{"id":175403,"date":"2018-01-06T11:00:29","date_gmt":"2018-01-06T10:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=175403"},"modified":"2018-01-07T23:52:55","modified_gmt":"2018-01-07T22:52:55","slug":"senso-lautore-graphic-novel-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/senso-lautore-graphic-novel-italia\/","title":{"rendered":"Che senso ha fare l&#8217;autore di graphic novel in Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>Siamo lieti di pubblicare un intervento &#8220;d&#8217;autore&#8221; di Paolo Castaldi, una visione dall&#8217;interno su una questione che ciclicamente torna nelle discussioni online: il pagamento dei fumettisti.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_175406\" aria-describedby=\"caption-attachment-175406\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a data-wp-lightbox=\"true\" href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/castaldi-presentazione-allen-meyer-e1515082242442.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-175406\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/castaldi-presentazione-allen-meyer-e1515082242442.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/castaldi-presentazione-allen-meyer-e1515082242442.jpg 960w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/castaldi-presentazione-allen-meyer-e1515082242442-300x149.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/castaldi-presentazione-allen-meyer-e1515082242442-768x382.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-175406\" class=\"wp-caption-text\">Paolo Castaldi e Teo Manzo durante una presentazione di Allen Meyer.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Scusate, ma le mani ormai prudevano troppo e dovevo scriverci un pezzo, su questa cosa dei compensi nel graphic novel.<br \/>\n<em>\u201cMaledetto Facebook che mi distrae dalle sacre attivit\u00e0 quotidiane\u201d<\/em>, penso. \u00c8 che proprio su Facebook ultimamente ho visto un rigoglioso proliferare di post sulla tematica e, leggendo i commenti uno ad uno, mi sono accorto dell\u2019enorme confusione che aleggia sulla spinosa questione dei pagamenti nel fumetto.<br \/>\n<strong>Confusione dettata innanzitutto dal mescolare e sovrapporre due mondi per loro natura diversi: il fumetto di derivazione \u201cindustriale\u201d e il graphic novel.<\/strong><br \/>\n\u00c8 come parlare di tennis e ping pong. L\u2019unica cosa che accomuna queste due discipline sono la rete che divide il campo e l\u2019utilizzo delle racchette. Stop. Poi \u00e8 tutto diverso. Regole, tempi, punteggi, allenamento, e s\u00ec\u2026 anche i compensi.<\/p>\n<p>Breve e scontata (ma necessaria) introduzione:<br \/>\n<strong> L\u2019universo produttivo ed editoriale del fumetto si divide pressappoco in due galassie.<\/strong><br \/>\nDa una parte ci sono le grandi produzioni in cui, per intenderci, possiamo raggruppare grossolanamente quei prodotti popolari come gli albi Bonelli o Topolino per l\u2019Italia, le BD di Delcourt, Soleil, Gl\u00e9nat, Dupuis, Casterman e Le Lombard in Francia (i famosi cartonati da 46 pagine), il comic americano di Marvel e DC in Usa. Ok, ci sono anche altre realt\u00e0 ma per intenderci al volo mi basta citare queste.<\/p>\n<p><strong>I suddetti vendono e fatturano talmente tanto da potersi permettere di pagare i propri collaboratori<\/strong> <strong>a pagina<\/strong>. <strong>\u00c8 un lavoro su commissione.<\/strong> L\u2019editore ha bisogno di un prodotto e paga il professionista per realizzarlo. Ovviamente questo tipo di logica consente al professionista di potersi mantenere esclusivamente con gli introiti delle proprie pubblicazioni, sottostando, s\u2019intende, alle regole che la testata impone.<br \/>\n<strong> Disclaimer ENORME<\/strong>: ci\u00f2 non significa che chi pubblica per questi grossi gruppi editoriali ha le pupille a forma di dollaro, ragioni solo pensando al conto in banca e non nutra la minima passione per il lavoro che sta svolgendo. Anzi, molto spesso \u00e8 proprio il sacrificio di anni, la gavetta e la passione a farti approdare in realt\u00e0 cos\u00ec competitive e che richiedono un altissimo livello professionale.