{"id":581,"date":"2022-06-21T12:42:12","date_gmt":"2022-06-21T10:42:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/?p=581"},"modified":"2022-06-21T12:42:13","modified_gmt":"2022-06-21T10:42:13","slug":"tono-monogatari-tentativi-e-risultati-di-una-ricerca-antropologica-a-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2022\/06\/21\/tono-monogatari-tentativi-e-risultati-di-una-ricerca-antropologica-a-fumetti\/","title":{"rendered":"Tono Monogatari: tentativi e risultati di una ricerca antropologica a fumetti"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Mizuki Shigeru<\/strong> (1922-2015) \u00e8 stato uno dei maestri del fumetto giapponese e ha sempre dimostrato nel corso della sua carriera una grande attenzione verso il mondo rurale e le tradizioni folkloristiche giapponesi. Con <strong><em>Tono Monogatari<\/em><\/strong> (pubblicato nel 2008 in Giappone e nel 2022 in Italia per Canicola Edizioni con traduzione di Vincenzo Filosa) ha portato quindi a compimento un discorso lungo una vita: trasporre a fumetti il testo fondamentale omonimo di <strong>Yanagita Kunio<\/strong> (1875-1962), padre dei minzokugaku, gli studi sul folklore giapponese.<br>Questa trasposizione apre a discorsi fondamentali concernenti l\u2019utilizzo dei fumetti come mezzo di ricerca, perch\u00e9 Mizuki non solo adatta ogni singola leggenda \u2013 \u00e8 bene parlare di leggende, invece che di fiabe, come ha puntualizzato <strong>Richard M. Dorson<\/strong>, folklorista americano ed esperto dell\u2019opera di Yanagita, sostenendo che il termine \u201cleggende\u201d mantiene una pi\u00f9 forte personalit\u00e0 regionale e locale rispetto alle parole \u201cfiabe\u201d o \u201cracconti\u201d((Ronald A. Morse, \u201cPreface to the 100<sup>th<\/sup> Anniversary Edition\u201d, in Yanagita Kunio, <em>The Legends of Tono<\/em>, trad. di Ronald A. Morse, Lahnam, Lexington Books, 2008, p. XI.)) \u2013 ma si pone in diretto dialogo con Yanagita, cercando delle spiegazioni e commentando in prima persona gli eventi narrati. Quella di Mizuki \u00e8 una vera e propria indagine etnografica a fumetti sul folklore e su cosa lo anima, sulle sue cause scatenanti e sugli effetti che produce sulle persone. \u00c8 anche, per\u00f2, il tentativo di riportare l\u2019attenzione su di un\u2019area, quella della cittadina di T\u014dno (situata nella prefettura di Iwate) e dei vicini villaggi, fin dalla Restaurazione Meiji (1868) considerata periferica rispetto al centro dello stato (T\u014dky\u014d e la sua area metropolitana), cos\u00ec come tutta la regione del T\u014dhoku in generale. L\u2019indagine e il tentativo, tuttavia, non sono privi di criticit\u00e0, ma pongono certamente quesiti interessanti che verranno debitamente analizzati nelle prossime righe.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il libro di Yanagita e gli studi sul folklore<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"560\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/06\/tono-imm-1.jpg\" alt=\"tono-imm-1\" class=\"wp-image-595\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Senza addentrarsi in profondit\u00e0 in un argomento cos\u00ec vasto, ci\u00f2 che ha spinto Yanagita, attivo all\u2019epoca nei circoli letterari della capitale, a scrivere questa raccolta di leggende riguardanti avvenimenti misteriosi e creature soprannaturali ambientate nella regione di Tono \u00e8 stato l\u2019incontro con <strong>Sasaki Kizen<\/strong> (1886-1933), nativo di Tono. Affascinato da ci\u00f2 che Sasaki raccontava, Yanagita decise di visitare personalmente l\u2019area nel 1909. Tono, una zona formata da aspre montagne e coltivazioni di riso nelle valli e nelle pianure, aveva numerose miniere d\u2019oro e un clima adatto all\u2019allevamento dei cavalli, ma la vita per i suoi abitati non era facile, caratterizzata com\u2019era da limitati terreni coltivabili e condizioni meteorologiche che portavano spesso a raccolti magri((Ronald A. Morse, \u201cIntroduction\u201d, in Yanagita Kunio, <em>The Legends of Tono<\/em>, trad. di Ronald A. Morse, Lahnam, Lexington Books, 2008, pp. XXI-XXII.)).