fine dei conti ha un ruolo poco decifrabile.
Per il lato artistico, nulla da dire su sfondi e ambientazioni, sempre illustrati con cura e perizia assolute (ho apprezzato peraltro i tanti easter eggs presenti tra le statuine che abbondano nella villa del titolo). Sono meno positivo per quanto concerne i personaggi: tanto amo il tratto di Pisapia sui paperi, tanto poco lo apprezzo su Topolino e Minni. Sui comprimari come Basettoni e Manetta le cose migliorano, grazie alla vena gottfredsoniana che si può cogliere, ma il protagonista e la sua fidanzata mi appaiono poco dinamici, con pose rigide e strane posture.

Young Donald Duck – Primo appuntamento di Alessandro Ferrari e Marco Mazzarello (n. 3403): potreste aspettarvi i miei strali su questo nuovo racconto di YDD… ma vi sorprendo, invece, affermando che è una buona storiella che si regge sulle sue gambe e che mi ha divertito in un paio di passaggi. Poggia su tutti i cliché da fiction per quanto riguarda l’innamoramento teen, ma lo fa bene e rielabora il tutto quel minimo necessario da appiccicarlo in maniera briosa ai giovani Paperino e Paperina. Non è la mia storia preferita del mese, ovviamente, ma non condanno nulla stavolta. Buoni anche i disegni.

Spazio_Disney_febbraio_2021_4Indiana Pipps e le frecce di Cupido di Riccardo Pesce e Marco Palazzi (n. 3403) invece la condanno eccome! Aiuto aiuto! Bastino sei parole: Indiana e Kranz innamorati di Trudy.
Ok, c’è di mezzo un artefatto mitologico, tutto quello che volete… ma poteva davvero essere una buona idea? Ma poi, fosse questo il vero problema: la sceneggiatura presenta degli stacchi paurosi, non è minimamente legata nei suoi passaggi e ha un’inconsistenza di fondo spaventosa. Ci sono proprio problemi nello svolgimento narrativo. Le premesse iniziali, infine, vengono sconvolte in una maniera che dovrebbe suonare paradossalmente divertente ma che risulta invece un pasticcio unico, dove per di più i personaggi si comportano come macchiette.
In tutto questo Palazzi, che solitamente fa un buon lavoro, appare svogliato e per la maggior parte delle tavole sembra l’ombra di sé stesso.
Un disastro.

Spendo infine due parole anche per Paperin-ciambella e l’ombra del bucaniere di Giorgio Figus e Alessia Martusciello (n. 3404), perché ultima storia Disney per entrambi gli autori. L’avventura in sé non è nulla di imprescindibile o memorabile, ma gode di un buon ritmo che, anche riproponendo stilemi già sfruttati in tante occasioni, riesce a farsi leggere con una certa scorrevolezza, obiettivo al quale concorrono anche i disegni puliti, senza fronzoli ma sobri ed efficaci.

Rimando invece al mese prossimo il commento a Gastone e la solitudine del quadrifoglio, quando avrò letto anche la sua seconda metà in uscita nella prima settimana di marzo 😉

Bene, anche questo mese il mio “lavoro” l’ho fatto 😛
Spero di non avervi ammorbato troppo e, nel caso voleste dire la vostra sulle uscite di febbraio, potete commentare il post.
Alla prossima!

Bonus track

Torna lo spazio in cui rilancio sul mio blog disneyano gli articoli a tema usciti, però, su Lo Spazio Bianco.
Un paio di settimane fa è stata infatti pubblicata la mia recensione di Foglie rosse di Claudio Sciarrone nell’edizione di Topolino Extra.
Enjoy!

Foglie rosse: musica e sci-fi per Tip & Tap