<\/p>\n<p>https:\/\/www.instagram.com\/p\/yH2cFpxzwg\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Poi esiste un\u2019altra galassia, attigua ma molto differente.<\/strong><br \/>\nTi scrivi la storia che preferisci, te la disegni (o te la fai disegnare) con lo stile che preferisci e poi cerchi un editore interessato a pubblicarla.<br \/>\nDi solito, quando si desidera realizzare prodotti di questo tipo, ci si rivolge a chi pubblica graphic novel. Il <em>roman graphique,<\/em> per i cugini d\u2019oltralpe.<\/p>\n<figure id=\"attachment_175410\" aria-describedby=\"caption-attachment-175410\" style=\"width: 462px\" class=\"wp-caption alignright\"><a data-wp-lightbox=\"true\" href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/castaldi-feltrinelli-e1515083320704.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-175410\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/castaldi-feltrinelli.jpg\" alt=\"\" width=\"462\" height=\"654\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-175410\" class=\"wp-caption-text\">Teaser del prossimo fumetto di Castaldi per Feltrinelli Comics<\/figcaption><\/figure>\n<p>Bao, Lizard, Coconino, Oblomov, Eris, BeccoGiallo, Tunu\u00e8, Hollow, Diabolo, 001, Edizioni BD, ora anche Feltrinelli Comics, solo per citare alcune delle pi\u00f9 conosciute realt\u00e0 italiane. Ce n\u2019\u00e8 per tutti i gusti. Ogni autore davvero valido pu\u00f2 trovare il suo spazio in un panorama cos\u00ec variegato e in crescita.<\/p>\n<p>Editori che si rivolgono a un pubblico diverso o parallelo rispetto a quello che acquista in edicola o fumetteria, e che si muovono in un mercato difficile, che segue le regole della \u201cvaria\u201d.<br \/>\nEditori che non sono cos\u00ec fortemente radicati nella cultura popolare e che per questo motivo (ma non solo, ovviamente) non riescono a muovere grandi numeri. <strong>Teniamo conto poi che il graphic novel, inteso come categoria merceologica, \u00e8 nato l\u2019altro ieri, in Italia.<\/strong><\/p>\n<p>Se un albo di Dylan Dog riesce a garantire al suo editore un introito certo e sicuro (seppur un po\u2019 altalenante da numero a numero) indipendentemente dai nomi degli autori coinvolti, lo stesso non si pu\u00f2 dire di un editore come Coconino o Bao.<br \/>\nOgni autore segue un percorso a s\u00e9, ha un suo pubblico, una sua produzione, una serie di peculiarit\u00e0 differenti che garantiranno a Coconino o Bao introiti anche molto molto molto diversi tra un libro e l\u2019altro.<br \/>\nEsattamente come per qualunque altro editore di narrativa sulla faccia della Terra.<\/p>\n<p>Per dirla un po\u2019 cafona: <strong>l\u2019autore \u00e8 brand di s\u00e9 stesso nel mercato dei graphic novel.<\/strong><\/p>\n<p>Nessun universo, creato da altri prima di lui, potr\u00e0 garantirgli una spinta nelle vendite.<br \/>\nCerto, se il suo l\u2019editore \u00e8 conosciuto e apprezzato, se ha uno zoccolo duro e affezionato di lettori, se sa fare il proprio mestiere non pu\u00f2 che essere un supporto validissimo per l\u2019opera, ma rispetto alle grosse realt\u00e0 industriali non c\u2019e gara.<br \/>\nEsempio da terza elementare: se <strong>Zerocalcare<\/strong> domani pubblicasse per l\u2019editore pi\u00f9 piccolo e scalcagnato della storia, ve lo assicuro, muoverebbe comunque numeri da classifica. Perch\u00e9 il suo \u201cbrand\u201d \u00e8 ben consolidato.<br \/>\nE viceversa, se un disegnatore semi-sconosciuto (ma qualitativamente all\u2019altezza, ben inteso) venisse preso su Tex, riuscirebbe comunque a garantire le copie su cui si attesta oggi il mensile, <strong>perch\u00e9 Tex si vende da s\u00e9<\/strong>, senza bisogno che gli si accosti un autore di punta. Se poi ci\u00f2 dovesse accadere, tanto meglio, vender\u00e0 ancor di pi\u00f9.<\/p>\n<figure id=\"attachment_175408\" aria-describedby=\"caption-attachment-175408\" style=\"width: 1300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a data-wp-lightbox=\"true\" href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/zero-vignetta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-175408\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/zero-vignetta.jpg\" alt=\"\" width=\"1300\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/zero-vignetta.jpg 1300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/zero-vignetta-300x144.