<br><strong>Gli scritti raccolti mettono in evidenza la metodologia di ricerca di Yanagita: l\u2019ascolto attento delle tradizioni orali (narrate da Sasaki); l\u2019osservazione tangibile della cultura del luogo; la verifica dei fatti con gli esperti locali; la messa per iscritto dei risultati in modo che il lettore medio potesse facilmente comprenderli e, infine, l\u2019aggiunta di una sfumatura letteraria cos\u00ec da catturare la sensibilit\u00e0 locale.<\/strong> Per Yanagita, la geografia e la storia del luogo erano lo sfondo ideale per esplorare i sentimenti, la psicologia e le credenze degli abitanti di Tono. In <em>Tono Monogatari<\/em> esistono essenzialmente due mondi: il mondo osservabile, fatto di montagne, fiumi, case, e il mondo nascosto, dove spiriti e divinit\u00e0 si muovono a piacimento. I luoghi di culto della religione popolare giapponese (templi, festival, ecc.) connettevano questi due mondi e Tono diventava cos\u00ec un ecosistema attraversato da essere naturali e soprannaturali((Morse, \u201cIntroduction\u201d\u2026, pp. XXIII-XXIV.)). Yanagita vedeva il tempio shintoista locale come il centro della vita religiosa contadina e i festival, che si svolgevano solitamente durante i raccolti di agosto e settembre, come l&#8217;espressione stagionale della dimensione psicoculturale della fede popolare. Il tempio del villaggio era dove storia e religione, comunit\u00e0 e antenati, vivi e defunti si riunivano e davano un significato alla vita((Morse, \u201cIntroduction\u201d\u2026, pp. XXV.)). Anche <strong>Miyamoto Tsuneichi<\/strong> (1907-1981), altro grande studioso di folklore, segnalava come l\u2019interesse per ricerche di questo tipo sia completamente diretto verso il modo in cui le persone di et\u00e0 avanzata trasmettono la conoscenza e come essa passi da una persona all\u2019altra attraverso l\u2019oralit\u00e0((Miyamoto Tsuneichi, <em>The Forgotten Japanese: Encounters with Rural Life and Folklore<\/em>, trad. di Jeffrey S. Irish, Berkeley, Stone Bridge Press, 2010, p. 14.)).<br>Bisogna comunque dire che Yanagita non aveva uno stile di scrittura accademico e all\u2019epoca non era riuscito a giustificare scientificamente le sue ricerche, lasciando a volte lavori incompleti o una terminologia vaga, anche se in seguito alla sua morte il suo lavoro venne rivalutato e riscoperto con rinnovato interesse e la qualit\u00e0 letteraria dei suoi scritti apprezzata((Ronald A. Morse, <em>Yanagita Kunio and the Folklore Movement: The Search for Japan\u2019s National Character and Distinctiveness<\/em>, New York, Routledge, 2015, p. XXVII-XXVIII.)).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019indagine di Mizuki: aspetti strutturali, visivi e tematici<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"579\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/06\/tono-imm-2.jpg\" alt=\"tono-imm-2\" class=\"wp-image-596\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Come nota Morse, <em>Tono Monogatari<\/em> ha un suo preciso carattere distintivo poich\u00e9 si colloca tra diversi campi: antropologia culturale, storia, letteratura . Alcuni lettori trovano le implicazioni psicologiche delle leggende di primaria importanza; altri sono colpiti dal senso di intimit\u00e0 e stupore che i giapponesi provano di fronte alle divinit\u00e0; altri ancora si soffermano sul senso di isolamento e solitudine che evocano i paesaggi di Tono e le leggende che l\u00ec sono ambientate((Morse, \u201cIntroduction\u201d\u2026, pp. XXIX.)). Mizuki riesce a trasferire efficacemente tutte queste componenti nella sua opera, non mancando di evocare sottili sfumature emotive e forti sensazioni di meraviglia e timore reverenziale di fronte a ci\u00f2 che non \u00e8 possibile comprendere. Inoltre, emerge come il concentrarsi unicamente su di un\u2019unica area geografica avvenga s\u00ec per il legame con Yanagita, ma anche perch\u00e9 la possibilit\u00e0 di penetrazione all\u2019interno di un\u2019area specifica, dello stile di vita e del modo di pensare dei suoi abitanti, aumenta drasticamente restringendo il campo d\u2019azione, avendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di mettere in atto un\u2019indagine pi\u00f9 accurata((Miyamoto, <em>The Forgotten<\/em>\u2026, p. 16.)).