{"id":176743,"date":"2025-02-19T12:26:03","date_gmt":"2025-02-19T11:26:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=176743"},"modified":"2025-09-28T13:14:38","modified_gmt":"2025-09-28T11:14:38","slug":"caro-sergio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/caro-sergio\/","title":{"rendered":"Caro Sergio\u2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Darkwood, 16 febbraio 2025<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br><br>Caro Sergio,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">ti scriviamo con il cuore colmo di nostalgia e con un pizzico d&#8217;amarezza, nel rispetto di quell\u2019affezione che ci hai insegnato a provare per i tuoi eroi e il <em>medium <\/em>fumetto.<br>Che poi in realt\u00e0 chi di noi, incontrandoti a una fiera o a una conferenza, avrebbe mai avuto lo spudorato ardore di darti del tu? Per tutti tu eri il <em>Sciur<\/em> Bonelli, una leggenda vivente, il fratello minore di Aquila della Notte, quella testa bianca, da re senza corona, riconoscibilissima anche negli affollati padiglioni di Lucca\u2026<br>Ma saranno gli echi dei tamburi in lontananza nella foresta in questa notte senza luna, o sar\u00e0 solo che ci manchi tanto, che ci prendiamo questa libert\u00e0\u2026 E allora, caro Sergio, permettici di chiederti: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\"><strong>Che fine ha fatto la tua fabbrica dei sogni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8230; perch\u00e9 le preoccupazioni sul presente e sul futuro della casa editrice che ancora oggi porta il tuo nome si fanno sempre pi\u00f9 pressanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/edicola-nuova.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"518\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/edicola-nuova.jpg\" alt=\"Newsstand [day 129]\" class=\"wp-image-176748\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/edicola-nuova.jpg 1000w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/edicola-nuova-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/edicola-nuova-768x398.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Qui una volta era tutta edicola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ti ricordi quando le edicole erano il cuore pulsante del fumetto popolare? <br>I tuoi albi occupavano gli scaffali come fieri cowboy nel saloon di Gallup. Tu e tua mamma Tea ci eravate arrivati da pionieri su quegli scaffali, con una carovana di speranze e quel formato inedito, frutto del genio e della fortuna, che all\u2019inizio serviva a ristampare solo i fumetti scritti da pap\u00e0 e, poi, \u00e8 diventato un marchio di fabbrica, un modo unico di raccontare l\u2019emozione disegnata.<br>Novanta e pi\u00f9 pagine in bianco e nero, 6 vignette per pagina, montate su tre strisce, e via l\u00ec da quasi 90 anni, ogni mese l\u00ec, cascasse il mondo. Una mole sterminata di tavole disegnate, migliaia di grandi autori coinvolti, per un patrimonio espressivo che non ha eguali nel panorama del fumetto occidentale e che pu\u00f2 misurarsi solo con la sconfinata vastit\u00e0 editoriale dei manga giapponesi. <br>Ecco perch\u00e9 anche se le costolette delle tue pubblicazioni cambiavano pi\u00f9 volte marchio, frutto del tuo pudico riserbo a firmarle con il cognome anagrafico, erano per\u00f2 sempre riconoscibilissime per qualit\u00e0 e identit\u00e0. Cos\u00ec che fosse <em>Cepim,<\/em> o <em>Daim press, Isola trovata o Edizioni Nemo<\/em>, comunque per tutti gli addetti ai lavori erano sempre, semplicemente e inequivocabilmente \u201ci fumetti di Bonelli\u201d.