L’assordante silenzio di Diabolik, la lunga strada dei DC Studios

L’assordante silenzio di Diabolik, la lunga strada dei DC Studios
In questa puntata uno sguardo alla campagna promozionale del sequel di Diabolik e alle prossime mosse dei DC Studios.

Diabolik – Ginko all’attacco

Quando leggerete queste righe mancheranno solo pochi giorni all’uscita nelle sale di Diabolik – Ginko all’attacco, il sequel sul Re del Terrore diretto dai Manetti Bros. e con il debutto nel ruolo di Giacomo Gianniotti. In passato, ma anche più di recente, su questa rubrica abbiamo fortemente criticato la campagna promozionale attorno al primo capitolo esprimendo numerose perplessità in merito.
Perplessità che non sono diminuite, ma anzi aumentate proprio con il sequel, che ha decretato quello che possiamo definire un vero e proprio fallimento promozionale. Dalla diffusione del primo teaser, avvenuta lo scorso 5 agosto, un silenzio assordante ha coperto quasi tre mesi che potevano essere sfruttati diversamente da Rai Cinema e 01 Distribution, ma anche dalla stessa .
Questo silenzio è stato infranto brevemente lo scorso 25 ottobre, quando vi è stata la diffusione del trailer ufficiale, nel quale però è difficile vedere una differenza sostanziale con il teaser, soprattutto per la scelta di una durata di poco superiore al precedente filmato. Un elemento questo che aveva permeato anche il marketing  del primo film, ovvero puntare su dei mini-teaser che, purtroppo, non hanno la forza visiva e narrativa per risultare affascinanti o comunque capaci di una qualche presa sul pubblico.
La scelta di presentare dei teaser così brevi ha un effetto soprattutto se guardiamo alla data di uscita della pellicola, che avviene pochi giorni dopo la release italiana di : Wakanda Forever, ma anche prima dell’uscita di un altro film molto atteso, ovvero Glass Onion – Knives Out, sequel di Cena con Delitto diretto da Ryan Johnson. Anche se quest’ultimo progetto avrà una release limitata in quanto una produzione Netflix, ci dà modo di osservare un grosso problema che riguarda non solo il sequel di Diabolik, ma anche il recente Dampyr: la finestra cinematografica.

Si può infatti dire, senza ombra di dubbio, che la decisione di optare per delle “uscite sandwich”, schiacciando entrambi i progetti tra film con un più forte richiamo e con una distribuzione più decisa, sia un altro elemento che denota quanta strada ci sia da fare nel nostro paese per arrivare alla costruzione di franchise sul livello di quelli statunitensi.
E’ probabile che Diabolik – Ginko all’attacco avrà un destino al box office diverso, e più positivo, rispetto a quello avuto da Dampyr, che ha sofferto molto la concorrenza di Black Adam e l’uscita di Black Panther: Wakanda Forever, ma questo non elimina carenze strutturali (e anche di semplice buon senso) che hanno circondato entrambe le pellicole, oltre che una mancanza nel riuscire a vedere il quadro generale.
Da questo punto di vista è lecito affermare che, ad esempio, Bonelll Entertainment, nonostante la buona volontà messa nella campagna promozionale, si sia comportata un pò come il Titanic, quando poteva benissimo evitare l’iceberg di Black Adam optando per una differente data di uscita, che per un film che richiama in parte il genere horror poteva anche avvenire durante la stagione estiva.

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La lunga strada dei DC Studios

Nella precedente puntata di Nuvole di Celluloide abbiamo fornito uno sguardo prettamente strutturale al lancio della nuova etichetta all’interno di . Discovery, concentrandoci in particolare sui ruoli che avranno, nella costruzione del nuovo cinematografico, alcune delle figure principali della major. La domanda che comunque tutti si pongono dopo l’arrivo di  e Peter Safran è sostanzialmente una, e riguarda il tempo che ci vorrà per vedere i primi effetti di questi cambiamenti.
Nel rispondere bisogna fare una premessa fondamentale, ovvero che la Warner ha bisogno innanzitutto, e in tempo relativamente breve, di successi finanziari più corposi, soprattutto perché  il recente rapporto sui guadagni del terzo trimestre della major ha evidenziato alcuni problemi correlati non solo ai costi associati a un ambiente pubblicitario definito difficile, ma anche e in maniera maggiore agli effetti della fusione dei mesi scorsi che si è in parte riflettuto su una minore presenza nelle sale in quanto a numero di pellicole in uscita.
È anche per questo che nei giorni scorsi, proprio durante la presentazione del rapporto davanti agli investitori, ci ha tenuto a confermare che tutti i film previsti per il 2023 usciranno regolarmente.

La Warner non può più permettersi, infatti, di rimandare nuovamente le uscite di film quali  e Aquaman and The Lost Kingdom in quanto questo significherebbe anche la perdita di azionisti e un dimezzamento del valore della società a Wall Street. Con pellicole comunque già pronte, ovvero che hanno ultimato la lavorazione già da tempo e sono già in post-produzione (quindi con trame e indirizzi narrativi già delineati) lo spazio di manovra di Gunn e Safran non sarà molto ampio. Questo non toglie che i due, soprattutto Gunn, possano sfruttare proprio gli spazi della post-produzione per inserire alcuni elementi, servendosi più che altro delle scene post-credit per dare al pubblico un primo indizio di quello che verrà. Interventi più corposi, volti proprio a modificare lo status di una pellicola, non sarebbero invece al momento i benvenuti in quanto potrebbero creare eventuali tensioni con i registi e andare a colpire anche quella benevolenza attualmente esistente da parte degli appassionati, di solito molto malleabili nel cambiare opinione davanti anche a un singolo momento di crisi e negatività.

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Non è da escludere comunque che delle quattro pellicole in uscita il prossimo anno alcune potrebbero essere escluse da questi piccoli interventi. Una di queste è Shazam – La Furia degli Dei, al cui interno ci dovrebbe già essere un collegamento con il resto dell’universo cinematografico con la comparsa di Gal Gadot in un (ingannevole) cameo nel ruolo di Wonder Woman, anche se non è da escludere una vera e propria scena post credit in post-produzione firmata da Gunn e Safran, visto che la comparsa dell’attrice israeliana sarebbe costruita stando a indiscrezioni come facente parte, in qualche modo, della trama della pellicola di David F. Sandberg .
Il progetto da cui sarebbe invece più lecito aspettarsi un imprinting della nuova gestione è sicuramente , in quanto introduce un eroe nuovo di zecca sul grande schermo, permettendo così la scelta di collegamenti più diretti e meno faticosi o artificiosi rispetto al passato.

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