{"id":120179,"date":"2014-06-14T08:00:53","date_gmt":"2014-06-14T06:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/?p=120179"},"modified":"2016-02-25T08:25:25","modified_gmt":"2016-02-25T07:25:25","slug":"lospaziobianco-intervista-elena-orlandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/lospaziobianco-intervista-elena-orlandi\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 Lo Spazio Bianco: conosciamo Elena Orlandi"},"content":{"rendered":"<p><em>Continuiamo a presentare chi c&#8217;\u00e8 dietro al sito e continuiamo ancora con la rappresentanza femminile, ultimamente decisamente in espansione. Dopo la new entry <a title=\"Nuovi arrivi: presentiamo Maria Rossella Scarpa\" href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/118076-nuovi-arrivi-presentiamo-maria-rossella-scarpa\">Maria Rossella Scarpa<\/a>, una delle collaboratrici storiche: <a title=\"Elena Orlandi\" href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/author\/elenaorlandi\" target=\"_blank\"><strong>Elena Orlandi<\/strong><\/a>. La sua prima brevisione risale al 2010 e negli anni si \u00e8 distinta come una delle penne pi\u00f9 capaci del sito, ottima conoscitrice del fumetto, attenta osservatrice della realt\u00e0 delle autoproduzioni e persona sempre affidabile quando c&#8217;\u00e8 da prendere una decisione organizzativa.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_120453\" aria-describedby=\"caption-attachment-120453\" style=\"width: 335px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-120453\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/06\/1062_10151673055862694_409494449_n.jpg\" alt=\"Elena vista da Clara Battello\" width=\"335\" height=\"412\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-120453\" class=\"wp-caption-text\">Elena vista da Clara Battello<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Ciao Elena, che bello intervistarti. Dunque, al di fuori de Lo Spazio Bianco hai una vita intensissima: partiamo dal merito puramente professionale. Tu lavori nel campo dell\u2019editoria da anni, approfondiamo questo aspetto? <\/strong><br \/>\nOddio, non saprei come, nel senso che per me \u00e8 un aspetto cos\u00ec omnipervasivo che approfondirlo ulteriormente credo non sia possibile.<br \/>\nIn poche parole, dopo anni in questo campo (mi sono laureata con un master in editoria nel 2008 e ho subito iniziato a lavorare con diverse redazioni milanesi), ora sono una freelance e mi occupo prevalentemente di editoria per ragazzi, anche se mi capita di lavorare (ovvero essere pagata) anche per altri settori di questo piccolo mondo.<br \/>\nQuasi tutto il mio tempo ruota attorno ai libri, o comunque alla parola scritta: me la godo cos\u00ec + il mestiere freelance ti spinge a fare cos\u00ec + se impari a vedere il mondo attraverso un determinato filtro \u00e8 difficile poi tornare indietro.<\/p>\n<p><strong>Convivi con quella frizzante ansia da precariato che sembra sia diventata quasi un privilegio visto quanto viene esaltato dalla politica nazionale. Insomma, sei una privilegiata, vuoi mettere la noia di un posto fisso? <\/strong><br \/>\nIl mio privilegio vero \u00e8 che sono sempre stata allergica alle imposizioni. Credo che per molti sia cos\u00ec, ma altri invece amano confini pi\u00f9 certi. Il mio modo di lavorare mi permette di stare pi\u00f9 lontana da imposizioni, che siano meramente di orario o proprio di esecuzione.<br \/>\nA ogni modo non \u00e8 una vita facile: non so se tra un anno sar\u00f2 in grado di pagarmi il mutuo (ma questo \u00e8 vero per tanti), se mi venisse una malattia pi\u00f9 o meno grave non potrei permettermi di fermarmi per lunghi periodi, sono sempre alla rincorsa di nuovi lavori.<br \/>\nInsomma, potremmo parlarne per ore, ma a parte quello che pu\u00f2 essere rubricato sotto il grande cappello del welfare e della protezione del lavoro, ci sono anche elementi che credo che impattino sulla materia del lavoro stesso (almeno per come viene organizzato e gestito in Italia in questo settore). Un freelance produce tantissime idee per il mondo editoriale, molto spesso queste idee non gli vengono riconosciute, sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista di responsabilit\u00e0 e paternit\u00e0 dell\u2019idea, che forse \u00e8 ancora pi\u00f9 doloroso. Ma passiamo oltre.