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L’affare Girasole: un intrigo internazionale per Tintin

Corsa agli armamenti, rapimenti e servizi segreti: Tintin e co. sono ancora coinvolti nella Guerra Fredda, ma la rivelazione è Bianca Castafiore!

L’affare Girasole: un intrigo internazionale per TintinMoulinsart, oltre che gli ozi del Capitano Haddock, ospita il laboratorio dove il Professor Girasole conduce le sue ricerche, solitarie ma comunque allo stato dell’arte per quello che riguarda la tecnologia. La sua capacità di inventore ci è nota fin dalla sua comparsa e, dopo averne scoperto anche le capacità organizzative, lo troviamo alle prese con la costruzione di una sorta di cannone ultrasonico.
Nel clima di tensione della Guerra Fredda i suoi progressi non passano certo inosservati e, non potendo contare sulla sua collaborazione, le due potenze rivali di Syldavia e Borduria si mettono in moto per rapirlo. e Haddock si mettono immediatamente sulle sue tracce e attraversano l’Europa per recuperare sia il Professore sia i piani della nuova arma.

L’affare Girasole si segnala innanzitutto come perfetto esemplare della fase matura delle avventure di Tintin: realizza una struttura compatta e scorrevolissima, sfruttando un cast arricchito da nuovi personaggi.

Un’altra maschera inquietante del comico

Messa al margine la coppia Dupond & Dupont, che nell’avventura lunare si era pur esibita ai massimi livelli, Hergé fa debuttare Serafino Lampion, assicuratore logorroico la cui pulsione a prevaricare l’interlocutore lo rende quasi creatura da incubo.

La sua impermeabilità ai discorsi altrui sembra decisamente una limitazione mentale, tanto quanto è fisiologica la sordità di Girasole. Lampion è peraltro qualcosa di più di una comparsa poiché sulle sue spalle cade la responsabilità del tormentone comico/grottesco che accompagna tutta la vicenda. Suo punto di forza è sicuramente la sgradevolezza suscitata dalla sua invadenza che lo caratterizza come un vero e proprio violatore della privacy altrui.

Una figura inquietante la cui energia inesauribile si nutre più di arroganza che di stupidità. Considerarlo innocuo significherebbe sottovalutarlo; il sorriso e il linguaggio del corpo appaiono mimetici e servono a ingannare l’interlocutore. Lampion è un vero e proprio ladro/parassita di vita: la sua occupazione “manu familiae” di Moulinsart è gesto di violenza, nutrito di egoismo e di desiderio di status. Lampion non desidera infatti banalmente essere un villeggiante o un ospite: sogna di essere il castellano. A dimostrarlo il fatto che la sua occupazione di Moulinsart ha tutti i caratteri del trasferimento definitivo.

Sottile nichilista autoreferenziale o profondo ignorante (alternativa fra due importanti fonti di arroganza), il personaggio di Lampion conferma il gusto di Hergé per una comicità che (s)veli lati sgradevoli dell’animo umano. Le sue figure comiche, infatti, non sono mai occasione per uno sguardo “altro” che spiazzi il buonsenso e lo metta in discussione.
Dupond & Dupont sono una coppia alla ricerca del comico puro, mentre il Capitano Haddock, per quanto normalizzato, resta una figura non rassicurante, e il Professor Girasole, persa la sua stramberia – con la sordità, soppressa nella precedente avventura e riproposta in chiusura della presente giusto come escamotage -, è un inventore ben inserito nei processi produttivi moderni e ne riflette non solo le tendenze ma anche le ambiguità. Infatti, per quanto risulti che si sia opposto senza tentennamenti a collaborare allo sviluppo militare del suo prototipo, resta il fatto che quel prototipo l’ha pur costruito, dimostrando l’efficacia del principio su cui l’arma è basata. Girasole si tira fuori dalla faccenda, ma l’ovvia discussione che può nascere con il piccolo lettore è “poiché però altri potranno lavorare a quell’arma, Girasole è veramente innocente?“.

L’affare Girasole: un intrigo internazionale per Tintin
L’effetto del cannone sonico di Girasole sconvolge Haddock. Tintin e l’affare Girasole, pag. 10.

Dettagli pedagogici: diffidare del Potere

Altro debutto che avviene ne L’affare Girasole è quello del Colonnello Sponsz, villain dell’avventura ed efficiente ingranaggio della macchina di potere dello stato di Borduria. Hergé non dà al Colonnello una caratterizzazione particolare – per dire, la sua passione per la musica è solo occasione per orchestrare un’importante svolta della vicenda -, ma lo riproporrà sulla scena.
Sponsz è un ufficiale/burocrate efficiente e di grandi doti (o almeno responsabilità) organizzative; in questo senso certamente in sintonia con i tempi (siamo negli anni ’50 del secolo scorso), poiché indica il potere costituito come la definitiva fonte di pericolo.

D’altra parte, se a questo punto facciamo un po’ di piccola conta sulle avventure di Tintin, vediamo che solo in tre casi Tintin si confronta con malviventi comuni (le avventure in Congo, America ed Egitto); nelle altre si trova invischiato in rivalità fra nazioni o intrighi per la conquista del potere politico (sotto la categoria “potere”, potremmo ricondurre anche il dittico Inca, che tratta comunque della fondazione religiosa dell’identità di una comunità).
Senza forzare troppo, sempre considerando il suo status di fumetto per bambini, potremmo allora dare a questo tema ricorrente anche il ruolo di piccolo insegnamento: è bene diffidare del potere costituito perché ha ragioni, interessi e obiettivi propri e utilizza la violenza e la sopraffazione come strumento ordinario.

