Lo Spazio di carta: i fumetti italiani raccontano l’avventura spaziale

Lo Spazio di carta: i fumetti italiani raccontano l’avventura spaziale
Topolino, Nathan Never, Ratman: come l’Agenzia Spaziale Italiana ha scelto di raccontare anche col fumetto le attività spaziali.

Da a Nathan Never, passando per il Ratman di : come l’Agenzia Spaziale Italiana ha scelto, con l’aiuto di autori ed editori, di raccontare lo Spazio a fumetti. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Zucchini, Responsabile rapporti con ESA e comunicazione astronauti dell’ASI, coordinatore dell’iniziativa.

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Benvenuto su “Lo Spazio Bianco”, Fabrizio. Come è nata l’idea dell’Agenzia Spaziale Italiana di utilizzare anche i fumetti per promuovere lo Spazio?
Uno degli obiettivi dell’ASI è divulgare le attività spaziali per il grande pubblico e c’è l’esigenza, in questo senso, di arrivare anche a quelle fasce giovanili – bambini e ragazzi – che magari non raggiungiamo con la comunicazione istituzionale e con gli altri media. Da qui, siamo partiti quasi 10 anni fa, attivando una collaborazione con il magazine “”, per stimolare la produzione di fumetti e inserti editoriali a tema spaziale. Per l’ASI è stata anche l’occasione per parlare un linguaggio nuovo e raggiungere un bacino di utenza enorme come quello delle famiglie, visto che “” è un magazine che vende circa 250.000 copie a settimana: letto tanto dai bambini quanto dagli adulti. Di recente, per è uscito un volume che raccoglie tutte le otto storie prodotte insieme in questi dieci anni e dà l’idea del patrimonio di creatività e suggestioni (fanta)scientifiche che siamo riusciti a stimolare, grazie ad alcuni dei più importanti autori Disney di fumetti.

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Oltre a “Topolino”, avete poi coinvolto altri editori e altri personaggi?
Ci siamo resi conto che il connubio fumetto/immaginario spaziale funzionava bene e abbiamo allargato le iniziative, oltre che ai bambini, ai teenager. L’abbiamo fatto, prima di tutto, con il magazine trimestrale “National Geographic Kids”, creando il supplemento “Space Kids”, di 32 pagine, dove insieme ad articoli sulle missioni spaziali, c’era anche un fumetto originale a puntate che raccontava le avventure futuribili della prima colonia umana su Marte, tra cui un anziano Luca Parmitano… Lo spunto era che il nostro astronauta italiano fosse stato un pioniere della prima missione sul Pianeta Rosso e, quindi, per i successivi coloni una sorta di saggio decano. Il fumetto andava molto bene e National Geographic Kids registrava ad ogni uscita del supplemento spaziale circa un 10% in più di vendite. Di recente, anche questa storia (pubblicata nell’arco di 5 anni) è stata raccolta in un volume.

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Nel tempo, avete anche lavorato, con un taglio e un formato editoriale diverso, assieme a Leo Ortolani, una vera e propria star del fumetto italiano…
Si con Leo, cui abbiamo forse trasmesso questa “febbre” per lo Spazio, è nato un bel dialogo creativo che ha dato vita a tre “graphic novel”, i volumi a fumetti che si possono acquistare anche in libreria: C’è Spazio per tutti, Luna 2069 e – da poco uscito – Tramonto blu. Ogni volume ha per protagonista l’irresistibile personaggio comico di Ratman e racconta una storia autoconclusiva con un’ambientazione spaziale diversa. C’è Spazio per tutti – dove il coprotagonista a fumetti era Paolo Nespoli – era incentrato sulla Stazione Spaziale Internazionale. Luna 2069 (con Luca Parmitano) è dedicato alle missioni e all’immaginario Lunare. Adesso sta per uscire, Tramonto blu con Ratman impegnato da solo ad affrontare una incredibile avventura marziana… Ho presentato il volume assieme a Leo Ortolani e alla scrittrice Licia Troisi, il 31 ottobre, a & Games.
Questi tipo d’incontri con il pubblico, finora sempre seguitissimi, sono un “termometro” per noi – così come le ottime vendite degli albi – dell’interesse dei lettori verso spaziali.

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Altrettanto importante, mi sembra, sia la collaborazione con editore per “Nathan Never” (ne abbiamo già parlato qui e qui), il più importante eroe di fantascienza del nostro paese?
Con gli autori della Bonelli abbiamo creato già due storie pubblicate sia per il mercato delle librerie, sia proposte in edizione economica in edicola: Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale e Nathan Never: Destinazione Luna. Scritte da uno dei creatori di Nathan Never, lo sceneggiatore , e disegnate dal bravissimo Sergio Giardo, trovo che queste storie avvincenti, oltre che dal punto di vista scientifico-divulgativo, siano perfettamente inserite nell’universo narrativo del personaggio e, quindi, godibili da tutti gli appassionati.

Puoi anticiparci qualcosa sulle future iniziative?
Continueremo la collaborazione con Disney – Panini per realizzare altre storie su Topolino, in attesa dell’atterraggio della sonda europea ExoMars sul Pianeta Rosso. Inoltre stiamo pensando a realizzare nuovi progetti con Bonelli e per continuare a raccontare lo Spazio ai giovani attraverso i fumetti. Pochi giorni fa (il 16 dicembre) abbiamo celebrato anche la 1° giornata Nazionale dello Spazio.

Ultima curiosità: eri già un lettore di fumetti prima di occuparti di questa iniziativa per ASI, oppure hai scoperto un “mondo nuovo”?
Ero già un appassionato lettore di fumetti prima di questa avventura e anche un ammiratore delle opere di Leo Ortolani, di Topolino, dei supereroi Marvel e Bonelli.

Intervista realizzata a novembre 2021.

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