{"id":175808,"date":"2020-02-18T12:00:40","date_gmt":"2020-02-18T11:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=175808"},"modified":"2020-02-18T10:20:42","modified_gmt":"2020-02-18T09:20:42","slug":"la-bonelli-e-viva-lunga-vita-alla-bonelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/la-bonelli-e-viva-lunga-vita-alla-bonelli\/","title":{"rendered":"La Bonelli \u00e8 viva! Lunga vita alla Bonelli!"},"content":{"rendered":"<p>Quello che stiamo vivendo \u00e8 un periodo di grande innovazione e sperimentazione per la <strong>Sergio Bonelli Editore<\/strong>.<br \/>\nA iniziare cos\u00ec per\u00f2, mi pare di fare un torto alla storia della casa editrice milanese. Non perch\u00e9 quella sopra sia un\u2019affermazione non vera, bens\u00ec perch\u00e9 <strong>innovazione e sperimentazione sono due fattori che hanno sempre contraddistinto l\u2019azienda della famiglia Bonelli<\/strong>. Basti ricordare, limitandoci agli ultimi sessant\u2019anni di vita, <em>La Storia del West, Un uomo un\u2019avventura, Ken Parker, Full,<\/em> i fumetti di Indiana Jones, <em>Bella e Bronco, Doctor Beruscus<\/em> (eh s\u00ec\u2026), <em>Orient Express, Gregory Hunter, Jonathan Steele.<br \/>\n<\/em>Senza scordare che Dylan Dog, Martin Myst\u00e8re, Nathan Never, Napoleone e il recente Mercurio Loi sono stati, per usare un termine che oggi \u00e8 molto in voga, <em>disruptive <\/em>per i canoni narrativi e di linguaggio fumettistico, ognuno nei rispettivi anni in cui hanno fatto il proprio esordio in edicola.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-175810\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/beruscus-1.jpeg\" alt=\"beruscus 1\" width=\"800\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/beruscus-1.jpeg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/beruscus-1-300x206.jpeg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/beruscus-1-768x528.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p><strong>Sergio Bonelli<\/strong> non ha mai avuto paura di sperimentare e di battere nuove strade, mettendo in conto anche fallimenti e buchi nell\u2019acqua. Suo figlio <strong>Davide<\/strong>, da quando nel 2011 ha ereditato le redini dell\u2019azienda, ha continuato sulle orme paterne in un periodo storico complicato che ha portato a una lenta e costante trasformazione\/evoluzione della casa editrice.<br \/>\nIn effetti, <strong>gli ultimi dieci anni sono stati un periodo estremamente prolifico in fatto di novit\u00e0 ed esperimenti editoriali, da un punto di vista di formati, di contenuti, di ricerca di un nuovo pubblico<\/strong>. I <em>Bonelli Kids<\/em>, le testate <em>Bonelli Young<\/em>, la linea <em>Audace<\/em> con la propria estrema variet\u00e0 interna, di successo o meno che siano o siano stati, confermano quanto sia insito nel DNA dell\u2019editore il gene della mutazione e dell\u2019evoluzione (mi si permetta questa piccolo gioco metafumettistico).<\/p>\n<p>Va detto che per un certo periodo di tempo \u2013 diciamo fino a un paio di anni fa \u2013 l<strong>\u2019impressione da osservatore esterno era che la grande effervescenza sperimentativa fosse abbastanza randomica<\/strong>. La SBE pareva che immettesse sul mercato nuovi prodotti, anche per nuove fasce di pubblico, come scommessa speculativa pi\u00f9 che seguendo un percorso o uno schema editoriale preciso e riconoscibile: quasi una navigazione a vista.<br \/>\nSempre con occhi da spettatore esterno, sembrava quasi di trovarsi davanti a un editore che provasse a mettere sul mercato quattro o cinque novit\u00e0 variegate tra loro, con la speranza di fare centro almeno con un paio! Penso a <em>4Hoods, Dragonero Adventures, Creepy Past<\/em>: meteore (la seconda un po\u2019 meno delle altre due) che hanno solcato l\u2019orizzonte delle edicole senza esprimere tutto il loro potenziale.