Naturalmente, l’adulto interpretava facilmente l’allusione come diretta ai regimi dell’allora blocco sovietico; tuttavia il semplice utilizzo di nomi fittizi fa sì che il piccolo lettore non si trovi di fronte a una correlazione esplicita, aprendo così un potenziale spazio di riflessione e discussione (quindi, se si vuole, passando la responsabilità educativa al genitore che viene potenzialmente chiamato in causa e non certo escluso). D’altra parte, inserendo nel gioco di spionaggio la Syldavia, con la quale Tintin, Girasole e Haddock collaborarono per il suo programma spaziale, Hergé marca l’ambiguità etico-politica del contesto in cui si muovono i nostri eroi.

Comprimari di alto livello: Bianca Castafiore

L’affare Girasole: un intrigo internazionale per Tintin
Copertina del volume di Michael Farr – già autore di un Tintin Companion – dedicato a Bianca Castafiore (Egmont, 2007).

In coda notiamo di sfuggita che ne L’affare Girasole scopriamo un lato sconosciuto della soprano Bianca Castafiore.
Nelle sue precedenti apparizioni L’Usignolo de La Scala era stata poco più che una macchietta ma in questa avventura dimostra una tempra notevolissima, capace di afferrare al volo le situazioni e far fronte alle emergenze (la mirabile scena nel suo camerino nella quale tiene a bada il Colonnello Sponsz).

Le potenzialità di un simile personaggio si palesano improvvise: giramondo, introdotta negli ambienti altolocati ma comunque a proprio agio con chiunque. Forte personalità e dotata di una vanità che – viene da pensare – forse è più maschera che sintomo di egocentrismo, la sequenza che la vede protagonista fa rimpiangere che Hergé non l’abbia maggiormente valorizzata.

Il trattamento della Castafiore resta così ulteriore esempio della capacità di Hergé di dare sfaccettature ai personaggi secondari e di sfruttarle efficacemente. Quello che è interessante notare è che la cura dei personaggi secondari non supera mai la soglia che li trasformerebbe in co-protagonisti.

Detto altrimenti, l’autore belga non sembra interessato a sviluppare un’effettiva coralità delle vicende, così che esse sono sviluppate come una macchina narrativa nella quale Tintin ha il ruolo di motore degli eventi e gli altri personaggi sono componenti di altissima qualità, che danno il timbro dell’avventura e fanno la differenza nella resa della vicenda grazie all’abilità con cui Hergé li lavora e li mette in sincronia.
Ma il risultato di tutto questo è il perfezionamento dell’implementazione di una formula: Hergé ha definito un gioco, lo ha condiviso con i suoi lettori e mette in scena partite sempre più raffinate, curate ed eleganti. Ma non cambia mai il gioco.

Una chiara potenzialità inespressa

C’è questa sensazione, leggendo molte delle avventure di Tintin: di trovarsi sulla soglia di qualcosa di inaspettato e completamente nuovo, che tutti gli elementi siano lì a disposizione per iniziare qualcosa di nuovo, ma che alla fine sia mancato il giusto enzima per farli reagire. Il sospetto è che il successo della formula abbia finito per limitare le sperimentazioni di Hergé sui personaggi (il suo rapporto con il lavoro e lo stress derivato è stato d’altra parte fonte di depressione).

In fondo, guardiamo in quali direzioni si è evoluto il profilo di Tintin dai tempi de Il loto blu ad ora: sono quelle dell’efficienza e dell’affidabilità; Hergé non ha mai lavorato sulle debolezze, cosa che avrebbe potuto cambiare le regole (vale la pena ricordare ancora una volta che la forza dell’impatto di Haddock al suo debutto nasceva proprio dalla focalizzazione sulle sue debolezze). Il successo delle avventure di Tintin ci dice tuttavia che i suoi piccoli lettori valorizzavano proprio questa solidità; o che almeno la valorizzavano i genitori che acquistavano il Journal e i volumi (ambiguità inestricabile per tutto ciò che è rivolto all’infanzia).

Forse, allora, una delle componenti del fascino delle storie di Tintin sta proprio nell’evidenza della potenzialità alla quale accennavamo, a quel suo muoversi sul limite di ciò che può esprimere l’avventura per bambini e che, a decenni di distanza, il lettore adulto percepisce come una vaga ombra alla periferia della visione e della lettura.

Nella prefazione, Jean-Marie Embs, Philippe Mellot e Philippe Goddin propongono la consueta messe di materiale di lavoro e osservazioni sul metodo dello Studio Hergé. Nella sezione dedicata ai personaggi, Embs e Mellot rimarcano le proprie critiche su letture autoreferenziali delle avventure di Tintin e dedicano un’ampio spazio ai nuovi memebri del cast.

Abbiamo parlato di:
Tintin – L’affare Girasole Hergé
Traduzione di Giovanni Zucca
In allegato a La Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera, Aprile 2017
29+62 pagine, cartonato, colori – 7,99 €
ISBN: 977203975726270018

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