<br>Grazie a questa colossale produzione, hai per anni contribuito a riempire le edicole di segni e colori: per noi lettori il primo contatto con mondi lontani e avventure mozzafiato. <br>Oggi, per\u00f2, quei chioschi sono desertificati dalla crisi e dall\u2019indifferenza. La tua casa editrice, che aveva saputo adattarsi perfino all\u2019avvento della famigerata\/temuta tv, mantenendo un rapporto saldo di consumo con i rivenditori e i lettori abituali, ha ormai da una decina d\u2019anni scelto la via della fuga. Nessun nuovo guerriero sul campo, solo i \u201cvecchi\u201d gloriosi <em>Tex, Zagor<\/em> e pochi altri a presidiare la riserva <em>Navajo<\/em>, in attesa dell\u2019ultima, imminente, carica delle giacche blu.<br>Si dir\u00e0 che la fine \u00e8 ineludibile, che i costi della carta, l\u2019avvento del digitale, la crisi della lettura, la rendono una battaglia culturale gi\u00e0 persa\u2026 Ma perdonaci, Sergio, se abbiamo l\u2019ardire romantico di pensare che tu artefice, oltre che dei pi\u00f9 grandi successi popolari del nostro fumetto, anche di avventure editoriali meno fortunate ma ricche di valori espressivi come <em>Pilot, Un uomo un\u2019avventura, e Orient Express<\/em>, questa battaglia saresti rimasto comunque l\u00ec in trincea a combatterla, assieme ai tuoi affezionati lettori, assieme a quei disperati edicolanti. O almeno l\u2019avresti chiusa con la stessa dignit\u00e0 e rispetto per i lettori, con cui mettesti fine alle avventure di <em>Mister No<\/em> qualche anno fa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/sergio-legge-1024x508.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"508\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/sergio-legge-1024x508.jpg\" alt=\"Sergio Legge\" class=\"wp-image-176750\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/sergio-legge-1024x508.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/sergio-legge-300x149.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/sergio-legge-768x381.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/sergio-legge.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Lost in Publication<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Che bello, quando leggendo <em>Zagor<\/em>, lo vedevamo saltare sui rami della foresta di <em>Darkwood<\/em>, tra avventura e mistero, incontrando alleati improbabili e affrontando nemici spietati. <br>Con lo stesso scanzonato coraggio, caro Sergio, speravamo che si sarebbe mossa la tua casa editrice, una volta approdata nelle librerie. E invece \u201cl\u2019Audacia\u201d promessa \u00e8 rimasta solo un marchio su carta patinata e pretenziose costolette. Con l\u2019atteggiamento da autentico parvenu editoriale per quel settore, che bastasse mettersi \u201cil vestito da signori della domenica\u201d per fare bella figura coi nuovi e vecchi lettori. <br>E cos\u00ec un mondo suggestivo che, senza dubbio, potrebbe essere un\u2019oasi per il fumetto \u00e8 diventato invece un altro terreno di battaglia mal gestito. Le tue storie a volte ci arrivano tardi, altre volte in edizioni troppo costose e non curate come si potrebbe, rispetto agli standard del lettore di <em>graphic novel<\/em>.<br>Dove sono le ristampe da collezione, curate nei dettagli, che sappiano valorizzare le saghe storiche dei tuoi eroi popolari? Senza contare le ristampe lasciate a met\u00e0 strada o le nuove proposte che, quand\u2019anche di qualit\u00e0, non sembrano avere ordine o logica, spesso prive anche del necessario supporto promozionale per farle volare con le proprie ali. Nessuna divisione in generi, formati e collane o strategia chiara per conquistare questi diversi territori del consumo fumettistico. E dove sono le scommesse su autori giovani e promettenti, per progetti che magari esulano dai generi e dalle strategie codificate, come accadde in quel lontano 1991 con <em>Nathan Never<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Forever Jung?