{"id":174970,"date":"2016-07-22T15:00:09","date_gmt":"2016-07-22T13:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/?p=174970"},"modified":"2016-07-18T11:13:54","modified_gmt":"2016-07-18T09:13:54","slug":"lo-spazio-bianco-sara-dallavalle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/lo-spazio-bianco-sara-dallavalle\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 Lo Spazio Bianco: Sara Dallavalle"},"content":{"rendered":"
Per l’appuntamento alla scoperta di chi sono i collaboratori de Lo Spazio Bianco, intervistiamo Sara Dallavalle, che da poco pi\u00f9 di un anno fa parte della nostra redazione.<\/em><\/p>\n Come hai conosciuto LSB e di cosa ti occupi all’interno della nostra squadra redazionale?<\/strong> In che modo ti sei avvicinata al mondo del fumetto? Ricordi le tue prime letture?<\/strong> Dal 2013 vivi e lavori negli USA. Noti differenze tra il mercato fumettistico statunitense e quello italiano? La tipologia di appassionato di fumetti cambia in qualche modo al di l\u00e0 dell’oceano?<\/strong> Un fumetto italiano e uno americano (magari non ancora tradotto) che porteresti sempre con te in valigia, tra un viaggio e l’altro?<\/strong> Per l’appuntamento alla scoperta di chi sono i collaboratori de Lo Spazio Bianco, intervistiamo Sara Dallavalle, che da poco pi\u00f9 di un anno fa parte della nostra redazione.<\/p>\n","protected":false},"author":555,"featured_media":174972,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Chi \u00e8 Lo Spazio Bianco: Sara Dallavalle - Il blog di Redazione","description":"Per l'appuntamento alla scoperta di chi sono i collaboratori de Lo Spazio Bianco, intervistiamo Sara Dallavalle, che da poco pi\u00f9 di un anno fa parte della nostr"},"_slim_seo_primary_term_category":0,"_slim_seo_primary_term_post_tag":0,"footnotes":""},"categories":[273],"tags":[338],"coauthors":[],"class_list":["post-174970","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chi_lospaziobianco","tag-sara-dallavalle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/555"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174970"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174970\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174970"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=174970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}
<\/a>Ciao Sara, tocca a te: presentati ai lettori!<\/strong>
\nCiao fumettofili e associati! Mi chiamo Sara, ma negli ultimi tre anni mi sento sempre chiamare S\u00e8rrra<\/em>, perch\u00e9 vivo per la maggior parte del tempo a Bloomington, Indiana (USA), dove mi sto addottorando in letteratura italiana… Come dico sempre anche agli agenti di dogana in aeroporto: no, studiare italiano all\u2019estero non \u00e8 una scelta cos\u00ec strampalata, specialmente quando hai ottimi professori!.
\nDa un paio di anni ho iniziato a occuparmi seriamente di fumetto, e diciamo che sto pian piano cercando di recuperare quello che mi sono persa negli altri [tot] anni di vita. Per esempio, in questo periodo sto leggendo gli splendidi numeri di Orient Express<\/em>, con storie di Magnus, Giardino e Cavezzali (tra gli altri), che consiglio caldamente.<\/p>\n
\nAllora, ho conosciuto LSB relativamente di recente, nel 2014, quando ho seguito un corso di fumetto alla Indiana University, e il mio professore mi ha consigliato LSB, definendolo un ottimo sito, con recensioni interessanti e, soprattutto, informate. Poi, siccome la passione per il fumetto \u00e8 cresciuta fino a diventare \u00e0mbito di studio, ho pensato che entrare a far parte della squadra mi avrebbe aiutato a espandere le mie ancora acerbe conoscenze. Pur non essendo tra i collaboratori pi\u00f9 attivi, LSB mi fornisce una piattaforma di dialogo veramente insostituibile, nella quale mi inserisco con recensioni (per ora \u2013 a causa del lavoro \u2013 poche, purtroppo), revisioni e traduzioni.