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/zero-vignetta-768x369.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/zero-vignetta-1024x492.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-175408\" class=\"wp-caption-text\">Una vignetta di Zerocalcare<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Quindi come si riesce a stimare il valore economico (economico, attenzione, non qualitativo) di un graphic novel?<\/strong><br \/>\nCome si fa a decidere quanto deve essere retribuito un autore di graphic novel?<br \/>\nSemplice. <strong>Da quanto si presume possa vendere.<br \/>\n<\/strong>Se l\u2019autore \u00e8 gi\u00e0 conosciuto e pubblicato \u00e8 pi\u00f9 semplice. Si pu\u00f2 fare un calcolo approssimativo incrociando diversi dati:<\/p>\n<ul>\n<li>La media delle copie che i suoi lavori precedenti hanno venduto (sia in Italia e sia all\u2019estero. Un autore che riesce a rivendere i diritti di pubblicazione all\u2019estero \u00e8 sempre ben voluto).<\/li>\n<li>Il seguito che l\u2019autore ha raccolto nel corso degli anni.<\/li>\n<li>La curva di gradimento rispetto ai suoi lavori (se \u00e8 in crescita o in flessione).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quanto <em>\u201csposta\u201d<\/em> il mercato, per dirla in parole semplici.<br \/>\n<strong>A tutto questo bisogna aggiungere il fattore di rischio e investimento che l\u2019editore intende mettere sul piatto.<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 l\u2019editore \u00e8 convinto dell\u2019autore e della storia che ha tra le mani, pi\u00f9 l\u2019investimento sar\u00e0 alto.<\/p>\n<p><strong>E per gli esordienti?<\/strong> In questo caso ogni casa editrice ha una sua policy interna. C\u2019\u00e8 chi fissa un minimo \u201csindacale\u201d uguale per tutti gli esordienti, chi va a \u201csentimento\u201d di volta in volta, chi fa una media del venduto di ogni autore esordiente che lo ha preceduto e attesta gli anticipi su quella media.<\/p>\n<p><strong>Mai, mai, mai, mai si dar\u00e0 valore al tempo impiegato per realizzare l\u2019opera<\/strong>. Mettetevelo in testa. Il fattore tempo non ha valore alcuno nel fumetto.<br \/>\nChe siano tre mesi o tre anni, poco importa. Il graphic novel, cos\u00ec come la scrittura di un romanzo, \u00e8 atemporale. Quindi anche basta con questi parallelismi con l\u2019artigianato e le frasi <em>\u201cvoglio vedere se all\u2019idraulico dici\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ma arriviamo al punto. Parliamo di soldi.<\/strong><br \/>\nSe un graphic novel ha un prezzo di copertina di 20 euro e all\u2019autore spetta di contratto il 10%, vuol dire che per ogni copia venduta percepir\u00e0 2 euro. Lordi ovviamente.<br \/>\nQuanto vende un graphic novel nel mercato italiano, mediamente? Dalle 500 alle 3000 copie.<\/p>\n<p>Poi ci sono quelli che ne vendono 250 e i grandi nomi che ne vendono dalle 10.000 a salire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, diciamo che siamo autori esordienti oppure autori con gi\u00e0 qualche pubblicazione alle spalle ma con numeri di mercato nella media. Andiamo a proporre un progetto a questo o quell\u2019altro editore. Il progetto piace. L\u2019editore ci vede delle buone potenzialit\u00e0 e decide di pubblicarlo. Stima verosimilmente in 2000 copie il possibile volume di vendita nelle librerie e nelle fumetterie durante il primo anno di pubblicazione (e ve lo assicuro, sarebbe un ottimo risultato per il mercato italiano).<br \/>\nDi royalties ci spetterebbero 4000 euro. Lordi. Un anticipo congruo potrebbe quindi variare dai 2000 ai 3000 euro, diciamo. E infatti in Italia c\u2019\u00e8 chi comincia a ragionare su queste cifre, finalmente.<br \/>\nAlla luce di tutto ci\u00f2, perch\u00e9 mai un editore dovrebbe esporsi economicamente dandoci, che ne so, 10.000 euro di anticipo (anzich\u00e9 i 2-3.000 di cui sopra) sapendo che per lui sarebbe una perdita assicurata nel 95% dei casi?