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La sfida interna alla Warner, la diversità di Riverdale

Continua l'analisi sulle sfide che la Warner si appresta ad affrontare dopo il successo di Suicide Squad. Inoltre, uno sguardo al cast di Riverdale.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

La sfida interna alla Warner

Nella precedente puntata di Nuvole di Celluloide, abbiamo presentato una prima panoramica delle reazioni all’uscita negli USA di , grande successo in termini di pubblico e di numeri al box office, ma fortemente contestato da una larga fetta della critica e degli addetti ai lavori.
Anche in questa puntata continueremo a fornire un quadro dei commenti fatti da alcuni analisti di settore sul film diretto da David Ayer, che vanno a inquadrarsi in un discorso più ampio sul futuro dei personaggi DC Comics al cinema.

In un per niente dolce editoriale firmato da Brent Lang e pubblicato nei giorni scorsi su Variety dal titolo Suicide Squad è un successo, ma la DC ha bisogno di iniziare a fare film migliori, la famosa rivista di spettacolo ha puntato il dito contro la campagna promozionale messa in campo dalla Warner Bros. prima per e in seguito per Suicide Squad, accusando di fatto la major di avere ingannato il pubblico.

C’è un vecchio adagio che si applica all’attuale dilemma DC Comics. Si può ingannare tutto il popolo qualche volta e alcune persone per tutto il tempo, ma non si può ingannare tutto il popolo tutto il tempo.
Nel caso di “Batman V Superman: Dawn of Justice” e ora con “Suicide Squad”, si può sostenere che DC e Warner Bros. hanno abbastanza abilmente tirato il fumo negli occhi di un sacco di gente. Il marketing di “Batman V Superman” ha promesso un epico scontro tra leviatani dei fumetti, nonostante il fatto che la situazione del titolo comprendesse un momento molto piccolo sullo schermo in quella che è essenzialmente una lunga anticipazione dei film della Justice League.

La sfida interna alla Warner, la diversità di Riverdale
Uno dei poster promozionali di Suicide Squad.

Per quanto riguarda Suicide Squad, Lang sostiene che la promozione fatta di manifesti colorati, trailer zeppi di musica e ironia priva di morale simile a quella di Deadpool abbia anch’essa ingannato il pubblico, il quale ha avuto invece di fronte a suo dire una versione scadente de “La Sporca Dozzina” che egli definisce un modello di incoerenza narrativa. Per il giornalista, una delle voci più importanti di Variety, il problema principale che Warner e DC devono affrontare è quello del controllo creativo, elemento questo già sollevato da altri suoi colleghi.

In questo momento, il controllo della qualità è un problema fastidioso per la DC e, per estensione, per la Warner Bros. Lo studio ha un chiaro caso di invidia per la Marvel. Vuole il proprio interconnesso universo cinematografico di supereroi, e lo voleva ieri. “Batman V Superman” e “Suicide Squad” fanno parte di una tentacolare e ambiziosa iniziativa destinata a lanciare due adattamenti di fumetti ogni anno… Dopo tutto, i film DC non sono soltanto film, ma sono giganteschi eventi aziendali, destinati a deporre le uova non solo per i sequel, ma per innescare anche linee di giocattoli, merchandising collegato e parchi a tema.

Mentre il controllo creativo di cui parla Lang è finalmente in atto in queste settimane grazie al fatto che e stanno prendendo le redini della nuova divisione DC Films, a cui sono tra l’altro seguite una serie di promozioni e spostamenti chiave all’interno di DC Entertainment (l’ultima delle quali è quella di Amit Desai come capo del settore Business & Marketing Strategy), un altro problema da risolvere è quello del rapporto con la critica.
Sia Batman V Superman: Dawn of Justice che Suicide Squad hanno infatti sofferto una fortissima percentuale di recensioni negative, che apparentemente non ne hanno smorzato l’esordio al box office, anche per via del pubblico a cui questi film sono diretti, ma hanno avuto certamente effetti in seguito.

