{"id":175025,"date":"2016-11-02T12:00:03","date_gmt":"2016-11-02T11:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=175025"},"modified":"2016-11-02T19:46:31","modified_gmt":"2016-11-02T18:46:31","slug":"cosa-si-scrive-si-scrive-fumetto-seriale-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/cosa-si-scrive-si-scrive-fumetto-seriale-italiano\/","title":{"rendered":"Di che cosa si scrive quando si scrive di fumetto seriale italiano"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un interrogativo sul quale negli ultimi giorni ho riflettuto molto, da solo e in compagnia: <strong>quali sono le caratteristiche che rendono un critico capace ed efficace nello scrivere di fumetto seriale italiano?<\/strong><br \/>\nChe diventa facilmente: di che cosa si scrive quando si scrive di fumetto seriale italiano?<\/p>\n<p>Da sempre lettore appassionato del genere, mi trovo spesso a scriverne su <em>Lo Spazio Bianco<\/em> e a discutere con gli altri collaboratori di quale dovrebbe essere il focus da tenere a mente nel momento in cui si prova ad analizzare, per esempio, un fumetto seriale bonelliano.<br \/>\nLa questione potrebbe tranquillamente essere allargata anche ad altri prodotti seriali a fumetti: rimanendo in Italia, la grande produzione Disney e un personaggio come Diabolik; allargando gli orizzonti, tutti i prodotti del fumetto supereroistico statunitense. Ma per amore di sintesi, fermiamoci ai fumetti editi dalla casa editrice di Via Buonarroti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-175028\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Critica-seriale_01.jpg\" alt=\"critica-seriale_01\" width=\"620\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Critica-seriale_01.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Critica-seriale_01-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>Permettetemi un iperbole che vuole essere anche una provocazione, che mi \u00e8 utile per centrare l\u2019obiettivo: <strong>parlare di fumetto seriale significa concentrarsi sul personaggio protagonista del fumetto<\/strong>, mentre parlare di graphic novel (\u00e8 una semplificazione, lo so, concedetemela: avrei potuto usare \u201cfumetto autoriale\u201d ma avrei fatto un torto al precedente fumetto seriale) significa concentrarsi sull\u2019opera (sull\u2019autore?) in quanto tale.<\/p>\n<p>Ma, direte voi, questo significa che gli autori di fumetto seriale non sono importanti per la riuscita o meno di una storia di Tex o di Dylan Dog? Assolutamente no, lo sono eccome. Ma nella misura in cui essi riescono a mettersi al servizio del personaggio e della storia che stanno scrivendo.<br \/>\nIl nodo della questione, almeno personalmente, sta tutto qui.<\/p>\n<p>Quando si fa la recensione di un albo seriale, <strong>il testo richiede di concentrarsi sull\u2019analisi dei meccanismi narrativi tipici di quel preciso personaggio e delle sue storie<\/strong>. Si deve provare a capire se, per esempio, lo sceneggiatore ha colto lo spirito del personaggio, se ha saputo renderne con efficacia le caratteristiche tanto psicologiche quanto degli elementi che contraddistinguono le sue avventure e il suo universo narrativo.<br \/>\nInoltre, si prova ad analizzare l\u2019opera per capire se lo scrittore ha saputo portare qualche tipo di innovazione nel personaggio, un punto di vista diverso o inedito, senza per\u00f2 snaturarlo, senza che la voce dell\u2019autore sovrasti o annulli quella dell\u2019eroe protagonista.<\/p>\n<figure id=\"attachment_175034\" aria-describedby=\"caption-attachment-175034\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-175034 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Dylan-Dog_Ratigher.jpg\" alt=\"dylan-dog_ratigher\" width=\"620\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Dylan-Dog_Ratigher.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Dylan-Dog_Ratigher-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-175034\" class=\"wp-caption-text\">Il Dylan Dog di Ratigher e Alessandro Baggi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Discorso analogo pu\u00f2 essere intrapreso per capire se il disegnatore \u00e8 stato efficace nel suo lavoro. Analizzare le tavole per vedere se ha saputo restituire i caratteri tipici (per recitazione, aspetto, etc.) dell\u2019eroe, del mondo nel quale si muove, degli antagonisti e dei personaggi di contorno. Se con il suo stile \u00e8 stato capace di rendere immediatamente riconoscibile ai lettori quel personaggio, se la sua cifra personale \u00e8 stata in grado di \u201cadattarsi\u201d a quella determinata storia o, viceversa, il segno del disegnatore ha completamente oscurato e stravolto l\u2019eroe facendolo diventare altro.<br \/>\nAllo stesso tempo, l\u2019analisi del recensore ricerca se il disegnatore \u00e8 anche stato capace di apportare qualche elemento di novit\u00e0 alla restituzione grafica del personaggio e al modo di raccontare le sue avventure.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare a quanto ho appena scritto, che dunque <strong>il \u201ccritico seriale\u201d \u00e8 alla fin fine un custode dell\u2019ortodossia<\/strong>, un guardiano del verbo, arrivando ad affermare che il fumetto seriale lavora principalmente sulla \u201cconferma\u201d dell\u2019esistente (personaggi, storie, situazioni narrative).