<\/p>\n<p><strong>Mi hai sempre dato l\u2019impressione di una a cui piace molto la carta, il contatto con il materiale del fumetto. E invece hai dato vita a un progetto come Retina, \u201cpiattaforma di distribuzione e promozione di fumetti digitali, pensata per facilitare la circolazione di opere altrimenti invisibili\u201d: come mai? Come \u00e8 nata l\u2019idea? Come vedi il suo futuro?<\/strong><br \/>\nAdoro la carta, \u00e8 vero. Ma cerco sempre di ricordarmi che la cosa pi\u00f9 importante sono le storie, gli immaginari, le visioni artistiche che finora la carta ha veicolato. \u00c8 partendo da qui che io e Davide Catania abbiamo pensato di sfruttare la potenza del digitale e di internet per portare a quante pi\u00f9 persone possibile e velocemente (a portata di clic) quelle storie a fumetti che pensavamo importanti o semplicemente belle. Ovviamente Retina \u00e8 specchio del nostro gusto, ma questo cerchiamo di fare: ripescare dal mare di carta che rischia di finire nella spazzatura o nascosta in pochi cassetti, quello che pensiamo valido.<br \/>\nSempre pi\u00f9 i fumetti si muovono online, ma purtroppo ancora molti non sono abituati a pagare per leggere qualcosa che poi rimane immateriale e considerano internet come il pascolo della roba gratuita, ed \u00e8 questo il principale ostacolo che abbiamo trovato. Retina rimane comunque un luogo dove trovare i primi fumetti di un autore, o quelli che ormai sono fuori catalogo o introvabili, o qualche autore straniero che in Italia ancora non \u00e8 stato pubblicato. Penso che per gli autori italiani possa essere un modo in pi\u00f9 per far circolare e vedere le proprie opere e noi fondatori ci divertiamo molto anche a fare ricerca: girare per internet e cercare autori che qui non ci sono e non capiamo perch\u00e9 non ci siano.<\/p>\n<p><strong>Qualche anno fa hai partecipato con Giulio Mozzi alla realizzazione del libro \u201cIl ricordo d\u2019infanzia\u201d. Ce ne vuoi parlare? Il libro ha trovato un editore o \u00e8 ancora in attesa (e in questo caso vorrei aggiungere: perch\u00e9? ma certo non dovrei rivolgere la domanda a te)?<\/strong><br \/>\nTemo che quel progetto navighi nel limbo dei progetti editoriali mai nati. Giulio Mozzi ha lanciato l\u2019idea, che era sostanzialmente quella di dragare i ricordi delle persone che avrebbero voluto partecipare e vedere di cosa era fatta la nostra infanzia, intesa proprio come infanzia collettiva. Vedere se c\u2019erano dei ricordi che tornavano pi\u00f9 o meno uguali, degli oggetti, delle esperienze.<br \/>\nPurtroppo non abbiamo trovato un riscontro dalle case editrici e quindi tutto si \u00e8 fermato.<\/p>\n<p><strong>Da quest\u2019anno collabori attivamente con il Bilbolbul. Quali sono i tuoi ruoli e di cosa ti stai occupando?<\/strong><br \/>\nBilbolbul \u00e8 organizzato da un\u2019Associazione culturale (<a href=\"http:\/\/www.hamelin.net\/\">www.hamelin.net<\/a>) e in contesti di questo tipo tutti fanno molto di tutto. Lo dico soprattutto a me stessa, perch\u00e9 essendo ormai anni che lavoro in aziende mi rendo conto di subire a volte delle rigidit\u00e0 legate a ruoli ben definiti. Che per altro non mi apparterrebbero per niente. Per cui penso mi faccia molto bene tornare a dimensioni di condivisione e di discussione continua nel merito di quel che si fa. Insomma, correndo il rischio probabile di uscirne totalmente schizofrenica, l\u2019avventura di Bilbolbul mi emoziona tantissimo e ne sono molto molto contenta. Lo dico senza piaggeria. Mi occuper\u00f2 della realizzazione di alcune mostre, e poi della redazione dei testi, della comunicazione e del rapporto con i media partner. Questo sulla carta, ma tanto cambier\u00e0 da qui a novembre (perch\u00e9 vi ricordo che quest\u2019anno Bilbolbul \u00e8 a novembre, e per la precisione dal 20 al 23 novembre!).<\/p>\n<p><strong>Infine, parliamo un poco anche de Lo Spazio Bianco? \ud83d\ude42 Che dici? Sono molti anni che \u201cci frequentiamo\u201d e sicuramente hai visto tanti cambiamenti. Che rapporto hai con il sito? Gli vuoi un po\u2019 bene?<\/strong><br \/>\nGli voglio bene s\u00ec. La chiamata di Ettore a scrivere su LSB ha segnato un momento importante di presa di coscienza di cosa volesse dire per me scrivere di fumetto e quanto anche affettivamente significasse per me questo mondo. Poi, come sempre, vorrei fare tanto di pi\u00f9 di quello che ho fatto e spero pi\u00f9 passa il tempo di riuscire a conciliare sempre di pi\u00f9 le mie mille anime e, soprattutto, di riuscire a trovare spazi sempre pi\u00f9 ampi e protetti per la riflessione e lo studio.