{"id":175771,"date":"2020-02-04T10:30:56","date_gmt":"2020-02-04T09:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=175771"},"modified":"2020-02-04T20:03:41","modified_gmt":"2020-02-04T19:03:41","slug":"dylan-dog-401-lalba-nera-una-riflessione-veloce-ma-non-troppo-post-lettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/dylan-dog-401-lalba-nera-una-riflessione-veloce-ma-non-troppo-post-lettura\/","title":{"rendered":"Dylan Dog #401 &#8211; L&#8217;Alba Nera: una riflessione veloce (ma non troppo) post lettura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/dylan-dog-401-lalba-nera-una-riflessione-veloce-ma-non-troppo-post-lettura\/dylan-dog-74829_768x432\/\" rel=\"attachment wp-att-175774\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-175774 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-74829_768x432.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"574\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-74829_768x432.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-74829_768x432-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-74829_768x432-707x1024.jpg 707w\" sizes=\"auto, (max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/a>Ho letto <em>L&#8217;alba nera<\/em>, l&#8217;atteso #401 di <strong>Dylan Dog<\/strong> e, seppur con qualche dubbio che non mi faccio mai mancare, (ma chi oggigiorno non li ha?) l&#8217;ho ampiamente apprezzato. Ho apprezzato il lavoro svolto da chi lo ha creato, chi lo ha portato a questo punto, a questo traguardo. Si, perch\u00e9 \u00e8 innegabile che questo sia un progetto in cui tutte le persone coinvolte credono e tengono, \u00e8 una cosa che si percepisce a pelle.<br \/>\nDylan Dog \u00e8 probabilmente il personaggio seriale pi\u00f9 difficile da scrivere e curare in tutto il parco testate Bonelli. Per certi versi \u00e8 prigioniero della sua radicalit\u00e0, di quello che ha portato a suo tempo nel fumetto popolare italiano, del suo essere sempre e costantemente inserito nella &#8220;<em>continuity<\/em>&#8221; della cronaca quotidiana. Prigioniero dell&#8217;episodio auto conclusivo che tante volte soffoca la narrazione, che toglie originalit\u00e0, del suo non riuscire a liberarsi delle peculiarit\u00e0 e caratterizzazioni storiche, diventate un fardello insormontabile. Non pu\u00f2 essere scritto come <strong>Tex<\/strong>, stoico nella sua eccellente immobilit\u00e0 narrativa, con lettori fedeli che lo seguono da una vita e che lo faranno fino a quando gli sar\u00e0 possibile.<\/p>\n<p>Dylan invece \u00e8 prigioniero di due schiere, perch\u00e9 (disgrazia sua) ha intercettato i gusti dei lettori di due spazi temporali: chi lo segue da quando \u00e8 uscito e chi nel frattempo si \u00e8 unito rendendolo l&#8217;eroe di due epoche (tipo Garibaldi), simili, ma profondamente diverse. Una frattura con il quale hanno dovuto confrontarsi molti curatori, con risultati alterni, a volte fallendo. Chi per\u00f2 contesta l&#8217;attuale curatore, dimentica che \u00e8 lo stesso <strong>Tiziano Sclavi<\/strong> che ha spinto perch\u00e9 potesse prendere le redini di un personaggio tanto tignoso, spigoloso, perch\u00e9 ha colto in lui diverse similitudini sia di vedute prettamente artistiche e, perch\u00e9 no, anche caratteriali.<\/p>\n<p>Detto questo in tanti tralasciano\u00a0troppo spesso il fatto che <strong>Roberto Recchioni<\/strong> non \u00e8 Sclavi e che non \u00e8 neanche chiamato a esserlo, siamo noi che li confrontiamo continuamente in un raffronto sterile. Recchioni \u00e8 stato chiamato per portare, traghettare, la testata e il suo protagonista a un nuovo livello che possa mettere d&#8217;accordo i suoi tanti lettori, una cosa che io per primo\u00a0 ritengo umanamene impossibile.<br \/>\nSe rimane dunque lecito non apprezzare il lavoro da lui svolto, rimane anche innegabile che mai come in questi anni su Dylan sono approdati autori impensabili, si \u00e8 sperimentato, provato a intraprendere nuove strade, a volte riuscendoci a volte no, ma si \u00e8 provato.\u00a0Un esempio su tutti sono le\u00a0storie ambientante nella linea temporale de <em>Il pianeta dei morti<\/em> scritte da <strong>Alessandro Bilotta<\/strong>, sempre di alto livello, sempre acclamate da critica e pubblico, meritatamente posso tranquillamente dire. Ma soprattutto, si \u00e8 tornati a parlare di Dylan Dog su qualsiasi tipo di media, dai quotidiani pi\u00f9 importanti alla televisione; parlatene bene, parlatene male, ma parlatene. Questo \u00e8 un punto di vitale importanza perch\u00e9 oggi la parola \u00e8 potere, il messaggio identifica, oggi come non mai, attirare il focus su di se \u00e8 necessario.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/dylan-dog-401-lalba-nera-una-riflessione-veloce-ma-non-troppo-post-lettura\/dylan-dog-l-alba-nera-74843\/\" rel=\"attachment wp-att-175772\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-175772 size-medium_large\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-l-alba-nera-74843-768x528.