{"id":175352,"date":"2017-10-07T10:00:10","date_gmt":"2017-10-07T08:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=175352"},"modified":"2017-10-09T10:13:17","modified_gmt":"2017-10-09T08:13:17","slug":"french-kiss-from-sbe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/french-kiss-from-sbe\/","title":{"rendered":"French kiss from SBE"},"content":{"rendered":"
\u201cUno spettro si aggira per i corridoi di via Buonarroti: \u00e8 lo spettro dell\u2019innovazione.\u201d<\/em><\/p>\n Mi sia consentita questa parafrasi iniziale \u2013 privata di qualsivoglia valenza politica \u2013 che, d\u2019altra parte, ritengo necessario smentire immediatamente. \u00c8 d\u2019altra parte indubbio che negli ultimi due o tre anni la spinta all\u2019esperimento, all\u2019innovazione, alla differenzazione \u00e8 cresciuta esponenzialmente in SBE. Che si tratti della necessit\u00e0 improrogabile di adattarsi a mutate condizioni di mercato e di linguaggio o di scelte editoriali pi\u00f9 remunerative \u2013 o di entrambe messe insieme -, ci\u00f2 che i lettori si trovano attualmente davanti \u00e8 una produzione sempre pi\u00f9 variegata e una sperimentazione sempre pi\u00f9 evidente<\/strong>. Proprio su questo \u201cnon solo\u201d mi piacerebbe riflettere, soffermandomi su due prodotti come la collana di cartonati alla francese dedicata a Tex, giunta alla sesta uscita, e sul cartonato dedicato a Dragonero che debutter\u00e0 in anteprima alla prossima Lucca Comics e che segner\u00e0 l\u2019esordio di una nuova serie dedicata al personaggio fantasy bonelliano.<\/p>\n \u00c8 stato chiaro e dichiarato fin da subito che il formato de I romanzi di Tex<\/em> \u2013 cartonato, a colori, 48 pagine circa, formato 22×30 \u2013 racchiudesse in s\u00e9 la possibilit\u00e0 di una facile \u201cesportazione\u201d del prodotto sul mercato internazionale e francofono in particolare. C\u2019\u00e8 un post<\/a> molto interessante del disegnatore Paolo Martinello<\/strong> su questo argomento, che vi invito a leggere: rimando a quel pezzo che approfondisce la questione sulle diversit\u00e0 tra noi e i nostri cugini e ben chiarisce i vari aspetti. Se si esclude il numero di esordio de I Romanzi di Tex<\/em>, L\u2019eroe e la leggenda<\/em>, confezionato da Eleuteri Serpieri<\/strong><\/a> che resta una sorta di unicum<\/em> all\u2019interno della collana (il tributo di un maestro del fumetto a una grande personaggio), i numeri successivi hanno presentato un\u2019innovazione del linguaggio bonelliano per adattarlo a un formato diverso da quello dell\u2019album tradizionale. Un adattamento che necessitava di una profonda riflessione su grammatica e sintassi narrative, sui tempi del racconto e, cosa non meno importante, sugli artisti da coinvolgere per l\u2019illustrazione della storia.<\/p>\n Mi permetto di riportare un significativo estratto dal post di Paolo Martinello citato poco sopra:<\/p>\n \u00abUna delle caratteristiche principali della grammatica del fumetto francese \u00e8 l\u2019insistere sui campi lunghi, per ambientare lo spazio di azione dei personaggi della storia. \u00c8 una delle caratteristiche che accomuna quel tipo di gusto l\u00ec , altri paletti non ce ne sono. [\u2026] L\u2019unica cosa \u00e8 che non vedrete mai un fumetto dove ci sono pi\u00f9 di due primi piani stretti nella stessa pagina.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n Sfogliatevi una dei cartonati alla francese di Tex, osservate le tavole in anteprima di Senzanima<\/em>. Ritroverete in molte pagine le caratteristiche evidenziate da Martinello, come ritroverete quattro strisce per tavola al posto delle canoniche tre del \u201cformato\u201d italiano, con tavole che potrebbero quindi ospitare fino a dodici vignette, cio\u00e8 il classico schema BD usato da autori francofoni quali Herg\u00e8 e Edgar P. Jacobs. Quella che stiamo vivendo dunque \u00e8 una stagione pregna di esperimenti e innovazioni per il fumetto bonelliano e la casa editrice di via Buonarroti. Ma la cosa importante \u00e8 che quello che sembra trasparire dietro nuovi prodotti come quelli analizzati \u00e8 un attento, mirato e intelligente studio del linguaggio del fumetto, anche nelle declinazioni che assume in contesti diversi da quello italiano.<\/strong> Piccola riflessione sull\u2019approccio di alcuni prodotti bonelliani a un mercato pi\u00f9 ampio di quello italiano.<\/p>\n","protected":false},"author":469,"featured_media":175354,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"French kiss from SBE - Il blog di Redazione","description":"Piccola riflessione sull\u2019approccio di alcuni prodotti bonelliani a un mercato pi\u00f9 ampio di quello italiano."},"footnotes":""},"categories":[275],"tags":[133,41,89],"class_list":["post-175352","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-dragonero","tag-sergio-bonelli-editore","tag-tex"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/469"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175352"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175352\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}
\n\u00c8 stato per anni luogo comune, presso i non frequentatori del fumetto seriale italiano, ritenere la Sergio Bonelli Editore<\/strong> una casa editrice \u201ctradizionale\u201d, che sfornava prodotti \u201ctradizionali\u201d e che centellinava le novit\u00e0 e le innovazioni con molta parsimonia.