<br>Come detto precedentemente, uno dei punti di forza del <em>Tono Monogatari<\/em> di Mizuki \u00e8 il modo in cui si pone in dialogo con Yanagita. <strong>Questo fumetto non \u00e8 solo la trasposizione dell\u2019opera originale dello studioso, ma \u00e8 anche un viaggio sulle sue tracce. Mizuki si propone di commentare, aggiungere dettagli e infine addirittura dialogare con lo stesso Yanagita. Se da un lato questa struttura narrativa riesce a coinvolgere maggiormente il lettore e rende evidente quanto la partecipazione di Mizuki sia sentita e attenta, dall\u2019altro non manca di far sorgere dei dubbi sulla filosofia che la anima: siamo di fronte a una reale indagine antropologica, sulla scia di quella passata, oppure a un&#8217;operazione diversa?<\/strong> Secondo me, il racconto nel racconto che si dipana pagina dopo pagina, e che poi trova il suo senso sul finale, cerca di proporre un\u2019alternativa al classico modo di indagare la realt\u00e0. Gli strumenti di Mizuki sono quelli del fumettista e dell\u2019appassionato-diventato-studioso e adotta un preciso modo di venire a patti con la leggenda e con il suo manifestarsi attraverso le persone: non \u00e8 tanto il mescolarsi di realt\u00e0 e finzione, quanto usare la finzione per capire la realt\u00e0, dopo aver indagato l\u2019una con i mezzi dell\u2019altra. Per questo tutti gli aspetti tecnici che riguardano la costruzione del tono e del registro della narrazione non sono cos\u00ec palesi, perch\u00e9 Mizuki fonde ricerca, divulgazione e intrattenimento ed \u00e8 solo possibile fare speculazioni \u2013 come fa spesso l\u2019autore alla fine delle brevissime storie \u2013 sul significato intrinseco o nascosto delle leggende. Si pu\u00f2 solo ipotizzare, per esempio, che le storie di sparizioni e rapimenti da parte di spiriti o esseri soprannaturali siano, per Mizuki, il simbolo del progressivo abbandono delle zone rurali verificatosi nel corso del Novecento in Giappone((In parte, anche per Yanagita l&#8217;urbanizzazione e l&#8217;industrializzazione di massa, che lo Stato Meiji aveva mobilitato, avevano causato la rovina delle campagne innescando la migrazione dei contadini verso la citt\u00e0.<br>Tamanoi Mariko Asano, \u201cThe Countryside and The City 1: Yanagita Kunio and the Japanese Native Ethnology\u201d, in Tamanoi Mariko Asano, <em>Under the Shadow of Nationalism: Politics and Poetics of Rural Japanese Women<\/em>, Honolulu, University of Hawai\u2019i Press, 1998, p. 116.)), un tema gi\u00e0 apparso in altre sue opere. Oppure si pu\u00f2 sottolineare, questa volta con sicurezza, come evochi sorpresa e senso di alterit\u00e0 attraverso l\u2019impostazione grafica e la relazione tra testi e immagini: molte didascalie provengono da un Altrove ignoto, l\u2019alternanza di vignette dalla forma simile dona al racconto un sapore ciclico e la scelta di un character design cartoonesco e pulito permette una facile immedesimazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La rappresentazione del Giappone rurale: un confronto tra Mizuki, Katsumata e Yaguchi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La rappresentazione del Giappone rurale \u00e8 un elemento chiave nei fumetti di Mizuki. La delineazione di paesaggi realistici e scenari naturali ricchi di dettagli((\u00c8 giusto notare, per dovere di completezza, l\u2019uso costante di reference fotografiche da parte di