<\/p>\n<p><strong>Quali pensi siano i suoi punti di forza e i suoi punti deboli? <\/strong><br \/>\nL\u2019approfondimento \u00e8 sicuramente un suo punto di forza. Sia quando riesce ed \u00e8 circostanziato, sia proprio come tensione e tentativo di approccio al fumetto e a tutto quello che lo circonda. Il punto debole, e per\u00f2 credo che sia difficilissimo resistere a questa tensione, \u00e8 l\u2019ansia di rincorrere la vastit\u00e0 di uscite sempre pi\u00f9 cospicue e la concorrenza agguerrita sull\u2019ultima notizia online, tutti fattori che congiurano nel minare alle basi la possibilit\u00e0 di fermarsi un attimo e approfondire.<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 la critica fumettistica, a cosa serve, a chi serve?<\/strong><br \/>\nUuuuh, domandone da un milione di dollari. Non credo di essere in grado di rispondere, a dire la verit\u00e0. Non penso di essere una critica di fumetto, anche se posso essere molto \u201ccritica\u201d, questo s\u00ec. \ud83d\ude1b<br \/>\nA parte gli scherzi, il senso proprio della \u201ccritica\u201c penso sia molto mutato in tutti i campi negli ultimi decenni. Prima c\u2019erano poche persone che leggevano, poche che scrivevano, poche che venivano pubblicate, poche che esercitavano la critica. Ora tutto \u00e8 esploso e multiforme.<br \/>\nIo so di avere vaste letture e anche molto variegate. Cerco di tenere un occhio soprattutto su quello che tende a passare inosservato o \u00e8 meno visibile. Per\u00f2 sono schiava del mio gusto e questo non credo che faccia di me una critica: sono molto esigente verso chi si autodefinisce in questo modo.<br \/>\nQuando parlo di un fumetto, cerco prima di tutto di capire cosa quel fumetto \u00e8 riuscito a dare a me, pensando che dal particolare si possa in qualche modo risalire all\u2019universale. Ma questo non mi d\u00e0 il patentino di critica, solo di lettrice molto avvertita e appassionata, che per altro cerca di non fare torto a nessuno. Ho molto rispetto per le doti artistiche altrui, ma non penso che possa parlar di arte solo chi l\u2019arte la fa. Mi limito a consigliare, e, ripeto, a cercar di scovare quelle piccole perle, quegli sguardi sul mondo laterali e poco frequentati che spesso si perdono tra le mode.<\/p>\n<p><strong>Cosa vorresti fare e non sei ancora riuscita?<\/strong><br \/>\nUn milione di cose. E questa \u00e8 la mia dannazione, nel senso che soffro nel rendermi conto che a volte \u00e8 gi\u00e0 tanto se riesco a farne bene una. Confido nell\u2019estrema elasticit\u00e0 del tempo, ma ogni tanto l\u2019elastico si spezza. Continuer\u00f2 a studiare, a leggere e a guardarmi intorno. Spesso a contaminare troppo gli sguardi, ma ormai il nostro mondo \u00e8 fatto cos\u00ec, e spero, da tutti questi influssi, di riuscire a distillare qualcosa di sensato e di riuscire a comunicarlo agli altri.<\/p>\n<p><strong>Grazie Elena! <\/strong><\/p>\n<p><em>Se siete curiosi di sapere altro di Elena, segnaliamo anche il suo blog: <a title=\"iamclumsy.com\" href=\"http:\/\/iamclumsy.com\/\" target=\"_blank\">iamclumsy.com<\/a>.<strong><br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuiamo a presentare chi c&#8217;\u00e8 dietro al sito con l&#8217;intervista a una delle collaboratrici storiche de Lo Spazio Bianco: Elena Orlandi.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":120453,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Chi \u00e8 Lo Spazio Bianco: conosciamo Elena Orlandi - Il blog di Redazione","description":"Continuiamo a presentare chi c'\u00e8 dietro al sito con l'intervista a una delle collaboratrici storiche de Lo Spazio Bianco: Elena Orlandi."},"footnotes":""},"categories":[273],"tags":[],"class_list":["post-120179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chi_lospaziobianco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/120179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=120179"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/120179\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=120179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=120179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=120179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}