{"id":176,"date":"2020-06-23T13:29:56","date_gmt":"2020-06-23T11:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/?p=176"},"modified":"2020-06-23T13:29:58","modified_gmt":"2020-06-23T11:29:58","slug":"le-onomatopee-in-visione-dinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2020\/06\/23\/le-onomatopee-in-visione-dinferno\/","title":{"rendered":"Le onomatopee in Visione d&#8217;inferno"},"content":{"rendered":"\n<p>Riguardo a <em><strong>Visione d&#8217;inferno<\/strong><\/em>, manga scritto e disegnato da <strong>Hino Hideshi<\/strong>, si potrebbero dire tante cose, analizzandolo da tanti punti di vista. Si potrebbe confrontarlo con il racconto di Akutagawa Ry\u016bnosuke intitolato allo stesso modo, trovando i punti di contatto e quelli in cui differiscono e le implicazioni psicologiche che vengono evocate. Oppure si potrebbe leggerlo alla luce della biografia dell&#8217;autore, della sua produzione artistica, della sua visione della vita e dell&#8217;arte.<br>Quello che invece mi interessa esaminare il ruolo delle onomatopee nel layout delle pagine, ovvero come vengono impiegate graficamente da Hino. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mondo infernale disegnato dall&#8217;autore, specchio metaforico del nostro, \u00e8 un mondo rumoroso, fatto di suoni lancinanti, che spezzano l&#8217;aria e l&#8217;anima.<\/strong> Ci\u00f2 che viene mostrato lungo tutte le pagine dell&#8217;opera, ci\u00f2 che quindi si pu\u00f2 vedere, sicuramente non lascia indifferenti, ma bisogna notare come a ogni abominevole follia umana sia associato un suono specifico. <strong>Il suono assume cos\u00ec la stessa importanza del gesto, resa graficamente dall&#8217;uso del font<\/strong>: pi\u00f9 aumenta la pazzia e la violenza di un atto, pi\u00f9 il font si ingrandisce, aprendo a pagine dove le onomatopee coprono abbondantemente i disegni, a indicare una predominanza del suono sull&#8217;immagine, associabile per esempio a quella sensazione di paura data dalla colonna sonora di un film, invece che dalle immagini. In un fumetto questa sensazione \u00e8 per\u00f2 amplificata, perch\u00e9 il movimento delle immagini e la colonna sonora accadono nella nostra testa: il frastuono straziante di un muro che crolla o i colpi sordi generati dalle botte, accompagnano il lettore in ogni momento, verificandosi continuamente mentale, a volte inconscio, come un&#8217;allucinazione uditiva. Nel finale, il fendere dell&#8217;ascia nell&#8217;aria, che accompagna anche visivamente la lettura dell&#8217;intera tavola, colpisce a fondo, emotivamente e concettualmente, proprio perch\u00e9 legato a un suono specifico evocato in maniera sublime, un tappeto sonoro mortale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le onomatopee spaccano le pagine in due, intasano il traffico visivo delle tavole, coprono volti e corpi e sono perennemente presenti: <strong>il suono diventa il simbolo eterno della violenza<\/strong>, del Male che permea l&#8217;uomo e il mondo, immanente negli oggetti, nell&#8217;ambiente e nell&#8217;anima. <strong>Solo due luoghi sembrano essere apparentemente silenziosi<\/strong>, nonostante siano attraversati o popolati da bestie abnormi e deformi, specchio della decadenza: <strong>le rotaie dove crescono rose scarlatte<\/strong> (rese con campiture nere che simboleggiano non tanto la fine della bellezza, quanto la sua contaminazione e l&#8217;assimilazione in meccanismi vitali malati) <strong>e l&#8217;abissale fiume infernale<\/strong>, una pozza di oggetti culturali giapponesi e di corpi in rovina, altra metafora del marcio che permea la societ\u00e0. Il silenzio di questi luoghi, oltre a essere illusorio, risulta ancora pi\u00f9 inquietante se paragonato al caos armonico che li circonda: l&#8217;inferno \u00e8 un luogo dove anche i morti, senza testa, parlano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"582\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/05\/p172-173-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-181\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/05\/p172-173-1.png 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/05\/p172-173-1-768x559.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Pagine 172-173.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vorrei fare due esempi che mi sembrano significativi. Se si prende la doppia splash page alle <strong>pagine 172-173<\/strong>, si pu\u00f2 vedere una sequenza splendidamente narrata dove ogni suono \u00e8 fondamentale. Il <em>go<\/em> (traslitterazione del carattere giapponese rappresentato) ripetuto e progressivamente aumentato di grandezza non sta solo a indicare il semplice rumore della caduta di grossi mattoni, ma <strong>il crollo di un universo interiore<\/strong>, il crollo di ogni certezza, il crollo di ogni parvenza di giustificazione razionale. Quello che schiude il crollo del muro \u00e8 ancora pi\u00f9 spaventoso, se possibile, e proprio per questo quel rumore \u00e8 devastante, fragoroso, imponente sotto tutti i punti di vista, e Hino adotta una soluzione grafica di grande impatto per manifestare l&#8217;importanza della sequenza su pi\u00f9 livelli di significato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"blob:https:\/\/lospaziobianco.it\/776cd84e-4668-4a80-ad47-f90ab74c22f8\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"426\" height=\"650\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/05\/p162.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-182\"\/><figcaption>Pagina 166.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A <strong>pagina 166<\/strong>, invece, si notano onomatopee che, disposte in modo da indirizzare lo sguardo e da incorniciare in un ideale triangolo i dialoghi, risultano grandi quanto le figure rappresentate: \u00e8 chiaro quindi, ribadendolo nuovamente, che <strong>i suoni e i personaggi, cos\u00ec accostati, hanno la stessa rilevanza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Inferno creato da Hino si configura cos\u00ec come un mondo dominato dal rumore<\/strong>, dove i suoni sembrano essere protagonisti tanto quanto l&#8217;artista maledetto al centro del racconto, generando un&#8217;opera che sembra realmente emettere una melodia fatta di suoni mortali, e che si imprime nella mente passando non solo dalla vista, ma anche dall&#8217;udito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riguardo a Visione d&#8217;inferno, manga scritto e disegnato da Hino Hideshi, si potrebbero dire tante cose, analizzandolo da tanti punti di vista. 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