Mizuki per realizzare i suoi fumetti, come segnalato da Ryan Holmberg, traduttore e studioso di manga, nel suo profilo Instagram (<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/CX1GPKyLfk7\/\">https:\/\/www.instagram.com\/p\/CX1GPKyLfk7\/<\/a>). Bisogna ribadire, per evitare qualsiasi malinteso, che l\u2019utilizzo di reference fotografiche (o il moderno photobashing) non diminuisce il valore delle opere, ma \u00e8 anzi un mezzo con cui il possibile autore o autrice si aiuta nella realizzazione o sperimenta soluzioni visive affascinanti. Anche altri grandi autori del fumetto giapponese, come Shirato Sanpei (1932-2021) e Tsuge Yoshiharu (1937-), usavano reference fotografiche.)) dimostrano l\u2019attenzione con la quale l\u2019autore tendeva ad affrontare questo aspetto, conferendo inoltre un\u2019ambientazione adeguata alle storie intrise di folklore e tradizioni e diventando spesso il centro di ci\u00f2 che voleva veramente raccontare, come nel caso di <em>Tono Monogatari<\/em>. Quello che mi sembra interessante \u00e8 fare un confronto tra come tre diversi autori, ovvero lo stesso Mizuki, <strong>Katsumata Susumu<\/strong> (1943-2007) e <strong>Yaguchi Takao<\/strong> (1939-2020), hanno rappresentato il Giappone rurale, per comprendere quali direttive filosofiche e concettuali hanno animato questa scelta in primis tematica, ma inscindibile, ovviamente, dalla parte grafico-visuale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"551\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/06\/tono-imm-3.jpg\" alt=\"tono-imm-3\" class=\"wp-image-597\"\/><figcaption><em>Neve Rossa<\/em>, Katsumata Susumu<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br><strong>Innanzitutto, credo ci sia una netta cesura tra la modalit\u00e0 di rappresentazione di Mizuki e quella di Katsumata. Il primo, raffigurando la ruralit\u00e0, ha come scopo la sopravvivenza delle tradizioni e la perpetuazione delle stesse attraverso i fumetti.<\/strong> I boschi, le colline, le montagne e le pianure di Tono non sono luoghi confortevoli, ma nemmeno carichi di pericoli mortali: vengono invece presentati come misteriosi, l\u2019aggettivo che pi\u00f9 precisamente li qualifica. Il senso di mistero \u00e8 ci\u00f2 che li caratterizza, perch\u00e9 \u00e8 proprio nel mistero che si celano fortune e sfortune degli esseri umani \u2013 d\u2019altronde, <em>Tono Monogatari<\/em> \u00e8 sempre il racconto di un\u2019umanit\u00e0 vivace e vitale, nei momenti drammatici quanto in quelli divertenti. Il secondo, invece, evitando l\u2019uso di un tratto minuzioso per evidenziare ogni dettaglio, cerca di evocare con pochi ambienti essenziali l\u2019atmosfera che circonda i personaggi, il suo vero focus. Anche utilizzando y\u014dkai \u2013 spesso umanizzati, per andare incontro al nucleo tematico che l\u2019autore cerca di veicolare \u2013 come protagonisti, <strong>il fine di Katsumata non \u00e8 la conservazione delle tradizioni, ma altres\u00ec la messa in scena della fine di un immaginario: \u00e8 la fine del folklore e la nascita del realismo, dove il senso di perdita, solitudine e abbandono sono i sentimenti che emergono sia nei personaggi che nel lettore.<\/strong> Pi\u00f9 che un commento sociale, c\u2019\u00e8 sempre un commento filosofico dietro le storie, che guarda alla grande difficolt\u00e0 di vivere ai margini e quindi la necessit\u00e0 di lasciarsi tutto alle spalle, con tutto il dolore che questo comporta. Tutto ci\u00f2 risulta chiaro in alcune sue storie come \u201cStoria di Hanbe\u201d (in <em><strong>Fukushima Anno Zero<\/strong><\/em>, Rizzoli Lizard, 2021) o \u201cTorajir\u014d\u201d (in <em><strong>Neve Rossa<\/strong><\/em>, Coconino Press, 2018).