{"id":169354,"date":"2015-12-06T17:24:27","date_gmt":"2015-12-06T16:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/?p=169354"},"modified":"2016-02-25T08:47:27","modified_gmt":"2016-02-25T07:47:27","slug":"coraggio-testa-patata-muovi-culo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/coraggio-testa-patata-muovi-culo\/","title":{"rendered":"Coraggio, testa di patata, muovi il culo!"},"content":{"rendered":"<p>[box type=&#8221;shadow&#8221; ]<br \/>\nQuella che segue non \u00e8 una recensione: \u00e8 un breve racconto scritto immediatamente dopo la lettura di un fumetto, di cui non vi anticipo il titolo. \u00c8 nato nel giro di un paio d\u2019ore notturne, sia per la volont\u00e0 di omaggiare un autore dallo straordinario talento, sia per soddisfare l\u2019esigenza di mettere per iscritto suggestioni e pensieri suscitati da questa coinvolgente lettura.[\/box]<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-169363\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2015\/12\/p2-xxx.jpg\" alt=\"p2 xxx\" width=\"600\" height=\"183\" \/><br \/>\nSchiena dritta, mani lungo i fianchi, pugni stretti.<br \/>\nCammina deciso, come gli hanno insegnato a fare, come gli hanno detto che \u00e8 giusto fare.<br \/>\nIl suo vero problema \u00e8 la testa: non riesce a tenerla alta, il mento cade in basso, gli occhi si fissano ai piedi. Grossi e pelosi piedi, troppo grossi per il suo metro e sessanta scarso d\u2019altezza. \u00ab<em>Perch\u00e9 sono venuto scalzo?<\/em>\u00bb, si chiede, e un istante dopo dimentica di essersi posto la domanda. Passo. Il linoleum consunto e macchiato gli si attacca alla pelle. Passo. Il piede si solleva con un rumore plasticoso, si porta dietro polvere, germi, chiss\u00e0 che altro. Quel posto lo usavano per i tossici. Quel tipo di tossici a cui i maglioni stanno sempre larghi; di quelli che si ritrovano in un luogo anonimo per dirsi l\u2019un l\u2019altro che le cose stanno migliorando e che ce la faranno; di quelli che si mantengono il braccio sinistro mentre parlano, quello con i buchi, che non vedono l\u2019ora di traforare ancora una volta non appena avranno finito di raccontarsi cazzate. Ora i tossici non ci sono pi\u00f9, c\u2019\u00e8 una nuova piaga. <strong>Dicono che si sta diffondendo rapidamente, pi\u00f9 del previsto, e che quando colpisce ti butta a terra come si deve, come un gancio di Liston nei coglioni.<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-169371\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2015\/12\/p9xxx.jpg\" alt=\"p9xxx\" width=\"580\" height=\"374\" \/><br \/>\nCammina lungo il corrido spoglio e solitario, finch\u00e9 non arriva a una porticina.<\/p>\n<p><i>&#8220;Centro tossicodipendenti anon&#8221;.<\/i><\/p>\n<p>Un uomo con la tuta blu sta rimuovendo la scritta nera incollata sul vetro della met\u00e0 superiore della porta. Entra. Sette persone su altrettante sedie in un cerchio incompleto.<br \/>\nL\u2019ottava sedia, vuota, aspetta lui. Si siede: il cerchio \u00e8 completo. Aspetta che qualcuno prenda la parola, ma nessuno apre bocca. Anche loro hanno lo stesso problema con la testa: sette teste calate in basso, sette paia di occhi inchiodati su altrettante paia di piedi. Tutti scalzi: <strong>nessuno \u00e8 arrivato l\u00ec senza sanguinare<\/strong>. Guarda i propri piedi: perde sangue, il pavimento \u00e8 cosparso di orme cremisi, un macabro twister in cui la freccia non pu\u00f2 che fermarsi sul fottuto rosso. Nessuno parla.<\/p>\n<p>Si alza.<\/p>\n<p>\u00abCiao, mi chiamo\u2026\u00bb le parole lottano tra loro per uscire, finiscono per strozzarlo. Si schiarisce la voce con un colpo di tosse e riprende: \u00abMi chiamo Dario, ho appena finito di leggerlo\u00bb dice per iniziare, e si chiede se <strong><i>le altre voci<\/i><\/strong> che nidificano dentro di lui se ne staranno buone o lo fotteranno strada facendo.<\/p>\n<p>\u00abCiao, Dario\u00bb rispondono in coro con le loro voci monocordi, piatte e nere.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-169367\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2015\/12\/p6-xxx.jpg\" alt=\"p6 xxx\" width=\"620\" height=\"375\" \/><br \/>\nSi chiede da quanto tempo siano l\u00ec: la loro pelle \u00e8 ingiallita, sottile come una buccia, ha cominciato a germogliare. Le loro teste deformate, sempre pi\u00f9 simili a tuberi. <strong>La loro trasformazione \u00e8 gi\u00e0 a buon punto, pare sia uno degli effetti della lettura.