{"id":118,"date":"2020-02-18T21:31:05","date_gmt":"2020-02-18T20:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/?p=118"},"modified":"2020-04-23T22:22:05","modified_gmt":"2020-04-23T20:22:05","slug":"__trashed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2020\/02\/18\/__trashed\/","title":{"rendered":"Il fiume Shinano: un&#8217;analisi globale dei disegni (Parte I)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Il fiume Shinano<\/em>,<\/strong> manga di <strong>Okazaki Hideo<\/strong> e <strong>Kamimura Kazuo<\/strong> pubblicato in Italia da <strong>Coconino Press<\/strong> nella collana Cult e tradotto da Paolo La Marca, \u00e8 un&#8217;opera della quale si capisce immediatamente l&#8217;importanza e che veicola le sue qualit\u00e0 e le sue caratteristiche in modo cos\u00ec cristallino che \u00e8 difficile non rimanerne colpiti.<br> <\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;analisi che segue, esaminer\u00f2 alcune tavole tratte dal primo volume, scandagliando il grandissimo lavoro artistico di Kamimura per cercare ulteriori chiavi di lettura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"801\" height=\"597\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/volume-1-p74-75.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-123\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/volume-1-p74-75.jpg 801w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/volume-1-p74-75-768x572.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 801px) 100vw, 801px\" \/><figcaption>Pagine 74-75<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le pagine 74 e 75 ci mettono di fronte a una costruzione della tavola che Kamimura adotter\u00e0 poi anche nei successivi due: 12 vignette, delle quali 8 quadrate e 4 rettangolari pi\u00f9 piccole. Pi\u00f9 che la classica lettura alla giapponese da destra a sinistra, <strong>\u00e8 la progressione verticale<\/strong>, dall&#8217;alto verso il basso, <strong>che detta il ritmo della lettura<\/strong>, denotando dettagli fondamentali: i visi che seguono la successione chiaro-scuro-chiaro, dove le ombre, che si infittiscono e si diradano, manifestano i loro sentimenti interiori; la scelta stessa dell&#8217;inquadratura dei volti, prima di profilo, poi il momentaneo contrasto fronte-spalle e il finale faccia a faccia, stanno ad indicare quello sguardo di sincera condivisione delle emozioni, che si conquista con un misto di sofferenza e imbarazzo. La composizione della treccia, sulla quale viene attuato un zoom nelle ultime due vignette a lei dedicate per rimarcare tutte le emozioni in gioco, da parte di Tatsukichi \u00e8 il simbolo pi\u00f9 forte dell&#8217;unione tra lui e Yukie, messo in luce dalla <strong>scelta metaforica dei capelli per indicare la loro relazione<\/strong> (una massa spessa e nera come la treccia, quindi un legame stretto, in opposizione al singolo capello, un legame fragile destinato a rompersi, quest&#8217;ultimo richiesto da Tatsukichi al momento della loro separazione). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"404\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p82-83.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124\"\/><figcaption>Pagine 82-83<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La doppia splash page delle pagine 82-83 mette in risalto alcuni elementi importanti: <strong>la contrapposizione tra il tratto netto con il quale sono disegnate le figure e il tratto frastagliato e spigoloso del fiume Shinano<\/strong>, e l&#8217;effetto grafico utilizzato per il ponte e l&#8217;ombrello. Nonostante questo effetto restituisca la materialit\u00e0 di questi oggetti, li rende in realt\u00e0 leggeri e quasi effimeri, mostrando come nulla conti per i due innamorati eccetto loro stessi, come nulla sia pi\u00f9 vero del loro amore, travolgente come l&#8217;acqua del fiume.