{"id":407,"date":"2017-11-21T20:16:04","date_gmt":"2017-11-21T19:16:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lonework\/?p=407"},"modified":"2017-11-21T23:08:40","modified_gmt":"2017-11-21T22:08:40","slug":"star-wars-007-batman-cultura-stupro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lonework\/star-wars-007-batman-cultura-stupro\/","title":{"rendered":"In difesa di Han Solo – la cultura dello stupro e la responsabilit\u00e0 di chi scrive"},"content":{"rendered":"

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LA RESPONSABILIT\u00c0 DELLO SCRITTORE NELL’ERA DELLA MEDIATIZZAZIONE DELLA MOLESTIA<\/h1>\n

Cosa dobbiamo pensare quando le storie che hanno cresciuto intere generazioni vengono accusate di aver contribuito al proliferare della cultura dello stupro?<\/em><\/h2>\n

Nel momento in cui scrivo l’articolo, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro importanti figure del cinema hollywoodiano come Kevin Spacey<\/strong>, Harvey Weinstein<\/strong>, Ben Affleck<\/strong>, Sylvester Stallone<\/strong>, Louis C.K.\u00a0<\/strong>(e molti altri<\/a>), sono state accusate di aver molestato sessualmente fan e colleghi\/colleghe. Con un effetto alla vaso di Pandora, le testimonianze continuano ad aumentare su scala globale, interessando anche il settore dell’arte<\/a>, il cinema italiano<\/a>, fino all’esperienza dell’uomo e della donna comuni, indicizzata sui pi\u00f9 popolari social network attraverso gli\u00a0hashtag<\/em>\u00a0#quellavoltache<\/em><\/strong>\u00a0o #metoo <\/em><\/strong>che nelle prime 24 ore hanno generato 12 milioni di post e interazioni su facebook<\/a> e continuano a registrare un vertiginoso e costante aumento.<\/p>\n

La questione ha alimentato l’importante discussione sulla cultura dello stupro<\/a> nella nostra societ\u00e0 portando in alcuni casi a focalizzarsi sui modelli che hanno determinato in passato l’accettabilit\u00e0 di alcuni comportamenti sconvenienti, in particolare nei confronti delle donne. Ed ecco che si parla di Han solo, Indiana Jones e James Bond<\/a>\u00a0come esempi tossici di molestatori, mentre Twilight<\/em> e 50 sfumature di grigio<\/em> “reiterano il mito della vergine pura\u2014e quindi degna\u2014e di una violenza impari sul piano della sessualit\u00e0”<\/a>, o, ancora, che la violenza carnale nel Trono di Spade<\/em> non apparirebbe giustificata<\/a>. Abbiamo citato solo alcuni articoli, ma una rapida ricerca vi dar\u00e0 accesso a un’ampia bibliografia, originata anche da fonti autorevoli.<\/p>\n

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Dal Trono di Spade<\/em>, non esattamente una delle coppie pi\u00f9 idilliache.<\/figcaption><\/figure>\n

LA PREMESSA<\/strong><\/span><\/p>\n

Viviamo un’epoca di importante rivoluzione dei costumi, con notevoli progressi sul fronte della legittima affermazione di ogni identit\u00e0 di genere e il progressivo incremento di attivit\u00e0 di sensibilizzazione orientate a stigmatizzare ogni forma di abuso.<\/p>\n

Di contro, mai quanto oggi l’attivit\u00e0 d’informazione e il mestiere giornalistico sono messi cos\u00ec in crisi dal sistema dei social e dalla diffusione accelerata di dati e fatti privi di alcuna verifica, al punto che a tutte le maggiori testate nazionali \u00e8 capitato almeno una volta di riportare per vere notizie rivelatesi poi bufale (o, peggio ancora, gi\u00e0 verificate come tali).<\/p>\n

Per questo ogni persona uscita allo scoperto con il proprio trauma va considerata un importante esempio di coraggio che sta contribuendo a un movimento spontaneo in grado di cambiare in modo radicale e nel profondo un aspetto marcio e degradato del nostro modo di pensare.<\/strong><\/p>\n

Dall’altro lato, come giornalista ed essere umano, sento comunque la necessit\u00e0 di invitare i lettori ad adottare sempre un sano metodo di verifica della notizia e di sospensione del giudizio di fronte a titoli sensazionalistici ricavati da testimonianze di fonti anonime o da fatti non verificati da autorit\u00e0 competenti o professionisti dell’informazione.<\/p>\n

