{"id":159354,"date":"2015-08-05T15:30:58","date_gmt":"2015-08-05T13:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/?p=159354"},"modified":"2016-02-25T08:41:35","modified_gmt":"2016-02-25T07:41:35","slug":"distanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/distanza\/","title":{"rendered":"La mia distanza"},"content":{"rendered":"

Ascoltava compulsivamente\u00a0De Andr\u00e9, adorava\u00a0Ken Parker<\/em>. La contagiai con la passione per i romanzi a fumetti e per gli\u00a0Afterhours. Ma quando avevamo gi\u00e0 comprato casa ed eravamo sul punto di, qualcosa si ruppe.
\nQuesta storia inizia con un autobus che si allontana, lento, dalla periferia sud di Roma e dalla separazione recente. Ci sono io, dentro, e in cuffia l\u2019album\u00a0The Queen is dead<\/em>\u00a0degli\u00a0Smiths. C\u2019\u00e8 un brano,\u00a0There\u2019s a light that never goes out<\/em><\/strong>, che sembra parli proprio di me, di quello che sto vivendo.<\/p>\n

I never never want to go home, because I haven\u2019t got one<\/em><\/p><\/blockquote>\n

\"Northpole_fin\"<\/a>Zona San Giovanni, una stanza spoglia dal soffitto troppo alto, un anno dopo. Sono successe tante cose, steso a letto penso alle persone passate. Il lettore CD suona\u00a0La distanza<\/em><\/strong>, il mio pezzo preferito dell\u2019unico, meraviglioso LP di un gruppo veneto ormai sciolto, i\u00a0Northpole. C\u2019\u00e8 una nota di vento nel basso, una brezza pensosa a cui la chitarra fa da contrappunto discreto. Gli archi aprono il suono, introducendo il ritornello. La voce del\u00a0front man<\/em>,\u00a0Paolo Baraldo<\/strong>, si adagia sulle note senza affettazioni, come se parlasse a un amico, usando parole semplici ed evocative, descrivendo la sua utopia: la lontananza che\u00a0\u00aballa fine va bene\u00bb.<\/p>\n

Tu sai sentire i miei mille respiri. Anche se siamo a chilometri.<\/em><\/p><\/blockquote>\n

Un\u2019altra canzone descrive i miei tre anni successivi. Il titolo \u00e8, curiosamente, lo stesso:\u00a0La distanza<\/em><\/strong>. L\u2019autore \u00e8 l\u2019ex\u00a0Scisma\u00a0Paolo Benvegn\u00f9<\/strong>, la sua voce sottile sembra ballare aristocratica fra le note, come se si affacciasse, consapevole, sul palco di un teatro che abbia per pubblico lo stesso cantautore. Le parole sembrano cullarsi nell\u2019estetica del suono delle lettere accostate, mentre la batteria sostiene, nella sua rincorsa ritmata, silenzi indispensabili, legami che si sfilacciano e una solitudine da reimparare.<\/p>\n

Poi controlla l\u2019instabilit\u00e0 di ogni nostro punto di contatto e spiegami cosa vuoi da me.<\/em><\/p><\/blockquote>\n

\"dedica_Baronciani_1_fin\"<\/a>Instabilit\u00e0<\/em>: \u00e8 il 2008, sono a Lucca, perso nella folla. Allo stand\u00a0Black Velvet\u00a0scopro\u00a0Quando tutto divent\u00f2 blu<\/em><\/strong>, a firma di\u00a0Alessandro Baronciani<\/strong>. La storia mi toglie il respiro: monolitica, di una potenza feroce, la leggo con il disagio di un riconoscimento segreto. La paura del mondo, delle proprie reazioni, il terrore che crolli tutto ci\u00f2 che davamo per scontato.<\/p>\n

Una volta ci siamo persi a un incrocio. La musica fin\u00ec in quel preciso momento. Sotto il nastro era rimasto ancora il rumore del cuore<\/em><\/p><\/blockquote>\n

Anche l\u2019esito della vicenda, apparentemente catartico, mi appare un filo teso sul nulla delle interazioni future. E i disegni: l\u2019economia del tratto che incontra la precisione fotografica di certe scene in notturna, l\u2019espressivit\u00e0 dei volti, il tratteggio delle guance rosse, quel\u00a0\u00absorriso disegnato male\u00bb. Semplici ed espressivi, come se la voce di\u00a0Baraldo<\/strong>\u00a0fosse stata resa immagine. L\u2019autore mi dedica il volume:\u00a0\u00abquesto libro \u00e8 di Vittorio!\u00bb<\/strong>, recita una ragazza distesa, guardandomi. \u00c8 proprio cos\u00ec, penso.
\n
\"altro-prodotto_fin\"<\/a>Mi interesso a Baronciani<\/strong>: passo dal disegnatore al musicista. Bevo il primo album che mi capita tra le mani. Si chiama\u00a0Prodotto<\/em>\u00a0e la band ha per nome\u00a0Altro. Undici schegge sonore che di rado superano il minuto e mezzo, per un\u00a0post punk<\/em>\u00a0minimale, personale e riconoscibile. La copertina, bellissima nella sua austerit\u00e0, \u00e8 un invito e una dichiarazione programmatica: sei fiori bianchi nella tenebra, il nome del gruppo e il titolo della raccolta a caratteri piccoli, in secondo piano. Nessuna distrazione. Ascolto gli\u00a0Altro\u00a0in cuffia o in macchina, quando non c\u2019\u00e8 nessuno con me, custodendoli come un tesoro segreto e lasciando che le loro canzoni si fondano in un flusso\u00a0di piccole istantanee di vita.<\/p>\n

