{"id":651,"date":"2022-12-12T11:30:46","date_gmt":"2022-12-12T10:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/?p=651"},"modified":"2022-12-12T11:30:47","modified_gmt":"2022-12-12T10:30:47","slug":"il-fantasma-non-e-nella-macchina-ma-nelle-immagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2022\/12\/12\/il-fantasma-non-e-nella-macchina-ma-nelle-immagini\/","title":{"rendered":"Il fantasma non \u00e8 nella macchina, ma nelle immagini"},"content":{"rendered":"\n<p>Se c\u2019\u00e8 una cosa che bisogna dire subito \u00e8 che <em><strong>Fastwalkers <\/strong><\/em>(<strong>D Editore<\/strong>), prima ancora di essere effettivamente letto, si presenta come un lavoro interessante da studiare.<br>Innanzitutto, \u00e8 stato realizzato da <strong>Ilan Manouach<\/strong>, uno degli artisti concettuali legati al fumetto pi\u00f9 notevoli degli ultimi anni: a parte il sorprendente <em>Peanuts Minus Schultz<\/em>, che esula dal focus di questo blog, si pu\u00f2 guardare a <em>ONEPIECE<\/em>, una geniale opera concettuale dedicata all\u2019omonimo famosissimo manga. <em>ONEPIECE<\/em>, sorta di megalibro in potenza, \u00e8 costituito da tutti i volumi del manga bestseller mondiale assemblati in un unico libro di 21.540 pagine. La larghezza del dorso \u00e8 di oltre 80 cm e ovviamente non pu\u00f2 essere letto, vista l\u2019impossibilit\u00e0 ad aprirlo, presentandosi cos\u00ec come una scultura. L\u2019autore scrive che, nella proliferazione del fumetto fluido disponibile su ogni dispositivo, \u201c<em>ONEPIECE <\/em>pu\u00f2 essere contemplato solo come una materializzazione dell&#8217;ecosistema digitale saturo di media proprio del fumetto digitale\u201d, ma io aggiungerei che <em>ONEPIECE <\/em>pu\u00f2 essere letto come un progetto che dimostra l\u2019importanza nella cultura popolare di un\u2019opera, reificando la stessa come scultura di carta non scomponibile, un macigno inamovibile e non trascurabile. Manouach quindi si presenta gi\u00e0 in principio come un\u2019artista capace di lavorare con il manga come inteso come fumetto, medium e\/o arte.<br>In secondo luogo, Fastwalkers \u00e8 un\u2019opera hentai \u2013 mi limito a definirla nel mondo in cui viene presentata, ma ho gi\u00e0 discusso <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2022\/01\/22\/su-bastard-eromanga-e-fantasy\/\">qui<\/a> sul termine hentai e su come sia fondamentalmente una costruzione euro-americana \u2013 creata e disegnata da Manouach e da un\u2019intelligenza artificiale con il modello text-to-image, utilizzando algoritmi generativi che sfruttano dataset creati dallo stesso autore, \u201cdando in pasto\u201d al programma una serie di anime e manga erotici e pornografici.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/12\/fast-imm1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"623\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/12\/fast-imm1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-658\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Lasciando da parte il discorso produttivo e realizzativo specificatamente tecnico e tecnologico, perch\u00e9 al di fuori delle mie competenze e conoscenze \u2013 consiglio di recuperare, per un\u2019introduzione sul tema, i due articoli di <a href=\"https:\/\/www.indiscreto.org\/non-fa-tutto-il-computer-il-ritorno-di-vecchie-perplessita-nellarte-digitale\/\">Francesco D\u2019Isa<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.lrnz.it\/clicktoimagine?fbclid=IwAR1iu8Xmtt-RXucHJwWBTiMdoEXlDW_QrJlKDBbHNFuDJwCxGw8Xi1JFqCQ\">Lorenzo Ceccotti<\/a> (LRNZ) che illustrano bene i possibili sviluppi e le criticit\u00e0 di questo complesso argomento, che coinvolge diversi campi del sapere e della cultura \u2013 quello che mi interessa analizzare \u00e8 l\u2019estetica di un lavoro stratificato come <em>Fastwalkers<\/em>, le sottili linee filosofiche che corrono dietro le immagini e i testi e il rapporto inscindibile tra questi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel delirio post-delueziano che si scorge fin dal principio della lettura, si possono