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"572\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p88-2.jpg\" alt=\"vol-1-p88-2\" class=\"wp-image-129\"\/><figcaption>Pagina 88<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pagina 88, nella sua apparente normalit\u00e0 e nella sua impostazione classica, mostra l&#8217;estrema cura di Kamimura nella scelta delle inquadrature. Nelle prime tre vignette viene evidenziato il gesto di Yukie (in quella pi\u00f9 grande viene messo in luce grazie alla posizione della mano all&#8217;altezza del petto, visto che l&#8217;occhio viene guidato dal senso di lettura e dalla linea del muro) e quella mano che conta diventa cos\u00ec il punto focale su cui viene concentrata l&#8217;attenzione del lettore. L&#8217;ultima vignetta invece esprime tutto il <strong>gusto autoriale per un certo cinema giapponese pre-<em>N\u016bberu b\u0101gu<\/em><\/strong> (termine che significa letteralmente Nouvelle Vague e che indica la new wave del cinema giapponese che si svilupp\u00f2 tra la fine degli anni &#8217;50 e gli anni &#8217;70),  soprattutto per registi come <strong>Kinoshita Keisuke<\/strong> (sguardi bassi, malinconia latente) e <strong>Ozu Yasujir\u014d<\/strong> (postura analoga del corpo di pi\u00f9 soggetti ad indicare comunanza di sentimenti). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"611\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p128-129.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-130\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p128-129.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p128-129-768x587.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Pagine 128-129<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La forza delle pagine 128-129 sta tutta nei gesti, ancora una volta legati ai capelli: le vignette 6-7-8 scandiscono in tre tempi la ritualit\u00e0 di un atto liberatorio, ovvero lo scioglimento delle trecce, mentre la vignetta 9, su due pagine, mostra l<strong>a fluente chioma nera di Yukie che si libra al vento senza pi\u00f9 vincoli, raffigurando metaforicamente la libert\u00e0 di amare<\/strong>, fortemente voluta e conquistata dalla protagonista (la metafora del vento torna frequentemente nell&#8217;opera di Okazaki e Kamimura, assumendo di volta in volta significati differenti). <strong>Interessante notare come i capelli si mescolino ai fiori di ciliegio, che racchiudono un&#8217;ampia gamma simbolica nella cultura giapponese, <\/strong>dalla bellezza pura alla caducit\u00e0 della vita (per un approfondimento in merito vedere <em>Kamikaze, Cherry Blossoms, and Nationalisms: The Militarization of Aesthetics<\/em> <em>in Japanese History<\/em> dell&#8217;antropologa <strong>Emiko Ohnuki-Tierney<\/strong>, che spiega come questo fiore simbolico, insieme ad altri strumenti culturali, sia stato usato anche per idealizzare la guerra e rinforzare il nazionalismo in Giappone), per veicolare sia l&#8217;intensit\u00e0 della felicit\u00e0 e dell&#8217;amore e allo stesso tempo l&#8217;estrema fragilit\u00e0 di questi sentimenti, preannunciando cos\u00ec i drammi futuri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"612\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p131.jpg\" alt=\"vol-1-p131\" class=\"wp-image-131\"\/><figcaption>Pagina 131<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>La struttura di pagina 131 \u00e8 esemplificativa dell&#8217;attenzione di Kamimura anche per le scene di dialogo.<\/strong> Se in un primo tempo, infatti, i protagonisti della discussione sono alla pari (prime due vignette), il proseguimento della stessa fa emergere la densa dialettica di uno dei due, che vince quindi il confronto verbale. Questa progressiva vittoria non \u00e8 espressa solamente con le parole, ma anche con la forma delle vignette: quelle che racchiudono il professore &#8220;schiacciano&#8221; gradualmente quelle che contengono il preside, evidenziando quindi la sua prevaricazione. Bisogna notare ancora una volta la cura nella delineazione delle espressioni facciali: quelle esagerate del preside cozzano palesemente con quelle calme del professore, che con piccoli movimenti della bocca e degli occhi emana l&#8217;autocontrollo di chi \u00e8 padrone di se stesso, di chi sa di vincere gi\u00e0 in partenza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"596\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p133.jpg\" alt=\"vol-1-p133\" class=\"wp-image-135\"\/><figcaption>Pagina 133<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pagina 133 contiene <strong>tre tratti fondamentali<\/strong> all&#8217;interno dell&#8217;intera opera: <strong>uno sfondo onirico<\/strong> (vignetta 1), <strong>il vento come elemento metaforico<\/strong>, stavolta molto marcato (vignetta 2) e <strong>l&#8217;uso di espedienti grafici mutuati dal <\/strong><em><strong>gekiga<\/strong> <\/em>(vignetta 3). Lo sfondo onirico e surreale creato con un tratteggio fitto, che sembra