{"id":100,"date":"2019-10-14T10:17:59","date_gmt":"2019-10-14T08:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/?p=100"},"modified":"2019-10-14T10:17:59","modified_gmt":"2019-10-14T08:17:59","slug":"tradurre-3-intervista-a-andrea-maniscalco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/2019\/10\/14\/tradurre-3-intervista-a-andrea-maniscalco\/","title":{"rendered":"Tradurre #3 &#8211; Intervista a Andrea Maniscalco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quando e come nasce la tua passione per il Giappone?<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec com&#8217;\u00e8 capitato a molti, anche io da bambino passavo gran parte dei miei pomeriggi a guardare i &#8220;cartoni animati&#8221;. In effetti a quel tempo non avevo neanche idea del fatto che si trattasse per lo pi\u00f9 di prodotti giapponesi nonostante le sigle piene di &#8220;scritte strane&#8221; e di canzoncine &#8220;stridule e incomprensibili&#8221;, anzi forse non avevo neanche idea di dove o cosa fosse il Giappone.<br \/>\nIn seguito Granata Press e Star Comics iniziarono a pubblicare i primi &#8220;fumetti&#8221; di molti di quei &#8220;cartoni&#8221; e cos\u00ec, grazie a <em>Kimagure Orange Road<\/em> \/ <em>\u00c8 quasi magia Johnny<\/em>, <em>Saint Seiya<\/em> \/ <em>I cavalieri dello zodiaco<\/em> e <em>Hokuto no Ken<\/em> \/ <em>Ken il guerriero<\/em>, imparai le parole &#8220;manga&#8221; e &#8220;anime&#8221; e iniziai a scoprire la cultura nipponica.<br \/>\nGi\u00e0 da tempo ero appassionato di giochi di parole (palindromi, bisensi, lucchetti, sciarade, anagrammi, etc.) cos\u00ec, leggendo certi manga (soprattutto <em>Calm Breaker<\/em> pubblicato su Kappa Magazine) rimasi particolarmente colpito da certe battute davvero esilaranti, ma ci\u00f2 mi proponeva inevitabilmente una domanda: &#8220;possibile mai che il medesimo gioco di parole funzioni identicamente sia in italiano sia in giapponese?&#8221;. (All&#8217;epoca evidentemente non avevo neanche idea di cosa significassero &#8220;traduzione&#8221; e &#8220;adattamento&#8221;.)<br \/>\nQuella domanda fu il vero inizio della mia curiosit\u00e0 verso la cultura giapponese: comprai un volume in lingua originale e scoprii che non ne capivo niente; comprai un vocabolario tascabile giapponese-italiano, continuavo a non capirci niente; comprai un compendio tascabile di grammatica giapponese, continuavo a non capirci niente;<br \/>\niniziai a farmi dare qualche lezione di lingua da alcune persone giapponesi della mia citt\u00e0 e qualcosa inizi\u00f2 a smuoversi, ma soprattutto iniziai a &#8220;dimenticare&#8221; manga e anime e a restare affascinato dalla lingua giapponese: la sua scrittura, la sua musicalit\u00e0, la sua logica, etc.<br \/>\nFinito il liceo decisi di iscrivermi all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; (all&#8217;epoca &#8220;Istituto Universitario Orientale&#8221;), accantonai del tutto manga e anime (principalmente per carenza di pecunia e di tempo) ed entrai appieno nello studio del Giappone sotto tutti i suoi aspetti.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-104 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2019\/10\/mother-cosmos.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p><strong>In quale momento hai capito che studiare giapponese all&#8217;universit\u00e0 poteva essere la giusta scelta lavorativa per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>In un certo senso non l&#8217;ho mai capito.<br \/>\nCome spiegato prima, il mio studio era motivato principalmente da passione e curiosit\u00e0 personali e quindi intrapresi gli studi accademici con la speranza che, oltre a soddisfarmi intellettivamente, potessero anche servirmi nell&#8217;ambito professionale. Gi\u00e0 prima della laurea iniziai a insegnare la lingua giapponese presso il liceo Galileo Galilei di Palermo scoprendo cos\u00ec il mio amore per l&#8217;insegnamento che dura ancora adesso tra lezioni private, lezioni presso scuole di lingue e lezioni presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Palermo.<br \/>\nNel frattempo iniziai anche a ottenere qualche lavoro di traduzione tecnica (manuali di istruzioni e simili) oltre a qualche interpretariato (principalmente di carattere turistico).<br \/>\nL&#8217;ingresso nel mondo della traduzione dei manga fu il passo pi\u00f9 difficile e lungo: la prima collaborazione arriv\u00f2 con J-Pop nel 2012 e dur\u00f2 solo due volumi, la seconda arriv\u00f2 nel 2015 con Goen e fu impegnativa, duratura e poco remunerativa terminando nel 2017, dopo una sessantina di volumi, quando passai a tradurre titoli pubblicati da Star Comics dove la retribuzione era migliore e pi\u00f9 puntuale.