MA QUINDI, I NOSTRI EROI SONO DEI MOLESTATORI?<\/strong><\/span><\/p>\n

https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=QMk0-pZfx5Q<\/a><\/p>\n

S\u00ec, alcuni lo sono, ma a nostro avviso non dovrebbe essere considerato un problema sociale<\/strong>. Almeno, non pi\u00f9 della violenza presente nei videogiochi che, secondo alcuni<\/a>, influenzerebbe negativamente la psiche di giovani e giovanissimi, mentre in realt\u00e0 molte ricerche\u00a0hanno accertato<\/a>\u00a0che fruire contenuti di natura violenta in ambito videoludico non influisce sull’incremento dell’aggressivit\u00e0 giovanile, anzi,\u00a0genererebbe l’effetto contrario<\/a>.<\/p>\n

[Va comunque sottolineato come ormai la totalit\u00e0 dei best-seller riporti un codice di censura concordato a livello europeo, PEGI, per cui un titolo come Call of Duty<\/strong> \u00e8 sconsigliato ai minori di 16 anni. Rispettare tali indicazioni \u00e8 alla base di un sano rapporto con queste forme d’intrattenimento.<\/em>]<\/p>\n

Premessa importante per dire che Han Solo ha senza dubbio forzato un po’ la mano alla Principessa Leila in un primo momento, come dimostra la sequenza riportata, ma \u00e8 anche vero che non potevamo aspettarci nulla di diverso dal suo personaggio.<\/strong><\/p>\n

Questo perch\u00e9 le grandi narrazioni che hanno investito l’immaginario collettivo non sono un semplice equilibrio di neurocinematica<\/a>\u00a0giostrata sulla perfetta alternanza di siparietti comici, esplosioni e costruzione artificiosa del climax, ma sono storie che creano un’epica in cui si muovono personaggi costruiti su modelli archetipici che seguono ognuno un proprio coerente cammino per l’autorealizzazione (parafrasando Christopher Vogler<\/strong>, uno dei massimi teorici della narrazione, nonch\u00e9 sceneggiatore hollywoodiano).<\/p>\n

La coerenza \u00e8 la chiave di tutto.\u00a0<\/strong>Han Solo \u00e8 una canaglia, un rinnegato fuorilegge guascone, abituato a uccidere e rubare, Indiana Jones \u00e8 forse pi\u00f9 uomo di cultura, ma calza bene nella descrizione, [e, trattandosi di due ruoli impersonati da Harrison Ford<\/strong>, questo dovrebbe farvi riflettere sul processo di identificazione attore\/ruolo che opera il pubblico], James Bond, dal canto suo, \u00e8 un freddo assassino tormentato dai traumi… sono esempi di antieroe che si contrappongono per molti aspetti al classico paladino, in chiave ironica o in chiave pi\u00f9 hard-boiled, e pertanto manifestano anche atteggiamenti machisti, volgari se non apertamente aggressivi nei confronti di comprimarie o avversarie.<\/p>\n

In tutti i casi citati le sottotrame amorose avranno un forte impatto sui personaggi, arrivando anche a segnarne il destino in modo tragico nel caso di Solo e Bond, ma ai fini della nostra analisi \u00e8 importante rilevare come non avrebbero potuto comportarsi diversamente<\/strong>, perch\u00e9 la credibilit\u00e0 di un personaggio \u00e8 data dalla coerenza di azioni e atteggiamenti. Se Han, in quel preciso momento della trama, si fosse presentato in uniforme proponendo in modo ufficiale la propria mano, magari inginocchiandosi con un sontuoso mazzo di fiori, gli spettatori avrebbero sentito stridere la sospensione dell’incredulit\u00e0, un processo semiotico per cui ignoriamo le incongruenze di un mondo di fantasia per poterne fruire le trame, fintanto che ci appaiono sensate e giustificate all’interno di quel mondo.<\/p>\n

QUINDI VALE TUTTO?<\/b><\/span><\/p>\n

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Un momento rilassante da The Green Inferno<\/figcaption><\/figure>\n