raffigurare un insieme di spessi fili intrecciati, simboleggia l&#8217;intricata interiorit\u00e0 della protagonista, in balia di sentimenti dirompenti (e ancora una volta tornano i petali di fiori di ciliegio). Il vento \u00e8 invece uno degli elementi metaforici pi\u00f9 forti nel fumetto, un vero e proprio modo di esprimere la forza e l&#8217;intensit\u00e0 di certe emozioni provate dalla protagonista, che in questa sequenza consolida la carica della vignetta precedente, componendo, con uno stacco di montaggio perfetto, una sorta di montaggio connotativo, cinematograficamente parlando. Gli espedienti grafici mutuati dal <em>gekiga<\/em> vengono adoperati da Kamimura con parsimonia, ma sono piazzati nei momenti in cui l&#8217;autore vuole far risaltare il realismo della vicenda e la sua forza intrinseca, pur utilizzando paradossalmente ombre espressioniste ed eliminando gli sfondi per concentrarsi sui personaggi in scena.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"635\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p204-205.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-145\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p204-205.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p204-205-768x610.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Pagine 204-205<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le pagine 204 e 205 mostrano, ancora una volta, il ritmo delle tavole, la loro scansione temporale, in cui un totale di 10 vignette illustra il gesto di un secondo, frammentato in altri piccoli gesti pi\u00f9 sottili ma ugualmente evocativi. Non a caso, quindi, <strong>questi movimenti ricordano i <em>kata<\/em><\/strong><em> <\/em>(letteralmente &#8220;forma, modello&#8221;) <strong>del teatro N\u014d giapponese<\/strong>: una serie di movimenti codificati che, messi insieme, compongono un pattern unitario fatto di piccoli pezzi, un moto fluido tra accentuazione e finezza. Ovviamente questo va di pari passo con la <strong>decompressione del tempo del racconto<\/strong>, una dilatazione estrema che enfatizza la simbolicit\u00e0 del momento stesso: la scelta di amare liberamente. Bisogna notare inoltre come all&#8217;interno di uno scontro di linee (per esempio quello litorale-luce-sguardo guidato dall&#8217;ombrello) intervenga il vento, sottoforma di segno, per donare ulteriore dinamicit\u00e0 a una tavola gi\u00e0 di per s\u00e9 complessa ed evocativa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"544\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2020\/02\/vol-1-p214.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-146\"\/><figcaption>Pagina 214<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultima pagina che mi interessa analizzare \u00e8 la 214. L&#8217;attenzione, pi\u00f9 che sulle due vignette grandi in alto (che comunque risaltano per uno uso accentuato delle onomatopee, quasi come se la componente sonora prevalesse su quella visiva), \u00e8 da focalizzare sulle quattro in basso, ovvero l&#8217;attimo in cui Yukie salta dal treno per evitare di essere riportata a casa. <strong>Il passaggio dall&#8217;estrema destra all&#8217;estrema sinistra mostra la trasformazione della protagonista, che muta in farfalla<\/strong>: una farfalla senza fiori su cui poggiarsi, resa completamente su sfondo nero, un salto nel buio metaforico e spirituale, un essere puro che brucia la sua innocenza con il fuoco della passione. \u00c8 comunque una tavola dall&#8217;atmosfera molto cupa, veicolata sia dal volto terrorizzato di Yukie che dall&#8217;azione compiuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Si conclude quindi l&#8217;analisi dei disegni del primo volume. Nei prossimi mesi arriver\u00e0 la seconda parte, ricca di ulteriori spunti tecnici e tematici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fiume Shinano, manga di Okazaki Hideo e Kamimura Kazuo pubblicato in Italia da Coconino Press nella collana Cult e tradotto da Paolo La Marca, \u00e8 un&#8217;opera della quale si capisce immediatamente l&#8217;importanza e che veicola le sue qualit\u00e0 e le sue caratteristiche in modo cos\u00ec cristallino che \u00e8 difficile non rimanerne colpiti. Nell&#8217;analisi che segue, esaminer\u00f2 alcune tavole tratte dal primo volume, scandagliando il grandissimo lavoro artistico di Kamimura per cercare ulteriori chiavi di lettura. 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