{"id":176596,"date":"2022-11-25T10:30:54","date_gmt":"2022-11-25T09:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=176596"},"modified":"2022-11-25T10:30:57","modified_gmt":"2022-11-25T09:30:57","slug":"bisogna-saperli-leggere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/bisogna-saperli-leggere\/","title":{"rendered":"Bisogna saperli leggere"},"content":{"rendered":"
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Dal 2016 a Pietrasanta – siamo nella Versilia collinare, non meno suggestiva di quella marittima \u2013 si tiene Sophia, festival dedicato alla filosofia<\/strong><\/em>.
L\u2019edizione di quest\u2019anno, aveva come tema l\u2019Eros e si \u00e8 tenuta dal’11 al 20 novembre. Ospiti della giornata conclusiva erano Alfonso Maurizio Iacono<\/strong>, Giacomo Marramao<\/strong>, Federico Maria Sardelli<\/strong> e Vito Mancuso<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n

Nel suo intervento \u2013 intitolato Amare le proprie catene? Rivisitando la caverna di Platone<\/em> \u2013 il professor Iacono ha citato Harold e la matita viola<\/em>, un libro illustrato, non propriamente un fumetto, ma che come il fumetto provoca il lettore, esigendo una lettura partecipata, capace di riempire i numerosi spazi bianchi che si trovano nelle pagine del libro e seguire il piccolo protagonista nei suoi voli immaginifici. L’intervento di Iacono partiva dal Mito della caverna di Platone per passare a La Tana<\/em>, un racconto di Kafka <\/strong>e concludersi appunto con il libro di Crockett Johnson<\/strong>. \u00c9 interessante notare come il relatore non abbia mai sentito la necessit\u00e0 di specificare la natura dei testi, equiparandone di fatto la loro rilevanza all’interno della sua argomentazione. <\/p>\n\n\n\n

Quella di Harold \u00e8 una vera e propria serie, pubblicata in Italia integralmente dall\u2019editore Camelozampa<\/strong>, figlia dello stesso autore del celebre Barnaby <\/em>una strip che Chris Ware<\/strong> definisce \u201cl\u2019ultima grande striscia a fumetti. [Johnson] \u00c8 grande quanto Beethoven, o Steinbeck, o Picasso<\/em>\u201d. Chi volesse conoscere meglio la storia della vita e della carriera di Johnson, scomparso nel 1975, a 68 anni, pu\u00f2 leggere questo bel pezzo<\/a> pubblicato su Fumettologica da Andrea Fiamma<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

La riflessione semplice, per non dire banale, che sta alla base di questo articolo \u00e8 che la natura intrinsecamente ibrida e sintetica del fumetto ha tradizionalmente portato alla considerazione che la lettura di un fumetto fosse un\u2019operazione semplice, alla portata di tutti<\/strong>. Come se il ricorso alle immagini costituisse una scorciatoia o una fuga dalla tematizzazione di concetti complessi, un punto di arrivo accessibile a chiunque piuttosto che una richiesta di decodifica e una sfida alla propria immaginazione, un trampolino da cui calibrare una traiettoria interpretativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n

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In questa stagione in cui il fumetto, pardon il Graphic Novel, pare il Santo Graal capace di salvare i bilanci degli editori italiani, quelli che una volta avremmo chiamato \u201cintellettuali\u201d sempre di pi\u00f9 si occupano di fumetto<\/strong>, spiegando ai propri lettori quanto belle, profonde e ricche siano quelle storie raccontate anche grazie all\u2019ausilio di immagini. Da appassionati, da \u201caddetti ai lavori\u201d, da lettori gliene siamo grati, nella misura cui questa attenzione possa favorire la crescita di un\u2019industria che pare oggetto di un\u2019espansione smodata ma altrettanto caotica e forse sproporzionata rispetto alle reali capacit\u00e0 del mercato di assorbimento.<\/p>\n\n\n\n

Ma resta il dubbio che, a differenza di quanto fa Iacono, chi oggi si approccia e si occupa di fumetto lo faccia non avendo sempre gli strumenti necessari a coglierne le peculiarit\u00e0, rapportandosi alla tavola come farebbe alla pagina di un testo letterario<\/strong>. La fortuna del graphic novel, succedaneo moderno del “fumetto d’autore” storicamente contrapposto a quello seriale, rischia di alimentare questa svista, contribuendo a spostare il focus sull’aspetto letterario che quel novel<\/em> suggerisce. Nella nostra intervista lucchese<\/a> Gipi <\/strong>scherzosamente si flagella per essere stato uno dei protagonisti, con le sue candidature allo Strega, di quel processo di elevazione culturale che ha portato il fumetto a una legittimazione inedita ma anche sbilenca. Ed era sempre lui, ormai una decina di anni fa, che cercava di convincere Conchita De Gregorio<\/strong> che i suoi erano \u201cfumetti\u201d, nonostante le rimostranze della conduttrice che sosteneva fosse “riduttivo” parlare di fumetto mentre osservava gli acquerelli di Unastoria<\/em>.
Dalla pagina Facebook di Coconino apprendo che nel numero di D – La Repubblica uscito sabato 19 novembre, De Gregorio “ha parlato tanto e con stupore di Hypericon<\/em>\u201d, il nuovo libro di Manuele Fior<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Non ho ancora avuto modo di leggere il pezzo, ma credo, anche in virt\u00f9 del tempo trascorso, che lo stupore della giornalista sia quello, genuino e forse inevitabile, di chi cade preda di libri ipnotici come quello di Fior, e non sia invece figlio di un vecchio – e ormai\u00a0addirittura\u00a0fuori moda – pregiudizio.
Hypericon <\/em>\u00e8 uno dei tanti esempi in cui il fumetto mostra il suo potenziale, sfruttando ellissi, analogie, cromatismi, terze e quarte pareti.<\/strong>
Come una bella poesia, un grande film, un ottimo libro, a patto di saperli interpretare, guardare, leggere davvero.<\/p>\n\n\n

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Leggere i fumetti per i bambini \u00e8 un gioco, ma per fortuna spesso ci riescono anche gli adulti!<\/p>\n","protected":false},"author":263,"featured_media":176601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Bisogna saperli leggere - Il blog di Redazione","description":"Leggere i fumetti per i bambini \u00e8 un gioco, ma per fortuna spesso ci riescono anche gli adulti!"},"footnotes":""},"categories":[275],"tags":[671,128,675,672,673,260,674],"class_list":["post-176596","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-camelozampa","tag-chris-ware","tag-conchita-de-gregorio","tag-crocket-johnson","tag-filosofia","tag-gipi","tag-manuele-fior"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176596","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/263"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=176596"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176596\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/176601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=176596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=176596"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=176596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}