<br \/>\nPer correttezza nei nostri confronti? Perch\u00e9 \u00e8 giusto che <em>l\u2019imprenditore rischi di tasca sua altrimenti che faccia altro<\/em>, come si sentenzia spesso a sproposito?<br \/>\nE per realizzarlo quanto ci abbiamo messo? Un anno? 10 mesi? Due anni? Sette anni, come mi \u00e8 capitato di sentire?<br \/>\nCapirete voi che analizzando la faccenda da questa angolazione nulla ha un senso. Che siano 3.000 o 10.000 euro.<\/p>\n<p>E infatti \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\n<strong>Fare l\u2019autore di graphic novel non ha senso<\/strong>.<br \/>\nIntendiamoci, editori scorretti ce ne sono. Non difendo la categoria per partito preso. Gente improvvisata, che non garantisce nemmeno un euro di anticipo, che stampa male i propri prodotti e che non spinge i propri autori. Ma se gli anticipi si sono assestati su questi numeri lo dobbiamo esclusivamente ad un mercato che, s\u00ec \u00e8 in crescita, ma ancora troppo piccino e di nicchia.<strong> Si vende troppo poco per garantire anticipi maggiori agli autori.<\/strong><\/p>\n<p>Ma chi sono gli autori di graphic novel in Italia?<br \/>\nDopo qualche anno di full immersion in questa galassia posso affermare con discreta certezza che gli autori si suddividono in tre macro-categorie:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019autore che intende la galassia del graphic novel come una \u201cserie B\u201d (parallelismo calcistico molto calzante che ho preso in prestito dall\u2019amico Luca Blengino) in cui farsi le ossa e macinare tavole in attesa di fare \u201cil salto di categoria\u201d verso i grossi editori del fumetto \u201cindustriale\u201d sperando quindi di garantirsi, prima o poi, un sostentamento concreto e diretto grazie al fumetto. Un trampolino di lancio, quindi. <strong>Una gavetta.\u00a0<\/strong><\/li>\n<li>Poi ci sono gli autori che si muovono, o tentano di farlo, in una zona grigia, a cavallo delle due galassie editoriali. Non disdegnano affatto l\u2019idea di lavorare con Bonelli o Gl\u00e9nat (per passione, per gloria personale, per pagare l\u2019affitto, ora non ci interessa) ma reputano di vitale importanza il prendersi ogni tanto una pausa per lavorare su <em>\u201cquella idea che avevo in testa da anni\u201d<\/em>, o <em>\u201csu quel soggetto magnifico che per\u00f2 potrebbe interessare solo a Coconino perch\u00e9 me lo fa fare come dico io\u201d.<br \/>\n<\/em><strong>Il graphic novel come scappatella<\/strong>, come evasione da un\u2019industria che non ti pu\u00f2 consentire, per sua stessa natura, la totale libert\u00e0 di azione.<\/li>\n<li>Infine ci sono quegli autori che destano maggior perplessit\u00e0, per usare un eufemismo, in tutti quegli altri che intendono il fumetto come una professione con cui mantenersi <em>altrimenti lascia perdere che \u00e8 meglio<\/em>.Quest&#8217;utlimi sono tutti quegli autori che, pur sapendo benissimo che tentare di vivere di graphic novel non ha senso, <strong>ci provano comunque<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Perch\u00e9 ne hanno bisogno, perch\u00e9 \u00e8 la cosa che pi\u00f9 li appaga.<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 un\u2019ossessione.<br \/>\nPerch\u00e9 vogliono lasciare una traccia che sopravviva e, mannaggia a loro, sanno solo disegnare o scrivere i maledetti fumetti.<br \/>\nPerch\u00e9, nonostante tutto, esistono autori in Italia e all\u2019estero che riescono a vendere abbastanza per poter vivere con le proprie opere e che disegnano all\u2019orizzonte un puntino che \u00e8 l\u2019obiettivo da raggiungere con tutte le loro forze, tutti i giorni. E se anche alla fine non lo avranno raggiunto, quel puntino, saranno sicuramente cresciuti nel tentativo.<br \/>\nE magari, lungo il cammino, avranno trovato quella cosa che solo loro sanno raccontare cos\u00ec bene. Il loro universo narrativo. La loro cifra stilistica. Che gli appartiene e che ricorder\u00e0 per sempre al lettore chi sono stati veramente e cosa avevano da dire.