intravedere delle direttive che muovono l\u2019intero progetto, a cominciare dal concetto di simulacro. Le immagini che il lettore vede scorrere sotto i suoi occhi non rimandano a nulla, non c\u2019\u00e8 una realt\u00e0 alla loro base, sono vuote. Anzi, sarebbe meglio dire che sono piatte, nel senso attribuito a questo termine dalla corrente Superflat. Tuttavia, le immagini melliflue di corpi che si fondono tra di loro e che non mostrano nulla di pruriginoso sfidano l\u2019immaginario di partenza, ci giocano furbescamente: sono gi\u00e0 state consumate, ma spingono per essere consumate all\u2019inverosimile, allo sfinimento, fino a sfaldarsi. Pur svuotandosi della loro componente pornografica, ma mantenendo un grande fascino, tendono comunque all\u2019eccesso evadendo l\u2019oblio che dovrebbero portare.<br>Il fantasma non \u00e8 nella macchina, cio\u00e8 nell\u2019intelligenza artificiale che, sotto i prompt di chi scrive, sviluppa il prodotto del suo lavoro, ma \u00e8 nelle immagini stesse: nel solco del pensiero intorno al discorso di hauntology, la loro qualit\u00e0 \u201cfuturistica\u201d condivide i concetti del \u201cgotico\u201d ((Mark Fisher, &#8220;What is Hauntology?&#8221;, <em>Film Quarterly<\/em>, Vol. 66, N. 1, 2012, p. 16)) e pi\u00f9 che rifarsi al cyberpunk \u2013 per l\u2019uso dell\u2019IA piuttosto che per il resto, perch\u00e9 il concetto di punk mi pare abbastanza flebile: nonostante sia presente una componente DIY, molte altre caratteristiche vengono a mancare \u2013 prendono ispirazione dall\u2019attitudine hyperpop.<br>Sembra paradossale dirlo, ma le immagini conservano una plasticit\u00e0 particolare, forse proprio per la loro natura di simulacri, vista la natura completamente fittizia del loro essere e tenendo in conto il fatto che la plastica \u00e8 spesso sinonimo di finzione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/12\/fast-imm2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"625\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/12\/fast-imm2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-659\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><em>Fastwalkers<\/em> \u00e8 s\u00ec creato a partire da database, ma esso stesso \u00e8 uno dei database teorizzati da <strong>Azuma Hiroki<\/strong>((Nel libro <em>Otaku: Japan\u2019s Database Animals<\/em>, un\u2019indagine filosofica dell\u2019universo post-moderno consumista e delle sue conseguenze, soprattutto in relazione alla cultura otaku. Ne gi\u00e0 parlato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2021\/06\/28\/palepoli-postmodernismo-e-flat-culture\/\">qui<\/a> riguardo a <em>Palepoli<\/em> di Furuya Usamaru, ma sembra che questa tendenza sia ormai diventata transnazionale e non pi\u00f9 confinata al solo Giappone, essendo quest\u2019ultimo uno dei maggiori esportatori di cultura popolare negli ultimi 45 anni, come sottolinea bene Iwabuchi Koichi nel suo fondamentale testo <em>Recentering Globalization: Popular Culture and Japanese Transnationalism<\/em>.)), solo che contiene dati ormai scaduti, fuori tempo massimo, immagini non visualizzabili, un errore 404 in formato libro, soprattutto nell\u2019intrigante insistenza di legare l\u2019\u201cerotico\u201d \u2013 perch\u00e9, in fin dei conti, non esiste l\u2019erotico in tutto questo, ne rimane solo l\u2019aroma come direbbero i suoi personaggi \u2013 e guerra: sono molte, infatti, le vignette che contengono disparate armi e armamenti militari, in una presa di posizione non politica ma nuovamente estetica. D\u2019altronde l\u2019opera \u00e8 una dichiarazione di guerra al lettore, nel suo essere volutamente poco fruibile e poco accessibile.