C’è un grande scollamento tra quello che i critici hanno da dire e quello che il pubblico sta vedendo – ha dichiarato Jeff Goldstein, vice presidente esecutivo della distribuzione di Warner Bros. – Noi siamo in risonanza con un pubblico più giovane. Più giovane è il pubblico, più alto è il punteggio.
Ci sono segnali, tuttavia, che le recensioni negative eventualmente recuperano il ritardo con questi film. “Batman V Superman” ha avuto un calo del quasi il 70% nel suo secondo week-end, e l’apertura di “Suicide Squad” è scesa del 41% tra il Venerdì e il Sabato, un calo molto più precipitoso di altri film di supereroi come “Captain America: Civil War” o “Deadpool”.
I fanboys e le fangirls spingono i film di supereroi a un grande weekend di apertura con il loro entusiasmo sfrenato – ha detto Paul Dergarabedian, analista di ComScore – La domanda per il lungo termine, però, è: le opinioni degli spettatori si allineano con i critici? Questo è il giudice più importante.

È quindi possibile che un controllo creativo più stretto conduca la Warner e DC nella realizzazione di pellicole che alla fine possano mettere pubblico e critica su una stessa linea nel recepire questi prodotti? La risposta a questa domanda potrebbe anche essere positiva, ma il giornalista di Variety solleva una interessante problematica facendo un confronto con il potere quasi onnipotente che ha nella direzione creativa dei .

La Warner infatti potrebbe sacrificare, nello sviluppare un approccio centralizzato simile ai Marvel Sudios, la reputazione di cui gode da sempre nel fornire una certa libertà ai registi. Edgar Wright e il suo Ant-Man sono l’esempio più lampante di come personalità e concezioni creative differenti si siano scontrate, nonostante poi l’evidente successo che la pellicola ha ugualmente ricevuto attraverso il lavoro di Peyton Reed.
Alcuni sostengono che le pellicole Marvel siano da sempre creature plasmate da Feige piuttosto che dai loro registi, meri esecutori di una linea già concordata dalla dirigenza. Ma aldilà di questo, è palese che i film della Casa delle Idee siano un successo dietro l’altro. Che le teorie sullo strapotere di Feige siano vere o meno, centralizzare il potere creativo e riconoscere ai registi una minore libertà potrebbe essere per la Warner la ricetta per il successo, o quella per disconoscere le caratteristiche che l’hanno resa riconoscibile, rischiando anche flop al box office e salvaguardando la propria anima?

La sfida interna alla Warner, la diversità di Riverdale
Kevin Feige ha portato i Marvel Studios al successo. Riusciranno Geoff Johns e Jon Berg a fare lo stesso con DC Films?

Nel frattempo, continua la campagna promozionale legata alla pellicola. Warner Bros. Consumer Products ha collaborato con Neff, un marchio di abbigliamento, per creare una linea di vestiti basata su Suicide Squad.
La nuova collezione sarà fortemente focalizzata sul Joker, così come su Harley Quinn, e sarà caratterizzato da immagini tratte dal film su una serie di t-shirt grafiche.

L’atmosfera di Suicide Squad si collega con la fantasia dei nostri clienti e noi di Neff e siamo entusiasti di avere l’opportunità di mostrare gli elementi creativi selezionati per questo franchise DC.

La sfida interna alla Warner, la diversità di Riverdale

In una serie di interviste concesse a CBR nei giorni scorsi, il cast e i creatori di Riverdale hanno parlato della nuova serie televisiva targata The CW, che presenterà una versione inedita dei personaggi della Archie Comics.

