{"id":118471,"date":"2014-05-26T15:00:27","date_gmt":"2014-05-26T13:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/?p=118471"},"modified":"2016-02-25T08:37:07","modified_gmt":"2016-02-25T07:37:07","slug":"caccia-lettori-mirino-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/laredazioneblog\/caccia-lettori-mirino-nuovo\/","title":{"rendered":"A caccia di lettori, con un mirino tutto nuovo: loro stessi"},"content":{"rendered":"
In un recente editoriale apparso su Anteprima, Marco Marcello Lupoi<\/strong> – direttore publishing\u00a0 di Panini Comics<\/strong>, ha presentato Real Life<\/strong><\/em>, un nuovo progetto dedicato al pubblico femminile che uscir\u00e0 per Disney. Queste le parole che MML adopera per invogliare i potenziali acquirenti:<\/p>\n “se siete nel “target” della testata (ragazze dai dodici ai quindici anni) o se avete sorelle, figli o nipoti che lo sono, non esitate a leggere o far leggere questo nuovo fumetto […]”.<\/p><\/blockquote>\n Vero che Anteprima \u00e8 un catalogo reperibile e dedicato in maniera esclusiva al fumetto, e quindi decisamente settoriale, ma ho trovato l’utilizzo del vocabolo target<\/em> piuttosto demoralizzate<\/strong>, un po’ per il retrogusto vagamente bellico che si porta dietro, ma soprattutto per la scelta, curiosa, di trasformare quella che \u00e8 una valutazione di tipo imprenditoriale in un argomento promozionale<\/strong>. E se il pensiero di rientrare in una specifica tipologia\u00a0 di acquirente non \u00e8 particolarmente suggestivo, credo lo sia ancora l’invito a inserirsi di propria volont\u00e0 in una\u00a0categoria piuttosto che in un altra<\/strong>. Valutazioni queste indubbiamente utili dalla prospettiva di un direttore publishing, ma non da quella di un ipotetico lettore – probabilmente caratterizzato da una predilezione per un genere o un autore – che in fondo desidera leggere buone storie, capaci di divertirlo, appassionarlo e forse pure sorprenderlo, con argomenti o contesti a lui lontani ma non per questo meno interessanti o coinvolgenti. Evitando la scorciatoia di facili rimandi alla realt\u00e0 circostante, colta magari nei suoi aspetti pi\u00f9 conformisti.<\/p>\n \u00c8 inevitabile che un mercato in difficolt\u00e0 come quello del fumetto cerchi di acquistare nuovi lettori, e recuperare quanti nel tempo si sono disaffezionati, ampliando la propria offerta e modulandone le caratteristiche, ma l’esca con la quale suscitare curiosit\u00e0 credo dovrebbe essere pi\u00f9 la bont\u00e0 della proposta che non la sua ottemperanza a determinati standard, pure un po’ discutibili, come quello dell’et\u00e0 anagrafica (quanti anni bisogna avere per apprezzare Asterix o David B.<\/strong> ?).<\/p>\n
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<\/a>E quindi di presentare una novit\u00e0 mettendone in mostra non le caratteristiche intrinseche, ma il fatto che sia tarata su un obiettivo ben delineato. Facendo sentire chi legge un po’ come un esemplare da laboratorio, un cane di Pavlov subordinato a un rigido schema di stimolo\/risposta: “hai dodici anni e sei femmina? Ti piacer\u00e0 per forza<\/em>“.<\/p>\n