<br \/>\nAffermazione in parte vera (d\u2019altronde <strong>Umberto Eco<\/strong> stesso ha definito in pi\u00f9 occasioni \u201cconservatori\u201d i prodotti seriali), ma che chi scrive sul fumetto seriale pu\u00f2 allo stesso tempo confutare andando a evidenziare nella propria analisi se un autore riesca a distaccarsi dal canone tradizionale di un personaggio, pur continuando a rispettarlo, nel tentativo di ricerca di quelle qualit\u00e0 che permettono alla serie di perpetrarsi nel tempo.<\/p>\n<p>Porto un esempio che spero chiarificatore di quanto appena esposto, ritagliato nell\u2019ambito del fumetto bonelliano.<br \/>\nPerch\u00e9 ritenere la storia del Tex d\u2019autore di <strong>Eleuteri Serpieri<\/strong> la meno riuscita sinora delle quattro avventure uscite nella collana <em>Tex Romanzi d\u2019autore<\/em>? Perch\u00e9 il ranger tratteggiato da Serpieri non \u00e8 riconoscibile, n\u00e9 narrativamente n\u00e9 graficamente. Perch\u00e9 la voce del maestro veneziano, il suo stile unico e inconfondibile hanno preso il sopravvento sulla necessit\u00e0 di raccontare una storia di Tex.<br \/>\nLaddove due altri Autori come <strong>Magnus <\/strong>e, recentemente, <strong>Enrique Breccia<\/strong> sono stati invece capaci di mettere la loro arte al servizio del personaggio, senza snaturarlo ma anche senza snaturarsi.<br \/>\nE non \u00e8 un caso che tanto Magnus che Breccia siano stati affiancati nei loro due <em>Texoni<\/em> da due autori come <strong>Claudio Nizzi<\/strong> e <strong>Tito Faraci<\/strong>, che ben conoscono il linguaggio bonelliano, a differenza di Serpieri che si fa carico tanto dei disegni che della storia. Che non \u00e8 una storia \u201csbagliata\u201d, ma non \u00e8 una storia del Tex (ri)conosciuto dai lettori e le cui avventure sono scritte secondo determinati canoni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-175030\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Critica-seriale-Tex.jpg\" alt=\"critica-seriale-tex\" width=\"620\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Critica-seriale-Tex.jpg 620w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Critica-seriale-Tex-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2016\/10\/Critica-seriale-Tex-400x200.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>Questo ci porta, a mio avviso, al livello successivo di analisi che si pu\u00f2 applicare al fumetto seriale: l\u2019evoluzione del linguaggio narrativo. <strong>Perch\u00e9 \u00e8 proprio il fumetto seriale che si presta allo studio dell\u2019evoluzione del linguaggio con il quale vengono narrate le storie di un determinato eroe.<\/strong> E, rimanendo nell\u2019ambito del fumetto bonelliano, \u00e8 proprio con le analisi delle storie di Tex, Dylan Dog, Nathan Never o di prodotti pi\u00f9 recenti come Orfani e Dragonero, che si pu\u00f2 arrivare a studiare i meccanismi di quel linguaggio bonelliano che, a fronte di elementi simili e invarianti, riscontrabili tanto in una storia di fantascienza dell\u2019Agente Alfa quanto in un racconto horror dell\u2019Indagatore dell\u2019incubo, continua un percorso evolutivo e innovativo da quasi settant\u2019anni.<\/p>\n<p>\u00c8 attraverso l\u2019analisi critica di prodotti industriali e seriali, che hanno \u201cl\u2019obbligo\u201d di uscire in edicola tutti i mesi, quali sono i fumetti della Bonelli, che \u00e8 possibile parlare dell\u2019evoluzione del linguaggio del fumetto, o almeno di questa particolare declinazione. La cosa \u00e8 ben pi\u00f9 complessa da fare nell\u2019ambito di analisi di una graphic novel (termine, lo ripeto, usato in modo improprio in questa sede), laddove l\u2019analisi deve vertere sullo stile dell\u2019autore e sulle idee che quella sua particolare opera veicola.<\/p>\n<p>Arrivato alla fine, vorrei chiarire che sono perfettamente consapevole che queste riflessioni siano non esaustive e anche un po&#8217; di parte (dalla parte del fumetto seriale, intendo), ma <strong>se per caso questi miei pensieri fermati qui dessero l\u2019abbrivio a una discussione costruttiva, io sarei soddisfatto.<\/strong><\/p>\n<p>Ah, e chiaramente ben venga qualcuno che provi a raccontare di che cosa, secondo lui, si debba parlare quando si parla di \u201cfumetto d\u2019autore\u201d e di graphic novel (improprio!).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono, secondo me, le caratteristiche che rendono un critico capace ed efficace nello scrivere di fumetto seriale italiano.<\/p>\n","protected":false},"author":469,"featured_media":175027,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Di che cosa si scrive quando si scrive di fumetto seriale italiano - Il blog di Redazione","description":"Quali sono, secondo me, le caratteristiche che rendono un critico capace ed efficace nello scrivere di fumetto seriale italiano."},"footnotes":""},"categories":[275],"tags":[345,344,89],"class_list":["post-175025","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-enrique-breccia","tag-magnus","tag-tex"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175025","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/469"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175025"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175025\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}