5 consigli per proteggere il diritto d’autore di immagini, libri, foto e fumetti

5 MODI DI PRESERVARE IL COPYRIGHT SULLE PROPRIE CREAZIONI

Indicazioni normative e suggerimenti pratici per proteggere il frutto della propria fatica creativa 

Secondo l’articolo 20 della Legge sul Diritto d’Autore si diventa padri delle proprie opere (di qualunque tipo esse siano) nel momento stesso in cui vengono create e se ne acquisisce il diritto allo sfruttamento economico con la possibilità di interdirne – o cederne – a terzi la modifica e/o lo sfruttamento. E il diritto patrimoniale vale (nella quasi totalità dei casi) fino al 70° anno dalla morte del creatore.

Ma come fare per arginare il rischio di plagio e proteggere il frutto creativo del proprio lavoro?

1. Creare la certificazione temporale di paternità
Esistono numerose tecniche per la protezione del copyright delle opere artistiche attraverso atti che, in sede giudiziaria, ne certifichino l’anteriorità rispetto al plagio, ovvero che siano in grado di provare che nessun altro può vantare il medesimo diritto per un processo creativo intervenuto precedentemente:

° l’iscrizione alla SIAE

° la registrazione presso un notaio (fisico o on-line), che redigerà un verbale (quindi un atto pubblico)

° il deposito presso l’Archivio Nazionale della Produzione Editoriale

° l’invio dell’elaborato a se stessi con raccomandata a/r, ma attenzione che la legge attribuisce valore di prova al timbro postale solo quando l’involucro fa corpo unico con l’opera spedita (quindi il foglio con l’opera va ripiegato e su di esso va scritto l’indirizzo e apposto il timbro)

° forme di pubblicazione che documentino chiaramente la data di resa pubblica (riviste, quotidiani, tv, radio, anche testate on-line registrate come testate giornalistiche)

° l’esecuzione in pubblico (a un festival, un concerto, un concorso…), ma va provata con una registrazione avente in qualche modo data certa e/o testimoni.

2. Utilizzare le licenze Creative Commons
Esistono anche le licenze Creative Commons che offrono sei diverse articolazioni dei diritti d’autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia il copyright delle proprie opere secondo il modello “alcuni diritti riservati”. Il detentore dei diritti può non autorizzare a priori usi prevalentemente commerciali dell’opera (opzione Non commerciale, acronimo inglese: NC) o la creazione di opere derivate (Non opere derivate, acronimo: ND); e se sono possibili opere derivate, puo’ imporre l’obbligo di rilasciarle con la stessa licenza dell’opera originaria (Condividi allo stesso modo, acronimo: SA, da “Share-Alike”). Le combinazioni di queste scelte generano le sei licenze CC, disponibili anche in versione italiana.

3. Pubblicare le immagini in bassa risoluzione
A meno che tu non sia in grado di inserire un watermark nascosto, la soluzione di inserire il nome su un’immagine ne comprometterà la fruizione, quindi prima di caricare le foto on-line (sul blog, su facebook, su instagram o dove preferisci) abbi cura di ridurne la dimensione a 72dpi, ideale per la fruizione a schermo, ma pessima per la stampa a grandi dimensioni. Addirittura alcuni siti che permettono l’upload in alta risoluzione come Flickr provvedono comunque al ridimensionamento automatico per la diffusione in rete.

4. Segnalare il plagio
Ricorrere a un avvocato è una soluzione costosa da considerare esclusivamente come ultima risorsa quando il danno economico è considerevole. In generale, social come facebook e instagram vi permettono di segnalare le foto se non rispettano la normativa sul diritto d’autore e, sempre sui social, esistono gruppi numerosi di grafici o creativi dove poter sottoporre il vostro caso (e il responsabile del fattaccio potrebbe anche essere tra gli iscritti). Inoltre anche google presenta un apposito form per la rimozione di contenuti che violano il copyright. Quindi, se chi commette il plagio fa orecchie da mercante, un buon inizio è far rimuovere dalla rete l’immagine che vi danneggia.

5. Utilizzare software legali o gratuiti
Potrebbe sembrare un consiglio ovvio, ma di recente l’aumento dei controlli sulle licenze piratate ha messo in ginocchio diversi professionisti e anche istituti importanti. In sede giudiziale potrebbe esservi richiesto di dimostrare come avete realizzato un’immagine o un elaborato e da un file di lavorazione (come un .psd) è possibile risalire alla versione del programma che avete utilizzato. In caso di software illegale potreste non vedervi riconoscere il vostro legittimo diritto su quel documento, in particolare se non esistono versioni stampate e certificate temporalmente del vostro operato, dato che con un prodotto realizzato con un programma non registrato i file di lavorazione non hanno valore.

P.S. importante
Per gli autori di giochi in scatola (a cui abbiamo dedicato diversi articoli in passato) purtroppo al momento la normativa sul diritto d’autore non prevede la protezione delle meccaniche, mentre permane sulle grafiche o sul testo del regolamento. In futuro dedicheremo un approfondimento sul tema.