<br \/>\nDa un po\u2019 di tempo per\u00f2 <strong>sembrano essere emersi due pattern ben precisi \u2013 e paralleli \u2013 nei quali si sta muovendo la casa editrice<\/strong>. Uno che unisce innovazione e personaggi \u201cstorici\u201d della SBE e l\u2019altro pi\u00f9 prettamente legato a un taglio narrativo ed editoriale che gi\u00e0 da tempo ha preso piede nel mercato fumettistico statunitense (mainstream e anche indie): quello dei cicli narrativi e stagionali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-175812\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/bonelli-young.jpg\" alt=\"bonelli young\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/bonelli-young.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/bonelli-young-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/bonelli-young-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Partiamo da Tex, personaggio simbolo della Bonelli, e pensiamo all\u2019offerta editoriale che il ranger offre ai propri lettori. Al mensile con le storie pi\u00f9 canoniche e classiche (nelle quali per\u00f2 <strong>sarebbe ingiusto non notare una costante, seppur lenta, evoluzione narrativa<\/strong>: dosi omeopatiche per non rischiare shock anafilattici di tipo fumettistico nei lettori di vecchia data) si sono affiancati i cartonati alla francese, in cui si \u00e8 sperimentato in primis un inedito linguaggio narrativo legato al formato e dai quali \u00e8 scaturito il filone delle avventure del giovane Tex, che \u00e8 andato a strutturarsi in una collana mensile autonoma. Affiancatasi alla testata storica, <em>Tex Willer<\/em> ne ha bissato il successo in termine di vendite e di qualit\u00e0, differenziandosi per il formato pi\u00f9 snello a 64 pagine.<br \/>\nA queste collane fanno compagnia il <em>Color Tex<\/em>, palestra che <strong>Mauro Boselli<\/strong> usa sia per testare nuovi autori per il ranger (\u201c<em>Una storia breve di Tex non la si nega a nessuno<\/em>\u201d \u00e8 solito dire il curatore del personaggio) sia per allenare coloro i quali dimostrano le carte in regola per fare il grande salto verso la testata storica (ultimo, in ordine di tempo, <strong>Jacopo Rauch<\/strong>), cos\u00ec come nel <em>Magazine<\/em>. Senza scordare il Texone, da sempre e per origine sede di visioni pi\u00f9 sperimentali e autoriali del ranger.<\/p>\n<p>Seguendo un ordine di anzianit\u00e0, troviamo Zagor. <strong>Moreno Burattini<\/strong> mantiene la testata mensile nei binari del \u201ccanone nolittiano\u201d \u2013 ma anche in questo caso, dire che nelle storie non ci sia un\u2019evoluzione costante di linguaggio e di segno sarebbe un torto \u2013 tanto caro agli appassionati dello Spirito con la scure. Poi per\u00f2 il curatore del personaggio stupisce tutti con la miniserie <em>Zagor le origini<\/em>, caratterizzata da una scelta fresca e assolutamente contemporanea in fatto di scrittura, sceneggiatura e conseguente impostazione grafica: <strong>la dimostrazione che si pu\u00f2 scrivere Zagor in modo diverso dal modo \u201cclassico\u201d, senza stravolgerne la natura, anzi rendendolo appetibile a un pubblico diverso.<\/strong><br \/>\nPassando ai <em>Maxi<\/em>, va evidenziato il successo del format <em>I racconti di Darkwood<\/em> che, in modo simile al <em>Color Tex<\/em>, permette a tanti autori di avvicinarsi per la prima volta a Zagor. E non scordiamo la collana <em>Scure<\/em> \u2013 che a inizio 2020 ha visto il finale della seconda miniserie ospitata &#8211; che ha rispolverato il formato a striscia con cui esord\u00ec quasi sessant\u2019anni fa il personaggio di Nolitta e Ferri. Da fuori, pu\u00f2 sembrare un ritorno al passato fuori tempo massimo, un\u2019operazione nostalgia dal gusto retr\u00f2, ma basta conoscere appena l\u2019integralismo di una certa fetta del pubblico zagoriano per capire come Burattini e la SBE abbiano invece saputo individuare una nicchia che ne ha decretato il successo. Senza contare che formato e stile narrativo hanno affascinato anche fasce di pubblico pi\u00f9 giovane, fosse anche solo per curiosit\u00e0, come ha ribadito lo stesso curatore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-175814\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Galassia-Dylan-Dog.jpg\" alt=\"Galassia Dylan Dog\" width=\"1200\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Galassia-Dylan-Dog.jpg 1200w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Galassia-Dylan-Dog-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Galassia-Dylan-Dog-1024x427.