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Non era un Patto con Mefisto e la sua magia nera, Sergio, semmai era la tua magia bianca e quella dei tuoi bravi apprendisti riuscire ad attraversare i decenni ricalibrando gli archetipi junghiani dell\u2019Avventura con l\u2019A maiuscola con personaggi che sapessero ogni volta cogliere lo spirito del tempo.<br>Certo, per un <em>Ken Parker<\/em> o un <em>Dylan Dog<\/em>, assurti all\u2019Olimpo della letteratura disegnata, ci sono anche i <em>Bella e Bronco <\/em>ed i <em>Judas<\/em> che giacciono sulla collina degli eroi dimenticati. Ma questo tu stesso lo consideravi fisiologico: la formula magica ogni tanto poteva fare cilecca, ma questo non ti impediva di provare, ogni volta, a lanciare un diverso incantesimo.<br>Perch\u00e9, invece, da ormai diversi anni, a via Buonarroti si \u00e8 smesso di farlo? Persino il tentativo (promettente all\u2019esordio) di rinnovare il personaggio pi\u00f9 iconico e istituzionale della casa editrice, <em>Tex Willer<\/em>, creando una nuova serie, svincolata da quella tradizionale, si \u00e8 tradotto alla lunga in una riproposizione dei moduli originali, senza alcuna innovazione sostanziale. <br><strong>Per certi versi \u00e8 anche fisiologico che una grande casa editrice con quasi nove decenni alle spalle, e un pubblico ultra-fidelizzato, coltivi un certo gusto nostalgico e uno sguardo rivolto (almeno in parte) verso un luminoso passato, ma la mancanza che si avverte, oggi, \u00e8 proprio quella di una visione ben pianificata per il futuro.<\/strong><br>Mentre altri editori <em>mainstream<\/em> costruiscono (o almeno tentano di farlo) ponti verso le nuove generazioni, Bonelli sembra aver scelto di affidarsi sempre pi\u00f9 ai personaggi storici e alle ristampe &#8211; che coinvolgono giocoforza un pubblico di lettori avanti con l&#8217;et\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Cosa \u00e8 successo alla volont\u00e0 di attrarre gli under 20, un tempo dichiarata priorit\u00e0? Gli esperimenti rivelatesi effimeri come la linea Young non hanno lasciato grandi eredit\u00e0 ad eccezione delle sole avventure giovanili di Dragonero \u2013 guarda caso, le uniche a germinare uno spin-off multimediale &#8211; , lasciando aperta una voragine. Ci sono serie, che probabilmente non leggeremo mai, nelle quali il pubblico pi\u00f9 giovane avrebbe potuto identificarsi, ritrovare temi affini e un gusto e una sensibilit\u00e0 contemporanei, nonch\u00e9 uno stimolo per avvicinarsi alle pubblicazioni della casa editrice e magari scoprire un catalogo ricco di migliaia e migliaia di pagine di avventure.<br>Secondo alcuni degli stessi collaboratori che stanno cercando faticosamente di raccogliere il tuo testimone, Sergio, il problema \u00e8 anche il formato. Quelle mitiche novanta pagine, che per decenni hanno garantito alle tue serie quella \u201cleggibilit\u00e0\u201d cos\u00ec distintiva e che pretendevi sempre, sembrano oggi accusare il peso del tempo. Il ritmo compassato, che un tempo cullava il lettore, ora rischia di farlo scivolare altrove.<br>Ma possibile che il limite sia tutto l\u00ec, in una gabbia grafica? Se guardiamo al mondo dei manga, dove i volumetti non sono molto pi\u00f9 brevi delle classiche uscite Bonelli, ci accorgiamo che pulsano un ritmo diverso, un\u2019energia narrativa che cattura e trascina il lettore, pagina dopo pagina. <strong>Forse, Sergio, la risposta non sta nel numero di pagine, ma in quel coraggio di innovare, reinventare e sperimentare che da tempo sembra mancare e che, invece, in passato Sergio Bonelli Editore sapeva inseguire. Perch\u00e9 il futuro, dopotutto, non si aspetta. E i lettori di domani nemmeno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/u-1024x484.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"484\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/u-1024x484.jpg\" alt=\"U\" class=\"wp-image-176752\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/u-1024x484.