{"id":175017,"date":"2016-11-30T11:00:14","date_gmt":"2016-11-30T10:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=175017"},"modified":"2016-11-30T08:18:28","modified_gmt":"2016-11-30T07:18:28","slug":"maschi-leggono-fumetto-le-ragazze-graphic-novel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/maschi-leggono-fumetto-le-ragazze-graphic-novel\/","title":{"rendered":"I maschi leggono fumetto, le ragazze graphic novel"},"content":{"rendered":"
\"tamara-drewe-mini\"<\/a><\/a>
Posy Simmonds. Tamara Drewe.<\/figcaption><\/figure>\n

Cos\u00ec va la vita, forse anche la storia, sicuramente la vita di redazione qui a Lo Spazio Bianco<\/strong> (aka lospaziobianco.it).<\/p>\n

Ricordi di vecchio collaboratore: primi anni 2000, la redazione era quasi interamente maschile e le discussioni ruotavano accanite e sanguigne attorno al fumetto. Intorno al 2010 \u00e8 accaduto qualcosa di memorabile: sono arrivate le ragazze (e continuano ad arrivare: oggi sono oltre il 40% della redazione). ((Consentitemi la sineddoche “ragazze” per “genere femminile”. Per i maschi: uso “ragazze” nel senso in cui Jennifer Spark \u00e8 la “ragazza del XX secolo” – nessuna questione anagrafica.))<\/p>\n

E qui salta fuori il punto: scoprimmo che le ragazze NON leggono fumetto<\/strong>. Ce lo scrivono le nostre collaboratrici quando si presentano in redazione, me lo hanno confessato amiche e colleghe, lettrici curiose.
\nLe ragazze non leggono fumetto, leggono graphic novel<\/strong>.
\nSi tratti di Sandman<\/em> o de L’elenco telefonico degli accolli<\/em>: non li chiamano fumetti, li chiamano “graphic novel”<\/strong>. (Ricordatevelo, cari maschi appassionati, quando provate ad attaccare bottone con una lei che avete visto con un volume in mano: non \u00e8 un fumetto, \u00e8 una graphic novel).<\/p>\n

E questa \u00e8 la vera ragione, il vero senso, la vera visione alla base della promozione di questa denominazione (“graphic novel”, per chi si fosse distratto): qualunque statistica conferma e ribadisce che il genere femminile legge ben di pi\u00f9 di quello maschile. Superare la barriera di genere significa aprire un mercato assai pi\u00f9 vasto dell’attuale<\/strong> (manga? no, dai, di quelli parliamo un’altra volta).<\/p>\n

\"stranger-in-paradise\"<\/a><\/a><\/p>\n

“Fumetto” \u00e8 un termine irrimediabilmente bollato come “per maschi”; di peggio forse solo le riviste “per soli uomini”, che facilmente permutano in “per uomini soli”. E la stessa deriva semantica ha trascinato anche il termine “fumetto”, particolarmente in un certo immaginario che non aveva la parola per quello che oggi chiameremmo “nerd” od “otaku” (ma dei manga parleremo un’altra volta). I nomi sono importanti, le parole sono importanti (altrimenti, perch\u00e9 sottolineare che “in principio era la parola”?).<\/p>\n

E quelle che leggono manga, insisterete voi? Va bene: parliamone ora.<\/strong>
\nAnche perch\u00e9 ci aiutano a porre un’ulteriore questione. Le ragazze che leggono manga sono una folla e, a differenza di quelle che comunque leggono produzioni occidentali, frequentano assiduamente il seriale. \u00c8 un dato di fatto che indica chiaramente come non ci sia nemmeno un problema di serialit\u00e0 vs. romanzo, ma di tematiche e scrittura. Banalmente (oggi solo pensieri banali), questo ci indica che il seriale occidentale non offre granch\u00e9 di interessante per le lettrici. Parentesi per complicare le cose: ho chiari ricordi dalla seconda met\u00e0 degli anni 1980 di molte ragazze che leggevano \u00abDylan Dog<\/em>\u00bb. Da qui, tornando alle parole e ai loro significati, nasce un ulteriore rischio semantico: che “fumetto” finisca per significare “seriale occidentale”<\/strong>. Almeno per le ragazze, che sono coloro che ci stanno a cuore.<\/p>\n

Va bene, tempo di chiudere.
\nCon un’ultima notazione.<\/p>\n

\"Judith<\/a><\/a>
Judith Vanistendael: Sofie e Abou.<\/figcaption><\/figure>\n

Sempre con l’eccezione del campo dei manga, la penuria di lettrici si riflette\u00a0 in una diffusa penuria di firme femminili sui siti che trattano di fumetto<\/strong> (e anche di graphic novel). Propongo due possibili spiegazioni.<\/p>\n