{"id":271,"date":"2020-11-30T11:28:26","date_gmt":"2020-11-30T10:28:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/?p=271"},"modified":"2020-12-07T22:21:03","modified_gmt":"2020-12-07T21:21:03","slug":"la-metamorfosi-tra-i-nishioka-e-kafka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2020\/11\/30\/la-metamorfosi-tra-i-nishioka-e-kafka\/","title":{"rendered":"La metamorfosi tra i Nishioka e Kafka"},"content":{"rendered":"\n
I Nishioka Ky\u014ddai<\/strong>, Satoshi (sceneggiatore) e Chiaki (disegnatrice), sono soggetti rari e anomali nel panorama del fumetto giapponese. Il loro stile grafico e visivo non \u00e8 solo lontano dagli standard mainstream dei manga, ma \u00e8 avulso da qualsiasi logica di mercato, molto pi\u00f9 vicino all’illustrazione che al fumetto vero e proprio. Le storie e i temi, come dimostrano Il bambino di Dio<\/strong><\/em> e Viaggio alla Fine del Mondo<\/strong><\/em> (entrambi usciti in Italia per Dynit nella collana Showcase e tradotti da Juan Scassa), ma anche il racconto breve I corvi e la ragazza<\/em> (scritto e disegnato poco dopo il disastro di Fukushima e pubblicato sull‘Internazionale<\/em> n.1134 (23 dic 2015\/7 gen 2016) con traduzione di Gianluca Coci) sono violenti e viscerali, decisamente non alla portata di un ampio pubblico. Inoltre l’inconsueto e peculiare modo di narrare, senza usare dialoghi ma affidandosi solo alle didascalie, trasporta direttamente dentro la mente dei personaggi che popolano i loro racconti, trascinando spesso il lettore in vortici di pensieri e follie senza via di scampo. Quindi, chi conosce la loro produzione, non si stupir\u00e0 del fatto che abbiano trasposto a fumetti i racconti pi\u00f9 famosi di Kafka<\/strong>, raccolti nel volume Kafka \u2013 Classics in comics<\/strong><\/em> (sempre pubblicato da Dynit con traduzione di Scassa), avendo in comune con l’autore austriaco una certa atmosfera soffocante e disperata.<\/p>\n\n\n\n Prima di passare all’analisi vera e propria, mi sembra utile fare una premessa sul rapporto tra manga e letteratura con un focus sulle trasposizioni a fumetti. \u00c8 ampiamente noto quanto numerose siano le trasposizioni da letteratura a manga nel contesto crossmediale e transmediale giapponese. Jaqueline Berndt<\/strong>, studiosa ed esperta nel campo dei manga studies<\/em>, in un capitolo del suo testo Manga: Medium, Kunst und Material \/ Manga: Medium, Art and Material<\/em>, per parlare di questo tema, prende come esempio Delitto e castigo<\/em> di Dostoevskij e le sue diverse trasposizioni manga, notando quanto esse, pur trasponendo l’opera fedelmente in termini di trama, convoglino spesso i temi di attualit\u00e0 del periodo storico in cui sono state pubblicate. Esse fanno riflettere su quanto ha contribuito la letteratura per i manga, ma allo stesso tempo su come i secondi hanno influenzato la prima. In questo senso \u00e8 interessante sottolineare il lavoro dei Nishioka che, attraverso il filtro delle opere di Kafka, sembrano voler riflettere su un presente asfissiante e sul collasso dei rapporti umani, oltre che sulle tematiche tipicamente kafkiane.<\/p>\n\n\n\n Per questa analisi ho scelto di concentrarmi sulla trasposizione de La metamorfosi<\/strong><\/em>, sicuramente il pi\u00f9 famoso racconto di Kafka, ma anche tra i pi\u00f9 fertili per lo sviluppo di riflessioni sempre nuove. Per esempio, recentemente, il celebre scrittore Haruki Murakami<\/strong> ha scritto un racconto intitolato Samsa innamorato<\/em> (contenuto nella raccolta Uomini senza donne<\/em>) in cui opera un ribaltamento totale della storia di Kafka (e anche del suo senso): il protagonista, un insetto, al suo risveglio si trova trasformato in un essere umano, che nel corso della vicenda scoprir\u00e0 il proprio nuovo corpo e si innamorer\u00e0 di una ragazza.<\/p>\n\n\n\n Uno dei punti fondamentali, che pi\u00f9 i Nishioka mutuano da Kafka, \u00e8 l’occultamento dell’animale<\/strong>: Gregor Samsa \u00e8 un insetto, ma nessuno lo vede nella sua nuova forma, n\u00e9 i personaggi del fumetto, n\u00e9 il lettore. La sua mostruosit\u00e0, la reificazione della sua alienazione, non \u00e8 visibile, perch\u00e9 la distanza tra uomo e bestia \u00e8 diventata incommensurabile. Come scrive Giannetto in Note per una metamorfosi<\/em>: \u201cla metamorfosi kafkiana segna la fine della parabola di un tema mitopoietico antico che percepiva come naturale la trasformazione uomo-animale\u201d. I Nishioka in questo senso ci pongono di fronte a una stanza completamente buia, di cui solo a tratti scorgiamo l’arredamento, e in questo frangente, la porta della stanza di Gregor, socchiusa o aperta, assume il concetto di \u201csoglia\u201d<\/strong>. La \u201csoglia\u201d \u00e8 sia ingresso a un mondo ulteriore, un Altrove connotato diversamente dalla realt\u00e0, sia limite, confine insuperabile o da non superare, perch\u00e9 la possibilit\u00e0 di esserne risucchiati \u00e8 fortissima. Gregor trasformato in insetto vive nell’Altrove e non c’\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 che lui possa tornare alla realt\u00e0, alla vita normale. Le estenuanti inquadrature frontali sulla porta non fanno che rimarcare questo, riportando alla mente la Zona del film Stalker<\/em> di Andrej Tarkovskij<\/strong>, solo che di segno opposto: se la Zona pu\u00f2 esaudire i desideri pi\u00f9 intimi, la stanza di Gregor \u00e8 un buco nero che li annulla, spezzando la vita.<\/p>\n\n\n\n
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