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/u-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/u-768x363.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/u-1536x726.jpg 1536w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/u.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Il fiume digitale senza ritorno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Jerry Drake, il tuo <em>Mr. No<\/em>, esplorava territori selvaggi, sfidando il Rio Delle Amazzoni, senza promessa di ritorno. Ci piace pensare che tu, oggi, avresti saputo affrontare con lo stesso spirito avventuroso anche il fiume del fumetto digitale. Purtroppo, <em>Bonelli Digital Classic<\/em>, iniziativa promettente al principio, \u00e8 rimasta solo una canoa abbandonata sulla riva: il digitale non \u00e8 mai stato pienamente integrato, n\u00e9 pensato come uno strumento per portare i tuoi eroi verso nuove generazioni, con quel termine \u201cClassic\u201d che risulta peraltro  poco appropriato quando al viaggio si uniscono personaggi e serie pi\u00f9 recenti come <em>Dragonero<\/em> e il suo Erond\u00e1r.<br>Certo, nemmeno colossi come Marvel e DC Comics hanno saputo ancora trovare la chiave giusta per renderlo un settore di profitto, ci\u00f2 non toglie che nel caso della tua casa editrice non c\u2019\u00e8 stato nemmeno lo sforzo di sperimentarla qualche possibile soluzione.<br>In un\u2019epoca in cui tutto \u00e8 a portata di clic, \u00e8 triste vedere quanto poco spazio venga dato all\u2019innovazione, che non pu\u00f2 essere solo lo \u201cscan\u201d delle vecchie tavole. E dire che le tue storie potrebbero viaggiare nel tempo e nello spazio, raggiungere lettori ovunque e in ogni momento, ma l\u2019attuale Sergio Bonelli Editore sembra fermarsi sempre un passo indietro. <strong>Forse il genio informatico di Sigmund Baginov prima o poi suggerir\u00e0 ai manager di via Buonarroti la cyber-via giusta, ma ad oggi il digitale resta, anche quello, un\u2019occasione persa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Una lunga notte multimediale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ti ricordiamo appassionato e curioso di ogni forma narrativa, dalla letteratura al cinema. Tant\u2019\u00e8 che sappiamo con quale misto di entusiasmo da <em>aficionado<\/em> e impeto da imprenditore, avevi colto l\u2019opportunit\u00e0 di far trasporre sul grande schermo i tuoi eroi. Poi certo, ti eri ritrovato a rigettare, con l\u2019ardore dell\u2019amante tradito e del cultore deluso, lo strazio di quello <em>\u201cSpaghetti\u201d Tex <\/em>cos\u00ec dimesso e di quel <em>B-Dylan<\/em>, altrettanto improbabile\u2026 Per decenni, abbiamo pensato assieme a te che solo uno Steven Spielberg o un George Lucas avrebbero avuto lo spessore cinematografico e la potenza visiva per restituirci sul grande schermo l\u2019emozione del fumetto bonelliano. <br>L\u2019avvento del digitale ci ha fatto sperare (illudere?) che si potesse colmare il gap sino\u2026 a <em>Dampyr<\/em>. Il film non ha trovato il pubblico che avrebbe meritato, anche per il bizzarro e per certi versi incomprensibile <em>media planning<\/em> con cui Via Buonarroti l\u2019ha accompagnato nel lancio. <br>Icaro di un BCU solo possibile, <em>Dampyr <\/em>non \u00e8 riuscito a far volare e rilanciare nemmeno il<em> franchise <\/em>cartaceo d\u2019origine, che anzi, a leggere i <em>rumors<\/em> in giro, ha oggi le stesse prospettive incerte del suo <em>spin-off<\/em> cinematografico. Ma al di l\u00e0 degli esiti espressivi ed economici del botteghino, Dampyr sembra mostrarci, caro Sergio, quanto sia difficile imporsi in un contesto industriale, tecnologico e finanziario cos\u00ec complesso. <br>Dopo Dampyr, salvo le serie animate per ragazzi, Sergio Bonelli Editore sembra aver rinunciato a qualsiasi ambizione multimediale. Dove sono i progetti che potrebbero generare nuova linfa a un <em>Nathan Never<\/em> o dare una dimensione cinematografica o televisiva a <em>Dragonero<\/em>? In quale universo parallelo, verr\u00e0 mai prodotta la serie tv su <em>Dylan Dog<\/em>? In quale territorio impervio si \u00e8 perso il progetto televisivo de <em>Il Confine<\/em>?