{"id":19312,"date":"2010-10-06T13:38:59","date_gmt":"2010-10-06T11:38:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/19312-KOMIKAZEN-fumetto-confini-realta"},"modified":"2016-02-25T08:45:38","modified_gmt":"2016-02-25T07:45:38","slug":"komikazen-fumetto-confini-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/komikazen-fumetto-confini-realta\/","title":{"rendered":"Komikazen 2010 – Il fumetto ai confini della realt\u00e0"},"content":{"rendered":"
Il fumetto italiano come forma di intrattenimento, per fortuna, si \u00e8 pi\u00f9 spesso che no tenuto alla larga dalla stupidit\u00e0 fine a se stessa, tanto quanto dalla stupidit\u00e0 manovrata politicamente. Ha i suoi anticorpi che hanno origine dalla sua storia, dall\u2019attenzione di chi lo ha fatto e da chi lo ha prodotto. Che si parli di Disney Italia<\/em>, di Sergio Bonelli Editore<\/em>, di Astorina<\/em>, di Max Bunker<\/em>, di Macchia Nera<\/em>, ecc. raramente si \u00e8 perseguito l\u2019obiettivo della stupidit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n Eppure negli anni, in particolare per alcuni prodotti\/personaggi, si \u00e8 allargato uno spazio sempre pi\u00f9 ampio tra intrattenimento e vita reale<\/strong>. Ovvero, si \u00e8 sempre pi\u00f9 creata una frattura che ha impedito al fumetto seriale, o popolare che dir si voglia, di interpretare la nostra quotidianit\u00e0, di restituire ad essa nuovi significati, di trasferire su un piano avventuroso o umoristico le paure, le ansie, le gioie, le aspettative delle nuove generazioni. Si \u00e8 dato questo compito ad altri. Altri media, altri prodotti a fumetti. Il punto \u00e8 che per anni abbiamo assistito da un lato a un impoverimento di contenuti, e dall\u2019altro a una fuga di lettori. \u00c8 un\u2019onda lunga, che non sembra arrestarsi. Malgrado gli \u201cesperimenti\u201d e le nuove pubblicazioni.
<\/a>La nostra quotidianit\u00e0, complice un contesto socio-politico avvilente, riduce sempre pi\u00f9 lo spazio per la creativit\u00e0 e l\u2019immaginazione. Per affrontarla senza adeguati strumenti, si sposano concetti-slogan quali quelli di una nota casa di jeans<\/em> che invitano alla stupidit\u00e0. Be stupid<\/em> \u00e8 epigono della fuga dal quotidiano<\/strong> attraverso l\u2019avvilimento auto-imposto. E l\u2019intrattenimento non fa che adeguarsi a questo invito, ne diviene per molti versi traghettatore. Intrattenimento<\/em> diventa sempre pi\u00f9 sinonimo di perdere tempo, perdere consapevolezza, perdere intelligenza e perdere la capacit\u00e0 di riflettere con la propria testa.
\n Per allontanarsi dal Be stupid<\/em> e incontrare il Be intelligent<\/em>, \u00e8 necessaria una buona dose di determinazione, di occasioni perse e ritrovate, di amori deludenti e rapporti sessuali difficili, e di sani anticorpi innati.<\/p>\n
\n Con la morte delle riviste, e la scomparsa di alcuni storici autori e protagonisti del fumetto italiano \u201calternativo\u201d, \u00e8 venuta meno anche la funzione di lettura e interpretazione della realt\u00e0 che il fumetto popolare aveva demandato loro, ad alter<\/em> (si potrebbe dire, citando una costola celebre della rivista Linus<\/em>).<\/p>\n
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\n Nonostante questo, parallelamente a una costante contrazione generale delle vendite del fumetto in Italia, si assiste anche all\u2019affermazione di nuove realt\u00e0 editoriali<\/strong>, nuove sinergie e nuovi autori in grado di ritornare a parlare del nostro quotidiano, che fanno di questa ricerca la propria motivazione primaria, sostenuta da una grande passione, da competenza e, in alcuni casi, da straordinari talenti. Un personaggio che ha fatto di questo percorso una sorta di missione di vita, \u00e8 senza dubbio Igort<\/strong>. Autore e fondatore della casa editrice Coconino Press<\/strong>, protagonista delle pi\u00f9 significative avventure editoriali alternative degli anni che furono, presenta in questi giorni presso il festival Komikazen di Ravenna<\/strong> un nuovo libro che si occupa dell\u2019ex Unione Sovietica, la nazione che fu, che mai \u00e8 stata, che mai sar\u00e0. \u00c8 un lavoro impressionante, perch\u00e9 sa coniugare il punto di vista europeo (italiano) post-comunista, con la malinconia di una terra ricchissima oggi ridotta a pezzi in contrapposizione tra loro, avvilita da connivenze mafiose e ricatti politici neo-zaristi. Pezzi di Repubbliche Socialiste, che, anche per amore (e inclinazioni sessuali) del nostro settantenne premier Berlusconi, sono diventate tristemente modello e specchio di un Italia che potrebbe essere (ed \u00e8).<\/p>\n