<br \/>\nGi\u00e0 con Goen avevo raggiunto una certa indipendenza economica che si \u00e8 consolidata e rafforzata negli anni a seguire, quindi direi che il fatto di potermi mantenere grazie a un lavoro derivante da una passione personale sia un buon indizio di aver effettuato una scelta &#8220;giusta&#8221;.<br \/>\nTuttavia non \u00e8 un lavoro che garantisce grandi stabilit\u00e0 e certezza&#8230; ma al giorno d&#8217;oggi quale lavoro davvero le garantisce?<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il tuo approccio al lavoro? Come affronti un nuovo manga da tradurre?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Molti sostengono che prima di iniziare una traduzione bisogni leggere tutta l&#8217;opera per intero, tuttavia con i manga serializzati spesso questo \u00e8 impossibile, inoltre sono dell&#8217;opinione che tradurre contestualmente alla prima lettura aiuti a trasmettere l&#8217;eventuale suspense o comunque il ritmo previsti dall&#8217;opera originale. (Chiaramente prima della consegna provvedo sempre a una o due riletture alla ricerca di uno stile gradevole e di refusi.)<br \/>\nComunque, al di l\u00e0 del &#8220;tradurre senza spoiler&#8221;, laddove possibile mi procuro eventuali traduzioni gi\u00e0 esistenti (anche di trasposizioni anime) per trarne ispirazione, per identificare un trend gi\u00e0 consolidato, etc. A ci\u00f2 si aggiunge anche un gran lavoro di ricerca di altra documentazione riguardo l&#8217;opera in lavorazione ed eventuali collegamenti o riferimenti ad altre opere o a fatti storici che l&#8217;opera potrebbe includere.<br \/>\nQuanto allo stile di traduzione, sono sicuro che una traduzione letterale sia improponibile, ma personalmente cerco per quanto possibile di tradurre i termini originali in un rapporto &#8220;1:1&#8221; con l&#8217;italiano, chiaramente evitando le varie storture che potrebbero prodursi nella resa nella nostra lingua per via di eventuali differenze culturali (ad es. in giapponese le ripetizioni sono pi\u00f9 tollerate che in italiano.)<br \/>\nQuesto sistema permette in molti casi di esprimere i medesimi concetti originali (senza aggiungerne e senza toglierne) con un numero di parole abbastanza simile e quindi di non discostarsi troppo dal ritmo originale. Comunque questo discorso meriterebbe un approfondimento maggiore in quanto non pu\u00f2 davvero esaurirsi nelle poche frasi che ho speso qui sopra.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-105 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2019\/10\/demon-slayer.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"608\" \/>Traduci molti sh\u014dnen, come <em>Kimetsu no Yaiba<\/em> e <em>Boku no Hero Academia<\/em>, che hanno avuto molto successo di pubblico. Pensi che la grande popolarit\u00e0 delle trasposizioni animate di questi manga possa portare i giovani ad avvicinarsi alla lettura?<\/strong><\/p>\n<p>La mia esperienza passata \u00e8 stata proprio questa: le versioni animate mi hanno incuriosito a leggere le versioni in carta stampata e ci\u00f2 mi ha poi aperto un grande orizzonte, non solo sul Giappone in s\u00e9, ma sulla cultura mondiale (vista comunque dagli occhi giapponesi).<br \/>\nComunque pu\u00f2 essere vero anche il contrario: l&#8217;uno trascina l&#8217;altro e in alcuni casi i due elementi sono forse imprescindibili in una specie di rapporto &#8220;yin\/yang&#8221;.<br \/>\nPersonalmente non riesco a dare un valore maggiore o minore alle due versioni, neanche nell&#8217;ambito dei romanzi e delle loro trasposizioni cinematografiche: si tratta di due mezzi di divulgazione differenti che hanno i propri punti di forza.<br \/>\nHo tradotto anche il manga <em>Cells at work &#8211; Lavori in corpo<\/em> che ha visto una sua bellissima versione animata e sono ancora indeciso su quale possa essere la versione migliore.<br \/>\nL&#8217;unico rammarico \u00e8 che mi sarebbe piaciuto occuparmi anche della traduzione degli anime di questi titoli&#8230;<\/p>\n<p><strong>Hai lavorato alla traduzione e all&#8217;adattamento della serie animata <em>Aggretsuko<\/em> (Netflix), all&#8217;interno del team Words In Progress. Come \u00e8 stata questa esperienza? In che modo la traduzione televisiva si discosta da quella cartacea?<\/strong><\/p>\n<p>Con loro ho lavorato anche alla traduzione di <em>Rilakkuma and Kaoru<\/em>, opera animata con protagonista il simpatico orsetto pigrone Rilakkuma, e ci sono altre novit\u00e0 in arrivo.<br \/>\nLe differenze principali sono riguardo l&#8217;adattamento e il lavoro in team di traduzione.<br \/>\nNella traduzione dei manga normalmente l&#8217;adattamento \u00e8 implicitamente affidato al traduttore stesso e la redazione si occupa principalmente di correggere i refusi passati inosservati in fase di rilettura (ne scapper\u00e0 sempre almeno uno&#8230;) e di proporre qualche variazione qua e l\u00e0 in base a determinate necessit\u00e0 stilistiche. Invece nel caso di un anime l&#8217;adattamento \u00e8 affidato principalmente a un adattatore professionista che modificher\u00e0 (talvolta radicalmente) la traduzione fornita in modo da rispettare i tempi di parlato e il labiale. Talvolta la richiesta anzi \u00e8 di fornire traduzioni il pi\u00f9 possibile letterali, ma ovviamente ogni suggerimento di adattamento prodotto in fase di traduzione \u00e8 comunque molto ben gradito.