Internet e fumetti: gli autori nell’era social

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Una delle principali rivoluzioni che ha portato la progressiva diffusione di internet nell’ultimo decennio è sicuramente da inquadrarsi nelle modalità con cui nascono, si mantengono e si sviluppano le relazioni interpersonali. Da quando la Rete ha iniziato ad essere uno strumento con cui l’utente medio ha avuto modo non solo di fruire di contenuti, ma anche di interagire con essi e con altre persone, le relazioni interpersonali hanno subito una modifica strutturale anche nella vita di tutti i giorni, influenzate dal modo con cui si socializza e si parla sul web. Chiaramente non stiamo parlando di un fenomeno immediato, ma se si pensa che tutto sommato un certo modo di intendere la comunicazione online è piuttosto recente, è significativo riflettere su come la cosa si stia già riproponendo nelle interazioni reali.
Se questa analisi sociologica si applica solitamente ai rapporti standard tra le persone (amicizia, relazioni sentimentali e di parentela, legami di lavoro o di studio), è interessante osservare come l’utilizzo della Rete abbia comportato una significativa evoluzione per quanto riguarda un ambito particolare: quello del mondo del fumetto.

Se all’inizio, con la nascita dei forum tematici, una prima spallata alle vecchie abitudini è stata quella di consentire all’appassionato di mettersi in contatto con altri che condividevano gli stessi interessi, presto c’è stato un passaggio fondamentale, inizialmente limitato a pochi casi, che sono però via via diventati sempre più numerosi: la possibilità di interagire direttamente con gli autori!

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Da questo punto di vista la condizione degli amanti di questo medium è sempre stata svantaggiata rispetto a chi è appassionato di cinema e romanzi, visto che, anche in era pre-internet, non erano poi così rari tour di presentazione dei propri libri da parte di scrittori, e che il cinema è un’arte che gode di una certa attenzione da parte dei media e di festival importanti anche nel nostro Paese. Conoscere il volto di un regista o inciampare nell’intervista ad un romanziere non era così impossibile.

Ma chi seguiva i fumetti non aveva la stessa fortuna: le informazioni e i dietro le quinte venivano da ambienti ristretti e spesso amatoriali. Non è un caso se negli scorsi decenni molti erano convinti che dietro le storie pubblicate settimanalmente su Topolino ci fosse la mano di Walt Disney in persona, o che praticamente nessuno poteva sapere che faccia avesse il disegnatore di una particolare storia di Tex o lo sceneggiatore di un albo dell’Uomo Ragno.
Lo ricordava anche Massimo De Vita (storico disegnatore e sceneggiatore per Disney Italia) in questo video che ben esemplifica la condizione standard dell’autore di fumetti, contraddistinta da solitudine e anonimato.

Con l’avvio di internet 2.0 sembra che gli autori di fumetti si siano accorti che esiste un bacino di persone di diversa estrazione sociale, età e gusti che li seguono da anni e che li considerano importantissimi, pur non sapendo nemmeno chi siano. 

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Dal rendersi conto di questa realtà al cedere alla tentazione di iscriversi a quel determinato forum per incontrare, seppur virtualmente, i propri fan il passo è stato in molti casi breve.

L’approccio dei “fumettari” alla Rete si è ramificato comunque in molte declinazioni. I disegnatori in particolar modo hanno sfruttato lo strumento del blog personale per mostrare a chi li segue bozzetti, studi grafici e news sul proprio lavoro, come Alessandro Barbucci o Gipi. Alcuni autori hanno invece utilizzato i blog per parlare di vari argomenti connessi ai propri interessi (come Dalla parte di Asso di Roberto Recchioni) o come vetrina per pubblicizzare i propri prodotti. Ma per quanto anche in quei casi, con la possibilità da parte di chiunque di lasciare commenti, ci fosse interazione tra autore e lettore/fan, ovviamente veniva a mancare quella sorta di “dialogo alla pari” che invece si rintraccia nell’esperienza dei forum.

La peculiarità/novità del rapporto instaurato tramite forum fra autori e appassionati è segnalata in maniera plateale dal fenomeno dei cosiddetti flame, termine con il quale, nel web, si designa un litigio piuttosto accesso. Quale fan sarebbe mai andato a pensare che, una volta avuta l’occasione di parlare con il proprio idolo, avrebbe finito per litigarci? Situazioni che si sarebbero presentate molto difficilmente, forse mai, negli scorsi decenni quando i più fortunati potevano intraprendere un rapporto epistolare con il proprio autore preferito o quando si potevano scambiare due parole dal vivo con disegnatori e sceneggiatori alle fiere del fumetto, iniziarono a diventare un’eventualità del tutto possibile.SollazzoGiac

Non solo: la presenza di un autore in un luogo in cui si parla del suo lavoro fa sì che questa persona possa toccare con mano eventuali critiche al proprio operato. Sarebbe allora interessante analizzare le diverse reazioni di fronte a queste situazioni, tra chi si lancia in una discussione seria e interessante sui motivi per cui ha optato per una soluzione narrativa o grafica piuttosto che un’altra e chi invece si offende; tra chi si lascia ammaliare da quello che il pubblico sembra volere e chi invece si limita a ringraziare per i complimenti senza imbarcarsi in estenuanti chiacchiere da forum.
In qualunque caso, l’autore ha modo di toccare direttamente una realtà che prima gli era negata, salvo rare occasioni: il parere del pubblico, che non è sempre quello entusiasta che si ritrovava alle fiere del fumetto ma che può facilmente essere esposto a critiche e spesso anche ad attacchi, protetti dall’anonimato di un nickname. Gli esempi di autori che scrivono regolarmente su grandi forum si sprecano, andando da Roberto Gagnor a Giacomo Michelon, da Francesco Artibani a Leo Ortolani.

