L’attesa di Wonder Woman, Cannes virtuale tra fumetti e animazione

L’attesa di Wonder Woman, Cannes virtuale tra fumetti e animazione
In questa puntata: il rinvio di Wonder Woman e le strategie degli studios per il marketing post-pandemia, il Festival di Cannes si fa virtuale e altre news.

Nella precedente puntata di Nuvole di Celluloide, avevamo parlato del silenzio che, da qualche settimana, stava circondando la campagna promozionale di Wonder Woman 1984, squarciato dalla notizia che la Warner Bros. ha deciso un nuovo rinvio della pellicola, optando per la data del 2 ottobre.
Proprio lo slot di ottobre era la finestra che alcuni analisti avevano ipotizzato in conseguenza dello slittamento di Venom: Let There Be Carnage proprio per il sequel sull’amazzone DC Comics, e di cui avevamo parlato in una recente puntata della rubrica.
La major americana deve avere valutato nelle ultime settimane tutte le opzioni possibili, scegliendo però di giocare d’anticipo e optando per uno slot che può essere considerato in qualche modo “sicuro”, anche alla base di una situazione non particolarmente comoda per quanto concerne il marketing.
Come ha ricordato Deadline solo pochi giorni fa, il continuo rinvio di alcune pellicole dovuto alla situazione della pandemia sta creando non pochi problemi alle campagne promozionali, il cui merchandising in alcuni casi è già in vendita nei negozi specializzati, come ad esempio le borse Doritos ispirate a Wonder Woman 1984, con il sito per partecipare a un contest già attivo da qualche settimana.

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La campagna promozionale di Doritos per Wonder Woman 1984. Con il nuovo rinvio della data di uscita, la Warner deve rivedere tutto il marketing legato al licensing.

Il marketing è in grande difficoltà anche per quanto concerne le strategie per riportare il pubblico al cinema, soprattutto in un momento in cui la chiusura delle sale è un ostacolo alla diffusione di trailer, così come la mancanza di eventi sportivi dal vivo blocca la programmazione di spot promozionali sui canali televisivi.
Secondo un interessante articolo pubblicato da The Hollywood Reporter nei giorni scorsi, “gli studios ora devono vendere agli spettatori un prodotto insolitamente complesso, non solo un film ma anche l’idea stessa di uscire per andarlo a vedere. E c’è il problema di trovare il tono giusto in un momento in cui il pubblico vive la triste realtà di una pandemia globale, disordini civili contro la violenza della polizia e una profonda devastazione economica”.

“I film sono ancora qualcosa per evadere dalla realtà, e la gente ora vuole scappare più che mai.” – ha affermato Russell Schwartz, ex dirigente di marketing presso Relativity e New Line Cinema, che ora insegna all’AFI e al Chapman College – “Ma ora lo sforzo di marketing sarà di 20 secondi per vendere il film e 10 secondi per vendere al pubblico perfino l’idea  di andare al cinema“.

Come sottolinea Schwartz, lo sforzo promozionale ora più che mai sarà decisamente maggiore, soprattutto in termini economici, con evidenti ricadute. Secondo quanto evidenziato sempre da THR, i principali studi di Hollywood hanno speso il 52,9% in meno per commercializzare film in TV quest’anno rispetto allo stesso periodo dal 1 gennaio al 28 maggio dello scorso anno, secondo dati diffusi da iSpot.tv. A maggio, mese che segna il tradizionale inizio del botteghino estivo, la spesa è diminuita del 98,7% rispetto allo scorso anno.
In questo frangente, nel quale la campagna promozionale di Wonder Woman 1984 non è mai effettivamente iniziata a parte la diffusione di un trailer e di numerose immagini, è lecito pensare che la Warner stia totalmente ripensando la strategia promozionale non solo per invogliare il pubblico a vedere il film (cosa scontata), ma anche per tornare al cinema.  Secondo la rivista di spettacolo, gli studios hanno cambiato negli ultimi due mesi il tenore delle pubblicità.

ll tenore di tutta la pubblicità è cambiato drasticamente negli ultimi due mesi. Invece di promuovere prodotti, molte aziende hanno creato spot che parlano della promessa del domani o di ciò che stanno facendo per supportare gli operatori sanitari in prima linea e promuovere il distanziamento sociale. La messaggistica è davvero complicata. – ha affermato un veterano del marketing –Potremmo modificare le campagne per renderle un po’ più positive e un po’ più divertenti. Questo è ciò che la gente vuole. Non vogliono stress. Vogliono evadere.