\nSono particolarmente legata al mio ruolo di revisore, perch\u00e9 mi permette di entrare in contatto con gli altri collaboratori, conoscerne le opinioni, imparare dalla loro esperienza, mentre li aiuto a limare la forma. Sembra forse di poco conto, ma sono convinta che avere una squadra di revisori attenti e preparati (come lo sono tutti i miei colleghi) sia un\u2019ulteriore conferma dell\u2019attenzione e della cura di LSB nel pubblicare gli articoli.<\/p>\n
\nCome ho gi\u00e0 accennato, quella dei fumetti \u00e8 una passione che si \u00e8 rinverdita (e solidificata) negli ultimi due o tre anni. Da piccola, tuttavia, ero una grande appassionata di fumetti Disney, ma nella sfida Paperi vs Topi ho sempre parteggiato per i primi. Alle elementari ero abbonata a Paperino<\/em>, un mensile che aspettavo sempre con ansia e di cui mi divertivo a riprodurre le copertine. Poi, in estate, compravo qualsiasi giornaletto trovassi; ricordo, ad esempio, uno dei miei classici preferiti, I promessi paperi<\/em>. E confesso che molte delle parole che conosco le ho apprese leggendo i fumetti Disney (su tutte, il \u201ctapino\u201d di Zio Paperone). Un altro fumetto che mi piaceva moltissimo era W.I.T.C.H.<\/em>: quando i miei genitori decisero di interrompere l\u2019abbonamento fu uno shock<\/em>! Da allora in poi le mie letture sono state molto pi\u00f9 legate a romanzi in prosa, e devo ammettere che provo una certa invidia per i miei colleghi cresciuti a pane e fumetti.
\nOra come ora, sono aperta a diverse tipologie di fumetti, ma propendo verso le graphic novel soprattutto per motivi logistici: recuperare 300 e passa numeri di Dylan Dog<\/em>, per dire, \u00e8 decisamente meno fattibile rispetto a leggere romanzi autoconclusivi!<\/p>\n
\nDevo ammettere che amici americani appassionati di fumetti non ne ho, e mi risulta dunque difficile fare un paragone. Per\u00f2 posso parlarti della mia esperienza di lettrice all\u2019estero.
\nIo vivo in una cittadina universitaria, che in quanto tale \u00e8 piuttosto aperta alle influenze esterne. Se voglio leggere\/comprare fumetti, ho tre opzioni: una fumetteria, del tutto simile a quelle italiane, con le nuove proposte in bella vista sullo scaffale centrale, e due stanzoni pieni di graphic novel e albi mensili; la sezione fumetti di una libreria no-profit, che ha prodotti nuovi e usati, nella quale ho scovato Niger<\/em> di Leila Marzocchi, 5 is the perfect number<\/em> di Igort e, se non ricordo male, Grenuord<\/em> di Francesca Ghermandi; infine, la biblioteca della Indiana University, forse non molto aggiornata, ma ben fornita sia di fumetti sia di studi sul medium. Insomma, le possibilit\u00e0 non mi mancano.
\nQuello che manca oltreoceano sono invece le edicole, e l\u2019appuntamento settimanale con gli albi preferiti. Ma tempo fa il ragazzo della mia coinquilina mi ha regalato un PK<\/em>\u2026 chiss\u00e0 dove l\u2019avr\u00e0 recuperato, ancora me lo chiedo!<\/p>\n
\nDomanda difficile, non sono mai stata brava a scegliere un solo titolo. Diciamo che tra i fumetti italiani che rileggerei in continuazione ci sono il n. 66 di Dylan Dog, Partita con la morte, Sharaz-De<\/em> di Sergio Toppi e l\u2019Orlando Furioso<\/em> di Pino Zac (che non posso mettere in valigia perch\u00e9 ne occuperebbe met\u00e0!). Per quanto riguarda gli americani, posso dirti il mio preferito di sempre (che americano non \u00e8), Watchmen<\/em>, e l\u2019ultimo che ho letto e trovato davvero intelligente, Sam Zabel and the Magic Pen<\/em> di Dylan Horrocks.
\nUna chicca: se andate sulla pagina Facebook di Horrocks<\/a>, vedrete che la sua cover picture<\/em> \u00e8 la foto di una lavagna fitta di appunti. Ecco, io ero l\u00ec mentre il mio professore di comics, Andrei Molotiu, li scriveva!<\/p>\n
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