Il cinema hollywoodiano \u00e8 ancor oggi una delle istituzioni pi\u00f9 attente alla censura che possano esistere nell’industria dell’intrattenimento occidentale; a livello di contenuti e nel periodo degli anni ’60 probabilmente la Comics Code Autorithy<\/a> (l’organo di autoregolamentazione che bandiva la violenza dai fumetti) era un po’ pi\u00f9 severa.<\/p>\n

Se, da un lato, \u00e8 (colpevolmente) mancata un’attenzione su ci\u00f2 che accadeva nei camerini dietro le quinte, dall’altro non si pu\u00f2 certo affermare che sia mancata la minuziosa revisione di quanto venisse destinato alle sale. In passato ci\u00f2 ha innescato furiosi dibattiti sulla dignit\u00e0 e la personalit\u00e0 artistica del regista, mentre oggi il tema tocca vette ancora pi\u00f9 profonde, come nel caso della cancellazione di Kevin Spacey dall’ultimo film di Ridley Scott ormai gi\u00e0 prossimo alla distribuzione<\/a>. Ad essere colpito non \u00e8 pi\u00f9 il personaggio, ma l’uomo dietro la maschera.<\/p>\n

Senza aprire una parentesi su tali (comunque interessanti) questioni, \u00e8 importante porre l’attenzione sulla presenza\/ingerenza della produzione affinch\u00e9 il prodotto finale risulti sempre adatto al target finale.<\/strong> E l’ingerenza aumenta con l’incremento di tale pubblico.<\/p>\n

Quindi, posta la presenza di un controllo sui contenuti, cos\u00ec come di limiti legati al budget, al casting, alla tecnologia, ecc…\u00a0nei confronti dei fruitori<\/strong>\u00a0coloro che scrivono ed elaborano le narrazioni d’intrattenimento hanno come prima responsabilit\u00e0 quella di produrre un mondo fatto di personaggi coerenti e credibili, che agiscano secondo impulsi e attitudini quanto pi\u00f9 naturali e verosimili.
\nUna seconda, importante, responsabilit\u00e0 riguarda la Storia, la sua leggibilit\u00e0, la sua coerenza interna, l’accessibilit\u00e0 del primo livello di lettura, l’integrazione organica di simbologie e riferimenti… Ed \u00e8 a questo punto che alcuni insinuano una terza responsabilit\u00e0: quella di creare\u00a0modelli di comportamento<\/strong>. Questi, a onor del vero, sono spesso presenti nel grande cinema americano per ragazzi, ma nel complesso non sono necessari<\/strong>, in quanto la finalit\u00e0 del cinema d’intrattenimento NON \u00e8 educativa.<\/p>\n

E da qui nasce l’equivoco di accusare una costruzione finzionale di farsi portatrice di modelli deleteri. Chi crea storie ha una responsabilit\u00e0 morale nei confronti della loro qualit\u00e0, ma non necessariamente della loro accettabilit\u00e0<\/strong>\u00a0(a meno che non sia richiesta dalla produzione).
\nNessuno mette in dubbio che la\u00a0creativit\u00e0 di ogni periodo storico, in particolare quella cinematografica, in qualche modo rifletta e riproponga abitudini, inquietudini, usi, costumi e modi di pensiero di un’epoca. Ed \u00e8 chiaro che in presenza di minori appaia necessario contestualizzare\u00a0 la presenza del tabagismo come effetto del product placement<\/em> nei grandi noir, ma anche l’oggettivazione della figura femminile nel cinema action degli anni ’90. In tutti questi casi per\u00f2, cos\u00ec come in quelli dove si ravvisino elementi di cultura dello stupro<\/em>, non si pu\u00f2 esprimere una condanna morale nei confronti di chi ha creato un mondo finzionale finalizzato al puro intrattenimento (e questo vale anche per la “sana” pornografia).<\/p>\n

Uno scrittore non dovrebbe avere l’obbligo di “giustificare” uno stupro o un omicidio, n\u00e9 di far agire i suoi eroi\/antieroi in maniera sempre corretta, o di temere di mostrare come positivi modelli familiari medievali o “antiquati” (magari proprio in una rappresentazione in costume), se la sua Storia funziona. E la qualit\u00e0 di una Storia prescinde dalle categorie morali in cui cerchiamo d’inscriverla.
\nSui limiti del visibile e del narrabile magari parleremo in un’altra occasione, nel frattempo cerchiamo di tenere fuori le narrazioni immortali dalle nostre umane contingenze.<\/p>\n

Valentino Sergi<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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