{"id":175276,"date":"2017-06-12T12:00:43","date_gmt":"2017-06-12T10:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=175276"},"modified":"2017-06-14T09:32:54","modified_gmt":"2017-06-14T07:32:54","slug":"collezioni-insospettabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/collezioni-insospettabili\/","title":{"rendered":"Collezioni Insospettabili"},"content":{"rendered":"
Se il collezionismo fosse una malattia, per giunta ereditaria, di sicuro me l\u2019ha passata mia nonna<\/strong>. Che avendo fatto la contadina sa bene quanto sia utile conservare e riutilizzare : \u201cA buttare via sei sempre a tempo<\/em>\u201d, dice. Una visione in prospettiva, che, considerati i suoi novant\u2019anni , ci guardiamo bene dal contestare.<\/p>\n \u00c8 lei l\u2019artefice della riesumazione dei giochi con cui io e mia sorella, ormai trent\u2019anni fa, ci divertivamo. Li ha conservati con la cura degna di un collezionista, ma senza intenti nostalgici o conservativi, perch\u00e9 li offre al bisnipote Cosimo, che si ritrova per la mani dei playmobil vintage. Quel libro mi faceva paura<\/strong>, e questo forse \u00e8 il motivo per cui \u00e8 sopravvissuto, in condizioni oltretutto discrete, fino a oggi. Oltre ovviamente alle cure dall\u2019archivista\/collezionista che,\u00a0 in totale autonomia, l\u2019aveva riposto in chiss\u00e0 quale cassetto, convinta che prima o poi sarebbe servito. E come darle torto?<\/p>\n Appena visto ho iniziato a sfogliarlo, alla ricerca di quelle illustrazioni che riuscivano davvero turbarmi e che immediatamente mi tornavano in mente, quasi che l\u2019avessi riposto la settimana prima.
\nIn mezzo ai giochi c\u2019\u00e8 pure qualche libro e uno in particolare ha subito catturato la mia attenzione.
\nSi tratta di un libro di racconti illustrati con protagonista Calimero<\/strong>. Ho riconosciuto in attimo quella copertina rosa, buffo come la memoria accantoni certi ricordi lasciandoli per\u00f2 a portata di mano, anche dopo un sacco di anni.<\/p>\n
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\nSu tutte ricordo che c\u2019era l\u2019immagine, abbastanza tetra, di una nave fatta tutta di fiammiferi, opera \u00a0di un bizzarro collezionista.
\nMa gi\u00e0 la seconda di copertina era per me fonte di una leggera inquietudine: mi piaceva poco quel verde scuro e minaccioso che pareva incombere alle spalle dei sorridenti e ignari Calimero e famiglia.<\/p>\n