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Leo Ortolani: una laurea in scienze aereospaziali

Leo Ortolani incontra i fan per il tour di presentazione di C’è spazio per tutti raccontando aneddoti sulla Stazione Spaziale Internazionale e Paolo Nespoli.

Venerdì 10 novembre alle 18 presso la libreria Feltrinelli di piazza Duomo a Milano, Leonardo Ortolani ha incontrato il pubblico nel secondo appuntamento del tour di presentazione per C’è spazio per tutti. Il volume, che vede il ritorno di Rat-Man a un mese dalla chiusura della serie regolare, è stato realizzato in coproduzione da Panini Comics con l’ESA (l’agenzia spaziale europea) e l’ASI (l’agenzia spaziale italiana). Coprotagonista della vicenda, ambientata sulla Stazione Spaziale Internazionale, è l’astronauta italiano Paolo Nespoli. Su questi argomenti, sulle difficoltà di portarli su carta e sulle anticipazioni sui suoi progetti futuri si è discusso nell’incontro moderato da Loris Cantarelli, il direttore editoriale di Fumo di China.

La divulgazione della scienza “non” è una cosa seria

Leo Ortolani: una laurea in scienze aereospaziali

e Loris Cantarelli

Ricca di curiosità e aneddoti divertenti raccontati da Ortolani con la solita simpatia, l’occasione ha rivelato un aspetto da divulgatore spaziale finora poco esplorato dall’autore. La prima curiosità riguarda il titolo, C’è spazio per tutti, scelto fin da subito ma poi messo in discussione dopo aver scoperto essere anche il titolo di un libro sulla geometria di Piergiorgio Odifreddi. Alla fine, però, l’idea iniziale è stata mantenuta: in fondo… “c’e spazio per tutti!

Il primo tema affrontato è stato quello della raccolta delle informazioni e della documentazione necessaria per la stesura del volume. Ortolani si è dovuto districare all’interno di una materia, la corsa allo spazio tra le due superpotenze, Stati Uniti e Russia, particolarmente ricca di aneddoti, alcuni anche curiosi.
In particolare Ortolani si è dilungato sulla figura di Paolo Nespoli: con una carriera militare davanti decisamente spianata, l’italiano, spronato anche da Piero Angela, ha deciso di rimettersi in gioco a 28 anni, imparando nuove lingue e prendendo una laurea scientifica per poter coronare il sogno di bambino, diventare un astronauta.
Ortolani aggiunge anche alcuni dettagli divertenti, come le disavventure con l’uso delle tute spaziali durante alcuni esperimenti sulla Stazione Spaziale, ma nel complesso si percepisce il rispetto e il segno che Paolo Nespoli ha lasciato nell’autore:

È un ottimo testimonial per chi dice che è importante credere nei sogni

ha ricordato Ortolani, sempre a proposito di Nespoli, giusto pochi minuti prima a Media INAF.

Leo Ortolani: una laurea in scienze aereospaziali

Leo Ortolani mostra le due copertine di C’è spazio per tutti

Cantarelli, poi, nota la precisione e l’accuratezza dell’autore sia nella ricostruzione storica, sia nel disegno dei satelliti e dei dispositivi spaziali. Ad esempio loda l’autore quando cita in maniera precisa una delle più note frasi spaziali:

Houston, abbiamo avuto un problema

Ortolani rivela di avere per un momento avuto l’intenzione di citare la frase nella sua accezione più nota, ma poi “ho pensato a Paolo Attivissimo“, confessa, optando così per la citazione corretta. Anche il disegno dei satelliti e della Stazione Spaziale risulta preciso e accurato: Ortolani, a tal proposito, ha ricordato di avere modificato alcuni errori presenti nell’ultimissima versione poco prima di andare in stampa.

Altra difficoltà è stata quella di muovere i personaggi all’interno degli spazi angusti della Stazione Spaziale o quella di far fare ai personaggi i movimenti corretti: Ortolani ha ovviato a questo disegnando mappe e rivedendo i video di Luca Parmitano a bordo della Stazione, aiutato anche dai manuali messigli a disposizione da ESA e ASI.
In un certo senso C’è spazio per tutti ha riportato Ortolani alle origini, visto che, come ha ricordato Cantarelli, gli inizi dell’autore risalgono alla parodia di Spazio 1999, mitico serial televisivo ambientato su una Luna alla deriva nel vuoto cosmico a causa di un’esplosione nucleare sulla base spaziale lì costruita. D’altra parte lo stesso autore ha ricordato che sono iniziati i primi contatti tra le agenzie spaziali europea e cinese per il progetto di costruzione di una base lunare.

Leo Ortolani: una laurea in scienze aereospaziali

Il firmacopie alla fine dell’incontro

Progetti futuri

Tra gli altri temi affrontati, anche quelli legati al futuro del fumettista e del suo personaggio più famoso: Rat-Man. Da un lato Ortolani ha confermato il suo impegno con Bonelli per la realizzazione di una parodia di Dylan Dog con i personaggi di Venerdì 12, dall’altro ha anticipato il suo impegno in altri progetti scientifici, al momento ancora nella fase iniziale. Relativamente a Rat-Man, il personaggio non verrà abbandonato: al di là del suo possibile utilizzo in questi progetti ancora allo stato embrionale, è certo il suo maggiore impegno su Rat-Man Gigante, dove l’autore recupererà storie e soggetti lasciati nel cassetto in questi 20 anni di attività.
I progetti fumettistici di Leo Ortolani sono ancora ricchi per un 2018 (e pure un 2019) che già ingolosisce i suoi fan e più in generale i lettori del buon fumetto umoristico italiano.

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