<\/strong> Non sa da dove iniziare. Dalla sua bocca esce la prima parola che gli passa per la testa: \u00abMerda.\u00bb.<br \/>\nL\u2019ha pensata molte volte mentre leggeva.<\/p>\n<p>\u00abQuanta merda si pu\u00f2 ingoiare?\u00bb<\/p>\n<p>Non riceve risposte.\u00a0Ci \u00e8 abituato, va avanti.<\/p>\n<p>\u00abQuanta ne abbiamo ingoiata senza rendercene conto? <strong>Volete sapere cos\u2019\u00e8 una stronzata? Quella cosa che si dice dei fulmini a ciel sereno<\/strong>. L\u2019ho detta anche io, un migliaio di volte credo. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che prima del fulmine l\u2019aria cambia odore, il cielo colore, l\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 palpabile. Ignoriamo i segnali, saltiamo dalla sedia quando il fulmine arriva e ci diciamo \u201cCazzo, che fulmine a ciel sereno!\u201d La stessa cosa per quel libro che ci ha portati tutti fin qua. <strong>Sapevamo gi\u00e0 di quella merda. Voglio dire, cazzo, c\u2019erano tutti i segnali<\/strong>: Justin Bieber, i vegani, i mi piace su facebook e altra roba del genere. Siamo tutti un po\u2019 come quel tipo in quel film francese che cade dal balcone e piano dopo piano continua a ripetersi \u201cfin qui tutto bene\u201d, fino a quando non si schianta. Passiamo le nostre giornate a inseguire l\u2019adulazione di chi ci circonda, a tentare di racchiudere la nostra vita e di mostrare il lato migliore di noi in una foto da spiaccicare sulle bacheche altrui o in centottanta caratteri. Ce ne stiamo seduti qui con il capo chino, l\u2019aria sommessa, e diamo la colpa al libro. Ci mettiamo in cerchio come un\u2019allegra famigliola a un pic-nic domenicale e diciamo che \u00e8 stato quel bastardo con quel nome impronunciabile a rovinarci la festa. Ma la merda era gi\u00e0 qui, dentro di noi, e quel libro ce lo siamo cercati.\u00bb<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><i>Non posare l\u2019ascia, Eugene, no non posarla. Non fare attenzione, facci sentire la stronza come urla, faccela sentire.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-169368\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2015\/12\/p8-xxx.jpg\" alt=\"p8 xxx\" width=\"320\" height=\"430\" \/>\u00ab<strong>Volete sentirla un\u2019altra cazzata? Sapete quando dicono che le storie belle sono quelle che ti lasciano qualcosa? Ecco, quella \u00e8 un\u2019altra cazzata.<\/strong> Le storie vere, quelle che tanto desideriamo di leggere, per la quale spendiamo i nostri maledetti guadagni, sono quelle che si prendono qualcosa, qualche pezzo di quello che hai dentro, e a stento ti lasciano qualche brandello a cui restare aggrappati. Le amiamo perch\u00e9 in fondo in fondo sappiamo quanto poco di degno c\u2019\u00e8 in noi, sappiamo che una ferita in quella massa tumorale che ci portiamo dentro non pu\u00f2 fare che bene. Siamo masochisti desiderosi di una punizione: <strong>re con il pisello minuscolo che nel profondo del cuore altro non vogliono che essere messi a nudo<\/strong>. Decine di profeti ci hanno mangiato per millenni sul nostro desiderio di punizione ed espiazione, hanno predicato e imbrattato i nostri processi logici. Irrimediabilmente.<strong> Il problema \u00e8 che l\u00ec, in quelle pagine, non c\u2019\u00e8 espiazione<\/strong>. C\u2019\u00e8 solo conflitto, \u201cdentro e fuori\u201d. Siamo tutti qui a lamentarci di quel libro, di quell\u2019autore, del dolore che ci ha provocato, eppure abbiamo scelto noi di leggerlo, perch\u00e9 era il libro che ci serviva. Avevamo una parete vuota, un chiodo, ci siamo detti \u201cche schifo questa parete vuota, che noia\u201d e abbiamo appeso uno specchio al chiodo credendo di migliorarla. Ma dentro, <strong>dentro ci abbiamo visto qualcosa che non ci \u00e8 piaciuto<\/strong>. Shhhhhhhhhh! Non ditelo cosa ci avete visto, tenetevelo per voi, \u00e8 cos\u00ec che fanno le persone normali! La colpa \u00e8 dello specchio. \u00c8 colpa di quel Bataqualcosa del cazzo, quella sottospecie di Zelazny impazzito. Su, su, sediamoci tutti intorno, sediamoci in cerchio e lapidiamolo.\u00bb<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><i>Le vele di Teseo erano bianche. Il nero era negli occhi e nell\u2019animo di quel bipolare schizzospastico di Egeo.