L’inquilino del quarto piano: De Filippo torna per NPE

Torna il teatro di Eduardo De Filippo a fumetti! "Questi fantasmi!" è la seconda uscita della collana edita da Nicola Pesce Editore.

L’inquilino del quarto piano: De Filippo torna per NPE

Questi fantasmi! è una commedia di Eduardo De Filippo scritta nel 1945 e portata in scena l’anno seguente. Prima opera a essere rappresentata all’estero, venne adattata più volte filmicamente da Eduardo stesso, come regista, nel 1954 (con Renato Rascel come protagonista) e nel 1962 per la TV, con lo stesso autore nella parte del protagonista, infine nel 1967 in un film di Renato Castellani con Vittorio Gassman e Sofia Loren, non fedelissimo all’originale.

Questo adattamento fumettistico invece è curato da Paolo Terracciano, con revisione di Angelo Zabaglio; i disegni sono invece di , per i colori di Ivan Cappiello, mentre la copertina, in un efficace monocromatico quasi fotorealistico, è di Nigraz.

Come già il primo numero di questa collana di Nicola Pesce Editore dedicata a De Filippo, Natale in casa Cupiello, anche questa storia risale al 1998 e fa parte di un primo nucleo di adattamenti realizzati a fine anni ’90, col beneplacito della famiglia dell’autore.

Questo spiega l’ estrema fedeltà al testo, a scapito di una più ampia libertà espressiva e nell’uso del linguaggio fumettistico; questa cura filologica lo rende particolarmente adatto come strumento didattico. Il volume riporta anche le parole della moglie Isabella De Filippo, che esprime il suo assenso sottolineando come il passaggio al fumetto, dopo quello all’opera, al cinema, alla tv, testimonia la vitalità delle opere del marito, in grado di superare l’ambito artistico di origine.

L’opera rispetta ovviamente la scansione in tre atti: il protagonista e la moglie possono soggiornare gratuitamente nel palazzo, purché dimostrino che esso è abitato, perché non si riesce ad affittarne gli appartamenti per la presunta presenza di fantasmi. E gli spettri arrivano nel corso dell’opera: ma non quelli del sovrannaturale (che Bigliardo ha spesso illustrato su Dylan Dog assieme ad altri mostri, fino all’ultimo antagonista, John Ghost) bensì i fantasmi delle menzogne dei vari personaggi, ognuno perseguitato dai propri fallimenti, dal proprio passato.

L’inquilino del quarto piano: De Filippo torna per NPESi è scelta inoltre, altro elemento filologico, la seconda versione dell’opera, quella definitiva, in cui il primo protagonista, Natalino Lolli, è stato sostituito da Pasquale Lojacono, e in cui l’italiano standard è stato sostituito dalla lingua napoletana. Un rispetto maggiore quindi delle scelte dell’autore, a scapito della “facilità” dell’opera per un pubblico non napoletano.

Si è comunque ovviato con un ampio glossario finale, e da non-napoletano (e molto lontano: piemontese) posso dire che l’opera resta comunque leggibilissima, forse con qualche piccola fatica in più ma, decisamente, con un maggior pregio letterario sotto il profilo della preziosità linguistica. L’aspetto dei personaggi, pur con una certa rielaborazione visiva, è ispirato allo sceneggiato televisivo del 1962, la trasposizione interpretata da De Filippo.

La scansione della tavola è abbastanza tradizionale, con le tre tipiche strisce italiane che, nel largo formato di NPE danno una buona visibilità al segno fumettistico ed evitano che il testo – forzatamente più ampio che in un fumetto concepito originariamente come tale – sia troppo affollato nei balloons.

La scelta della convenzionale griglia italiana fa sì che, di fatto, il montaggio sia più filmico che teatrale: attorno ai personaggi pare ruotare la consueta “telecamera invisibile” fumettistica, come avverrebbe in ambito cinematografico, con un alternarsi di piani, campi, punti di vista che sono ovviamente impossibili a teatro.

L’inquilino del quarto piano: De Filippo torna per NPEAnche la rottura della quarta parete con cui è rappresentato il dialogo tra il protagonista e il suo dirimpettaio – il quale non si vede mai in scena – è mutuato dall’adattamento televisivo. Abbiamo infatti un primo piano di Lojacono che parla rivolto al lettore, proprio come nello sceneggiato tv Lojacono parla “in macchina”. Del resto non è facile ovviare a questa strutturale vicinanza del fumetto ai media audiovisivi: un tentativo era stato quello effettuato da Gianni De Luca nei suoi adattamenti shakespeariani di metà anni ‘70, dove aveva trasformato le sue tavole in un “open space” in grado di ricalcare la scena teatrale, su cui i personaggi si muovevano al di fuori del consueto schema rigido di vignette.

In questa serie di adattamenti, invece, si è scelto di marcare maggiormente la teatralità con lo studio dell’espressività dei personaggi, studiata sui filmati originali di De Filippo.
Il tratto di Bigliardo, esponente della cosiddetta “scuola salernitana” del fumetto italiano, formatasi in ambito partenopeo dai primi anni ’80 in poi, è congeniale al proposito, essendo molto pulito ed efficace, e riesce a coniugare le esigenze di fedeltà naturalistica con una sintesi personale, giocata molto sul contrasto netto di bianchi e di neri.

La colorazione di Ivan Cappiello si sovrappone bene a queste chine abbastanza forti, con colori leggeri, nelle varie gradazioni del seppia, del violetto, di un verdolino sfumato. Potremmo dire che la tenuità del colore contribuisce ad evocare la sensazione eterea propria di questa commedia eduardiana, giocata sull’equivoco spiritico – un’altra fonte presente nel testo, dello stesso De Filippo, chiarisce come l’elaborazione dell’opera gli sia stata ispirata dal reale ascolto di presunte sedute spiritiche.

Il netto contrasto chiaroscurale delle chine, invece, sembra rimandare alla cupezza di fondo della storia, alla tragedia umana che quasi sempre, in De Filippo, si nasconde sotto la leggerezza apparente della comicità.

Abbiamo parlato di:
Questi fantasmi!
Eduardo De Filippo, Daniele Bigliardo
Nicola Pesce Editore, 2017
96 pagine, cartonato, colore – 19,90 €
ISBN: 9788894818093

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