Locust 2: una fine del mondo dolce e terribile

Locust 2: una fine del mondo dolce e terribile
Si conclude il fumetto post apocalittico di Leviathan Labs. Massimo Rosi e Alex Nieto colpiscono dritto al cuore con la storia di Max e Stella.

locust2_copCon il secondo volume si chiude Locust, il fumetto post apocalittico scritto da  e disegnato da , edito in Italia da  dopo il successo riscosso negli Stati Uniti con Scout Comics. 
Prosegue dunque l’avventura di Max: lo avevamo lasciato ferito, al termine del primo libro, reduce dal salvataggio della piccola Stella, la ragazzina destinata a un sacrificio rituale organizzato dal malvagio Ford, capo di una setta militare-religiosa che sta estendendo il suo dominio sul mondo allo sbando.

Locust 2 inizia con un approfondimento sull’epidemia che ha distrutto la società umana, a partire da un virus che colpisce la mente e il corpo delle persone trasformandole in aberranti e voraci Locuste. Le ipotesi sulle origini della piaga, e su possibili quanto improbabili contromosse, si scontrano però con una realtà ingestibile, priva degli strumenti scientifici per agire e popolata da uomini, Ford per primo, che preferiscono il nuovo status quo e vogliono impedire qualsiasi ritorno a un passato immorale e scellerato.

In questo scenario si muove l’ex pescatore Max che, dopo la morte della madre, ha ormai un unico scopo: proteggere Stella. Per farlo deve affrontare non solo la minaccia costante delle locuste, ma anche la lucida follia e la crudeltà dei suoi simili.

locust2_tav si sviluppa in una serrata alternanza fra tempo presente, dove gli eletti guidati da Ford sono impegnati in un piano di purificazione del vecchio mondo, e flashback, ambientati generalmente un anno prima per narrare alcune vicende che hanno ripercussioni sulla storia principale.
A rendere avvincente la narrazione, oltre ai continui spostamenti fra passato e presente, intervengono anche le numerose scene d’azione, mai fini a sé stesse ma studiate per impattare sia sul fisico sia sulla psiche dei protagonisti, e la stessa crescita dei personaggi, che esprimono sentimenti ed emozioni sempre diverse per tipologia o intensità man mano che la storia procede. Allo stesso modo si sviluppano i rapporti e i legami fra i protagonisti, in particolare fra Max e Stella. Anche la varietà di ambientazioni, da centri commerciali distrutti a insediamenti militari risalenti alla , da New York al Canada, contribuiscono a tenere alta l’attenzione del lettore.

Appare fondamentale la gestione dei testi, siano essi dialoghi o didascalie, attraverso i quali Rosi riesce a esaltare le componenti drammatiche della storia e a caratterizzare profondamente i personaggi, anche se l’argomento dibattuto sono dei semplici pancake.
Ford, la cui personalità appariva a tratti scontata e prevedibile nel primo Locust, è più incisivo e, grazie ad alcune citazioni dall’Antico Testamento, assume un ruolo quasi biblico.
Va detto che, proprio all’inizio del volume, sono presenti alcuni dialoghi a tratti verbosi, anche se utili a far rientrare il lettore nella storia e chiarire le tematiche chiave. Al contrario, verso la fine, appare ottima la gestione di una sequenza basata sulle didascalie, che raccontano una storia metaforica parallela a ciò che il lettore vede e legge nelle immagini.

Se Max mantiene il ruolo di protagonista, il personaggio di Stella non può essere considerato un semplice comprimario. È inevitabile fare il tifo per la ragazzina, per la sua dolcezza, la sua ingenuità, il suo destino che, pagina dopo pagina, è sempre meno roseo. Non a caso, il finale di Locust 2 è tutto suo.

lavora in prevalenza su tavole a quattro strisce, con vignette regolari e numerose doppie. Non mancano però pagine meno rigide, con una grande illustrazione come sfondo e vignette incastonate, oppure delle belle splash che sottolineano alcuni colpi di scena o dei momenti drammatici. Il segno è morbido, l’inchiostrazione e l’uso delle ombre fanno risaltare l’espressione dei personaggi, spesso ritratti in primo o primissimo piano.
Sono ben sfruttate certe immagini iconiche, una su tutte la Statua della Libertà, e si fa notare una lunga sequenza nel finale, dove per la prima volta ai toni cupi che pervadono l’intero volume, si sostituiscono colorazioni leggermente più chiare. 

Etichettare Locust 2 come semplice fumetto di fantascienza, ascrivibile al filone post apocalittico, sarebbe un errore. Sono infatti evidenti influenze horror e a volte , che rendono l’opera un bel mix di generi con un finale quasi senza speranza, aggrappato all’amore e alla poesia.

Abbiamo parlato di:
Locust – volume 2
,
, 2022
128 pagine, brossurato, a colori – 16,00 €
ISBN: 9791280137562

Locust: il primo atto della fine del mondo, secondo Leviathan Labs

 

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