<br \/>\nNon sono sognatori o, peggio, <em>snob figli di pap\u00e0 in cerca solo della popolarit\u00e0<\/em> come ho letto in giro, non disprezzano chi disegna cowboy per trent\u2019anni. \u00c8 che per loro questo \u00e8 l\u2019unico modo di intendere il fumetto. Non ne esiste un altro. Anche se non ha senso.<\/p>\n<p><strong>E se proprio un senso vogliamo trovarlo, a questa cosa di fare i graphic novel, eccolo qui<\/strong>: se si lavorer\u00e0 come si deve, se si sar\u00e0 costanti nella qualit\u00e0, si potr\u00e0 avere in mano il miglior curriculum vitae che si possa desiderare: le opere che abbiamo prodotto.<br \/>\nUna buona carriera, da sola, potrebbe anche non garantire la sicurezza economica ma \u00e8 il grimaldello migliore per aprire le porte a svariate possibilit\u00e0 nel campo dell\u2019immagine e della scrittura. Illustrazione, concept art, animazione, pubblicit\u00e0 e storyboarding, cessione di diritti all\u2019estero, insegnamento, vendita di opere originali. Introiti indiretti che, sommati ad anticipi e royalties, ci consentiranno di mettere insieme uno stipendio. In alcuni casi anche molto soddisfacente.<br \/>\nE di vivere del nostro brand, appunto.<br \/>\n<a data-wp-lightbox=\"true\" href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/1451468740640_jpg-dylan_dog_color_fest_16_cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-175407\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/1451468740640_jpg-dylan_dog_color_fest_16_cover.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/1451468740640_jpg-dylan_dog_color_fest_16_cover.jpg 381w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/1451468740640_jpg-dylan_dog_color_fest_16_cover-228x300.jpg 228w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>Ecco quindi autori di graphic novel collaborare con il fumetto popolare entrando dalla porta principale, quella riservata alle guest star. <strong><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/dylan-dog-color-fest-16-mente-dylan\/\">Il Dylan Dog Color Fest con AkaB, Marco Galli e Ausonia<\/a><\/strong> ne \u00e8 un esempio splendido. Poi ci sono tutti quegli autori che per scelta decidono di spaziare al di l\u00e0 del fumetto, evitando di impantanarsi in una nicchia ecologica a volte troppo chiusa in se stessa. Che cercano vibrazioni, suggestioni e ispirazioni altrove da poter riversare poi nelle proprie opere. E qui mi viene in mente un autore come <strong>LRNZ<\/strong>, ma ce ne sono tanti altri. Fumettocentrico, artisticamente parlando, ma capace di utilizzare le sensibilit\u00e0 proprie del linguaggio per arricchirne altri e viceversa.<\/p>\n<p>Fare l\u2019autore di graphic novel non ha senso, ed \u00e8 sempre stato cos\u00ec, non solo di questi tempi, come tende a professare il partito del <em>\u201coggi \u00e8 tutto uno schifo\u201d.<\/em><br \/>\n<strong>Esattamente come non ha senso fare il romanziere o il pittore, il cantautore, il beat maker, l\u2019artista, pi\u00f9 in generale<\/strong>. Pu\u00f2 trasformarsi momentaneamente in una professione, se le capacit\u00e0 e una serie incalcolabile e incontrollabile di congiunzioni astrali lo permettono.<br \/>\nTutto questo finch\u00e9 la testa, gli occhi e le mani reggono.<br \/>\nPerch\u00e9 neanche chi ora vende 30.000 o 40.000 copie a libro pu\u00f2 rilassarsi troppo.<br \/>\nE se la prossima storia non viene? Se dopo setto, otto, dieci libri in altrettanti anni non si sa pi\u00f9 cosa raccontare? Non esiste n\u00e9 disoccupazione, n\u00e9 invalidit\u00e0 momentanea.<br \/>\nQuindi fare l\u2019autore di graphic novel \u00e8 un lavoro?<br \/>\nNon lo so. Ma s\u00ec, credo di s\u00ec.<br \/>\nSono anni che sto cercando di capirlo. E ogni giorno mi chiedo che ne sar\u00e0 di tutto questo castello di sabbia che mi son costruito attorno e che, in qualche modo, mi paga le spese.<br \/>\nE forse \u00e8 proprio questo il suo bello. Che mette i brividi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>No, non user\u00f2 <em>quella<\/em> parola.<\/strong><\/p>\n<p>Quella me la tengo per quando potr\u00f2 disegnare solo nei giorni in cui ne ho voglia, mentre bevo un bianco La Costiera sul tavolino di una taverna greca a pochi passi dalla mia casetta sul mar Egeo.