<br>Le tante domande inevase suggeriscono che, prima ancora che nei vincoli finanziari o artistici, il nodo irrisolto sia strategico. <strong>C\u2019\u00e8 una scarsa vocazione a leggere il mondo contemporaneo e le dinamiche della multimedialit\u00e0, con la stessa sensibilit\u00e0 e lo stesso coraggio con cui tu, per decenni, hai saputo leggere quelle del fumetto. \u00c8 come se la casa editrice attuale facesse fatica a sintonizzarsi pienamente con lo spirito del tempo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/giornale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"563\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/giornale.jpg\" alt=\"Giornale\" class=\"wp-image-176753\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/giornale.jpg 1000w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/giornale-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/02\/giornale-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>C\u2019era una volta un Giornale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Nella memoria dei lettori di un tempo \u00e8 scolpito in maniera indelebile il <em>tuo Giornale<\/em>, quell\u2019inserto a colori in appendice agli albi che periodicamente, anche grazie ai tuoi editoriali, agli approfondimenti e alle anteprime, ci permetteva di dare uno sguardo oltre l\u2019orizzonte, ma soprattutto di sentire un legame tangibile con una casa editrice che in certi casi percepivamo un po\u2019 come una famiglia allargata. Se aumentava il prezzo delle pubblicazioni, un tuo articolo ci faceva capire che era il momento di stringere la cinghia, ci riportava brevemente alla realt\u00e0 prima di riprendere a cavalcare nelle praterie della fantasia da pagina 5 con l\u2019inizio dell\u2019episodio del mese. <br>Non era dunque solo il rapporto tra un professionista e gli acquirenti dei suoi prodotti. Era un legame anche spirituale ed emotivo, tra un pubblico di lettori ed un editore, lettore lui stesso, che eravamo certi avrebbe continuato a mettere tutta la passione del mondo nelle sue pubblicazioni. <strong>Quell\u2019editore era capace di leggere ogni pagina che mandava in stampa, a ricevere e dedicare tempo a ogni singola lettera giunta in redazione. Una figura romantica di un tempo ormai andato, certo, ma al contempo anche un interlocutore affidabile che di certo avrebbe ascoltato e tenuto conto sia delle lodi che delle lamentele, come ancora continuava a fare nei primi anni duemila stampandosi e leggendosi ogni mattina, perfino gli articoli della (neonata) e poco disciplinata critica online.<\/strong><br>Quella comunicazione romantica, da tempo superata a causa della velocit\u00e0 della rete, ha lasciato spazio oggi a una distanza siderale tra la casa editrice e i lettori. \u00c8 paradossale, ma sembra che in via Buonarroti la moltiplicazione delle piattaforme e dei canali di comunicazione sia interpretata oggi come un <em>canyon <\/em>del West, da attraversare, ogni giorno, con la dannata paura che un indiano youtuber ti tiri una freccia nella schiena o una banda di haters desperados, dalla tastiera facile, sia pronta a impiombarti mediaticamente per una storia sbagliata.