L’ombra del Duca: riscrivere Rigoletto in chiave moderna

L’ombra del Duca: riscrivere Rigoletto in chiave moderna
Simone Tansini, di professione baritono, e Nicola Genzianella, baritono della matita, offrono una coraggiosa trasposizione in chiave moderna del Rigoletto di Giuseppe Verdi, ribaltandone la voce narrante e aggiungendo  un taglio moderno e contemporaneo.

Dalle ombre del passato e del rimorso emerge un uomo poco oltre la mezza età, in preda ai propri pensieri e tormenti, e racconta le vicende che hanno coinvolto lui e le persone che gli gravitavano attorno, in un periodo della sua gioventù in cui era noto come Il Duca. E dal passato, senza ombre, torna, si conforma e si plasma sul presente la drammatica vicenda di Rigoletto, in questo coraggioso adattamento (o dovremmo chiamarlo reboot, per usare una terminologia appunto moderna?) della famosissima opera di Giuseppe Verdi, Rigoletto, a sua volta ispirata da “ Le Roi s’amuse” di Victor Hugo.

ombra-del-duca-copertina_Recensioni Nasce dalla mente e dalla cultura di Stefano Tansini, baritono con chiare vocazioni artistiche e creative con una spiccata tendenza alla contaminazione e all’ibridazione, l’idea di adattare un classico della cultura e della musica lirica italiana dell’Ottocento in chiave fumettistica, ambientandolo proprio ai giorni nostri. L’autore non si accontenta però di una banale trasposizione e utilizza un escamotage, semplice, forse, ma efficace e di tutto rispetto: narra la vicenda ribaltandone il protagonista per cui la voce narrante diventa quella del Duca (di Mantova, anni 2000) e non più quella del deforme, rabbioso e in fin dei conti perdente Rigoletto.

Come dichiarato nella presentazione del volume dallo stesso Tansini, far parlare il Duca di Mantova come voce-guida permette di dotare il racconto di una chiave più spiccatamente intimistica e introspettiva, offrendo la possibilità di aggiungere un quid di assolutamente personale e moderno a questo lavoro. Tutto ciò permette di evidenziare ed esaltare  gli aspetti maggiormente drammatici dell’originale opera verdiana,  facendone risaltare ancora oggi una potenza evocativa che risalta perfettamente nella sceneggiatura di Tansini.

L’ombra del Duca si modula e si articola attraverso diversi contesti e livelli che ne rendono intrigante e stimolante la lettura. Un possibile primo livello è rappresentato ovviamente dal testo lirico, preso direttamente dal libretto originale di F.M. Piave, ridotto e riportato all’essenziale: le “pagine di sinistra” della graphic-novel presentano estratti del testo, che fungono da cornice alle tavole a fumetti che le seguono. Un secondo livello è appunto quello del fumetto, dove la storia di Rigoletto e del Duca viene attualizzata, trasportata ai giorni nostri e raccontata per immagini. Un ulteriore livello, più complesso e articolato, è dato dall’accostamento e dalla successiva ibridazione di questi due livelli.  A questo piano di lettura, dove antico e moderno, scrittura e disegno si incrociano e creano la vera particolarità di questo lavoro, sembra davvero di sentire una voce lirica in sottofondo, che gioca di rimando con i disegni di , in un continuo ribaltamento di figura/sfondo dove si può leggere il fumetto, leggere l’opera lirica, “sentire” il racconto e  “guardare” una rappresentazione.

Si aggiungano inoltre, la presentazione dello stesso Tansini e la successiva introduzione di Annalisa Spadolini, referente del MIUR, Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica (perché sì, L’ombra del Duca ha a che fare fortemente con la cultura), che offrono ulteriori spunti per inquadrare questa graphic-novel.

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E poi c’è Genzianella, che è uno cui bisogna prestare attenzione perché è facile che induca in tentazione.
Genzianella è quel tipo di disegnatore dal tratto apparentemente semplice e pulito, che in realtà nasconde e cela un infinità di lavoro sottostante (anche se sembra spesso giocare con il lettore, lasciando qua e là segni o apparenti “tracce “di costruzione della figura e della tavola) ed è uno che ti fa veramente venire voglia di disegnare, invitandoti quasi a prendere in mano la matita.

Per lui vale quello che anni fa, durante una serata al Club Tenco poi confluita in un Disco dello stesso Club, disse Guccini presentando una sua versione (oggi volgarmente detta cover…) di una canzone dell’amico Vecchioni :“Non si dice che la canzone di un amico o un collega piace o non piace….si dice ‘accidenti perché non l’ho scritta io’”. E poco importa non essere amici o colleghi di Genzianella: guardi le sue tavole e  dici “maledizione, perché non sono io a disegnare così, perchè!?”.
Il suo tratto e le sue anatomie sono tutto e il contrario di tutto e muovono ammirazione e invidia, arrivano dirette, quasi bypassando la sceneggiatura. Le sue figure sono materiche, scolpite nella carta e nella grafite, statuarie e morbide nello stesso momento, spigolose e rotonde e si esprimono direttamente con una fisicità dirompente diventando vive, vere, umane e tragiche. Le tavole di Genzianella sono narrazione nella narrazione, come togliere l’audio a un film (o a una rappresentazione teatrale, appunto) e leggere la storia solo attraverso il muoversi dei corpi, gli sguardi, le posture e i movimenti.

Nelle tavole de L’ombra del Duca, oltretutto, le figure si muovono realmente tra una vignetta e l’altra, uscendo dai confini, dando così alla narrazione un ritmo ancor più fluido e continuo. I contorni delle vignette, quando ci sono, sono pura “formalità”,  qualcosa presente solo per ricordare che sì, in un fumetto quella è la base, poi le tavole esplodono, scontornate, aperte, con orge di figure e corpi che si mischiano, sommano e si sovrappongono, accompagnati dalle didascalie di Tansini, esaltando una commistione drammatica della vicenda del Duca, di Rigoletto e degli altri, dove pubblico (il disegno) e il privato, (parole e testi) si mescolano continuamente.

L’ombra del Duca è un lavoro coraggioso, che ibrida antico e moderno, vincendo una sfida tutt’altro che scontata; seppur con un paio di passaggi leggermente deboli (forse è un po’ troppo prosaico il momento in cui si spiega che la figlia di Rigoletto fu affidata ai servizi sociali da bambina), questa graphic-novel si rende leggibile a prescindere dalla conoscenza del testo originale (comunque ripreso, appunto, nei suoi passaggi fondamentali nelle pagine a latere delle tavole disegnate), dando corpo al motto verdiano, ripreso nella Presentazione da Tansini stesso: “Tornate all’antico e sarà un progresso”.

Abbiamo parlato di:
L’ombra del Duca
Simone Tansini, Nicola Genzianella
40 GB, novembre 2018
56 pagine, cartonato, bianco e nero – 18,00 €
ISBN : 9788894384901

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