<\/p>\n<p>Per\u00f2, ecco, ci siamo molto vicini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Piccolo ma importante post scripta sulla questione <em>\u201cIn Francia s\u00ec che sono onesti, per un roman graphique ti pagano anche 8-10.000 euro di anticipo\u201d.<\/em><br \/>\nVero.<br \/>\nMa il discorso non cambia.<br \/>\nPossono pagare di pi\u00f9 perch\u00e9 sanno di poter vedere di pi\u00f9. Perch\u00e9 esiste un mercato pi\u00f9 educato e florido.<br \/>\nMa i principi di base restano gli stessi. Non bastano per poterci vivere, a meno che non siate in grado di produrre due o tre libri l\u2019anno.<br \/>\nE infatti, anche l\u00ec, o si lavora ai cartonati da 46 pagine, o si vendono un pacco di copie, o si fa anche altro.<br \/>\nEsattamente come da noi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_175412\" aria-describedby=\"caption-attachment-175412\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a data-wp-lightbox=\"true\" href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/lrnz-copertina-eternauta-e1515083513560.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-175412\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2018\/01\/lrnz-copertina-eternauta-e1515083513560.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"628\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-175412\" class=\"wp-caption-text\">Copertina di LRNZ per L&#8217;Eternauta (001 Edizioni)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Per concludere:<\/strong><br \/>\nCon questo pippone non voglio lasciar intendere che va tutto bene cos\u00ec.<br \/>\n<strong>\u00c8 vero che siamo in una nuova Golden Age, come dice qualcuno, ma potrebbe andare ancora meglio.<\/strong><br \/>\nBisogna per\u00f2 iniziare a comprendere in che mondo ci stiamo muovendo, senza additare come nemici tutti quegli editori che, con sforzi enormi, tentano di far impresa in questo mercato difficilissimo.<br \/>\nBisogna comprendere che se esiste una possibilit\u00e0 di portare ancora pi\u00f9 in alto il fumetto in Italia, \u00e8 da ricercare in una sensibilizzazione culturale del lettore potenziale.<\/p>\n<p><strong>Piano piano, passo dopo passo.<\/strong><br \/>\nPer questo sono contento se un fumettista viene invitato in tv a parlare del proprio lavoro, se viene coinvolto in ambiti dove prima di allora il fumetto non aveva mai messo piede, che si tratti di cinema, moda, sport o altro. Se nelle librerie il reparto graphic novel non \u00e8 pi\u00f9 un angolo buio in fondo alla sala ma \u00e8 ben illuminato al centro. Se i festival belli come TCBF o ARF! crescono e proliferano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oh, poi se si riuscisse a risolvere anche la questione della distribuzione non sarebbe male eh\u2026 Questa cosa che un camion che sposta il nostro graphic novel da un punto A (magazzino) ad un punto B (libreria) si becca il 50, 60% del prezzo di copertina, mi sembra proprio una follia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo lieti di pubblicare un intervento &#8220;d&#8217;autore&#8221; di Paolo Castaldi, una visione dall&#8217;interno su una questione che ciclicamente torna nelle discussioni online: il pagamento dei fumettisti.<\/p>\n","protected":false},"author":747,"featured_media":175412,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Che senso ha fare l'autore di graphic novel in Italia - Il blog di Redazione","description":"Siamo lieti di pubblicare un intervento \"d'autore\" di Paolo Castaldi, una visione dall'interno su una questione che ciclicamente torna nelle discussioni online:"},"footnotes":""},"categories":[275],"tags":[404,172,109,392,348,349,406,403,405,293,402,89,93],"class_list":["post-175403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-akab","tag-ausonia","tag-dylan-dog","tag-editoria","tag-fumetto","tag-graphic-novel","tag-gruppi-editoriali","tag-lrnz","tag-marco-galli","tag-paolo-castaldi","tag-quanto-vale-un-fumetto","tag-tex","tag-zerocalcare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/747"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175403\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}