<br>La risposta sono iniziative, troppo spesso fabbricate in casa, in cui persino le soluzioni pi\u00f9 contemporanee come <em>podcast<\/em> e video, vengono tradotte in anacronistici segnali di fumo e messaggi del telegrafo. Peccato, perch\u00e9 un piano comunicativo incisivo su questi canali digitali permetterebbe di essere capillari e tempestivi, di mostrare la capacit\u00e0 di creare una community salda con la quale instaurare un rapporto duraturo, ma anche e soprattutto per dimostrare una certa considerazione verso chi segue le pubblicazioni nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Cico e il mistero degli annunci segretissimi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Perdonaci, Sergio, non siamo bravi come soggettisti, come quel tale Nolitta che lavorava per te, ma questa proviamo a raccontartela cos\u00ec. Immaginati il tuo Cico che, lasciato<em> Zagor<\/em> a Darkwood, si trova coinvolto in una delle sue improbabili avventure. Nell\u2019inseguire un tesoro leggendario, stavolta si addentra nei meandri di una misteriosa cittadina, \u201cBuonarrotowns\u201d. Qui, un tempo, gli annunci rimbombavano come rulli di tamburi, attirando un pubblico in trepidazione come pirati intorno a un forziere appena dissotterrato. Invece, Cico si trova un forziere chiuso a doppia mandata, con solo una criptica mappa a disposizione e un cartello che dice: \u201cScoprilo passo dopo passo\u2026 forse\u201d.<br>\u00c8 quello che \u00e8 accaduto con le politiche di promozione e comunicazione della tua casa editrice. Si \u00e8 passati nel giro di pochi anni da conferenze e keynote nei principali festival, attesissime e ricche di annunci, a una linea ultra-prudenziale con l\u2019obiettivo principale di non sbottonarsi troppo, di non raccontare anticipatamente le novit\u00e0 ma di farle scoprire man mano.<br><strong>Se da un lato questa prudenza \u00e8 chiaramente figlia dell&#8217;esigenza di cambiare i piani in corsa in base al successo delle varie iniziative, dall\u2019altro trova poco spazio la possibilit\u00e0 di solleticare la fantasia del lettore e stimolarne il desiderio.<\/strong><br>Ci\u00f2 \u00e8 evidente anche tra le anteprime di inizio anno sul sito, sempre meno cariche di dettagli e sempre pi\u00f9 vaghe circa le effettive novit\u00e0 (anteprime peraltro inspiegabilmente riservate solo alle pubblicazioni da edicola e che tengono fuori le &#8211; pur interessanti \u2013 anticipazioni sul mercato librario).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Oltre l&#8217;oscurit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cPer tutti i diavoli, che manica di jettatori pesta tasti, e meno male che siete degli <em>aficionados<\/em>!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8230;potresti rispondere, citando il tuo fratello maggiore Tex.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ma, caro Sergio, l\u2019intento di questa lettera, scritta a pi\u00f9 mani e a pi\u00f9 cuori, \u00e8 proprio la preoccupazione per il futuro della casa editrice che tanto amiamo. <em>Tex, Zagor, Dylan Dog <\/em>e tutti gli altri personaggi che ci avete regalato rappresentano un patrimonio inestimabile, non solo per il fumetto italiano, ma per la cultura popolare del nostro Paese. Le nostre parole, talvolta forse dure, sono mosse solo dal desiderio di vedere la realt\u00e0 editoriale che tu hai affermato, tornare a innovare, senza perdere quel cuore che l\u2019ha resa e, ancora talvolta la rende, una straordinaria fabbrica dei sogni.<br>Certo che non tutto \u00e8 cos\u00ec negativo: la realt\u00e0 \u00e8 fatta di sfumature e anche in questo caso ci sono vari aspetti che vanno in controtendenza rispetto a quanto rilevato sin qui.<br>C\u2019\u00e8 il lavoro, ad esempio, che da anni porta avanti con umilt\u00e0 e al tempo stesso sincero divertimento, <strong>Moreno Burattini <\/strong>su <em>Zagor<\/em>: un \u201crinnovare nella tradizione\u201d che seppure suona come un proclama della Democrazia Cristiana degli anni Ottanta, \u00e8 il compromesso necessario per tenere in piedi gli stilemi del fumetto popolare in un mondo in costante cambiamento e, in quell\u2019edicola, da cui altri sono colpevolmente fuggiti. C\u2019\u00e8 ancora la capacit\u00e0 di costruire saghe solide e di qualit\u00e0 di <strong>Luca Enoch e Stefano Vietti,<\/strong> coadiuvati da un manipolo di interpreti grafici strepitosi su <em>Dragonero<\/em>, l\u2019ultima vera serie popolare della casa editrice.