<br \/>\nLa differenza del &#8220;team di traduzione&#8221; sta nel fatto che normalmente il lavoro di traduzione di un manga \u00e8 abbastanza solitario: una volta assegnato un titolo a un traduttore verr\u00e0 tendenzialmente lasciato sempre alla stessa persona che (salvo qualche eccezione) si confronter\u00e0 poi solo con chi in redazione si occuper\u00e0 di rileggere il suo lavoro prima di mandarlo in stampa. Con la traduzione degli anime invece sto sperimentando un vero e proprio lavoro in team: i vari episodi vengono assegnati a differenti traduttori che lavorano in parallelo confrontandosi di continuo prima di consegnare le loro traduzioni all&#8217;adattatore che si occuper\u00e0 dunque anche di limare eventuali difformit\u00e0 stilistiche.<br \/>\nQuesto metodo certamente consente di ultimare la traduzione di un&#8217;intera opera in tempi brevi, ma credo che sia applicabile solo agli anime dove \u00e8 comunque gi\u00e0 previsto un importante intervento dell&#8217;adattatore.<\/p>\n<p><strong>Ci vuole pi\u00f9 impegno, passione o una combinazione di entrambi per questo tipo di lavoro? E quanto \u00e8 importante essere fruitori costanti di manga per farlo al meglio?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che la passione sia imprescindibile da qualunque attivit\u00e0 uno voglia svolgere al meglio: una vera passione porta a un vero impegno spontaneo &#8220;a ridotto consumo energetico&#8221;.<br \/>\nComunque nel caso della traduzione di anime e manga ritengo che questa passione debba essere soprattutto quella per la lingua e per la cultura giapponesi e solo in secondo luogo quella per anime e manga stessi, dato che in fin dei conti il lavoro ha comunque a che fare con le parole e i concetti e non direttamente coi disegni o altri aspetti di tali opere.<br \/>\nIndubbiamente, comunque, leggere frequentemente manga di vari generi \u00e8 un punto a favore in quanto aiuta a confrontarsi con vari stili, sia degli autori sia dei traduttori, e a trovarne uno proprio oltre al fatto che spesso i manga tendono a citarsi vicendevolmente.<br \/>\nMi permetto per\u00f2 di aggiungere che, oltre alla passione, all&#8217;impegno, alla bravura, etc. per entrare in questo campo \u00e8 necessaria anche una buona dose di fortuna&#8230;<\/p>\n<p><strong>Quali consigli daresti a chi oggi vuole diventare traduttore dal giapponese?<\/strong><\/p>\n<p>Il primo ovvio consiglio \u00e8 quello di raffrontarsi con la lingua giapponese: se manca la passione di cui sopra pu\u00f2 essere una lingua veramente ostica da apprendere.<br \/>\nIl secondo consiglio \u00e8 quello di tradurre molto per se stessi, come esercizio, prima di proporsi a qualunque casa editrice: tradurre, rileggere, farsi rileggere (da amici, parenti, etc.), correggersi, tradurre nuovamente, etc.<br \/>\nIl terzo consiglio \u00e8 quello di contattare a tappeto tutte le case editrici esistenti e di non demoralizzarsi nel caso in cui si venga ignorati (cosa abbastanza probabile) o nel caso in cui, pur facendo una prova di traduzione, non si venga presi per tradurre: non significa necessariamente &#8220;non essere bravi&#8221;, ma deve essere sempre uno sprone per migliorarsi e ripensare al mio secondo consiglio.<br \/>\nL&#8217;ultimo consiglio \u00e8 quello di non svendersi anche solo per riuscire a pubblicare un volume: aumentare tariffe gi\u00e0 applicate in precedenza \u00e8 difficile e fare un lavoro che non viene pagato adeguatamente pu\u00f2 portare allo spegnimento della passione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;intervista ad Andrea Maniscalco, traduttore per Star Comics di titoli di punta come Kimetsu no Yaiba e Boku no Hero Academia, ma anche di perle del seinen manga come La stirpe della sirena e Mother Cosmos.<\/p>\n","protected":false},"author":752,"featured_media":103,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Tradurre #3 - Intervista a Andrea Maniscalco - La Grande Onda","description":"Un'intervista ad Andrea Maniscalco, traduttore per Star Comics di titoli di punta come Kimetsu no Yaiba e Boku no Hero Academia, ma anche di perle del seinen ma"},"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[23,10,9],"class_list":["post-100","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intervista","tag-andrea-maniscalco","tag-manga","tag-traduzione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/752"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lagrandeonda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}