{"id":472,"date":"2021-11-09T11:25:20","date_gmt":"2021-11-09T10:25:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/?p=472"},"modified":"2021-11-09T11:25:21","modified_gmt":"2021-11-09T10:25:21","slug":"unintervista-a-luca-tieri-fumetto-illustrazione-musica-e-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2021\/11\/09\/unintervista-a-luca-tieri-fumetto-illustrazione-musica-e-giappone\/","title":{"rendered":"Un\u2019intervista a Luca Tieri: fumetto, illustrazione, musica e Giappone"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>Vecta<\/strong><\/em>, fumetto d\u2019esordio di <strong>Luca Tieri<\/strong> (1978) pubblicato da <strong>Coconino Press<\/strong>, \u00e8 un\u2019opera riuscita sotto tutti i punti di vista, che rielabora influenze variegate per creare qualcosa di personale. La visione autoriale che ne risulta dimostra quanta passione e voglia di divertirsi ci sia all\u2019interno del libro. Ho avuto l\u2019occasione di parlare di questo proprio con Luca, spaziando anche sulla sua carriera, sul Giappone e molto altro.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come \u00e8 iniziata la tua carriera da illustratore e fumettista? Qual \u00e8 stato il tuo percorso?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019Istituto d\u2019Arte ho frequentato il corso di fumetto alla Scuola di Comix di Napoli. Ho iniziato disegnando illustrazioni per fanzine e gruppi garage punk. Principalmente lavoro nel campo dell\u2019illustrazione ma ripensandoci ho sempre avuto un approccio di sintesi e taglio quasi da vignetta di fumetto, forse per la mia formazione.<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"533\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2021\/11\/vecta-imm1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-476\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Quando \u00e8 nato l\u2019interesse per il Giappone e cosa ti ha spinto trasferirti l\u00ec?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2004 durante il mio primo viaggio in Giappone strinsi amicizia con dei ragazzi che avevano un magazine di musica e iniziai a disegnare per la loro rivista delle cose. Dopo sei anni, ritornai per una mia piccola mostra personale e decisi che era giunto il momento di imparare la lingua sul posto\u2026Ok i santuari, la natura e i panorami metropolitani da anime, ma a me divertiva da matti chiudermi nelle livehouse e sudare ai concerti di band giapponesi! Quindi si, posso dire di essere finito in Giappone per la musica. Poi ho scoperto di amare i sobborghi di T\u014dky\u014d, l\u00ec gli edifici lasciano spazio al cielo e si percepisce ancora un senso comunitario di citt\u00e0 a misura d\u2019uomo.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo me <em>Vecta <\/em>(2021) \u00e8 un esordio gi\u00e0 maturo, in cui mostri fin da subito la tua consapevolezza riguardo al funzionamento dei fumetti, dai meccanismi narrativi all\u2019impostazione della tavola. Una delle cose che mi ha colpito di pi\u00f9, e che emerge chiaramente dalla lettura, \u00e8 che tu ti sei divertito nel farlo. Pensi che sia importante comunicarlo al lettore o che il lettore capisca quanto la componente di piacere\/intrattenimento sia fondamentale?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio impostare un nuovo flusso di lavoro \u00e8 stato stimolante. Alcuni punti cardini come dare importanza a una vignetta chiave o bilanciare bene i layout danno stabilit\u00e0 nel processo, ma mi ero accorto che ero ancora un pelino rigido. La mole di pagine mi ha sciolto e mi ha fatto capire che dovevo mettere al centro la storia. Da l\u00ec \u00e8 stato tutto pi\u00f9 divertente! Fare fumetto \u00e8 una roba tosta, ti mette continuamente con le spalle al muro in cerca di compromessi e soluzioni ma quando riesci a farlo in uno stato di grazia in cui ti lasci andare e ci dai dentro diventa una roba dopaminica. Che sia una storia intera o una singola vignetta, penso che questo fare ludico arrivi tutto a chi ne fruisce. Quando riesce \u00e8 il doppio della gioia, quindi grazie per averlo notato!