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-169365\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2015\/12\/p4-xxx.jpg\" alt=\"p4 xxx\" width=\"320\" height=\"420\" \/>\u00abNo, non ammettiamo di essere consapevoli della nostra solitudine, non ammettiamo che ci \u00e8 piaciuto farci rapire da quei colori; non ammettiamolo che abbiamo amato quelle masse cromatiche capaci di assumere ogni forma, anche quelle dei nostri incubi; non diciamolo che a farci male non sono state le sue tavole oscure e claustrofobiche, ma quelle poche pagine piene di luce, luce finta, transeunte, che ti ferisce gli occhi con la sua luminosit\u00e0 solo per renderti pi\u00f9 oscuro il resto. Ma soprattuto, <strong>non possiamo dire che quel libro ci \u00e8 piaciuto!<\/strong> No! Che cazzo vuol dire? \u00c8 come dire \u201cso che dentro di me c\u2019\u00e8 un mare di merda e ne sono contento, so di sguazzare in una cloaca emotiva e mi piace affogarci\u201d. Grazie signor Batacazzo per aver staccato la spina alla mia flebo di puttanate che tanto accuratamente mi sono costruito negli anni. Grazie per le sue tavole perfette, dove le linee del suo tratto irrequieto si sovrappongono come cicatrici sulla pelle, grottesche come le speranze e le paure che ho impilato negli anni. Non lo possiamo dire. Nessuno si azzardi a dire ci\u00f2. <strong>Nessuno si azzardi ad ammettere che abbiamo amato ritrovarci intrappolati in quella dilaniante follia<\/strong>, nessuno lo dica che ha goduto nell\u2019essere straziato e sviscerato da quel fottuto fumetto. Non potete leggerlo e dire a cuor leggero \u201cche bello, mi \u00e8 piaciuto\u201d, chiudere il libro e tornare ai vostri patetici e costanti tentativi di catalogare, comprendere, giudicare e costruire fragili barriere contro il disagio. Sarebbe come cagarsi sotto, dire \u201cok\u201d e continuare a camminare senza far nulla, consapevoli che avete le palle intinte nella merda.\u00bb<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><i>You wired me awake<br \/>\nAnd hit me with a hand of broken nails<br \/>\nYou tied my lead and pulled my chain<br \/>\nTo watch my blood begin to boil<br \/>\nBut I&#8217;m gonna break<br \/>\nI&#8217;m gonna break my<br \/>\nI&#8217;m gonna break my rusty cage and run<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">\u00ab<strong>No, non \u00e8 uno di quei fumetti per i quali basta dire \u201cche bello\u201d, no! Non deve generarti piacere, deve darti rabbia, odio, autorepulsione, disagio. \u00c8 un\u2019opera patologica, che ti deve far male e della quale devi comunque continuare a desidererare di cibarti all\u2019infinito. Siamo tutti delle fottutissime teste di patata.<\/strong> \u00c8 inutile che ve ne state seduti l\u00ec in cerca di consolazione, non ne avete il diritto. Non avete il diritto di guarire. Non c\u2019\u00e8 cura.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">Alza lo sguardo, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno. Le sedie sono vuote, forse lo sono sempre state. Esce fuori dalla stanza. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019uomo con la tuta blu.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">La scritta \u00e8 sostituita.\u00a0<i>&#8220;Centro recupero lettori <\/i><i><b>Paranoiae<\/b><\/i>.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">Ripercorre a ritroso il percorso di sangue che ha lasciato quando \u00e8 arrivato. <strong>Nessuno arriva l\u00ec senza sanguinare<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"RIGHT\">25\/11\/15 ore 02:46<\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-169364\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2015\/12\/p3-xxx.jpg\" alt=\"p3 xxx\" width=\"620\" height=\"294\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le suggestioni suscitate dalla coinvolgente lettura di un fumetto, in forma di racconto.<\/p>\n","protected":false},"author":397,"featured_media":174213,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Coraggio, testa di patata, muovi il culo! - Il blog di Redazione","description":"Le suggestioni suscitate dalla coinvolgente lettura di un fumetto, in forma di racconto."},"footnotes":""},"categories":[275],"tags":[256],"class_list":["post-169354","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-dario-custagliola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/397"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}