\nLuogo comune, appunto, da sfatare immediatamente – e anche velocemente, non essendo questo l\u2019oggetto di questa riflessione – citando: La Storia del West, Ken Parker<\/em>, Un uomo un\u2019avventura, Dylan Dog, Nathan Never, Orfani<\/em>. Tappe di un approccio alla produzione basato su esperimenti e innovazioni (editoriali, linguistiche e narrative) che \u00e8 sempre stato presente nel DNA della casa editrice<\/strong>, ma rimasto chiss\u00e0 per quali ragioni oscurato dall\u2019aura di classicit\u00e0 e tradizione da sempre emanata dai prodotti bonelliani.<\/p>\n
\nSi studiano nuove serie in tempi pi\u00f9 serrati rispetto al passato, con tempi di produzione da ideazione a debutto in edicola pi\u00f9 che dimezzati (Cico a spasso nel tempo<\/em>); si studiano nuovi formati, diversi dal tradizionale album per dimensioni e con una foliazione pi\u00f9 snella (sempre la mini di Cico, la \u201cnuova\u201d vita di Morgan Lost e la futura serie dedicata allo young<\/em> Dragonero) ((Nuovi formati che poi tanto nuovi non sono. Basti pensare alla serie Bella & Bronco<\/em>, creata da Gino D’Antonio<\/strong> nel 1984 per la SBE che al tempo si chiamava Daim Press<\/strong>. Durata 16 numeri, la serie si distingueva per un formato pi\u00f9 grande – 21 x 26 cm – rispetto all’usuale “quaderno bonelliano” e per un numero inferiore di pagine, 64 anzich\u00e8 96. Questo a conferma che la sperimentazione \u00e8 da sempre presente nel DNA della casa editrice))\u00a0; si sondano nuovi target e nuovi media di fruizione delle storie (Bonelli Kids<\/em>).
\nEsperimenti e innovazioni che sicuramente derivano da ragionamenti legati a marketing, economia e dati di vendita, ma non solo.<\/p>\n
<\/p>\n
\nOsservando le caratteristiche editoriali del volume dedicato a Dragonero, Senzanima<\/em>, identiche a quelle della collana dedicata a Tex (salvo una maggiore foliazione), \u00e8 facile dedurre anche per questo prodotto un analogo obiettivo di vendibilit\u00e0 su mercati editoriali anche diversi da quello italiano.
\nMa, come ben sa chi \u00e8 appassionato di fumetto franco-belga e italiano, le differenze tra i due tipi di prodotto sono profonde, a cominciare dai formati, dalla serialit\u00e0, dal numero di autori coinvolti fino ad arrivare \u2013 cosa fondamentale \u2013 alla grammatica, alla sintassi di base con la quale si scrive e disegna un\u2019opera a fumetti destinata all\u2019Italia e una invece destinata al mercato di lingua francese.<\/strong><\/p>\n
\nQuello che qui a me interessa evidenziare \u00e8 che in prodotti come i cartonati di Tex e \u2013 a quanto sembrano far presagire le tavole in anteprima \u2013 il volume su Dragonero, c\u2019\u00e8 un profondo lavoro sul linguaggio narrativo e sulla scelta degli autori coinvolti per confezionare prodotti che possano essere validi su mercati diversi da quello nostrano.<\/p>\n
\nAllo stesso tempo troverete per\u00f2 una struttura flessibile delle griglie, con dilatazione delle vignette in altezza e larghezza e giochi di sovrapposizione di riquadri su scene di sfondo a tutta pagina.
\nLeggete poi i nomi di alcuni degli autori coinvolti fin qui nella collana di Tex e coloro che hanno creato la storia presente nel volume di Dragonero: Mario Alberti<\/a>, Giulio De Vita<\/a>, Stefano Andreucci, Luca Enoch<\/strong>. Chi pi\u00f9, chi meno, tutti con una profonda conoscenza del fumetto francese, che si sono affiancati a disegnatori del calibro di Angelo Stano<\/strong><\/a> e sceneggiatori quali Mauro Boselli<\/strong> e Gianfranco Manfredi<\/strong>, profondi studiosi e conoscitori della grammatica con la quale si scrivono i fumetti.
\nDa notare che, allo stesso tempo, questa operazione\u00a0 sembra tentare di tenere insieme due pubblici<\/strong>: quello nuovo, “d’esportazione” , al quale la SBE propone i suoi personaggi, rifacendo loro un look pi\u00f9 in linea con linguaggio, ritmi e formati editoriali a cui quello \u00e8 abituato; e un pubblico fidelizzato italiano\u00a0 al quale propone un “mai raccontato prima” comunque integrabile nella mitologia consolidata dei personaggi e quindi rispettosa del “canone” bonelliano.<\/p>\n
<\/p>\n
\nCi\u00f2, a mio avviso, pu\u00f2 gi\u00e0 essere non tanto garanzia quanto una sfida per la ricerca di storie di qualit\u00e0 e di interpretazioni diverse e contemporanee che permettano di arricchire personaggi storici come Tex o pi\u00f9 moderni come Ian Aranill.
\nEd \u00e8 proprio questo carattere di sfida e sperimentazione, che nasce dalla consapevolezza del mutare di scenari e di nuove opportunit\u00e0 (narrative ED economiche) e che contempla la possibilit\u00e0 di fallire e imparare, che misura la vitalit\u00e0 di quella che molti considerano la casa editrice italiana tradizionale per antonomasia.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"