Leggende Napoletane raccontate a fumetti

Leggende Napoletane raccontate a fumetti
Un excursus tra leggende partenopee in due volumi nei quali il fumetto è decisamente poco sfruttato nonostante un tema potenzialmente interessante.

644ddca3-a89d-43da-bd4b-b07d082c8844Il mondo dei miti e delle leggende italiane è una cornucopia di materiali interessanti e spesso poco noti, soprattutto al di fuori delle regioni a cui appartengono. Ecco allora che l’idea di una serie a fumetti che esplori e racconti alcune leggende partenopee, un territorio ricchissimo di storie e folklore, appare sicuramente come un’iniziativa piuttosto allettante.

Il progetto di Emanuele Pellecchia e Francesco Saverio Tisi è parte di una visione più ampia che aspira alla realizzazione dello stesso lavoro in video. Non è chiaro però se il fumetto ne rappresenti un corollario, un anticipo, un banco di prova o una prima versione.
Come cornice per le sei leggende raccontate nel fumetto, tre per volume, sono proprio i due autori del futuro video che girano per la città alla ricerca di materiale per il loro film, in quello che è un pretesto debole ed estremamente autoreferenziale. Sì, c’è l’incombente figura di un uomo vestito da medico della peste che sembra perseguitare i due e sembra voler suggerire qualcosa,ma è un qualcosa che non si concretizza mai, rimanendo un elemento posticcio e inconcludente.

Ovviamente il vero cuore del lavoro sono le leggende raccontate. I disegni di Gianluca Testaverde, per il primo volume, e quelli di Luigi Iannelli e Alessio Monaco e ancora Testaverde per il secondo, sono apprezzabili. Lo stile è realistico, con un bianco e nero piuttosto netto e pulito: sono infatti i bianchi a predominare spesso, senza però che questo lasci sensazioni di vuoto nonostante l’uso molto parsimonioso di tratteggi e sfumature. Un approccio forse molto “classico”, ma sicuramente ben fatto. Anche la scansione delle tavole e lo storytelling risultano funzionali e offrono qui e lì qualche guizzo interessante nelle inquadrature, nonostante tutto sia ingabbiato in un meccanismo di costruzione delle tavole che a tratti suona casuale: spesso si alternano tavole dove le vignette non riempiono l’intera pagina, ma lasciano ampie porzioni libere e bianche, senza che questa scelta suggerisca una qualche motivazione o attinenza con la narrazione o nella costruzione dell’atmosfera.

Per quanto riguarda il racconto delle storie ci troviamo in un ambito estremamente semplicistico. Principalmente le leggende vengono raccontate attraverso le didascalie, con pochissimi e minimali dialoghi. Il risultato è qualcosa che nella maggior parte dei casi trasforma le vignette in illustrazione pedissequa di quanto esposto dalle parole. In pratica, se togliessimo la parte disegnata dall’equazione, non cambierebbe nulla nella comprensione della storia, facendo così dei disegni un mero accessorio a corollario.

Leggende Napoletane 2_01Nel terzo capitolo del secondo volume, La Strega di Port’Alba, gli autori dei testi tentano un cambio di approccio sulle didascalie che, invece di un asettica voce narrante, vengono riempite con un dialogo delle loro controparti nel fumetto cornice. I due stanno ipotizzano come utilizzare i dettagli della storia nella sua trasposizione in video. Un dialogo che vorrebbe essere ironico e costruire un certo effetto di voluto contrasto con immagini e situazioni, ma che di fatto non riesce realmente a compiersi e che risulta invece un poco ingenuo e scontato.

Per altre ragioni lascia poi un poco spiazzati il terzo capitolo del primo volume, Il Fantasma di Capodichino. Mentre tutte le altre leggende scelte affondano nel passato e nel folclore, questa ha un’ambientazione molto recente e in generale risulta piuttosto incongruente rispetto alle altre, anche per temi, soprattutto dal momento che la storia raccontata è in tutto e per tutto la leggenda metropolitana più famosa del mondo, quella dell’autostoppista fantasma.

Insomma, fumettisticamente parlando, dietro un lavoro più che dignitoso sulle tavole, ci troviamo davanti ad un paio di volumi che non sfruttano minimamente il mezzo scelto, ma si limitano ad utilizzarlo in maniera accessoria e didascalica. Per quanto riguarda i contenuti, i risultati sono altalenanti e, al di là della curiosità per le leggende che vengono raccontate, non riescono a offrire alla lettura nessun reale coinvolgimento.

Abbiamo parlato di:
Leggende Napoletane #1/2
Emanuele Pellecchia, Francesco Saverio Tisi, Gianluca Testaverde, Luigi Iannelli ed Alessio Monaco.
Phoenix Film Production, 2020
48 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,50 cadauno €
ISBN: 9788894389630 / 9788894480801

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su