Gli ultimi anni, poi, hanno comportato la diffusione di quegli strumenti particolari chiamati social network. Facebook è stata e rimane la piattaforma più nota e frequentata, sia in generale che in riferimento al nostro discorso, ma Twitter e Google+ si attestano comunque come luoghi del web in cui poter incontrare e dialogare con autori di fumetto.
Gli elementi visti poco fa con riguardo ai forum qui subiscono un’evoluzione non da poco: con i social network infatti il fan può seguire il proprio autore non solo dal punto di vista professionale, ma anche da quello personale, essendo queste piattaforme delle specie di “diari online” molto più di quanto era stato il blog, visto il loro carico di foto, amicizie personali, parenti ed eventi della propria vita ben dettagliati.
Dalla Parte di AssoNon è così diffusa l’idea di crearsi due profili distinti (uno come “persona” e l’altro come “artista”, con il quale accettare di essere seguiti da chi ama il proprio lavoro) e spesso quindi le due anime si fondono, portando alcuni a confondere l’amicizia “vera” con l’amicizia “su Facebook”.
Si è arrivati all’opposto della situazione di anche solo 20 anni fa, che era la stessa dagli albori della nona arte: dall’ignorare praticamente del tutto chi stava dietro testi e disegni delle storie a fumetti al conoscere tantissimo del proprio autore preferito, seguendo quotidianamente gli aggiornamenti della sua vita.

 

Abbiamo citato prima Roberto Recchioni, un nome irrinunciabile quando si analizza il legame tra internet e fumetti. Recentemente l’autore ha parlato di questo tema, per esempio, nella ricca intervista di Guglielmo Nigro, mentre il 21 febbraio scorso, nell’ambito della Social Media Week a Milano, Recchioni è intervenuto insieme a Zerocalcare ad un incontro dal titolo “Social Media & Comics”, mediato da Matteo Stefanelli, nel quale si è parlato di molti dei temi affrontati in questo pezzo, con i due autori che portavano le loro impressioni e le loro esperienze dirette. Qui sotto potete trovare la registrazione dell’intera conferenza.

Quella che è stata tracciata è un’evoluzione assolutamente peculiare del modo di vivere il fumetto sia da parte di chi lo fruisce sia da parte di chi lo realizza. Indipendentemente da come un autore vive la Rete e le relazioni che imbastisce (o non imbastisce) tramite di essa, questa nuova possibilità di relazione con i lettori ha probabilmente influito in qualche modo sull’atteggiamento dello sceneggiatore e del disegnatore verso il fumetto e verso il pubblico a cui ci si rivolge o ci si vuole rivolgere. Esiste una consapevolezza maggiore da entrambe le parti della barricata dei meccanismi, delle aspettative, delle opinioni e chissà, forse anche dell’umanità dietro lettori e autori. Si inizia a discernere la persona dall’artista, si fanno i conti con bisogni e risposte diverse.

È lecito chiedersi come progredirà, con il passare del tempo e la sempre crescente diffusione di internet presso gli addetti ai lavori, la situazione ed eventualmente che novità porterà.Zerocalcare.it
Oltre alla possibilità da parte di nuovi autori di farsi conoscere dal pubblico e magari anche da qualche casa editrice, caricando i propri lavori sul web e condividendoli nei vari social network – pratica già consolidata anche nel nostro Paese e che immagino nei prossimi anni conoscerà un incremento costante , come si rapporteranno autori già conosciuti alla Rete e ai loro lettori, con i quali possono dialogare nel web-spazio, entrambi protetti dallo schermo di un computer o di un tablet?
L’auspicio è che l’aumento di persone connesse coincida anche con un incremento di coscienza nell’uso di internet e nei principi della comunicazione nel web. Si spera che la grande e innovativa possibilità di parlare direttamente con il proprio pubblico venga sfruttata positivamente, comprendendo appieno e facendo proprio il funzionamento delle dinamiche relazionali “ai tempi di Facebook”.

Potrebbe essere importante per il futuro che gli autori prendessero coscienza delle potenzialità e delle insidie del web: capire quali commenti e opinioni possono essere effettivamente costruttivi e quali no, essere in grado di non cedere ciecamente a quello che vuole il pubblico. Ma, soprattutto, avere ben chiaro che i fan che vivono la Rete sono una parte ben precisa del bacino totale dei propri lettori, ed essere in grado di sapere quale parte essi rappresentano, per avere così gli strumenti per discernere con consapevolezza il valore, il peso e la rappresentatività dei feedback che ricevono nelle diverse piattaforme.

Internet 2.0 ha avvicinato autori di fumetti e lettori: ma la vera rivoluzione sarà rendere veramente e pienamente fruttuoso, per entrambe le parti, questo rinnovato e inedito incontro.

 

E voi lettori, cosa ne pensate? Quali autori seguite sul web e perché?