<br>Il legame tra estetica moe e guerra \u00e8 ormai un classico in Giappone, dove proliferano opere a fumetti, animate e videoludiche che abbinano questi due elementi. Non si tratta, come banalmente si potrebbe pensare, di rendere appetibile il conflitto o, al contrario, criticarne la ferocia mettendo in pericolo giovani ragazze indifese, ma \u00e8 invece uno stilema che funziona, che attira l\u2019occhio dei fruitori, che affascina con la sua ambiguit\u00e0 ((Tamaki Saito, nel suo eccellente <em>Beautiful Fighting Girl<\/em>, ricostruisce ed espande in senso socioculturale e psicologico nel contesto giapponese il mito pop della giovane ragazza bellissima e letale. A questo <a href=\"https:\/\/gizmodo.com\/militant-cute-and-sexy-politics-in-japanese-moe-comics-5403562\">link<\/a>, inoltre, un brillante articolo in merito sul rapporto tra estetica moe e guerra.)).<br>A complicare la possibile fruizione dell\u2019opera, comunque, subentra una costruzione della pagina che si reitera, con vignette che tendono a riempire ogni anfratto della tavola, assaltando i sensi di chi osserva sovrastandone la comprensione. Un effetto ricercato e voluto, che sottolinea lo sforzo dell\u2019autore nel costruire layer di significati con lo stesso set di significanti.<br>Ma, in conclusione, \u00e8 poi un fumetto <em>Fastwalkers<\/em>? Si potrebbe rispondere in modi molto diversi, ma credo si possa intendere come un lavoro che abbraccia modi espressivi e forme d\u2019arte da ambiti differenti per essere un lavoro che mette davanti a tutto la sua unicit\u00e0, in linea con i precedenti progetti di Manouach: uno studio sul fumetto, sull\u2019arte, sul senso dell\u2019erotismo, sulle intelligenze artificiali, sulla bidimensionalit\u00e0 delle immagini, sui fantasmi estetici che ci perseguitano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, in tutto questo mix di elementi, potrebbe essere che questo articolo sia fuori fuoco, poco coerente o sconclusionato. In generale, non voglio andare a parare da nessuna parte n\u00e9 consigliarvi all\u2019acquisto in stile Mastrota. Non sono la figura adatta a farlo. Su questo blog mi limito solamente a constatare la radicalit\u00e0 di certe opere nel contesto in cui si collocano o vengono collocate e questa, in maniera alquanto decisa, \u00e8 sicuramente un\u2019opera radicale, sperimentale, per una serie di motivi che ho provato a spiegare cercando di basarmi su alcune fonti. Le opere di cui parlo solitamente su questo blog mi stimolano alla scrittura e questa lo ha fatto pi\u00f9 che degnamente, attivando delle connessioni con il mio vissuto e le mie esperienze di studio. L\u2019obiettivo \u00e8 sempre quello di fare critica, non influencing, e tutte le volte che riempio pagine mi chiedo se sto facendo bene quello che faccio. Nella speranza che sia cos\u00ec, come una qualsiasi delle fluide figure di <em>Fastwalkers<\/em>, viaggio tra i fantasmi delle mie immagini passate e future nell\u2019attesa della rottura della matrice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c\u2019\u00e8 una cosa che bisogna dire subito \u00e8 che Fastwalkers (D Editore), prima ancora di essere effettivamente letto, si presenta come un lavoro interessante da studiare.Innanzitutto, \u00e8 stato realizzato da Ilan Manouach, uno degli artisti concettuali legati al fumetto pi\u00f9 notevoli degli ultimi anni: a parte il sorprendente Peanuts Minus Schultz, che esula dal focus di questo blog, si pu\u00f2 guardare a ONEPIECE, una geniale opera concettuale dedicata all\u2019omonimo famosissimo manga. ONEPIECE, sorta di megalibro in potenza, \u00e8 costituito da tutti i volumi del manga bestseller mondiale assemblati in un unico libro di 21.540 pagine. La larghezza del dorso<\/p>\n","protected":false},"author":752,"featured_media":656,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il fantasma non \u00e8 nella macchina, ma nelle immagini - La Grande Onda","description":"Se c\u2019\u00e8 una cosa che bisogna dire subito \u00e8 che Fastwalkers ( D Editore ), prima ancora di essere effettivamente letto, si presenta come un lavoro interessante da"},"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[136,134,135],"class_list":["post-651","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-commento","tag-d-editore","tag-fastwalkers","tag-ilan-manouach"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/752"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=651"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}