<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il processo di realizzazione di <em>Vecta<\/em>? Avevi un soggetto da cui hai sviluppato la sceneggiatura, lavorando poi in digitale sui disegni o hai pensato e messo in pratica il progetto in maniera diversa?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno fa realizzai una serie di illustrazioni con ragazze e motociclette. Cercavo di rompere lo stereotipo della bambolina, cos\u00ec avevo un bel po\u2019 di personaggi pieni di carattere. Avevo anche steso gi\u00f9 delle note per ognuno di loro. In quel periodo <strong>Ratigher <\/strong>mi chiese se avessi una storia da proporgli per Coconino, cos\u00ec misi assieme uno script e fortunatamente mi rispose interessato. Ho immaginato la storia come il circuito di un ottovolante. Completata la sceneggiatura ho impostato prima i balloon con i dialoghi e poi dei layout veloci. Le gabbie e molte soluzioni di taglio particolari le ho conservate prima della china, avevo bisogno di sentire il flusso della storia e cos\u00ec parecchie trovate di regia mi sono venute molto naturali. Ho realizzato <em>Vecta <\/em>in Procreate, china e colori inclusi. Per i retini e lettering invece Photoshop. Cerco di avere un approccio analogico anche quando lavoro in digitale e Procreate per me \u00e8 la cosa pi\u00f9 vicina alla carta.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Credo si possa affermare che <em>Vecta <\/em>sia un gaijin manga, per quanto sia una definizione in qualche modo problematica \u2013 ancora non accademicamente omogenea e storicamente definita &#8211; e volta a inserire il libro per forza in una categoria. Hai seguito in questi anni il movimento gaijin manga? Ti senti parte di esso?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente non saprei etichettare <em>Vecta<\/em>. Non che odi le etichette, anzi, mi divertono e capisco anche che servano a catalogare un\u2019opera, per\u00f2 davvero \u00e8 stata una cosa a cui non ho pensato neanche una volta durante la stesura. Se per gaijin manga intendi opere che per approccio o estetica guardano al Sol Levante ma che brillano di luce propria allora mi vengono in mente <strong>Vincenzo Filosa<\/strong> e <strong>Berliac<\/strong>.<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"533\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2021\/11\/vecta-imm2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-477\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Oltre agli autori pi\u00f9 facilmente intuibili (Tamburini, Liberatore, \u014ctomo, Shirow, Eguchi, Toth, Bernet), in <em>Vecta <\/em>sono presenti influenze pi\u00f9 sotterranee? Ci sono opere, anche al di fuori dei fumetti, che ti hanno accompagnato nella realizzazione di questo lavoro?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a tutti gli inarrivabili Maestri da te sopracitati ci metto anche <strong>Baru<\/strong> e il suo <em>Autoroute du Soleil<\/em>\u2026 Quello \u00e8 davvero un libro animato! Quando l\u2019ho letto ho sentito che un giorno o l\u2019altro avrei dovuto muovere dei miei personaggi e raccontare una storia. Mentre disegnavo <em>Vecta<\/em> mi sono imbattuto in <em><strong>Niwa<\/strong><\/em>, superfumetto di <strong>Yokoyama Yuichi<\/strong>. Yokoyama fa delle metacose fichissime ed \u00e8 sicuramente tra quelli che mi hanno dato la spinta sul versante sperimentale. Poi senz\u2019altro un mondo di cose che sono fuori dal fumetto. Per esempio, il film <em>Subway<\/em> di <strong>Luc Besson<\/strong> mi piace un botto, una vera lezione di fotografia e montaggio!<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tua mostra pi\u00f9 recente \u2013 <em>Lucatopia<\/em>, tenutasi al VOID di T\u014dky\u014d \u2013 oltre a essere bellissima (pur avendola potuta osservare soltanto attraverso delle foto), ha visto la presenza di molti importanti artisti, illustratori e fumettisti giapponesi. Inoltre, negli ultimi anni hai realizzato tante illustrazioni per progetti musicali, magliette (una t-shirt con una tua illustrazione \u00e8 stata anche indossata dalla famosa idol delle AKB48 Oda Erina) e molto altro. Che emozioni provi al riguardo? Senti il peso delle aspettative dei tuoi estimatori e dei fan giapponesi?