La strada verso Harbinger Wars II: Generation Zero

La strada verso Harbinger Wars II: Generation Zero
Fred Van Lente, Francis Portela e Diego Bernard riportano in scena Generation Zero, un gruppo di psioti adolescenti sui generis. Un’opera di supereroi teen che attinge a piene mani dalle avventure per ragazzi degli anni ’80, contaminandola in maniera intelligente con altri generi.

Generation-Zero-TPB1_1200px_Recensioni Generation Zero è un “supergruppo” sui generis in casa Valiant: formato da ragazzini minorenni dotati di superpoteri, rapiti dal progetto Rising Spirit per diventare una task force militare. Cresciuti in un ambiente ferreo che ha strappato loro ogni briciolo di infanzia e serenità, sono stati liberati da Bloodshot durante i traumatici eventi di Harbinger Wars.
Ormai liberi dal controllo dell’organizzazione militare segreta, Animalia, Cloud, Cronus, Gamete e i gemelli Zygos si danno alla clandestinità e offrono i propri servigi a chiunque abbia bisogno. Nella miniserie a loro dedicata entrano in contatto con Keisha Sherman, che chiede loro di indagare sugli eventi misteriosi che stanno avvenendo nella città di Rook, precedentemente nota come Detroit.

Queste sono le premesse della serie scritta da Fred Van Lente, veterano dei comics soprattutto per ragazzi, che in questa occasione mescola vari generi per creare un mix di avventura supereroica leggero e piacevole, che non brilla per originalità ma che riesce a catturare il lettore con un ritmo sostenuto e un paio di colpi di scena azzeccati.

La narrazione di Van Lente si focalizza soprattutto sulla trama e sulle atmosfere mistery-horror condite dal tipico gusto delle avventure adolescenziali degli anni ’80 e ’90 (dai Goonies a It, fino ad arrivare a Stranger Things): un ritmo ben cadenzato guida i protagonisti attraverso lotte interdimensionali, sconfinamenti nel mondo dei sogni e battaglie cruente.

Nonostante la velocità con cui gli eventi sono raccontati e il tono abbastanza stereotipato delle storie di supereroi adolescenti, Van Lente riesce a inserire alcune riflessioni sul rapporto tra adulti e ragazzi, su come questi ultimi abbiano bisogno di ricevere fiducia e libertà di espressione, per sviluppare una mentalità lontana dai falsi idoli venerati da una generazione di adulti che ha fallito completamente nell’educare i propri figli.

In questo senso, le figure di Keisha Sherman e Adele Poole raffigurano la classica dicotomia delle high school di provincia: la prima è una giovane intelligente, anticonvenzionale e per questo emarginata, la seconda è una cheerleader che sogna di essere una ribelle ma pur sempre viziata. Sebbene i due personaggi non escano dalla tipica rappresentazione adolescenziale statunitense, il confronto tra le due offre alcuni momenti divertenti.

GenerationZero2_300dpi_Recensioni Il contrasto tra ragazze normali e i piccoli soldati della Generation Zero mette in risalto il trauma della guerra che ha distrutto l’infanzia di questi ultimi, con alcuni dialoghi che svelano il dramma di ragazzi spezzati in cerca di normalità. Il colpo di scena finale somma tutte queste riflessioni con una critica diretta alle responsabilità degli adulti, che decidono egoisticamente come disporre del mondo, senza curarsi delle conseguenze fisiche ed emotive delle loro scelte sulle generazioni future.

I disegni di Francis Portela e Diego Bernard, arricchiti dalla tavolozza pimpante e solare di Andrew Delhouse, sono adatti alle atmosfere del racconto: entrambi i disegnatori usano un tratto pulito, dinamico e plastico che mette in risalto l’azione della storia più che l’introspezione. Anche la costruzione geometrica delle tavole aiuta la narrazione, rendendola più chiara e intellegibile, laddove l’uso delle splash page esalta i colpi di scena.
La linea morbida di Portela caratterizza con attenzione gli stati emotivi dei personaggi e riesce a creare ambientazioni ricche di energia e dettagli, laddove il tratto di Bernard tradisce alcune incertezze nelle espressioni facciali, nei volti e nelle anatomie.

A elevare la quota artistica dei due volumi ci pensano vari disegnatori, tra i quali Javier Pulido, chiamati in causa per realizzare l’Heroscape (il mondo dei sogni di Adele Poole): l’alternarsi di stili dona un po’ di vivacità alla narrazione, dando un tocco di eclettismo che risolleva la generale piattezza dei disegni.

In conclusione, Generation Zero è un fumetto divertente, con un buon ritmo e abbastanza equilibrato, che non ha la pretesa di uscire dai canoni del genere ma che non trova il tempo di far decantare le idee introdotte e di approfondire tematiche interessanti, causa forse anche la prematura chiusura dopo appena nove numeri. Ormai Harbinger Wars 2 è alle porte: vedremo cosa ha in serbo in futuro per i ragazzi della Generazione Zero.

Abbiamo parlato di:
Generation Zero vol. 1 e 2
Fred Van Lente, Francis Portela, Diego Bernard e artisti vari
Traduzione di Fiorenzo delle Rupi
– ottobre e novembre 2018
Volume 1: 144 pagine, brossurato, colori – 9,90 €
ISBN: 9788822610706
Volume 2: 112 pagine, brossurato, colori – 8,90 €
ISBN: 9788822611079

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