<br>C\u2019\u00e8 <strong>la novit\u00e0 pi\u00f9 significativa degli ultimi tempi, forse perch\u00e9 arrivata senza tanti annunci enfatici o promesse roboanti, ma alzi raccogliendo un ingombrante e, al tempo stesso, deludente testimone.<\/strong> Parliamo della gestione di <strong>Barbara Baraldi <\/strong>di <em>Dylan Dog<\/em> che, pur nella difficolt\u00e0 di traghettare un personaggio ormai codificato e con decenni di pubblicazioni alle spalle e nella complessit\u00e0 di esprimere al giorno d&#8217;oggi ci\u00f2 che \u00e8 l&#8217;orrore in una storia a fumetti, prova ad andare verso direzioni interessanti. La Baraldi sta coinvolgendo anche nuove voci autoriali e prova a instaurare un contatto diretto con i lettori attraverso i social, una comunicazione che (come abbiamo detto) sembra spesso mancare nella Bonelli odierna. <strong>Il suo lavoro dimostra che, pi\u00f9 ancora che di sbandierate rivoluzioni, il fumetto popolare ha bisogno di interpreti che lo amino e che ne amino gli eroi al punto di anteporre il loro racconto al proprio ego autoriale.  <\/strong><br>C&#8217;\u00e8 poi la piccola oasi di alcune delle pubblicazioni pi\u00f9 interessanti proposte negli ultimi anni nel mercato librario, come <em><strong>Eternity<\/strong><\/em>, serie raffinata che si \u00e8 rivelata una sorpresa continua e ha ottenuto un notevole riscontro di critica e, sebbene forse poco pubblicizzata rispetto al suo livello qualitativo, rappresenta un importante passo verso direzioni differenti rispetto all&#8217;avventura &#8220;classica&#8221;, un po&#8217; come lo sono stati negli scorsi anni altri esperimenti come la miniserie <em><strong>Simulacri<\/strong><\/em> o il volume unico <em><strong>Riflesso perfetto<\/strong><\/em>.<br>Non abbiamo la controprova, caro Sergio, ma siamo convinti che questi fumetti ti sarebbero piaciuti, perch\u00e9 quand\u2019anche lontani dalla tua sensibilit\u00e0 personale, ne avresti rispettato l\u2019alto valore espressivo. <br>Ecco, <strong>Sergio, \u00e8 questo che ci manca pi\u00f9 di tutto: il tuo sguardo lungimirante, la tua capacit\u00e0 di cambiare senza rinunciare a essere autentico. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Fa male scrivertelo, ma oggi, pi\u00f9 che mai, ci mancano il rispetto e la fiducia che avevi per noi lettori. <br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Con affetto,<br><br><strong><em>I Vecchi cammelli<\/em><\/strong> <strong><em>de Lo Spazio Bianco<\/em><\/strong><br><br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera ideale a un grande editore che riusciva a essere anche un grande compagno di strada per i suoi lettori. Cosa resta di quel modo di intendere il fumetto e il rapporto con il pubblico nella casa editrice attuale?<\/p>\n","protected":false},"author":495,"featured_media":176746,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Caro Sergio\u2026 - Il blog di Redazione","description":"Lettera ideale a un grande editore che riusciva a essere anche un grande compagno di strada per i suoi lettori. Cosa resta di quel modo di intendere il fumetto"},"footnotes":""},"categories":[274,275],"tags":[],"class_list":["post-176743","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176743","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/495"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=176743"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176743\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/176746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=176743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=176743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=176743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}