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Galassia-Dylan-Dog-768x320.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p>Dylan Dog \u00e8, attualmente, l\u2019incarnazione pi\u00f9 efficace del legame innovazione-personaggio storico portata avanti dalla casa editrice.<br \/>\n<strong>Roberto Recchioni<\/strong> \u00e8 uno di quegli autori assolutamente divisivi, capaci di dividere i lettori tra seguaci appassionati e spietati detrattori delle storie che scrive. Ma qui mi preme parlare del suo ruolo come curatore e come oggi <strong>la \u201cgalassia\u201d di pubblicazioni dedicate all\u2019indagatore dell\u2019incubo sia specchio di eterogeneit\u00e0 e sperimentazione.<\/strong><br \/>\nSi passa dal filone del <em>Pianeti dei Morti<\/em> di <strong>Alessandro Bilotta<\/strong> negli <em>Speciali<\/em>, vera e propria \u201cserie nella serie\u201d e forse l\u2019incarnazione pi\u00f9 autoriale e sperimentalmente riuscita del personaggio ideato da <strong>Tiziano Sclavi<\/strong>, al <em>Dylan Dog Color Fest<\/em>, che continua a essere sede eletta per le interpretazioni pi\u00f9 eterogenee e varie di Dylan. Senza dimenticarsi dell\u2019<em>Old Boy<\/em>, una sorta di <em>Classic <\/em>Dylan Dog che occupa uno spazio preciso nell\u2019offerta ai lettori.<br \/>\nPer arrivare infine alla serie regolare che dal #401 ha preso una svolta. Non \u00e8 questa la sede per un\u2019analisi approfondita sulla qualit\u00e0 e l\u2019efficacia del nuovo percorso narrativo intrapreso da Recchioni, oltre a essere troppo presto, con un solo numero uscito dopo la fine del \u201cDylan che tutti conoscevamo e amavamo\u201d.<br \/>\nQuello che mi preme segnalare qui \u00e8 la scelta editoriale che pare essere stata presa di strutturare da ora in avanti il mensile con una serie di cicli narrativi coesi portati avanti da singoli autori. <strong>Una sorta di \u201cserie di miniserie\u201d, tante interpretazioni diverse<\/strong>: una scelta che richiama quella tendenza in auge e di successo che gi\u00e0 da qualche anno sta producendo piccoli capolavori nel fumetto statunitense, da <em>Vision<\/em> e <em>Mister Miracle<\/em> di <strong>Tom King<\/strong>, al <em>The Green Lantern<\/em> di <strong>Grant Morrison<\/strong> arrivato gi\u00e0 alla seconda stagione.<\/p>\n<p>Questa tendenza dei cicli narrativi ben si sposa a quello che sta accadendo da fine 2019 su <em>Nathan Never<\/em>, dove \u00e8 partita una saga in nove parti scritta da <strong>Bepi Vigna<\/strong> e <strong>Michele Medda<\/strong> che mira a rideterminare lo status quo dell\u2019Agente Alfa per il futuro a venire.<br \/>\nE non scordiamoci gli esperimenti degli anni addietro con le miniserie <em>Anno Zero, Rinascita <\/em>e <em>Generazioni, <\/em>tutte reinterpretazioni del personaggio da parte dei suoi creatori (sebbene <strong>Antonio Serra<\/strong> si sia limitato a un lavoro di supervisione pi\u00f9 che di scrittura per <em>Generazioni<\/em>). Miniserie che saranno anche il futuro di Nathan Never con l\u2019arrivo per il trentennale di una dedicata a Skotos, scritta da Vigna: <strong>la prima miniserie di casa Bonelli dedicata a un villain, un personaggio nato come antagonista dell\u2019eroe.<\/strong><br \/>\nD\u2019altronde l\u2019Agente Alfa ha una <em>legacy<\/em> legata all\u2019innovazione: per i lettori pi\u00f9 giovani o di memoria corta, diciamo che \u2013 da un punto di vista grafico e di struttura visiva \u2013 <strong>tanta della fantascienza bonelliana recente<\/strong>, a partire da <em>Orfani <\/em>(forse la prima serie strutturata veramente a stagioni e sicuramente quella che ha \u201csdoganato\u201d il colore in Bonelli), <strong>\u00e8 debitrice a quanto su Nathan Never fu fatto a livello di sperimentazione negli anni \u201990<\/strong>. Al tempo Serra, Medda e Vigna uscivano dalla stanza di Sergio Bonelli con l\u2019eco delle urla del capo contrariato dell\u2019audacia delle innovazioni proposte (una splash page scontornata su un albo bonelliano? Ma quando mai!), per la rottura della griglia bonelliana. Nel tempo quella urla e quegli esperimenti hanno aperto una strada percorsa da tanti in casa editrice.