<br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"584\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/06\/tono-imm-4.png\" alt=\"tono-imm-4\" class=\"wp-image-598\"\/><figcaption><em>Tsurikichi Sanpei<\/em> (vol. 8), Yaguchi Takao<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Yaguchi Takao, a differenza di Mizuki e Katsumata, adotta una terza via di rappresentazione del Giappone rurale, delineando personali modelli e forme visive. Sia in <em><strong>Tsurikichi Sanpei<\/strong><\/em> (1973-1983), sua opera pi\u00f9 famosa, sia in lavori come <em><strong>Oragamura<\/strong><\/em> (1973-1975) o <em><strong>Furusato<\/strong><\/em> (1983-1985), \u00e8 subito chiaro come, pur abbinando un character design cartoonesco a una rappresentazione dettagliata degli ambienti, la sua vocazione sia essenzialmente realistica nel visualizzare e immaginare((Samura Hiroaki (1970-), in una doppia intervista-dialogo con Fujimoto Tatsuki (1993-), segnala come Yaguchi disegnasse i paesaggi senza reference fotografiche. Link: https:\/\/swordtranslations.wordpress.com\/2021\/01\/30\/fujimoto-tatsuki-and-samura-hiroaki-interview\/)) gli spazi in cui si collocano i personaggi delle sue storie, non mancando inoltre di ricordare e perpetuare certe tradizioni culturali o attivit\u00e0 ricreative. Questo probabilmente \u00e8 dovuto alla componente autobiografica che Yaguchi tendeva a inserire nei suoi lavori, essendo nato e cresciuto in un piccolo villaggio di montagna costantemente circondato dalla natura. <strong>Nelle opere di Yaguchi si respira sempre un\u2019atmosfera rilassata, perch\u00e9 i suoi paesaggi sono ancora oggi di una freschezza senza pari nell\u2019offrire al possibile lettore uno spaccato del Giappone rurale.<\/strong> I piedi sono ben saldi a terra, e pur senza una vocazione pittorica, l\u2019afflato visivo rimane dei pi\u00f9 aulici.<br>Le tre vie di rappresentazione intraprese dagli autori((Potrebbe essere individuata una quarta via di rappresentazione del Giappone rurale anche nelle opere di Shirato Sanpei, tuttavia il discorso esulerebbe dal focus di questo articolo, viste le complesse implicazioni storico-politiche delle opere dell\u2019autore.)), comunque, dimostrano quanto sia possibile la variet\u00e0 su uno steso tema grafico, individuando in maniera diversa le relazioni tra natura e uomo e tra spazio e personaggi((Dagli anni Novanta in avanti, molti autori e autrici giapponesi, non solo a fumetti, hanno concentrato l\u2019attenzione sulla periferia e sul vuoto esistenziale che comporta o provoca nei personaggi che la abitano, invece che sulle campagne e i boschi. Questo shift da \u201crurale\u201d a \u201cperiferico\u201d necessita di ulteriori approfondimenti per delineare precise direttive tematiche e grafiche.)).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, tornando a <em>Tono Monogatari<\/em>, si pu\u00f2 affermare che sia un\u2019opera che pone interessanti riflessioni su molti aspetti che riguardano il fumetto, l\u2019antropologia, il realismo, il folklore, il Giappone rurale e il significato della ricerca. Probabilmente, al netto di una storicizzazione dell\u2019autore che si \u00e8 gi\u00e0 concretizzata e che ha gi\u00e0 definito alcune dei suoi lavori precedenti a questo come classici, <strong><em>Tono Monogatari<\/em> \u00e8 tra i fumetti pi\u00f9 importanti di Mizuki, non solo per tutto quanto scritto precedentemente ma soprattutto per la fecondit\u00e0 dell\u2019opera, cos\u00ec aperta a letture multimodali e comparate che si sviluppano in direzioni originali e imprevedibili.<\/strong> Di fronte a una ricchezza tematica e visiva cos\u00ec strabordante, quello che resta a lettori, critici e studiosi \u00e8 il testamento di un autore che con una semplicit\u00e0 disarmante ha scandito il tempo mitico della vita invisibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mizuki Shigeru (1922-2015) \u00e8 stato uno dei maestri del fumetto giapponese e ha sempre dimostrato nel corso della sua carriera una grande attenzione verso il mondo rurale e le tradizioni folkloristiche giapponesi. 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