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-l-alba-nera-74843-768x528.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-l-alba-nera-74843-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dylan-dog-l-alba-nera-74843.jpg 793w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo anni come curatore (anni significa quindi che la SBE \u00e8 soddisfatta del risultato) l&#8217;autore romano riparte con un reboot della prima avventura dell&#8217;investigatore dell&#8217;incubo, divisa per\u00f2 in sei episodi, un sorta di <em>Ultimate Dylan Dog<\/em> in cui convergono alcune delle sue pi\u00f9 celebri identit\u00e0, mixando ed eliminando personaggi storici e utilizzando personaggi semi nuovi in una commedia nera che funziona pi\u00f9 che bene. E&#8217; perfetta? No, ma diverte, viaggia con un ritmo veloce, con buone invenzioni e piccole, grandi, sorprese e colpi di scena (<strong>e poi ammettiamolo\u2026 Dylan con la barba \u00e8 proprio figo<\/strong>), con un <strong>Corrado Roi<\/strong> all&#8217;apice della sua arte grafica, autore di una prova sontuosa.<\/p>\n<p>E se davvero credete (e di conseguenza vi lamentate) perch\u00e9 Recchioni fa parlare Dylan solo per citazioni cinematografiche, perch\u00e9 non \u00e8 in grado di scrivere, oppure \u00e8 l&#8217;unico modo che conosce, o ancora \u00e8 uno scrittore mediocre, allora non avete davvero capito. Ma davvero pensate che lo scrittore non sia il primo ad essere cosciente di questa scelta, come di altre tanto contestate, e spingere come un forsennato su questo lato?<br \/>\nSe lo osservate negli anni, ma senza preconcetti e antipatie (lo so, molti di voi non lo faranno mai, ma provateci), leggendo quei numeri che ha scritto per la testata regolare, prima come sceneggiatore e poi come curatore e sceneggiatore, dovete forzatamente notare che \u00e8 rimasto uno dei pochi autori che riesce a cogliere lo spirito del primigenio del personaggio, che riesce a riproporre situazioni e stratagemmi che lo identificano come uno dei figli narrativi di Sclavi, uno dei pi\u00f9 derivativi. E dunque quale occasione migliore di un nuovo inizio per riproporre in forma rinnovata e rielaborata, quel primo episodio anarcoide, le radici del mito, che scosse le fondamento del fumetto popolare negli anni a venire?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/dylan-dog-401-lalba-nera-una-riflessione-veloce-ma-non-troppo-post-lettura\/dyd-401-2\/\" rel=\"attachment wp-att-175773\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-175773\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dyd-401-2-768x369.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dyd-401-2-768x369.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dyd-401-2-300x144.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2020\/02\/dyd-401-2.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><strong>Concludendo:<\/strong> Erano meglio i primi 100 e forse anche i primi 150. Ma adesso siamo al numero 400 e, se possibile, io voglio seguire le avventure di Dylan e compagni per altri 400 numeri come credo (e spero) molti altri lettori. Nel bene e nel male, come un matrimonio. Chi lo ama davvero lo aiuter\u00e0 in questo suo percorso di cambiamento.<\/p>\n<p><strong>Insomma&#8230; alla fine \u00e8 sempre il nostro &#8220;old boy&#8221;.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessione serioso ironica scritta di getto dopo la lettura del famigerato #401 della testata regolare di Dylan Dog, che sancisce il passaggio definitivo al suo nuovo padre artistico: Roberto Recchioni.<\/p>\n","protected":false},"author":215,"featured_media":175772,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Dylan Dog #401 - L'Alba Nera: una riflessione veloce (ma non troppo) post lettura - Il blog di Redazione","description":"Riflessione serioso ironica scritta di getto dopo la lettura del famigerato #401 della testata regolare di Dylan Dog, che sancisce il passaggio definitivo al su"},"footnotes":""},"categories":[275],"tags":[109,9,88,542],"coauthors":[],"class_list":["post-175771","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-dylan-dog","tag-roberto-recchioni","tag-sergio-bonelli","tag-tiziano-sclavi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175771","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/215"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175771"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175771\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175771"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175771"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175771"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=175771"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}