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Al Void ho portato delle stampe gicl\u00e9e ((Processo di stampa che utilizza strumenti e materiali di alta qualit\u00e0 (stampante, inchiostro, file, ecc.) per stampare opere d\u2019arte su tela o carta.)) e dei disegni a china e copic ((Tipo di pennarello morbido e sfumabile.)) che sono frutto di uno studio legato alla linea. Qualche anno fa, durante un mio periodo di crisi legata al segno e al colore, a una mostra di <strong>Hokusai<\/strong> ho visto che con una linea puoi disegnare e raccontare di tutto e cos\u00ec ho ritrovato la strada. Strada ancora lunghissima eh! Vedere Sensei come <strong>Mafuyu Hiroki<\/strong>, <strong>Terada Katsuya<\/strong>, <strong>Eldo Yoshimizu<\/strong> e <strong>Eguchi Hisashi<\/strong> venire alla mia mostra e parlare con loro di questo approccio alla linea mi ha riempito di gioia. Sono davvero dei grandi, ti mettono a tuo agio e gli sono davvero grato. Essere in qualche modo riconosciuti da loro mi ha ricordato che perseverare \u00e8 importante. L\u2019anno scorso ho realizzato la copertina dell\u2019ultimo album <em>IINE!<\/em> dei Sunny Day Service. La ragazza che ho disegnato per quel lavoro \u00e8 piaciuta cos\u00ec tanto che molti fan della band mi hanno scritto dicendomi che era perfetta per quell\u2019album. La cosa curiosa \u00e8 che quando l\u2019ho disegnata ancora non conoscevo le canzoni: \u00e8 stato un lavoro realizzato ascoltando i precedenti album della band. <strong>Sokabe Keiichi<\/strong>, il leader della band, scrive dei pezzi pop che riescono a essere per tutti e toccarti spesso nelle piccole cose. Mi sono quindi immaginato questa ragazza un po\u2019 acqua e sapone da t-shirt che arriva a una prova della band a fare foto. Dicono che la t-shirt abbia venduto bene, quando ne scorgo qualcuna camminando per T\u014dky\u014d mi fa molto felice\u2026Cos\u00ec s\u00ec, \u00e8 finita indossata anche da Oda Erina delle AKB48 e da <strong>Sait\u014d Asuka<\/strong> delle Nogizaka46\u2026Chi l\u2019avrebbe mai detto, delle idol che indossano una mia t-shirt! Tutto merito dei Sunny Day eh! hehe.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Domanda di rito classica: hai altri progetti in cantiere? Su cosa stai lavorando attualmente?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni sto realizzando delle illustrazioni per una ditta di skateboard di Akihabara e preparando un po\u2019 di cose segretissime per l\u2019anno prossimo. Seguite il mio Instagram per rimanere aggiornati: instagram.com\/luca.tieri<br>Grazie e turboabbracci a tutti!<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a te Luca, a presto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vecta, fumetto d\u2019esordio di Luca Tieri (1978) pubblicato da Coconino Press, \u00e8 un\u2019opera riuscita sotto tutti i punti di vista, che rielabora influenze variegate per creare qualcosa di personale. La visione autoriale che ne risulta dimostra quanta passione e voglia di divertirsi ci sia all\u2019interno del libro. Ho avuto l\u2019occasione di parlare di questo proprio con Luca, spaziando anche sulla sua carriera, sul Giappone e molto altro. Come \u00e8 iniziata la tua carriera da illustratore e fumettista? Qual \u00e8 stato il tuo percorso? Dopo l\u2019Istituto d\u2019Arte ho frequentato il corso di fumetto alla Scuola di Comix di Napoli. Ho iniziato<\/p>\n","protected":false},"author":752,"featured_media":475,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Un\u2019intervista a Luca Tieri: fumetto, illustrazione, musica e Giappone - La Grande Onda","description":"Vecta , fumetto d\u2019esordio di Luca Tieri (1978) pubblicato da Coconino Press , \u00e8 un\u2019opera riuscita sotto tutti i punti di vista, che rielabora influenze variegat"},"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[121,120],"class_list":["post-472","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intervista","tag-gaijin-manga","tag-luca-tieri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/752"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=472"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}