Quello che succede dopo \u00e8 che incontro te. Ci riconosciamo, stiamo insieme. E penso che non ha senso continuare a scappare. Adori i gatti, mi proponi\u00a0Mitsuru Adachi<\/strong>. Ti regalo\u00a0La Mosca<\/em>\u00a0di\u00a0Lewis Trondheim<\/strong>, fra i CD che ti preparo c\u2019\u00e8\u00a0Colapesce<\/strong>\u00a0e il suo\u00a0Un meraviglioso declino<\/em>. Facciamo nostre\u00a0Restiamo in casa<\/em>\u00a0e\u00a0Satellite<\/em>, le assimiliamo adattandole alla consuetudine della convivenza. Ti racconto\u00a0Quando tutto divent\u00f2 blu<\/em>, perch\u00e9 la traccia 7 dell\u2019album \u00e8 ispirata alla graphic novel<\/em>.
\n
\"dedica_Baronciani_2_fin\"<\/a>Una sera andiamo al Testaccio a vedere un concerto di\u00a0Colapesce<\/strong>. Non \u00e8 solo, sul palco: dietro di lui c\u2019\u00e8 uno schermo bianco che si popola dei disegni di\u00a0Baronciani<\/strong>, nati al momento per accompagnare le sue canzoni. \u00c8 una doppia magia, una specie di convergenza: qualcosa di mio e qualcosa di nostro che si incontrano. Quando compro il volumetto\u00a0Bao,\u00a0Raccolta 1992 \u2013 2012<\/em>, Baronciani<\/strong> mi ritrae nella dedica. Due linee, sufficienti per un mio compiuto identikit.\u00a0\u00abQuesto libro \u00e8 di Vittorio!\u00bb<\/strong>, solo che non \u00e8 una ragazza, a recitarlo. Sono proprio io.<\/p>\n

Ci sposiamo una bellissima mattina di dicembre. Sul sito che usiamo per la lista nozze inserisco il testo de\u00a0La distanza<\/em>\u00a0dei\u00a0Northpole. Perch\u00e9 quella canzone e quelle parole ci descrivono.<\/p>\n

Tu riesci a dire tutto quello che voglio sentire<\/em><\/p><\/blockquote>\n

Questa storia si chiude sulla metro A, destinazione Anagnina: sono sveglio da poco, mentre vado in ufficio leggo un volume\u00a0Bao. Autori:\u00a0Baronciani<\/strong>\u00a0e\u00a0Colapesce<\/strong>, perch\u00e9 qualcosa \u00e8 nato, da quella traccia 7 e dai concerti che hanno vissuto insieme. E quel qualcosa si chiama\u00a0La distanza<\/em><\/strong>, manco gliel\u2019avessi suggerito io, il titolo. La trama \u00e8 semplice, ha un suo modo di essere sincera e diretta. C\u2019\u00e8 la musica che ho vissuto da quando vivo a Roma, i nomi di band che ho sentito pi\u00f9 volte da Goodfellas sulla Prenestina, la Sicilia dove trascorriamo le vacanze da quattro anni, l\u2019Ypsigrock dove vorrei andare, con te, un giorno. I disegni di\u00a0Baronciani<\/strong>\u00a0hanno rinunciato al tratteggio volumetrico, abbracciano un colore che mi piace meno dei suoi bianchi e neri, ma rimane la loro carica meravigliosamente riassuntiva e quella tendenza a evadere dallo spazio delle pagine per espandersi verso l\u2019esterno.
\nFra i mille fumetti con cui ho colonizzato la nostra libreria, mi piacerebbe che leggessi questo: perch\u00e9 \u00e8 una storia d\u2019amore in viaggio, di quelle che piacciono a te; una storia nata sul terreno fertile di errori passati, che sento molto mia. Talmente mia che la musica di sottofondo della scena centrale \u00e8 una delle mie canzoni preferite di sempre.\u00a0There\u2019s a light that never goes out<\/em><\/strong>\u00a0degli\u00a0Smiths.<\/p>\n

\"\"<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Ascoltare musica, leggere fumetti, innamorarsi, vivere. E trovare tutto condensato, per caso, in un volume che racconta un’altra storia. Una distanza che diventa la mia distanza.<\/p>\n","protected":false},"author":501,"featured_media":159362,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"La mia distanza - Il blog di Redazione","description":"Ascoltare musica, leggere fumetti, innamorarsi, vivere. E trovare tutto condensato, per caso, in un volume che racconta un'altra storia. Una distanza che divent"},"footnotes":""},"categories":[275],"tags":[230,20,246],"class_list":["post-159354","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-alessandro-baronciani","tag-bao-publishing","tag-colapesce"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/501"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=159354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=159354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=159354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=159354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}