<\/p>\n<p>Potremmo andare avanti ancora, parlando del ritorno di personaggi come Mister No (quello classico), Magico Vento e Napoleone in cicli di miniserie, oppure del reboot di Martin Mystere con le sue nuove avventure a colori giunte alla seconda stagione.<br \/>\nMerita soffermarsi un momento su <em>Dragonero<\/em> che <strong>in sette anni di vita ha percorso una strada editoriale fatta di coerenza narrativa<\/strong> \u2013 grazie al lavoro dei suoi creatori <strong>Stefano Vietti<\/strong> e <strong>Luca Enoch<\/strong> a cui si \u00e8 aggiunto quello del curatore <strong>Luca Barbieri<\/strong> \u2013 <strong>e di costante innovazione del canone narrativo bonelliano<\/strong> che ha portato a fine 2019 a un azzeramento della numerazione e a una ripartenza da 1 con un nuovo titolo, <em>Il Ribelle<\/em>. Un classico <em>entry point<\/em> di stampo fumettistico statunitense, ma assolutamente coerente con i precedenti 77 numeri e con quanto fino allora raccontato dai suoi autori.<br \/>\nSenza contare <em>Senzanima<\/em>, l\u2019incarnazione del personaggio con contenuti pi\u00f9 \u201cadulti\u201d e complessi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-175816\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Audace.jpg\" alt=\"Audace\" width=\"1200\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Audace.jpg 1200w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Audace-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Audace-1024x450.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/Audace-768x337.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p>A tutto questo si potrebbe aggiungere il lavoro fatto dall\u2019etichetta <em>Audace<\/em>, tanto a livelli di contenuti quanto di formati. Per i primi pensiamo al reboot del personaggio di Mister No e per i secondi all\u2019inedito formato tankobon di <em>Attica<\/em> di <strong>Giacomo Keison Bevilacqua<\/strong>: un esperimento cos\u00ec ben riuscito che nel 2020 aprir\u00e0 le porte a nuove proposte nello stesso formato.<br \/>\nO ancora, la sinergia con lo scrittore <strong>Maurizio De Giovanni<\/strong> che ha dato vita agli adattamenti a fumetti dei romanzi del Commissario Ricciardi e della serie de <em>I Bastardi di Pizzofalcone<\/em>.<\/p>\n<p>Ci sarebbe da aggiungere il progetto di crossover messo in piedi da SBE e <strong>DC Comics<\/strong> che nei prossimi anni ci presenter\u00e0 gli incontri tra Dylan Dog e Batman, tra Zagor e Flash e tra Nathan Never e la Justice League.<br \/>\nOppure parlare ancora dei progetti transmediali della casa editrice, del <em>Bonelli Cinematic Universe<\/em> che debutter\u00e0 nel 2021 con la pellicola dedicata a Dampyr e de <em>Il Confine<\/em>, progetto pianificato con un attento approccio crossmediale (senza dimenticare <em>Monolith<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Tutto questo per dire che la casa editrice italiana di fumetti che nell\u2019immaginario dei pi\u00f9 \u00e8 associata all\u2019immobilismo e alla classicit\u00e0 \u00e8 attiva, sperimentatrice e innovatrice come non mai.<\/strong><br \/>\nPoi ci saranno sempre i nostalgici del \u201cDylan Dog dei primi cento albi\u201d, del Tex di Bonelli padre e di Galep e dello Zagor di Ferri e Nolitta, ed \u00e8 giusto che ci siano. Come ci saranno in futuro gli esperimenti mal riusciti, i fallimenti e i buchi nell\u2019acqua e arriver\u00e0 forse un giorno in cui Dylan Dog, Nathan Never e Martin Mystere non avranno pi\u00f9 niente da dire.<br \/>\nCi sar\u00e0 sicuramente un nuovo Doctor Beruscus.<br \/>\nMa ci sar\u00e0 anche un nuovo Mercurio Loi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In molto dell\u2019immaginario collettivo dei lettori italiani di fumetti, la Sergio Bonelli Editore \u00e8 ammantata da un\u2019aura di classicismo e immobilit\u00e0. E invece la casa editrice della famiglia Bonelli ha sempre dimostrato di avere in s\u00e9 la voglia di innovare e sperimentare. Oggi ancora pi\u00f9 di ieri.<\/p>\n","protected":false},"author":469,"featured_media":175818,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"La Bonelli \u00e8 viva! 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