Molte persone mi hanno chiesto ‘Perché ami Archie così tanto?’ Per me è stato qualcosa a cui aspirare, l’appagamento di un desiderio – ha dichiarato il produttore esecutivo . Volevo davvero essere amico di Archie e dei suoi amici. Volevo andare alla Riverdale High. Ho pensato, ‘Questo è un luogo dove ognuno è gentile. Si trascorre del bel tempo. E vanno sempre al Choklit Shoppe dopo la scuola, o vanno al cinema, Drive-in e roba del genere. Quindi penso sia questo da cui tutto è iniziato.
Ho passato forse dieci anni a scrivere fumetti Marvel, ma ho sempre voluto scrivere un fumetto di Archie. Così ho pedinato il CEO ed editore al Comic Con di New York forse quattro o cinque anni fa. E ho detto “ho bisogno di scrivere un fumetto di Archie, o finirò per non essere mai soddisfatto”. E poi abbiamo iniziato a lavorare da lì. In seguito ho fatto un sacco di roba per la TV. Ho lavorato su “Glee” per tre anni, “Big Love” per tre anni. E quindi mi hanno chiesto “Ti interesserebbe fare un live-action di Archie?” E ho risposto “Sì, sarebbe un sogno che si avvera.” Così abbiamo iniziato a cercare di realizzare questo obiettivo. È stato un lungo viaggio. Credo che abbiamo lavorato su questo progetto per tre o quattro anni.

La sfida interna alla Warner, la diversità di Riverdale

Parlando del casting per il serial, Aguirre-Sacasa ha sottolineato la particolarità del fatto che alcuni personaggi non riflettono una somiglianza vera e propria con le controparti cartacee, un elemento questo ormai acquisito dal pubblico per quanto riguarda gli show televisivi tratti dai fumetti.

Se abbiamo intenzione di fare uno spettacolo ambientato nel mondo reale, deve riflettere il mondo reale. E il mondo reale non è al 100% bianco. So che era una grande priorità. Abbiamo Camila Mendes, una bellissima e focosa Latina, che è sorprendente nell’interpretare Veronica Lodge. E abbiamo Josie and the Pussycats, una band al femminile tutta afro-americana [interpretate da Ashleigh Murray, Asha Bromfield e Irie Hayleau]. Sapete, alcune persone dicono che sono come le Destiny Child. Io dico che sono come le Dream Girls. K.J. Apa, che interpreta Archie, proviene dalla Nuova Zelanda ed è metà-samoano. È proprio come il mondo è. E Kevin Keller, primo personaggio apertamente gay di Archie per esempio, e anche un grande, grande personaggio nei fumetti, avrà una grande parte nel pilota per renderlo un mondo più inclusivo.
Ad un certo punto, siamo stati aperti a qualsiasi tipo di diversità. Devo dire che nel mio primo incontro con Greg [Berlant ndr], quando l’ho coinvolto nello show su Archie, ho detto: immagino Josie and the Pussycats come le Destiny’ s Child. Questa era una fase iniziale di quell’idea. Ma per Veronica, con una diversità aperta, chiunque avrebbe potuto fare l’audizione. E tutti l’hanno fatta. Camila ha lottato duramente per vincere quella parte e ci è riuscita, ed è meravigliosa in quel ruolo.

Cable: Chronicles of Hope

Tra i numerosi fan-film in produzione, uno tra i più interessanti è Cable: Chronicles of Hope, realizzato da K&K Productions attraverso una campagna di crowdfunding. Co-diretto, scritto e prodotto dai fratelli Harry e George Kirby, il cortometraggio sarà caratterizzato dalla presenza di alcuni tra i mutanti preferiti dagli appassionato come Cable (Solvi Fannar), Hope Summers (Christine Lynn), Bishop (Philip Tommy) e Nightcrawler (Grant Stevens).
Secondo i realizzatori, la storia si basa sulla famosa saga di qualche anno fa che racconta la storia di una giovane ragazza di nome Hope, annunciata come il Messia mutante che in molti vogliono assassinare, ma che viene protetetta da Cable, il soldato mutante proveniente dal futuro.

Noi amiamo questa storia e ci piace l’azione. Quindi aspettatevi combattimenti corpo a corpo, poteri mutanti, grandi pistole e Cable che prende a calci tutti! È stato così divertente girare le scene d’azione e mostrare quanto indifesi siano i Purificatori umani quando sono contrapposti ai personaggi degli X-Men – ha dichiarato uno dei creatori del film.

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