Cannes e il mercato virtuale

Il Festival di Cannes prende vita, nel mezzo della pandemia, anche in forma virtuale, così come il mercato che vede distributori e studios acquistare quelli che saranno i titoli per la prossima stagione cinematografica che si annuncia altamente competitiva, dopo che l’epidemia ha di fatto bloccato quella del 2020. Il mercato virtuale, che prenderà ufficilamente il via a fine mese, vede anche questa volta tra i vari prodotti numerose pellicole di animazione e tratte da fumetti.
Tra queste ultime, vi è Blacksmith, un action thriller basato sul graphic novel di Malik Evans e Richard Sparkman che vedrà protagonisti Nick Jonas e , diretti dal regista Pierre Morel (Taken). La pellicola, scritta da Ben Ripley (Source Code), narrerà di Wes Loomis (Jonas), un esperto di armi per la comunità dei servizi segreti noto con il nome di Blacksmith. Quando il suo laboratorio segreto viene distrutto e i suoi colleghi vengono uccisi, Wes deve scappare e sopravvivere con l’unico supporto delle sue abilità tecniche e l’aiuto dell’analista della CIA Noelle Hazlitt (ruolo ancora non assegnato). I due andranno alla ricerca del mentore del ragazzo, Mather (Fishburne) andato in pensione da qualche anno.

Per quanto riguarda invece l’animazione, la 101 Films International presenterà al mercato virtuale il film di animazione per famiglie Strike. La pellicola narra le avventure di di Mungo Morrison, un ragazzo che vive in una città mineraria nella quale tutti sono orgogliosi di lavorare nella miniera. Quando Mungo diventa maggiorenne trascorre il suo primo giorno nella miniera, ma il suo grande sogno è invece quello di essere un calciatore e il suo problema è quello di rivelare le sue aspirazioni al padre.

Altri interessanti progetti in questo settore sono il film in stop-motion Even Mice Belong in Heaven, le cui vendite saranno gestite dalla fracese Charades, e che vede alla regia i registi cechi Denisa Grimmová e Jan Bubenícek. Sempre per la stessa agenzia, è da segnalare Bigfoot Family, film animato diretto dai registi belgi Ben Stassen e Jérémie Degruson, che sarà in concorso nei prossimi giorni al Festival di Annecy.

Snow Blind

Nei giorni scorsi numerose offerte sono state fatte per l’acquisizione di Snow Blind, un adattamento del graphic novel di Ollie Masters (The Kitchen) che vedrà Jake Gyllenhaal come protagonista, con Gustav Möller, che ha diretto il thriller danese The Guilty, che farà il suo debutto alla regia in una pellicola in lingua inglese.
La sceneggiatura sarà scritta da Patrick Ness, che sta attualmente adattando Il Signore delle Mosche per il regista Luca Guadagnino.
La pellicola, un thriller descritto come un incrocio tra Prisoners e Vivere in Fuga di Sindey Lumet, sarà prodotta da Ross Richie, Stephen Christy e Adam Yoelin dei BOOM! Studios, mentre Gyllenhaal sarà anch’egli produttore con Riva Marker attraverso la società Nine Stories.
Per la vendita del progetto i potenziali acquirenti hanno ricevuto un video con una introduzione dello stesso Gyllenhaal e del regista, con video-conferenze a cui ha partecipato anche l’attore. Il graphic novel era già stato anni fa all’attenzione della rete televisiva Fox, che ne aveva ordinato un drama nel 2012 mai concretizzatosi e che vedeva il coinvolgimento del produttore di Prison Break, Vaun Wilmott.

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