5 ragioni per scegliere l’autoproduzione

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AUTOPRODUZIONE: 5 MOTIVI (e qualche consiglio) PER SCEGLIERLA

In un precedente articolo sul valore delle recensioni avevamo fatto qualche accenno al mercato del fumetto in Italia, settore dove è necessario distinguere 3 macroaree distributive: fumetterie (ca. 230 attività) / librerie (circa 3600) / edicole (circa 30.000)*, a cui si aggiunge la vendita diretta, prevalentemente on-line e durante le fiere.

Negli ultimi anni, come sottolinea l’AIE (Associazione Italiana Editori) nel suo rapporto, il mercato si è evoluto, orientandosi maggiormente al web e permettendo l’accesso alla distribuzione libraria anche a realtà editoriali più piccole con un conseguente aumento di proposte autoriali italiane.

Che senso avrebbe oggi, quindi, l’autoproduzione? Andrebbe presa effettivamente in considerazione da esordienti dopo che tutte le case editrici hanno già rifiutato la vostra proposta, o anche in altre occasioni?
Di seguito eccovi 5 buone ragioni per pensarci…

  1. Conoscere se stesso (e gli altri)
    Se fai fumetti per un pubblico, i social network e le fiere ti daranno l’occasione di conoscerlo. Il web si presta meglio alla serialità, in fiera conta molto l’estetica della proposta. Senza un (buon) ufficio stampa/marketing forse non andrai lontano, ma l’impatto con i lettori è fondamentale per capire a chi ti rivolgi e cosa ti serve da una buona casa editrice.
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  2. Scoprire quanto costano (e come sono fatti) i libri
    Realizzare un’opera, promuoverla, stamparla, distribuirla… ogni passaggio della filiera produttiva ha un costo. Molte case editrici quantificano il lavoro dell’autore tra il 4 e l’8% del prezzo di copertina. In genere un piccolo/medio editore di fumetti, per un testo destinato al circuito librario, stampa circa 1000 copie di prima tiratura. Un’esperienza di autoproduzione ti permetterà un primo confronto con un preventivo tipografico (con l’augurio di trovare qualcuno che te lo spieghi) e con le tecniche di stampa. Non sono tutte uguali e non sono un semplice dettaglio, vedrai.
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  3. Avere un confronto diretto con altri autori/autoproduttori
    Partecipare a eventi internazionali come il Crack!Treviso Comic Book Festival per alcuni è un’esperienza formativa importante. Il fumetto è, per ora, ancora un medium fortemente legato alla carta e il mondo dell’autoproduzione è un fermento di tecniche, formati e idee creative che potrebbe rivoluzionare il tuo lavoro.
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  4. Comprendere che esiste un altro mercato
    E che potrebbe essere (o non essere) il tuo. Esistono artisti che vivono di sole commission, etichette indipendenti che rifiutano la distribuzione, perché realizzano prodotti di nicchia e hanno un rapporto diretto con il loro pubblico. L’autoproduzione, prima di essere uno strumento, può essere intesa anche come un canale.
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  5. Accettare che il crowdfunding (non) è la soluzione
    Secondo le statistiche di Kickstarter un progetto su due ce la fa e di questi circa il 60% ha un target inferiore ai 10.000$. Mancano le statistiche di quanti “barano” (più di quanti pensi), coprendo il budget che in realtà mancherebbe e per questo è sempre utile tenere d’occhio i progetti di settore. Nonostante le stime ottimistiche della più grande piattaforma internazionale, comunque, devi considerare che una campagna richiede investimenti, tempo e competenze pari a una casa editrice/studio di comunicazione. Non è facile, ma può essere una sfida eccitante. Forse dovresti leggere i nostri 10 consigli per il tuo fumetto in crowdfunding o i nostri 3 strumenti fondamentali per creativi (da oggi anche in un pratico eBook)

*dati IlPost