\n\t\t\t\t \n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure><\/div>\n\n\n\nI disegni, infatti, presentano un segno lontano dalle logiche estetiche del mainstream per configurarsi come qualcosa di pi\u00f9 ricercato, meno preciso ma al contempo pi\u00f9 studiato, tanto che le anatomie essenzialmente sbagliate e le facce allungate rendono paradossalmente tutto pi\u00f9 realistico<\/strong>, mostrando corpi e figure s\u00ec sformati, ma rappresentativi della diversit\u00e0, dove le differenze sono nitide e palesi e nulla sembra essere fatto con lo stampino. Abe lavora in particolar modo sui micromovimenti espressivi dei volti, dovendo concentrarsi quasi sempre sui mezzi busti, e lo fa con un tratto pulito e sottile, che mira alla sintesi e che veicola efficacemente quelle emozioni sommesse precedentemente analizzate. La costruzione delle tavole \u00e8 rigida (no splash page, numero calcolato di vignette per pagina, spesso di forma quadrata e rettangolare, comunicando cos\u00ec ordine), per favorire una narrazione controllata che non lascia spazio a sussulti, con un montaggio che alterna brevi momenti prolungati, ellissi di stagioni o mesi e qualche raro flashback, mentre le inquadrature si dividono tra mezzi busti dei personaggi, come gi\u00e0 accennato, le pietanze, i piedi dei clienti quando entrano nel locale e brevi scorci dell’esterno durante il veloce scorrere del tempo nel passato o nel futuro, costruendo una composizione che si ripete in tutte le storie. Anche l’uso dei retini \u00e8 misurato, ma d’altronde l’ambientazione principale \u00e8 l’interno della taverna dove gli sfondi sono due: la parete bianca e lo shoji dell’entrata.<\/p>\n\n\n\nIl difetto di quest’opera \u00e8 la sua struttura ripetitiva, che da un lato calibra s\u00ec la narrazione, ma dall’altro ripropone pressoch\u00e9 la stessa tipologia di trama, le stesse soluzioni grafiche e visive e la stessa atmosfera, risultando alla lunga poco vario e diversificato. Bisogna comunque chiarire che non si tratta un fumetto che punta a stupire il lettore ad ogni pagina con colpi di scena clamorosi, ma accoglierlo in un mondo a s\u00e9, quasi isolato dalla realt\u00e0, in cui ascoltare storie di vita e ricordi pi\u00f9 o meno comuni, facendolo sentire a casa propria.<\/p>\n\n\n\n
Molto incisiva \u00e8 la traduzione di Prisco Oliva: confrontando con l’originale si nota lo sforzo nel rendere non solo le diverse parlate, ma anche i piccoli dettagli e le sfumature della lingua, con diverse scelte davvero azzeccate (a me \u00e8 piaciuta particolarmente la scelta a pagina 21, rende il linguaggio giovanile in modo perfetto).<\/p>\n\n\n\n
Infine bisogna notare che La taverna di mezzanotte<\/em> \u00e8 una pubblicazione in linea con la collana Aiken di Bao Publishing, i cui manga hanno certamente contenuti \u201crassicuranti\u201d e non rivoluzionari, abbinati per\u00f2 ad approcci grafici interessanti e a disegni poco convenzionali (basta leggere titoli come Le anime di Edo<\/strong><\/em> e I doni di Edo<\/strong><\/em> di Masahara Koichi<\/strong> o Bon no Kuni \u2013 Il festival delle lanterne<\/strong><\/em> di Sukeracko<\/strong> per accorgersene), che ampliano la visione su un panorama complesso e variegato come quello dei manga. \u00c8 quindi un buon fumetto, che cattura certe tendenze tematiche e concettuali del presente e propone un lato artistico calibrato e per certi versi inconsueto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La taverna di mezzanotte (Shin’ya Shokud\u014d, \u6df1\u591c\u98df\u5802) di Abe Yar\u014d , manga dal quale \u00e8 stato tratto una nota serie Netflix, \u00e8 un fumetto che, gi\u00e0 dal primo volume pubblicato da Bao Publishing, mostra tutte le sue caratteristiche, i motivi per cui funziona e per i quali \u00e8 stato candidato a numerosi premi (vittoria allo Shogakukan nel 2009, secondo posto al Manga Taish\u014d sempre nello stesso anno). La trama in breve: il gestore-cuoco di una piccola locanda, aperta solo da mezzanotte alle sette, narra le storie e gli episodi di vita delle persone che frequentano il suo locale. A ogni<\/p>\n","protected":false},"author":752,"featured_media":217,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"La taverna \u00e8 sempre aperta - La Grande Onda","description":"La taverna di mezzanotte ( Shin'ya Shokud\u014d , \u6df1\u591c\u98df\u5802) di Abe Yar\u014d , manga dal quale \u00e8 stato tratto una nota serie Netflix, \u00e8 un fumetto che, gi\u00e0 dal primo volume p"},"_slim_seo_primary_term_category":0,"_slim_seo_primary_term_post_tag":0,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[98,99],"class_list":["post-213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-manga-analisi","tag-abe-yaro","tag-bao-publishing"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/752"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/213\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}